Blog: http://seriec1.ilcannocchiale.it

Il Foggia é bocciato all´esame di maturità

(31/10/2008)

Incredibile. Come rovinare quanto di buono si é fatto con due vittorie consecutive interne in novanta minuti. Un Foggia brutto, il piú brutto visto finora perde contro il Real Marcianise, che di reale ha affinità solo con la Reggia di Caserta. Perde contro una squadra mediocre, che probabilmente tornerà in Seconda Divisione, e che alla vigilia avrebbe tranquillamente firmato per un pareggio.
Impossibile andare avanti cosí in trasferta. In quattro partite un solo misero punto raggranellato a Pistoia e poi tre sconfitte contro Pescara, Foligno e Real Marcianise. Che peccato.
Si fosse fatto risultato a Caserta staremmo qui a scrivere di un Foggia-Arezzo in programma domenica prossima dove ci si sarebbe giocati il primo posto in classifica. Che occasione persa e che occasione persa anche per fare un ottimo incasso. Si sta lavorando per aumentare la capienza dello Zaccheria e contro i toscani si sarebbero potuti utilizzare settemilacinquecento posti. Avesse vinto a Marcianise il Foggia avrebbe portato allo stadio tantissima gente e convinto molti degli scettici che dopo la sconfitta di domenica sono tornati ad essere il partito di maggioranza.
´Novelli vattene´ , il tormentone continua. Quella che, dopo i successi con Gallipoli e Sorrento, stava per trasformarsi in una frase scaramantica torna prepotentemente di attualità come invito al tecnico rossonero di lasciare la panchina del Foggia. Novelli, ancora una volta, ha lasciato tanti tifosi perplessi per le sue scelte. Fuori Zanetti e Del Core dei quali fino al giorno prima si sbandierava il ritorno a pieno titolo. Invece no. Fuori i due giocatori e Salgado ancora punta centrale che continua a giocare al trenta per cento delle sue potenzialità decisamente superiori se schierato sulla fascia. Fisime, direbbe l´allenatore del Foggia, fatti ribadiamo noi, ma sono punti di vista e noi non siamo allenatori.
Novelli avrà le sue ragioni per operare certe scelte e in parte le ha giustificate davanti ai microfoni alla fine della gara in Campania. Ha parlato di scelte operate perchè sia Del Core che Zanetti non si erano allenati molto durante la settimana, ma non erano a posto?
Quello che ci lascia fortemente dubbiosi é questo Foggia dottor Jekill e mister Hide. Perchè di fronte al pubblico amico questa squadra si trasforma in una compagine imbattibile che tira fuori personalità e qualità tecniche, mentre lontano dalle mura amiche la stessa squadra diventa la brutta imitazione dell´Armata Brancaleone con giocatori che sembrano l´ombra di se stessi. Non puntiamo il dito sui singoli.
Tutta la squadra é responsabile della brutta prestazione di Caserta. Novelli (in foto) dovrà capire e spiegare il perchè. Ha parlato di mancanza di tranquillità. A cosa puó essere addotta una mancanza di tranquillità in una squadra terza in classifica e reduce da due convincenti successi. Che Novelli lo scopra e ci renda edotti. Soprattutto piú che a noi lo spieghi ai proprietari della squadra che, senza ombra di smentita, di tranquillità ne hanno infusa abbastanza a dei calciatori pagati puntualmente e che pertanto non hanno per la testa nessun problema di natura economica. Piuttosto anche la Società intervenga per far si che eventuali problemi dei singoli o del gruppo vengano tirati fuori e risolti, altrimenti si andrà incontro ad un´altra stagione opaca ed illusoria che porterebbe all´ennesima delusione. Speriamo ovviamente di no.
La classifica é ancora piú che buona e squadroni ammazza campionato francamente non ne vediamo. Anche le cosiddette grandi come Arezzo e Gallipoli stanno frenando e se é pur vero che stanno conquistando posizioni compagini come il Crotone ed il Benevento, il Campionato finora non é sembrato particolarmente difficile e di tasso tecnico particolarmente elevato. Pertanto ci si puó, anzi, ci si deve riprendere e risolvere tutti i problemi che attanagliano la squadra e cercare di risolvere soprattutto quelli che rendono vulnerabile il Foggia fuori casa.
Le prossime quattro gare probabilmente daranno una indicazione molto vicina alla vera potenzialità del Foggia. Domenica arriva la capolista Arezzo, poi si andrà in casa di un Perugia in ripresa e che domenica scorsa ha spazzolato ben bene il Taranto. Dopo la trasferta in Umbria si affronterà allo Zaccheria il Benevento dato da molti come lo squadrone che avrebbe potuto dominare il campionato e che a parziale attenuante va addotta l´assenza del bomber Evacuo per infortunio. Dopo i campani si va allo ´Jacovone´ ad affrontare il Taranto nel derby.
Insomma un poker di gare durissime al termine del quale potremmo avere molto probabilmente le idee definitivamente chiare.
Per ora c´é da lavorare ed in pace e serenità, stati d´animo che solo un atteggiamento responsabile di giocatori, pubblico e organi di informazione possono infondere.
Mario Schena da foggiaefoggia.com

