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Portogruaro Taranto 1-0 - Colpiti e affondati. Che fine ha fatto il Taranto da serie B? - febbrea90.com

di Enrico Losito - 15/11/2009

Portogruaro VE (dal nostro inviato) - Trasferta veneta amara per il Taranto. Allo stadio Mecca di Portogruaro gli ionici vengono colpiti ed affondati, al 12’ della ripresa, da una rete del goleador granata Altinier. I padroni di casa vincono 1-0 e scaraventano la compagine rossoblù fuori dalla griglia playoff. È un episodio a condannare il Taranto: una distrazione della retroguardia ionica su calcio da fermo. Dopo lo svantaggio, Migliaccio e compagni hanno reagito con poca lucidità e tanta approssimazione, dando la possibilità, agli uomini del tecnico Calori, di trovare le giuste contromosse e mettere in ghiaccio il risultato. Il miglior Taranto si è visto a tratti: ovvero quando la manovra di gioco viene impostata palla a terra. Russo si conferma una pedina preziosa nello scacchiere tattico di Brucato. Ma, uno dei grossi problemi del Taranto rimane la fase di finalizzazione. Serve un’immediata scossa, perché domenica prossima ci sarà la seconda gara esterna consecutiva a Lanciano.

Schieramenti. Il Portogruaro viene schierato da mister Calori con il 4-3-1-2: in attacco Altinier vince il ballottaggio con Bocalon, che finisce in panchina. Dall’latra parte Brucato schiera i suoi uomini con il 4-3-1-2: in difesa il rientrante (da squalifica) Calori al posto di Imparato; mentre a centrocampo Mezavilla sostituisce il febbricitante Quadri nel ruolo di mediano con il conseguente innesto di Felci sull’out di destra e lo smistamento di Giorgino sul lato mancino.

Cronaca. Nei primi minuti granata subito aggressivi, ma è il Taranto al 3’ a creare la prima occasione con una conclusione dalla distanza di Mezavilla, che termina abbondantemente oltre la traversa. Ancora jonici in avanti al 9’ con un diagonale di Corona che viene però bloccato dal portiere Rossi. Più tardi anche Giorgino, sugli sviluppi di una punizione di Correa, tenta la fortuna da fuori area con la palla che sorvola la traversa. Al 20’ gli amaranto protestano per l’annullamento di una rete realizzata da Altinier in posizione di fuorigioco. Un minuto più tardi è invece Vicente per i veneti a sparare una bordata dai venticinque metri che termina alle stelle. Il Portogruaro si rende pericoloso al 22’: Gotti crossa dalla destra per l’inzuccata di Altinier che si spegne fra le braccia di Bremec. Pericolosissimi in due circostanze gli uomini di Calori dopo la mezz’ora: prima al 34’, al culmine di un’azione insistita è D’Alterio, uno degli ex di turno, a scoccare un destro che fa la barba al palo. Un minuto dopo, tocca ad Altinier, servito da Scozzarella, cogliere la traversa dopo aver sfruttato un indecisione tra Migliaccio e Bremec. Gli ospiti cercano di alleggerire la pressione al 39’ grazie ad un diagonale di Corona sventato da Rossi e tre minuti dopo dilapidano una clamorosa palla-gol: Russo parte in contropiede, dialoga con Corona, che innesca Correa. L’argentino, tutto solo davanti a Rossi, tira debolmente agevolando la presa dell’estremo difensore avversario. E’ l’ultima occasione di una prima frazione tirata, ma giocata dalle due squadre più sui nervi che con raziocinio. I rossoblù cominciano la ripresa con il piglio giusto: al 1’ Corona scarica un violento destro dal limite che si spegne di poco al lato. Stessa sorte al 5’ per il destro dell’amaranto Cunico. All’ 11’ il solito Altinier, imbeccato da un traversone dalla sinistra di Espinal, impegna di testa Bremec. E’ l’azione prodromica alla rete del Portogruaro che giunge al 12’: Scozzarella batte un corner pescando l’incornata vincente di Altinier. Primo cambio della gara al 14’: il tecnico Calori getta nella mischia il giovane Puccio al posto di Scozzarella. Doppia sostituzione per gli jonici al 20’: Lolli e Scarpa avvicendano rispettivamente Calori e Felci. Mister Brucato cambia modulo: la squadra si sistema con il 4-3-3 e cercano di reagire: al 22’ la punizione mancina di Correa trova la presa sicura di Rossi. Altra sostituzione per i veneti al 27’: esce Altinier, entra Bocalon. Ultimo cambio nelle fila del Taranto al 31’: Innocenti subentra a Corona facendo mutare nuovamente l’assetto che diventa 4-2-3-1. Al 36’ confusione in area amaranto, né approfitta Innocenti che colpisce di testa con palla che finisce oltre la traversa. Risponde il Portogruaro con un diagonale di Puccio che finisce al lato. Al 40’ miracolo del portiere Rossi sulla sventola dal limite del tarantino Nicola Russo. Ultimo cambio al 41’ per mister Calori: Specchia avvicenda Cunico. Al 48’ Bocalon in azione di ripartenza chiama all’intervento il portiere Bremec. E’ l’ultima azione da segnalare dell’incontro. Dopo 5 minuti di recupero l’arbitro sancisce la fine delle ostilità con il tripudio della tifoseria di casa, che riassapora la vittoria dopo due sconfitte consecutive.

