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Samb caos, rischio non iscrizione, si blocca anche il sito - sambenedettoggi.it


di Pier Paolo Flammini

Giulio Spadoni
? Giulio Spadoni

Due milioni debiti che i Tormenti, in carcere, non possono coprire come da accordi precedenti. La Fifa Security ha presentato oggi una ingiunzione di messa in mora per 85 mila euro. Il 30 giugno è il termine ultimo. Situazione quasi impossibile, corsa contro il tempo.

ARTICOLO SCRITTO E PUBBLICATO IN DIRETTA DURANTE LA CONFERENZA STAMPA SPADONI: «Parlo a nome di Sergio Spina, la nostra linea di condotta è stata sempre la massima trasparenza. Oggi ci premeva fare il punto della situazione, gli avvenimenti del fine settimana comportano delle difficoltà che è giusto portare a conoscenza. Mercoledì settimana scorsa io, Spina, i consulenti e i fratelli Franco e Giovanni Tormenti ci eravamo incontrati per formalizzare l’accordo per il passaggio delle quote nell’eventualità di retrocessione, perché per la salvezza si era stabilito tutto. Era identico al primo, con decurtazione del 50% della cifra.

In entrambi i casi i Tormenti sarebbero dovuti intervenire a copertura a residuo del debito (che supera i due milioni di euro) maturato nella gestione Tormenti. Il meccanismo è semplice: in Prima Divisione la cifra pattuita avrebbe coperto larga parte di questo debito, mentre in questa categoria c'è da impegnarsi per oltre un milione di euro.

Ad oggi Spina è ancora disponibile a rilevare la società per 850 mila euro rispetto al monte complessivo di circa due, ma la controparte deve pensare alla differenza. Oltre due milioni ci si quota una squadra di Serie A. Qualcuno ora ci dovrà dire cosa vogliono fare i Tormenti, ma la loro situazione giudiziaria, con presunzione di innocenza, comporterà dei problemi. Ieri abbiamo incontrato l’avvocato Manfredi. Naturalmente i Tormenti stanno in isolamento e oggi c’è un interrogatorio.

La scorsa settimana Franco Tormenti disse che la famiglia avrebbe garantito per i debiti prima di trasferire a Spina la Samb. Non potendoci incontrare con loro ci sono state nelle ultime ore delle cose che ci mettono in difficoltà. L’istituto bancario al quale ci si era appoggiati questa mattina ha revocato i fidi e trattiene i soldi versati da Spina per il pagamento degli stipendi di marzo. L’iniziativa della banca è stato fatto ad insaputa della Samb.

Noi abbiamo dovutio chiamare i giocatori per dir loro di non incassare gli assegni perché i fondi erano bloccati, altrimenti si rischiava il protesto. Si tratta di un istituto bancario locale. L’atto della banca non aveva un fondamento giuridico serio, è stato un atto di tutela e ha creato problemi.

C’è stata un’altra situazione, la Fifa Security ha messo in mora la società per 85 mila euro nei confronti della gestione precedente a Spina. La Fifa arriva a questa cifra per un credito non rispettato in precedenza, ma da quando è arrivato Spina sono stati pagati e rassicurati. Mettono a rischio una situazione difficilissima a causa dei problemi giudiziari dei Tormenti.

Con questo volume di debiti l’operazione va a rischio perché per 1,7 milioni in C1 e 850 mila euro in C2 è già una società sopravvalutata. Ma dobbiamo sapere al più presto le posizioni della controparte.

Entro il 22 di giugno dobbiamo definire 10 comproprietà, perché se non ci presentiamo rischiamo di perdere giocatori anche importanti a zero cifre.

I contributi da ottobre a dicembre risultano impagati, dobbiamo cercare di metterci in regola entro il 30 giugno, perché dobbiamo iscriverci. Spina ha tutta la buona volontà di rilevare la società, perché se si riuscisse a sistemare tutto noi assieme alla Pistoiese siamo le società più accreditate per il ripescaggio.

In questo momento la messa in mora mette a repentaglio una situazione di per sé difficile, perché se i Tormenti restavano fedeli a quanto detto, credo non ci sarebbe stato alcun problema. Adesso abbiamo le mani legate, e queste situazioni non fanno altro che peggiorare la situazione.

