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Gallipoli senza stadio, Barba, «Non facciamo la B» - lagazzettadelmezzogiorno.it



GALLIPOLI - Il solito esuberante Barba. Quando il presidente scioglie la lingua è un fiume in piena, una valanga che travolge tutti. Ce l’ha con mezzo mondo. A due mesi dall’inizio del campionato di serie B lo stadio è in alto mare e lui minaccia: «Non mi impone nessuno di giocare in serie B. Se devo andare un anno intero a Lecce a disputare le gare interne, è meglio rinunciare. Perché no? Potrei ritirare il Gallipoli e sarei capace di farlo. Non sono Agnelli o Berlusconi. E se decido di non giocare in B nessuno venga più a parlarmi di calcio. Non vorrò vedere nemmeno un pallone. In fondo, non vivo di calcio».

Vincenzo Barba spiega i motivi che lo vorrebbero tenere lontano da Lecce: «Siamo due club di serie B e si creerebbe un dualismo, quasi una guerra civile tra gli ultras che a me non starebbe bene. Sono amico fraterno di Giovanni Semeraro e non mi va di rovinare l’amicizia con lui. Fossimo stati lui in A e io in B sarebbe stata un’altra cosa».

Il presidente e parlamentare continua a sfogarsi: «Da quando siamo andati in B - dice - ho assistito ad una processione di gente. Chi è venuto a raccomandarmi una società che gestisce i tornelli, chi la nuora. Sono nauseato. Nessuno che si sia fatto avanti per dire che mi avrebbe dato una mano, che magari avrebbe cercato sponsor».

Barba si sente isolato, nei giorni scorsi non ha risparmiato nemmeno l’amministrazione comunale. Non ha citato il Comune, ma ha sottolineato le inadempienze delle istituzioni, ed è ovvio il riferimento all’amministrazione di palazzo Balsamo, dove governa il centrodestra di cui lui è tra l’altro parlamentare.

Difficile, comunque, credere che il Gallipoli rinuncerà alla B. Il suo sembra uno sfogo, sia pure comprensibile.

«Dopo il recente sopralluogo della Lega calcio, ho detto che un conto sarebbe stato giocare a Lecce poche partite, in attesa della sistemazione del nostro stadio. Ma se c’è il rischio di giocare tutto l’anno, allora no. Vi rendete conto di quante spese in più dovrei sopportare? Eppoi, avremmo problemi logistici con il Lecce. Entrambe le squadre dovranno allenarsi al via del mare e la coabitazione sarebbe impossibile».

L’allenatore Giuseppe Giannini, intanto, sarà a Gallipoli domani e lunedì: «Spero di poter incontrare il presidente - dice il trainer della storica promozione in B - Sarò nel Salento per ritirare alcuni effetti personali e ci terrei a parlare col presidente. E’ giusto che lui mi faccia capire se mi ritiene ancora utile alla causa del Gallipoli o meno».

A Gallipoli, nel frattempo, circola la voce che vorrebbe sulla panchina Roberto Rizzo, indiscrezione legata probabilmente all’amicizia tra Rizzo e il direttore sportivo Gino Dimitri. Ma nulla di più.

Gallipoli, i lamenti di Barba
«Noi abbandonati da tutti»


di Giuseppe Albahari

GALLIPOLI«Da soli a doverci sobbarcare sulle spalle un peso troppo oneroso per le nostre possibilità»: il presidente del Gallipoli calcio, onorevole Vincenzo Barba, commenta amaramente che anche quest’anno la storia si ripete, malgrado lo storico traguardo raggiunto.

«Finiti i festeggiamenti, finita l’euforia - sostiene - spariscono tutti coloro che economicamente e socialmente potrebbero e dovrebbero dare una mano per proseguire in questa avventura che non è soltanto sportiva. Facendo finta di non comprendere i sacrifici necessari a tenere in piedi un sodalizio sportivo nei campionati professionistici, tutti coloro che sono ben pronti a salire sul carro del vincitore, non appena ci si attenderebbe da loro un sacrificio concreto e non effimero, spariscono».

L'appello non è solo al sostegno economico: il patron giallorosso contesta che «le istituzioni interessate, al di la di qualche battuta e di qualche boutade elettorale ed elettoralistica, facciano niente». Un trasparente riferimento all’amministrazione comunale, per altro politicamente affine al parlamentare Pdl, che comunque ha convocato per domani un consiglio sostanzialmente monotematico sullo stadio; mentre per oggi è atteso un sopralluogo all’«Antonio Bianco» degli ispettori della Lega calcio.

«È mortificante che l’impegno umano, economico e manageriale profuso, sia appeso al filo di valutazioni che hanno a che fare con la copertura di una tribuna o la sostituzione del manto sintetico. E poi, subito dopo, ci sono le incombenze economiche per l’iscrizione al nuovo campionato, il pagamento delle ultime mensilità degli atleti che ci hanno condotto in Serie B e l’approntamento del nuovo staff per l’anno prossimo, tutto ciò in una solitudine e in un silenzio assordante da parte di chi ci circonda: istituzioni, imprenditori, professionisti».

Un allarme già registrato in passato. Rientrerà? «No - sostiene Barba - stavolta la misura è davvero colma e saremmo disposti a fare più di un passo indietro se dovessimo accorgerci che la nostra sensibilità e la nostra moralità dovesse essere scambiate o confuse per dabbenaggine o munifica faciloneria».


fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it

Pubblicato il 15/6/2009 alle 19.58 nella rubrica Gallipoli.

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