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Taranto, Diario di una tifoseria a pezzi

fonte: tarantosupporters.com

di peppemel (21/10/2008 11.04.27)
 
Diciamocelo francamente: la tifoseria è divisa, lacerata, dilaniata da una guerra intestina in cui ognuno di noi ha la sua responsabilità. Compresi noi che diamo spazio alle voci, anche le più controverse. Credere che il disagio generale nasca da un sito (o più siti) è assai ingenuo ma sarebbe comunque il caso di ridimensionare le “guerre di religione” in atto partendo, però, da dati inconfutabili.
Lo stadio è chiuso perché il Sig. Blasi non ha ottemperato al numero minimo di stewards. Perché ai tornelli si può ovviare (fino al 31/12) con i palmari. Non si può ovviare agli stewards. Abbiamo altresì dimostrato che tutte le remore in tema di sicurezza sono solo scuse puerili perché i palmari, a Foggia come altrove funzionano; paventare come uno spettro la possibilità di incidenti (che potrebbero accadere anche con i tornelli montati) dimostra l’assoluta incapacità di valutare l’effetto pre-filtraggio ma anche e soprattutto il disprezzo che la proprietà del Taranto ha verso la sua tifoseria, ritenuta incivile.
Per il Sig. Blasi lo Iacovone aperto rappresenta solo un costo. Più tardi dovrà affrontare questo costo, meglio è per lui. A Foggia, per esempio, il presidente ha ritenuto opportuno sobbarcarsi un costo per far andare i tifosi allo Zaccheria. Questione di stile e non solo). E’ questo il punto su cui far partire qualsiasi tipo di discussione.
Tutta la filosofia attorno all’insicurezza dei palmari è solo aria fritta, degna di chi cerca in tutti i modi di difendere posizioni sterili e preconcette.

Fatta questa doverosa premessa troviamo assolutamente indecente la “caccia all’untore” su chi siede in tribuna: il problema non è discutere con quale titolo quella gente è li ma perché lo stadio continua a rimanere a porte chiuse.

Noi portiamo avanti con forza e coerenza la nostra idea: fino a quando ci sarà il Sig. Blasi sullo scranno più alto del Taranto non potrà esserci nessun tipo di normalizzazione. Perché è inaccettabile che un presidente, solo dopo 14 giorni dai giri di campo trionfali allo Iacovone ai play off tratti per l’acquisizione del Modena, minacci di giocare con la Berretti, che trasferisca la sede della società a Manduria, che camuffi la precarietà come austerità e che tratti la tifoseria a pesci in faccia (lo stadio chiuso è solo l’ultima perla).
Il Sig. Blasi ha raccolto degnamente il testimone di Pieroni: nessuno come lui aveva seminato così tanta divisione con stampa/autorità/tifoseria. Il Sig. Blasi, dopo quattro anni di gestione, ha dimostrato che per lui il Taranto è un tirare a campare. Una gestione francamente disarmante che, di fatto, ha reso il Taranto una questione privata e non l’ideale espressione popolare della città nel calcio. Calcio dignitoso ma null’altro .

Per questo motivo portiamo avanti la nostra contestazione con determinazione e rabbia: perché il Taranto rischia di diventare avulso dalla sua tifoseria, tra Iacovone a porte chiuse, trasferte vietate e una dirigenza che dimostra quotidianamente il disprezzo che nutre verso ogni voce critica.

La nostra è una battaglia apparentemente senza speranza: siamo minoranza e minoritari nella tifoseria: come fu contro Pieroni, come fu contro Gentile, sentimmo il dovere di non abbassare la guardia all’indifferenza e al lassismo. Come quando propugnammo il fallimento che era visto da tanti principi del foro che siedono in tribuna come una iattura.
Sostenemmo Blasi nella sua corsa in tribunale proprio perché convinti dalla sua forza e determinazione. Perché di tutti i propositi annunciati allora nessuno si è concretizzato (quota societaria minima alla tifoseria, membro della tifoseria nel CDA, bilanci trasparenti, rottura con qualsivoglia protagonista del recente turpe passato rossoblu).

