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Abete bacchetta Macalli "Niente sconvolgimenti"

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Il presidente della Federcalcio spegne gli allarmi su presunti provvedimenti provocati dall'indagine-Covisoc, la commissione che controlla i bilanci societari. "Quest'anno è tutto ok, il presidente della Lega Pro doveva star zitto"


ROMA - Siamo entrando nel periodo della paura, o almeno quello nel quale arrivano i primi spifferi d'allarme da via Allegri, sede della Figc. Una storia decennale. Scende in campo, per buttare acqua sul fuoco, il presidente della Figc, Giancarlo Abete. "Campionati sconvolti? Assolutamente no, non c'è questo rischio e me ne assumo la responsabilità. Se pensiamo che vengano sconvolti i campionati per poche migliaia di euro pagate in modalità diversa a fronte di milioni si finisce per distruggere un prodotto che non merita questo trattamento".

Così parlò Abete commentando le 36 segnalazioni di società della Covisoc alla Procura federale per non aver effettuato i pagamenti in base alla norma sul conto dedicato.

"C'è stata un'esplosione di comunicazione sugli organi di stampa assolutamente sproporzionata rispetto al problema - ha aggiunto il numero uno del calcio italiano - Il 23 febbraio la Covisoc ha fatto delle segnalazioni su pagamenti diversi rispetto al conto dedicato, anche su pagamenti piccola entità, nei confronti dei singoli calciatori. Non esiste un deferimento da parte della Covisoc, la Procura federale prende atto delle segnalazioni e poi valuta se ci sono dei deferimenti da effettuare in base alle normative vigenti. Bisogna stare attenti a non confondere le modalità che servono al controllo o non controllo con l'adempimento o non adempimento".

Poi arriva la 'bacchettata' a Mario Macalli, presidente della Lega Pro, che aveva anticipato
la notizia parlando anche di un intervento della Procura federale. "Ha fatto delle dichiarazioni improvvide, penso che i soggetti politici debbano stare lontani dagli organi di giustizia sportiva, non esiste il giustiziere della notte - continua Abete -. Nessuno ha voluto nascondere niente, è una notizia normale su cui non dovrebbero intervenire soggetti che dovrebbero occuparsi di politica sportiva".
fonte: repubblica.it


Abete attacca Macalli e assicura: «Serie A e B non corrono pericoli»

(COrriere dello Sport) - «Dichiarazioni improvvide».Questa volta Giancarlo Abete, presiden­te federale, non si preoccupa di celare la sua rabbia. Nel mirino Mario Macalli, vice.presidente della Figc e presidente della Lega Pro colpevole di aver parla­to pubblicamente di una trentina di so­cietà (trentaquattro, per la precisione) che non hanno usato il«conto dedicato», imposto dalle norme in materia di tra­sparenza, per compiere i pagamenti.


«Ma spesso si tratta di importi minimi, centinaia di euro o mi­gliaia a fronte di paga­menti per milioni», sot­tolinea Abete. Esempli­ficativo il caso del Cata­nia: ottocento euro paga­ti attraverso il «conto de­dicato » ma invece che con un bonifico, con un assegno circolare. Ine­zie. «Spiccioli» che non possono cam­biare le classifiche:«i campionati non corrono pericoli, non saranno sconvol­ti ».Non ci sono stati «insabbiamenti»: la Covisoc ha segnalato il 23 febbraio le sei società di A e B, le dodici di Prima e Seconda divisione.

Sottolinea Abete
«E’ l’inadempimen­to che viene punito». Ma qui l’adempi­mento c’è stato, seppur in forme sba­gliate. La Procura Federale farà le sue valutazioni e poi deciderà per il deferi­mento o l’archiviazione.«Non è accetta­bile il fatto che un dirigente voglia fare contemporaneamente il presidente di una Lega, il vice-presidente federale, il procuratore federale e l’organo giudica­te.

Ognuno deve stare al suo posto, non esiste che qualcuno possa fare il giusti­ziere della notte. Si è rappresentata una Federazione che voleva nascondere qualcosa, falso. C’è stata una esplosio­ne del caso sproporzionata rispetto al­la rilevanza del problema»,accusa Abe­te.

TENSIONI -
In Federazione la situazione è molto tesa. L’attività è sostanzialmente bloccata e la denuncia di Macalli rischia«di distruggere il prodotto che non me­rita questo trattamento». Perché ieri il presidente della Lega Pro ha dovuto non solo fronteggiare la rabbia di Abete ma anche fare i conti con l’irritazione dell’Aic e con quella della serie B. Spiega An­drea Abodi:«Non abbia­mo mai proposto la ri­duzione a due delle pro­mozioni. Non esiste alcun progetto. Questa non corretta rappresentazione suggerita da soggetti che operano con intenti quantomeno discutibili e poco istituzionali, rappresenta l’ennesimo se­gnale dell’incapacità di alcuni interlo­cutori di partecipare correttamente e ri­spettosamente alla vita e allo sviluppo del sistema-calcio».Il fatto è che nessu­no può dire come saranno i campionati del prossimo anno. Abete e Lega Pro so­no favorevoli al blocco dei ripescaggi. Bisogna vedere se tale blocco deve pre­vedere un limite (ad esempio, sessanta squadre per cui se in Prima e Seconda Divisione se ne iscrivono, come si teme, solo 54, sei caselle vuote potrebbero es­sereriempite); oppure se deve essere totale. La B ha posto un limite: il cam­pionato a venti squadre.

Poi c’è il fronte aperto con la A che sta «trattando» il rientro nel Cf (
«Non ci sa­ranno scambi sugli extracomunicatri»,

precisa Abete). Nel frattempo, però, la riforma dello statuto è bloccata. L’As­semblea è stata fissata: si terrà il 20 maggio. Se la A non si convertirà a più miti consigli, Abete si rivolgerà al Coni per sottolineare una contraddizione pa­ralizzante. Per cambiare il regolamen­to del Coni basta la maggioranza sem­plice; in Figc, invece, basta l’opposizio­ne di due terzi di una sola componente per far saltare tutto.
«Nessuno più di me ha rispetto delle minoranze, ma biso­gna avere rispetto anche delle maggio­ranze », dice Abete.

MOGGI E GIRAUDO -
Tra uno scontro pole­mico e un altro, ieri il Cf ha varato la norma che consentirà di chiudere, nel bene o nel male, entro giugno, la que­stione della radiazione dei condannati di Calciopoli (i più noti Moggi e Girau­do). La regola prevede due gradi di giu­dizio. Ad attivarlo (presso il giudice sportivo territoriale o la commissione disciplinare territoriale o la Commissio­ne di Dsciplina Nazionale) deve prov­vedere il Procuratore Federale. Il giudi­zio di secondo grado si svolgerà di fron­te alla Corte di Giustizia Federale. Ma è chiaro che in caso di condanna alla ra­diazione, si andrà oltre quei gradi di giudizio (Alta Corte di Giustizia del Co­ni, Tar e il Consiglio di Stato). E poi bi­sogna vedere come gli ultimi sviluppi di Calciopoli incideranno sui nuovi giudizi

Pubblicato il 5/3/2011 alle 15.48 nella rubrica Generiche.

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