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Blatter: In arrivo uno tsunami finanziario, 'Mi preoccupa strapotere inglese' - virgilio.it - corrieredellosport.it - sportmediaset.it - fondazioneitaliani.it

Calcio. Allarme Blatter: In arrivo uno tsunami finanziario

"La prima ondata ci ha risparmiato, la seconda ci toccherà"

Manchester, 11 mar. (Ap) - Il mondo del calcio rischia uno "tsunami" finanziario, anche se finora la crisi globale non ha portato a serie conseguenze. Lo ha detto il presidente della Fifa Joseph Blatter a Manchester, dove assisterà alla sfida di Champions League tra i Red Devils e l'Inter. Sebbene i Mondiali del 2010 in Sudafrica siano a suo dire "in una situazione soddisfacente" il pericolo per le successive edizioni è reale, così come per le finanze dei club. "Siamo in una crisi finanziaria globale e il calcio non è stato finora toccato nella prima ondata dello tsunami economico.

Ma la seconda ondata - è la previsione di Blatter - toccherà il calcio, specialmente le sponsorizzazioni dei club, e lo sport in generale. Basta guardare quello che è successo alla Formula 1 e ai motori, hanno già perso sponsor". Blatter ha sottolineato che il calcio "è il business più grande del mondo. Non esiste azienda al mondo - ha aggiunto - che ha un giro d'affari maggiore di quello del sistema calcio. Si parla di circa 300 miliardi di dollari, e speriamo che possa rimanere il più grande business del mondo".

fonte: virgilio.it

'Mi preoccupa strapotere inglese'

Lo afferma il presidente della Fifa, Joseph Blatter

'Mi preoccupa strapotere inglese'

(ANSA) - MANCHESTER, 12 MAR - 'Sono preoccupato dall'altissima concentrazione di talenti che c'e' nella Premier League': lo afferma Joseph Blatter.'I migliori del mondo vanno tutti li' e c'e' uno sbilanciamento di valori', aggiunge il presidente della Fifa. 'E anche all'interno della Premier non c'e' piu' equilibrio: i club piu' ricchi -prosegue Blatter- si prendono i migliori giocatori, e le altre squadre non competono per vincere trofei, ma semplicemente per sopravvivere ed evitare la retrocessione'.

fonte: corrieredellosport.it



Blatter: "Strapotere inglese"

Champions, Inghilterra-Italia 3-0

Blatter

In principio fu la Juve, poi Inter e Roma. Inghilterra-Italia finisce con un sonoro 3-0. Chelsea, Manchester e Arsenal vanno avanti in Champions, le "nostre" invece a casa. E a Nyon al sorteggio dei quarti, non ci sarà nemmeno un'italiana. Non succedeva dal 2002. Un segnale non certo positivo, così come sottolinea anche il presidente della Fifa Blatter: "Sono preoccupato dall'altissima concentrazione di talenti della Premier League"

Il presidente ha poi continuato: "I migliori del mondo vanno tutti li', e c'è uno sbilanciamento di valori''.

Rispondendo a una domanda sulla candidatura inglese per i Mondiali del 2018 Blatter, che ha seguito dal vivo Manchester United-Inter di Champions, ha preso lo spunto per ribadire di essere preoccupato per lo strapotere del calcio inglese in Europa. Lo sanno bene le "vittime" di questo strapotere, lo sanno i media britannici che, davanti alla supremazia del loro calcio parlano delle squadre italiane, un tempo spauracchio di tutti, come di un leone senza denti.La parte del leone, in effetti ora la sta facendo l'Inghilterra.

Un cambio di tendenza : se nel 2009, infatti,  l'Italia "sparisce" agli ottavi, nel 2003 erano ben tre le italiane presenti in semifinale, Juve Milan e Inter. Come non ricordare il derby tutto milanese in semifinale e la finale tutta italiana all'Old Trafford. 

Un cambio di tendenza che fa "soffrire" anche il ranking Uefa. Ora l'Inghilterra (76,7) e Spagna (73) sono molto superiori all'Italia  (62,4) che mantiene sì il terzo posto, ma è insidiata dalla Germania (54) che ha in ballo ancora due club in Uefa.. Per il prossimo anno possiamo stare tranquilli, ma se dovessimo scendere al quarto posto (paura dimostrata anche dall'ad rossonero Galliani), significherebbe perdere un club in Champions. 