TABELLINO

PORTOGRUARO (4-3-1-2): Rossi; D’Alterio, Madaschi, Siniscalchi, Gotti; Scozzarella(14’s.t. Puccio), Vicente, Espinal; Cunico(40’s.t. Specchia); Marchi, Altenier(27’s.t. Bocalon). A disposizione: Marcato, Pondaco, Fusciello, Scapuzzi. All. Calori.

TARANTO (4-3-1-2): Bremec; Calori(20’ s.t. Lolli), Viviani, Migliaccio, Bolzan; Felci(20’s.t. Scarpa), Giorgino, Mezavilla; Correa; Russo, Corona(31’ s.t. Innocenti). A disposizione: Barasso, Imparato, Berretti, Prosperi. All. Brucato

Arbitro: Ferraioli di Nocera Inferiore (ass.ti: Ricci di Reggio Emilia – Tino di Milano)

Marcatori: 12’ s.t. Altinier(P) Ammoniti: Cunico, Rossi, Siniscalchi per il Portogruaro; Bolzan, Viviani per il Taranto.

Angoli: 5-4 per il Portogruaro

Spettatori: 1200 (300 tifosi ospiti)

Sala stampa di Portogruaro Taranto - Brucato contento del primo tempo, Mr. Calori raggiante

di Enrico Losito - 15/11/2009
Portogruaro VE (dal nostro inviato) - “Il miglior primo tempo della mia gestione”. Le parole sono del tecnico jonico Giuseppe Brucato, che malgrado la sconfitta appare sereno nell’immediato dopo-gara. “Purtroppo abbiamo pagato la rete subita,  ci ha tagliato le gambe e la nostra reazione è stata in apnea”. Infatti la reazione rossoblu è parsa disordinata. Un aspetto che dovrà sicuramente essere limato in futuro: ”Sicuramente dobbiamo valutarlo e  lavorare per migliorarlo. La reazione, quando incassiamo una marcatura, deve essere più lucida. Comunque non è facile cambiare modulo a partita in corso, questo magari ci ha fatto perdere lucidità. Avremmo potuto passare in vantaggio con Correa e probabilmente vincere l’incontro. Invece torniamo a casa con le pive nel sacco. In ogni caso la sconfitta non deve ridimensionarci. A tal proposito non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi: abbiamo alternato giocate sulle fasce a penetrazioni centrali. Per quanto mi riguarda preferisco giocare male, come avvenuto nella gara contro la Cavese, e vincere e non il contrario come è accaduto nella gara odierna. La partita? Tirata per entrambe le squadre nel primo tempo. Naturale perdere lucidità nella ripresa. La delusione dei tifosi giunti in Veneto? La comprendo, ma siamo più rammaricati noi ed il nostro presidente”. La chiosa finale lascia trasparire un ottimismo quasi incondizionato: ”Se giocheremo sempre con questo piglio faremo strada e punti”. Malgrado il pensiero positivo del tecnico rossoblù, resta la macchia della prima sconfitta incassata dal Taranto della sua gestione ed una rete parsa evitabile.
A fornire spiegazioni sulle circostanze del gol è capitan Migliaccio: “Purtroppo sull’angolo è stato perso di vista un avversario, ovviamente non posso dire da chi. Ma Altinier è stato bravo. Il futuro? A marzo valuteremo la classifica, questa sconfitta è stata condizionata da un episodio. Anche i campionati possono mutare grazie ad un episodio, come ad esempio è accaduto a noi due stagioni fa. Ci serve solo la scintilla per farci esplodere”. Diversa naturalmente l’atmosfera in casa veneta.
 