Mattioli: «Il vero Foggia è un altro»

(31/10/2008)
Mattioli: «Niente più regali come a Caserta, allo Zaccheria l´Arezzo non avrà scampo». Sarà pur ve­ro che la coppa serve a tenere sulla corda le se­conde linee. Ma se un giocatore come Italo Mattioli, a metà strada fra il gruppo dei titolari e la tribuna, può ora candidarsi nel tridente lo deve alla doppietta rifilata mercoledì scorso al Pescara.
Rientrava da un infortunio e Novelli voleva saggiarne le condizioni fisico- atletiche. Detto fatto. La prestazione può non aver convinto gli esteti del calcio, ma Mattioli ha confermato che all´occorrenza sa farsi trovare pronto.
Ci sarà lui domenica nel tridente insieme agli inamovibili ( alme­no così sembra) Salga­do e Del Core? «Sarei felice anche di andare in panchina e di subentrare a gara in corso ­risponde il giovane attaccante - tocca al mister fare le sue scelte, a noi di metterlo in difficoltà quando deve fare la formazione. Credete che ci sia riuscito?».
Il piccoletto cresciuto nel vivaio non nasconde una certa impazienza di affrontare l´Arezzo. Per il Foggia sarà una gara fondamentale per coltivare le ambizioni play off e non soltanto. Fossero stati reduci da un risultato positivo contro il Marcianise, forse a quest´ora nello spogliatoio rossonero regnerebbe la calma dei forti. E invece così non pare, se prevale l´esigenza di cancellare lo scivolone. Troppa frenesia non fa male alla vigilia di una partita così delicata?
«Siamo consapevoli di aver fatto una brutta partita a Caserta - dice Mattioli - per questo credo sia normale covare la rivincita. E´ un segnale di vitalità del gruppo, sappiamo di aver sbagliato approccio, mentalità e modo di reazione dopo il loro gol e vogliamo subito dimo­strare prima a noi stessi che il vero Foggia è tutt´altra cosa».

L´Arezzo però è forse il cliente più scomodo: la formazione che finora ha raccolto sempre punti in otto gare, con­tro un Foggia che in ca­sa non fa sconti. Uno dei due dovrà cedere qualcosa: « Mi auguro che il loro primo ko arrivi allo Zaccheria, fi­nora non c´è stato scam­po per nessuno. In que­sto momento il fattore campo è la nostra forza, non possiamo concedere regali a chicches­sia».

Una partita da vincere, sarebbe stato lo stesso se aveste fatto punti col Marcianise?