Domani ci incontreremo con l’avvocato Chiacchio, anche Spina ha tirato fuori diverse centinaia di migliaia di euro in questo periodo, che altrimenti sono buttati. A Chiacchio chiediamo come muoverci, siamo persone che cercano di aiutare a definire la situazione. La volontà rimane, lo ribadiamo, ma in questo momento non ci sono gli strumenti per farlo. Ci proveremo in ogni modo.

Manfredi ritiene eccessiva la misura cautelare verso i Tormenti, ma io non so esprimermi in merito. Occorre vedere fino a che punto loro possono disporre dei loro patrimoni.

Saremo realistici ma non catastrofici, dobbiamo cercare di salvare il calcio in questa città.

Occorre stare attenti, spesso il comitato regionale, in casi simili, spedisce direttamente in Prima Categoria, nell’incontro di domani verificheremo tutte le soluzioni.

L’iter della messa in mora obbliga il pagamento entro 5 giorni da oggi. Questo atto e il blocco dei fondi della banca ci hanno messo in grossa difficoltà. Se non riusciamo a pagare può partire l’istanza di fallimento.

PS Ci scusiamo con i lettori per qualche errore di battitura o di espressioni contorte dovute alla pubblicazione in diretta delle dicharazioni di Spadoni. Solitamente facciamo le correzioni in tempo reale, stavolta abbiamo avuto alcuni contrattempi e lo abbiamo fatto solo ora.

Tormenti ai domiciliari, i legali: «Sempre stati sereni»

di Oliver Panichi

Franco, Marcello e Giovanni Tormenti
? Franco, Marcello e Giovanni Tormenti

Gli imprenditori martinsicuresi si trovano nelle loro abitazioni fin dal primo pomeriggio di mercoledì. Per gli avvocati gli argomenti usati dall'accusa «non sono pacifici»

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - «I miei assistiti erano sereni prima dell'arresto, figuriamoci ora. Ci auguriamo di chiarire presto la vicenda». A parlare così è uno dei legali dei fratelli Tormenti, l'avvocato teramano Carlo Antonetti.

Alle dieci di mercoledì mattina il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Teramo ha firmato la concessione della custodia cautelare agli arresti domiciliari per Franco, Giovanni e Marcello Tormenti. Gli imprenditori martinsicuresi sono tornati a casa verso l'ora di pranzo. Vale lo stesso per Maurizio Di Biagio, amministratore della Rete Globo Srl. Per tutti e quattro si tratta del primo giorno fuori dal carcere dopo l'arresto choc di venerdì 5 giugno.

Cinque notti fra le mura di una cella a Castrogno, come conclusione finale di una complessa indagine da parte della Guardia di Finanza di Pescara legata a una presunta maxi evasione fiscale con la loro società di trading Navigo.it nel campo degli apparecchi di telefonia mobile.

L'equipe di legali che li assiste sta muovendo la propria strategia difensiva. La concessione dei domiciliari è per loro già un successo, anche se  al gip avevano richiesto la restituzione della libertà o in subordine la concessione dell'obbligo di residenza nel Comune di Martinsicuro.

Martedì pomeriggio nelle aule del tribunale di Teramo si è tenuto l'interrogatorio di garanzia. Quattro ore nelle quali i fratelli assieme ai propri legali hanno avuto modo di esporre la loro interpretazione dei fatti che l'accusa addebita loro.

L'avvocato Alessia Iadecola da noi raggiunta ha affermato: «Nel corso dell'interrogatorio abbiamo messo in rilievo che il settore di trading in cui opera la Navigo.it è un settore molto peculiare, riteniamo che alcuni aspetti tecnici specifici vadano adeguatamente valutati e approfonditi. In particolare, riguardo agli argomenti accusatori portati dalla Guardia di Finanza, riteniamo che ve ne siano alcuni non pacifici che meritano un'altra chiave di lettura».

Insomma, ottenuto questo primo obiettivo ora la difesa dei Tormenti attende che vengano disposti ulteriori accertamenti riguardo alle accuse che li hanno portati in carcere.