Non nasconde la sua felicità Salvatore D’Alterio, uno degli ex della gara, che comunque non disdegna un tuffo nel recente passato: “Mi fa piacere incontrare dei vecchi amici. A Taranto ho trascorso due anni bellissimi e probabilmente non sarei andato via. Dall’altra parte, però, ho cercato di dare il massimo per la mia attuale squadra”. Sicuramente il  divorzio con il bravo difensore campano e il sodalizio tarantino non è stato indolore, ma Sasà sembra avere messo tutto alle spalle: “Non provo alcun rancore, del resto la vecchia dirigenza è andata via. Certo mi spiace essere stato ceduto per ragioni extracalcistiche. Ma ormai è tutto passato. Il Taranto? Non ho visto una brutta squadra, magari hanno giocato a sprazzi. In ogni caso credo che non sia facile cambiare radicalmente la rosa. I tifosi dovrebbero avere un po’ di pazienza. Conosco bene la piazza di Taranto, so quanto è esigente, sopratutto le pressioni sono davvero notevoli”.
 
Da un ex all’altro il passo è breve. Malgrado il dominicano Espinal sia stato il classico “oggetto misterioso” sbarcato in riva allo jonio. “E’ vero ho giocato pochissimo, ma avevo solo diciannove anni. Tra l’altro mi ammalai e fui costretto a tornare nel mio paese. Comunque a Taranto sono stato bene. La gara odierna? Dovevamo vincere a tutti i costi per riscattare le due sconfitte subite con Ternana e Spal”. Il centrocampista centroamericano è stata una spina nel fianco della retroguardia jonica ed a volte ha dato l’impressione di cercare l’errore di Calori (suo dirimpettaio): “Ho cercato spesso l’uno contro uno, in quanto avevamo dei moduli speculari. In tal modo potevo creare superiorità numerica”.
 
Raggiante e sorridente il trainer dei granata Calori, che sembra avere scacciato i fantasmi delle ultime due sconfitte consecutive: “Nelle ultime due gare non meritavamo la sconfitta. Nell’incontro di oggi ci siamo riscattati, malgrado una prestazione non eccelsa. La partita è stata risolta da un episodio, ma noi siamo stati bravi a tenere a bada la reazione del Taranto ed a rimanere corti. E’ affascinante affrontare una squadra come quella pugliese, soprattutto per quei 6-7 ragazzi che sono esordienti in Terza serie. Sono soddisfatto perché la squadra ha seguito le direttive che avevo dato in settimana. La nostra aggressività è stata decisiva? E’ stata una componente, ma personalmente allargherei il discorso: abbiamo sempre cercato di produrre calcio con delle buone trame di gioco e siamo stati pericolosi in ripartenza. Il Taranto? L’ho visto bene. Possiede individualità importanti come Corona, Correa, Innocenti e il giovane Russo. Se la giocherà fino alla fine, come, del resto, faranno le altre formazioni di vertice. Attenzione, però, alle pressioni dell’ambiente tarantino: non voglio fare l’uccello del male augurio, ma a conti fatti potrebbero risultare determinanti in senso negativo. Ovviamente spero per il Taranto che ciò non accada”.

Taranto Sì, Taranto No! E Portogruaro diventa la... "Terra dei cachi"

di Francesco Friuli - 16/11/2009

Il Taranto esce con le ossa rotte da quel di Portogruaro. Non tanto per il punteggio, quanto per il gioco messo in mostra dai rossoblù. Brucato ripropone l'ormai classico e non collaudato 4-3-1-2. Il tecnico siciliano ha definito la prima frazione di gioco come la migliore della sua gestione. Un fondo di verità c'è in queste sue parole: palla a terra, la squadra ha ben impressionato. Gli ionici, sempre nel primo tempo, hanno giocato larghi, mostrando qualche segnale di novità. Tuttavia i bei propositi messi in mostra nei primi minuti di gara, non sono stati capitalizzati. Sui piedi di Correa capita l'occasione più ghiotta di tutta la partita: solo davanti al portiere, l'argentino ha sprecato malamente l'azione da gol costruita con la collaborazione da Russo e Corona. Fin qui, parafrasando una canzone di Elio e le storie tese, il “Taranto Sì”.