«Fare risultato diventa più importante dopo quell´inatteso ko, inutile nasconderlo - dice Mattioli - ma abbiamo i numeri e le qualità per fornire una grande dimostrazione di forza contro la capolista».
Walter Carbone da Corriere dello Sport



Arriva l´Arezzo, capolista che non perde mai

fonte: calciofoggia.it

venerdì 31 ottobre 2008
Ventuno punti, frutto di sei vittorie e tre pareggi, e miglior attacco del torneo con diciotto reti segnate - media di due gol a partita. Sono i numeri dell’Arezzo, capolista imbattuta del girone B, attesa domenica allo Zaccheria.

LA SOCIETÀ Il presidente è Piero Mancini, imprenditore del ramo delle telecomunicazioni. Personaggio controverso, ha appena scontato una lunga inibizione per violazione della clausola compromissoria. I suoi guai giudiziari non sono però limitati alla sfera sportiva: arrestato nel giugno 2006, è attualmente in attesa di giudizio per riciclaggio e associazione a delinquere nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Firenze su una imponente truffa informatica e telefonica da dieci milioni di euro.

L’ALLENATORE Marco Cari, cinquantaduenne di Ciampino, si può ormai definire un habitué della terza serie. Ha iniziato la carriera da allenatore nel 2000 fra i dilettanti, con il Ferentino, poi ha guidato Giugliano, Fermana, Teramo e Perugia. Pur senza ottenere risultati di rilievo, si è sempre distinto per il pragmatismo e la buona organizzazione difensiva trasmessi alle sue squadre.

LA SQUADRA A luglio il presidente Mancini era stato perentorio: l’Arezzo deve andare in B. Uno sguardo alla composizione della rosa la dice lunga sulle ambizioni dei toscani. Un difesa solida e un centrocampo ricco in qualità e quantità appoggiano l’attacco stellare con tre bocche da fuoco come Chianese, Baclet e Martinetti. Il tutto, aggiunto a una panchina competitiva, fa dell’Arezzo una delle più autorevoli candidate al salto di categoria.

LA STELLA Nel campionato di serie B 2006-2007 si è levato lo sfizio di segnare una doppietta alla Juventus nel giorno in cui l’Arezzo, rimontando un doppio svantaggio in casa della Signora, scrisse una pagina gloriosa della propria storia. Quell’anno Daniele Martinetti arrivò a quota 10, ma la squadra retrocesse in circostanze poco chiare. Il bomber amaranto si è ripetuto in C1 nella scorsa stagione mettendo a segno 13 gol in 29 apparizioni. Romano, ventisette anni, ha vestito le casacche di Sora, Prato e Novara prima di accasarsi in Toscana. A inizio stagione era stato messo fuori rosa per divergenze relative al contratto, in scadenza nel 2009. Reintegrato a inizio ottobre, fa stabilmente parte della prima squadra, anche se finora non è mai partito titolare.

L’EX DI TURNO A dispetto del lungo girovagare per i campi di B e C1, è con la maglia del Foggia che Vincenzo Chianese ha realizzato il maggior numero di reti. Peppino Pavone lo prelevò dal Casarano nel 1996; dopo un inizio un po’ stentato, riuscì a mettere insieme otto gol all’esordio in serie B. Nell’estate successiva, con una operazione quantomeno discutibile, il ds Giovanni Galli lo cedette all’Atalanta salvo poi riprenderlo in prestito a inizio settembre. Chianese raddoppiò e chiuse a quota 16, bottino cospicuo ma inutile per il Foggia che non seppe evitare la retrocessione in C.

COME GIOCA Cari ha finora adottato un 4-4-2 tradizionale; davanti al portiere Marconato agiscono in linea Bricca, Terra, Fanucci e Grillo; la mediana vede Croce e Bondi sugli esterno e Beati a far coppia con Miglietta o con il camerunensa Matute; in avanti la coppia Chianese-Baclet, con Martinetti che scalpita per riprendersi il posto da titolare.

Antonio Forina

Pubblicato il 31/10/2008 alle 22.49 nella rubrica Foggia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web