12 marzo 2009

fonte: sportmediaset.it


Champions League. L'Italia non si risveglia dall'incubo inglese




giovedì 12 marzo 2009
Italiane fuori dalla Champions, battute da squadre inglesi. Si tratta di sfortuna o dietro l'elminazione di Juventus, Inter e Roma c'è anche la crisi del nostro calcio? Il Wall Street Journal risponde.
di Andrea Camboni

Calcio italiano. Tutti i pezzi

champions-league-logo.jpgL'Inghilterra batte l'Italia 3 - 0. Un passivo pesante per il calcio italiano che deve essere analizzato al di là della sfortuna e degli infortuni. C'è qualcosa di più profondo nel disagio mostrato dalle 'grandi' del nostro campionato nei confronti delle squadre inglesi.
Juventus, Inter e Roma escono sicuramente a testa alta dagli ottavi di finale di Champions League ma le sfide con Chelsea, Manchestr United e Arsenal hanno fatto suonare dei campanlli d'allarme che non si possono ignorare. Il gol di Didier Drogba negl ultimi minuti della partita in casa contro la Juventus, la rete di Nemanja Vidic a quattro minuti dall'inizio della partita, che da subito ha costretto l'Inter alla rincorsa, l'errore di Tonetto ai rigori per la Roma mettono in luce i rischi per la tenuta stessa del nostro calcio.
Serve una riflessione profonda per individuare il deficit di rendimento delle squadre italiane nelle grandi competizioni europee. Un'analisi che individui l'origine dello strapotere delle inglesi e che, soprattutto, rimuova il blocco dell'Italia che tale strapotere ha permesso di concretizzarsi nei risultati.
Lo stesso presidente della Fifa, Joseph Blatter, al termine degli ottavi di Champions, si è detto preoccupato "dall'altissima concentrazione di talenti che c'è nella Premier League". Uno "sbilanciamento dei valori" - ha proseguito Blatter - che non si concretizza solamente in campo internazionale ma che viene riprodotto "anche all'interno del loro campionato" dove "non c'è più equilibrio". "I club più ricchi della Premier - spiega Blatter - si prendono i migliori giocatori, e le altre squadre non competono per vincere trofei, ma semplicemente per sopravvivere evitando la retrocessione. In passato le società calcistiche avevano un'identità locale, regionale e nazionale - ha concluso il presidente della Fifa - ma adesso tutto ciò è sparito. In Inghilterra i club non appartengono ai tifosi, ma agli investitori".
Non può essere, però, solamente una quesione di soldi, anche se, su questo punto, sia Claudio Ranieri che José Mourinho non sembrano pensarla così. "Non scopriamo l'acqua calda - ha detto il tecnico juventino - se diciamo che il Chelsea è più forte, visto che è andato in finale lo scorso anno e con gli investimenti che ha fatto. Adesso - conclude Ranieri - dobbiamo prendere giocatori importanti che ci facciano fare il salto di qualità". Anche per l'allenatore portoghese, "l'anno prossimo l'Inter avrà bisogno di qualche giocatore nuovo" per vincere trofei fuori dall'Italia.

Si tratta solo di investimenti? Sembra di no e una risposta piuttosto impietosa ce la fornisce l'analisi del Wall Street Journal che, ancora prima dell'eliminazione di Inter e Roma, aveva dedicato ampio spazio alla situazione del calcio italiano. "Il calcio è parte fondante della cultura italiana, tanto quanto il buon cibo, le auto esotiche o i film di Fellini - sostiene nella sua analisi il professor John Foot, docente di Storia Moderna d'Italia alla University College of London - La nazionale italiana ha vinto l'ultima Coppa del mondo. Ma allora perché il principale campionato italiano di calcio, la serie A, sta sempre più assomigliando a quello più malato tra i campionati europei?". I fattori che negli ultimi dieci anni hanno segnato l'evoluzione del calcio italiano sono - secondo il Wall Street Journal - lo scandalo arbitri, l'aumento della violenza, i calo del 25% degli spettatori (mentre in Inghilterra sono aumentati del 18% e in Germania del 20%), la gestione dei diritti televisivi secondo regole di mercato non adeguate all'ottimizzazione del prodotto, gli stadi obsoleti che, essendo di proprietà dei Comuni, non consentono alle società un marketing moderno.
Insomma, quello italiano è il calcio più malato d'Europa, alle cui patologie si aggiunge "l'incubo inglese". Questa sorta di complesso psicologico che le squadra italiane avrebbero nei confronti di quelle inglesi - sostiene il quotidiano finanziario di New York - è nato dopo la storica sconfitta del 13 aprile 2007, subita dalla Roma a Manchester per 7 - 1. Da quel momento il calcio italiano non è più riuscito a esprimersi in Europa, soprattutto quando come avversarie c'erano le squadre inglesi. "E pensare - conclude il quotidiano - che negli Anni '90 lottavano per giocare nella serie A italiana giocatori come Diego Armando Maradona o Zinedine Zidane...''.

Andrea Camboni

fonte: fondazioneitaliani.it

Pubblicato il 13/3/2009 alle 0.14 nella rubrica Generiche.

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