«Tormenti, per ora nessuna interdizione»

di Pier Paolo Flammini

I fratelli Tormenti quando gestivano la Samb Calcio
? I fratelli Tormenti quando gestivano la Samb Calcio

L'avvocato Carlo Manfredi commenta la giornata che ha visto i tre fratelli di Martinsicuro interrogati con i giudici inquirenti per ben 4 ore e mezza: «Se fossero messi in libertà, potrebbero firmare la cessione». Appello di Rivieraoggi.it

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sono stati ascoltati dalle 15 alle 19,30 i tre fratelli Tormenti, Gianni, Franco e Marcello – naturalmente per via separata – sono stati interrogati daii giudici inquirenti (l'accusa più grave è truffa e associazione a delinquere) che è stato definito, dall’avvocato di parte Carlo Manfredi, «chiarificatore su moltissime questioni». Fatto sta che i proprietari della Navigo.it restano in stato di fermo, e occorrerà capire fino a quando, oltre che per le loro strette e comprensibili ragioni personali, questo stato si protrarrà, rendendo di fatto inattuabile qualsiasi ipotesi di trasferimento delle quote alla nuova società di Spina.

Ricordiamo: ci sono due milioni di euro di debiti da far accollare ai Tormenti sulla base degli accordi presi con Spina. Ma a questo punto occorre chiedersi: se anche i Tormenti fossero scarcerati - come dice Manfredi, «non hanno in capo alcuna interdizione della capacità di agire, per cui, se fossero scarcerati, potrebbero firmare domani l’atto di vendita» - è possibile per loro accollarsi un debito sulla base di un accordo di cessione della società? Soprattutto considerando il patrimonio della Navigo.it posto sotto sequestro e i creditori, che ora, a causa della messa in mora della Fifa Security, usciranno tutti allo scoperto?

Questioni difficili, molto tecniche, che dovrebbero vedere i giudici inquirenti prendere decisioni rapidissime in funzione di qualche situazione estremamente particolare, ma sempre nel rispetto della legge (un dipendente ha un diritto di prelazione superiore rispetto ad un fornitore, e così via).

Rivieraoggi.it si mette a disposizione di quanti abbiano competenze tecniche e giuridiche tali da poter trovare un cavillo che possa sbloccare questa assurda situazione, che probabilmente richiederà un intervento anche da parte della politica e delle amministrazioni pubbliche se davvero, mai come ora, non si vuole vedere scomparire il calcio a San Benedetto fino a categorie parrocchiali o poco più.

Samb, si blocca anche il sito

di Redazione

Marcello Tormenti
? Marcello Tormenti

Impossibile rinnovarlo a causa della carcerazione dei Tormenti. Per ora le informazioni ufficiali tornano al vecchio Sambenedettesecalcio.it

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Persino il sito ufficiale della Samb, sambcalcio.it, è inaccessibile. Questo a causa dell'impossibilità di rinnovare il dominio di proprietà di Navigo.it, dato che i proprietari della società, i fratelli Tormenti, sono in carcere. Nessuno, quindi, può avere accesso ai fondi della Navigo.it.

La Samb tornerà a diffondere le notizie ufficiali sul vecchio sito sambenedettesecalcio.it, subito riattivato.

La Fifa Security: «Non vogliamo far fallire la Samb»

di Redazione

Lo stadio Riviera delle Palme
? Lo stadio Riviera delle Palme

CAOS ROSSOBLU La società che cura il servizio steward al Riviera delle Palme fa alcune precisazioni: «Vantiamo 40mila euro di credito nei confronti della dirigenza Tormenti, nonostante ciò abbiamo continuato a lavorare»

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - L'amministratore della Fifa Security Fabio D'Angelo interviene a proposito delle ultime notizie da viale dello Sport. L'agenzia che cura il servizio steward allo stadio Riviera delle Palme vanta un credito di 40 mila euro dalla dirigenza Tormenti (prestazioni fornite da gennaio a maggio, dice) e il 9 giugno ha fatto pervenire una notifica di pagamento tramite gli ufficiali giudiziari al sodalizio rossoblu. Specifica D'Angelo: «La notifica è un atto dovuto, necessario a garantire i diritti della Fifa Security che ha notificato alla Sambenedettese il recesso per inadempienza con applicazione della penale. L’atto non prelude necessariamente una istanza di fallimento, la Fifa Security non ha alcun interesse a far fallire la Samb».