Ci si aspetta nella ripresa una squadra in grado di schiacciare l'avversario nella sua metà campo. Invece a scendere in campo è il “Taranto No” , al quale vengono a mancare gli occhi della tigre. Il Portogruaro, allenato da Calori, ex difensore che faceva della praticità il suo credo, colpisce sfruttando la dormita difensiva di Migliaccio e Viviani. Uno a zero e match in ghiaccio. Ed i rossoblù? Reazione molle, senza un minimo di costrutto: insomma una squadra apatica. Bolzan se nel primo tempo un cross era riuscito ad effettuarlo, nella ripresa si trasforma in un telefonino all’interno di un’area senza segnale: irraggiungibile.

Mezavilla corre, corre e corre come la "Locomotiva" di Francesco Guccini. Anzi di più e per giunta inutilmente. L'ingresso in campo di Lolli porta maggiore corsa sulla corsia esterna di destra. L'italo-iraniano dimostra di esser pronto per un impiego full time. Felci è utile alla manovra, dovrebbe addirittura restare in campo fino alla fine, soprattutto quando il Taranto si rimodula. Gli ionici, infatti, sul finale di gara passano al 4-2-3-1, modulo caldeggiato da qualche settimana anche dalla nostra webzine.

Brucato ammette da parte dei suoi uomini alcuni problemi nell'adattarsi ad un atteggiamento tattico diverso. Questo più che un problema è una grave pecca: i rossoblù si rivelano una squadra statica. La parola duttilità è assolutamente un'utopia in casa tarantina. Paradossalmente, il 4-2-3-1, con Innocenti unica punta, crea nei minuti finali del match un certo imbarazzo alla retroguardia granata. Il trainer tarantino, dopo aver avuto coraggio a cambiare in corsa, dovrà avere lo stesso spirito per rivoluzionare il suo impianto di gioco sin dall'inizio del match. Una scelta che potrà rivelarsi utile per tornare alla vittoria.

Correa, nel ruolo di trequartista, non sta rendendo. Che senso ha continuare su un raccolto che dona solo spine e nessun frutto? Perchè non provare qualcosa di diverso, senza estromettere l'argentino ex Lazio? Tocca ora a Brucato trarre le giuste conclusioni. Portogruaro ieri, infatti da terra di conquista, si è trasformata nella “Terra del cachi”.

Una nota di colore in conclusione: i 300 tifosi giunti dalla Puglia e da ogni parte d'Italia. Per essi la sconfitta è stata una pugnalata al cuore. Vedere una intera grandinata “pittata” di rosso e di blu nel Nord-Est, è stato uno spettacolo che mancava da tanto, troppo tempo. La speranza è di vedere sempre più partite con i tifosi del Taranto in trasferta i quali, però, vorrebbero essere ripagati con una moneta diversa e che possibilmente non sia fuori corso .

Che fine ha fatto il Taranto da serie B?

di Francesco Vozza - 16/11/2009

Il Taranto esce con le ossa rotte dalla trasferta di Portogruaro. La formazione del presidente D’Addario, allo stadio Mecchia, incassa una sconfitta di misura, 1-0, mostrando tutti i propri limiti strutturali. È il bomber granata Altinier a segnare la rete decisiva che riporta il Taranto fuori dalla griglia playoff. In certi frangenti la manovra ionica è sembrata confusa e soprattutto poco incisiva sotto rete. Eppure nel corso del primo tempo gli undici di Brucato hanno sfiorato il vantaggio, ma l’argentino Correa, solo davanti all’estremo difensore granata, non è riuscito a replicare quanto fatto sei giorni prima allo Iacovone. Non sono bastati gli spunti di Russo e l’abnegazione di Giorgino.

È servito poco al Portogruaro del tecnico Calori per vincere la partita: i veneti, su calcio d’angolo, hanno sfruttato un errore di marcatura della difesa ionica e hanno gestito la seconda frazione di gioco difendendo il vantaggio con molta più cattiveria agonistica rispetto ai rossoblù. Migliaccio e compagni continuano a mostrare segnali preoccupanti anche dal punto di vista mentale.