D'Angelo corregge poi quanto affermato dal direttore generale Giulio Spadoni e che è stato riportato sul sito ufficiale della Samb, che da mercoledì sempre per ragioni legate all'attuale caso è sambenedettesecalcio.it e non più sambcalcio.it.

«La Fifa Security per i servizi prestati non deve avere poco meno di 10mila euro come citato nel comunicato stampa, deve averne 40.476. In merito a quanto citato nel comunicato stampa e relativo alle garanzie del pregresso da parte di Spina, si precisa che lo stesso avrebbe garantito il pagamento solo qualora fosse diventato presidente della sambenedettese. Allo stato attuale il presidente della Samb è Giovanni Tormenti e a lui sono stati notificati gli atti. Il nostro legale ha notificato tramite lettera raccomandata la messa in mora per i debiti non pagati dalla Sambenedettese il 24 aprile scorso in risposta all’ennesimo espediente della famiglia Tormenti di dilazionare per l’ennesima volta quanto giustamente vantato da chi aveva lavorato».

Poi una considerazione rivolta a Spadoni che accusa la Fifa Security di "mancanza di buon gusto" per non avere atteso nella pretesa dei crediti: «A chi si permette di fare considerazioni sui proprietari della Fifa Security, che sono e non che "si dicono" tifosi della Samb, rispondiamo che prima di parlare farebbero bene a conoscere la storia e la militanza che possono vantare e quello che hanno fatto, prima come tifosi e poi, da cinque anni, come società che garantisce il servizio steward».

I 4752 euro relativi alla gestione Spina, precisa la Fifa rettificando quanto detto dal sito ufficiale della Samb, non sono stati ancora incassati.

Poi una stoccata alla proprietà Tormenti: «Di salvatori della patria ne abbiamo conosciuti tanti da Mastellarini in poi, tutti animati da grandi propositi, a chiacchiere. Nei fatti noi come altri lavoratori del pronto soccorso, i tecnici impiantisti, i responsabili della sicurezza, abbiamo sempre dovuto sospirare per avere quanto dovuto; nel precedente fallimento abbiamo perso 14mila euro, ma in tutto il campionato nonostante non venissimo pagati abbiamo sempre garantito un servizio puntuale e professionale con circa 70 steward a partita; il nostro personale è stato sempre e puntualmente pagato da noi, è troppo facile fare i salvatori della patria con i soldi degli altri».

Fabio D'Angelo poi cita un incontro nella sede di viale dello Sport avvenuto in prossimità della gara casalinga del 2 maggio, alla presenza di Marcello Tormenti, Sergio Spina, Pierluigi Tassotti, Giulio Spadoni e il delegato per la sicurezza ingegner Daniele Boaretto. Riferisce D'Angelo che già in quella sede tutti erano al corrente della notifica di messa in mora del 24 aprile: «Venne raggiunto un accordo e la Fifa security, come altre volte, si è resa disponibile a garantire il servizio, quindi lo svolgimento delle gare; nello stesso incontro Marcello Tormenti garantiva il pagamento delle pendenze pregresse entro il 31 maggio 2009, mentre Spina si impegnava e garantiva il pagamento delle sole partite relative alla sua gestione, non essendo ancora proprietario della Sambenedettese».


Samb deferita dalla Covisoc

di Redazione

Gianni e Marcello Tormenti
? Gianni e Marcello Tormenti

A causa di inadempienze nel periodo ottobre-dicembre 2008. Anche Marcello e Gianni Tormenti colpiti dal provvedimento. Si rischia un'ammenda. Assieme alla società rossoblu colpite anche Avellino, Salernitana, Pro Patria, Crotone, Venezia e Catanzaro.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO - Il giorno prima di Lecco-Samb e quello successivo all'arresto dei tre fratelli Tormenti, la Covisoc ha deferito la Samb per alcune inadempienze compiute tra l'ottobre e il dicembre 1998. Oltre alla società rossoblu, sono stati deferiti anche l'ex presidente Gianni Tormenti e il rappresentante legale Marcello Tormenti.

La Samb, però, potrebbe cavarsela con una multa.

Assieme alla società rossoblu colpite anche Avellino, Salernitana, Pro Patria, Crotone, Venezia e Catanzaro.

fonte: sambenedettoggi.it

Pubblicato il 10/6/2009 alle 21.7 nella rubrica Sambenedettese.

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