Il Taranto è una formazione senza personalità e incapace, nei momenti chiave della partita, di dominare l’avversario. Delusione sugli spalti per i quasi 300 sostenitori di fede ionica. Quest’ultimi, nel post partita, hanno applaudito solo il giovane Russo respingendo il resto della squadra. Inoltre, nel corso della serata, i tifosi hanno fatto perdere il treno alla squadra contestata duramente nella stazione di San Donà di Piave. In molti si domandano: che fine ha fatto il Taranto da serie B?

Domenica prossima andrà in scena la seconda trasferta consecutiva: questa volta a Lanciano.

Le pagelle di Portogruaro Taranto

di Maurizio Mazzarella - 15/11/2009
BREMEC – Sul gol di Altinier può fare poco, perché l’attaccante di casa sfugge alla difesa ionica. Quando viene chiamato in casa si fa trovare pronto: 6
 
CALORI – Spinge fino all’eccesso nella fase di possesso, lasciando spesso sguarnita la propria zona di competenza quando il Portogruaro attacca. Grave l’errore sul retropassaggio a Bremec nel primo tempo: 4,5
 
MIGLIACCIO – Sul gol di Altinier saltano le marcature e le responsabilità sono da dividere per tutto il reparto. Rispetto ai compagni, gioca una gara più arcigna: 5,5
 
VIVIANI – Sembra spesso teso e nervoso, tanto che in alcuni frangenti compie dei falli ingenui sui propri avversari. E’ poi nella sua zona che il Portogruaro sembra più insidioso con Cunico: 5
 
BOLZAN – Non spinge quasi per niente, soffrendo con costanza gli avversari che si presenta nella zona di sua competenza, in alcuni momenti sembra anche poco utile al gioco complessivo: 5
 
FELCI – A differenza delle prestazioni precedenti, risulta maggiormente utile alla manovra del Taranto, acquisendo coraggio gradatamente. Sarebbe stato meglio mantenerlo in campo: 5,5
 
GIORGINO – In questo momento della stagione, è certamente indispensabile per questo Taranto. Gioca con grande grinta e carisma, assolutamente un esempio: 6
 
MEZAVILLA – Sul piano del gioco sembra spesso confuso e poco concentrato, rifugiandosi il più delle volte in falli banali, però cerca sempre la porta, anche se non fa parte delle sue caratteristiche principali: 5,5
 
CORREA – Ancora una volta gioca una gara al di sotto di quelle che sono le sue reali potenzialità. Sbaglia un gol facile nel primo tempo e quasi sempre si ha la sensazione che questo modulo lo stia caricando di responsabilità eccessive: 5
 
CORONA – Gioca troppo decentrato, quindi lontano dalla porta avversaria e tra le sue caratteristiche c’è anche quella di provare a segnare. Ci prova, ma non ci riesce: 5,5
 
RUSSO – Tiene alta la squadra, punge costantemente gli avversari quando il pallone finisce tra i suoi piedi, nel secondo tempo costringe il portiere avversario al miracolo: 6
 
LOLLI – Entra nella ripresa e spinge nella giusta misura mantenendo gli equilibri della sua zona inalterati, merita di giocare di più: 6
 
SCARPA – Entra nella ripresa ed il tempo a sua disposizione per incidere è poco, non sembra però entrare del tutto in partita: 5,5
 
INNOCENTI – Il suo ingresso dona più peso all’attacco del Taranto: 6
 
BRUCATO – Nel primo tempo il Taranto gioca con maggiore personalità, anche se manca concretezza in attacco ed in difesa un’ingenuità si sarebbe potuta pagare a caro prezzo. Nella ripresa si parte bene, ma il gol avversario fa perdere alla squadra lucidità: 5
 
L’ARBITRO – Direzione corretta, priva di eccessive sbavature: 6
 
IL PORTOGRUARO – Nel primo tempo sembra disordinato, ma non consente comunque al Taranto di trovare la via del gol. Nella ripresa trova il vantaggio su palla inattiva e lo difende, provando a colpire in contropiede. Gioca la gara che doveva dopo una serie di risultati non proprio positivi: 6


fonte: febbrea90.com

Pubblicato il 17/11/2009 alle 0.3 nella rubrica Taranto.

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