Chi sostiene che dopo il Blasi c’è il nulla dimostra scarsa fiducia nelle qualità imprenditoriali del Sig. Blasi: il patrimonio della Taranto Sport S.r.l. è il titolo sportivo e il Sig. Blasi non lascerà alle mosche 1,5 milioni di euro per assecondare un piccio.
Noi siamo convinti che con il Sig. Blasi si possa solo vivacchiare. Che dopo quattro anni di gestione la gente si tenga ben lontana dal Taranto. Una diffidenza che viene da lontano perché mai, mai, mai l’azione del Sig. Blasi è stata trasparente, già a partire dall’acquisizione in tribunale quando ci ritrovammo un certo Vittorio Galigani al fianco dell’imprenditore manduriano.

Questa è la nostra linea di pensiero: opinabile, trasparente, coerente e intransigente. Forti della nostra libertà e senza compromessi.


di Redazione (19/10/2008 17.26.41)
 

Taranto, maledizione Capuano

 
Quattro partite ufficiali in casa, due pareggi e sconfitte. Tre se aggiungiamo la gara di Coppa Italia contro il Bassano. Gli uomini di Dellisanti non riescono proprio ad espugnare lo Iacovone e, almeno per questa domenica, non riescono ad esorcizzare lo spettro Capuano, che da ex ha sempre trovato a Taranto “le vigne chiene”. Pastore trova pure il tempo per sbagliare un calcio di rigore. Il nano malefico sogghigna a denti stretti.

IACOVONE ANCORA SPOGLIO

Iacovone ancora una volta spoglio sia dentro che fuori. Solita tribuna Vip affollata di “autorità”. I tifosi, quelli veri che danno linfa vitale al calcio locale preferiscono giocoforza prendere il sole o seguire altro. Le porte chiuse possono solo rimandare il verdetto (amaro) che i tifosi del Taranto danno alla gestione del Sig. Blasi. Una volta realizzati i tornelli verrà fuori tutto lo sdegno che la tifoseria nutre verso questa gestione che, per pochi spiccioli, preferisce giocare a porte chiuse e non favorire la naturale partecipazione popolare all’evento calcistico, così come succede a Foggia. Ma a Foggia sono tutti fessi, visto che hanno ovviato ai tornelli con dei palmari e addirittura aumentato il numero di stewards.
Iacovone fortino inespugnabile per tutta la scorsa stagione, Iacovone violato già due volte in questa. E’ tempo di austerità: il piccio del presidente porta a queste situazioni. Tappiamoci il naso e andiamo avanti.
Altra annata, soddisfazioni ancora latitanti. Siamo in austerità: l’ha deciso il Sig.Blasi.

GRAZIE PRESIDENTE BLASI

Riceviamo e volentieri divulghiamo una toccante testimonianza da parte delle mogli/fidanzate/amanti dei soci di Taranto Supporters.

Grazie Presidente Blasi.
Grazie a te abbiamo possiamo godere la domenica dei nostri mariti/fidanzati/amanti.
Grazie a te non è più utopia programmare una gita fuoriporta quando c’è la partita del Taranto.
Grazie a te sarà possibile, tra due settimane, andare per castagne in Basilicata. Assurdo, prima del tuo avvento, considerare lontanamente questa eventualità.
Grazie presidente Blasi, continua così.


DOMENICA A PERUGIA

Grazie al Sig. Blasi a Perugia saremo quattro gatti (sempre che non ci si metta il CASMS con le sue cervellotiche decisioni). Perugia era una di quelle trasferte da fare in massa. E invece ci ritroveremo in quatto gatti. Ma noi non molliamo: i presidente passano (e speriamo che questo passi veramente alla svelta!!!), il Magico resta.


A Perugia si può

 
A Perugia si può andare. Deo Gratias. Osservatori e servizi segreti hanno dato il via libera. 2500 biglietti a disposizione presso i punti vendita Ticket One presenti in tutto lo stivale. A Taranto Ipercoop, Mokambo e Musica è.

L’ ultima riunione dell’Osservatorio ha fissato come gare ad alto rischio – “Napoli – Reggina”, “Juventus – Roma”, “Milan – Napoli”, “Sampdoria – Torino”, “Taranto – Crotone”, “Lanciano (CH) – Ternana”, “Pontevecchio (FI) – Ponsacco (PI)”, “Grottammare (AP) – Santegidiese (TE)”, “Deruta (PG) – Pontedera (PI)”,

Poco importa se lo stadio Iacovone sarà a porte chiuse: la burocrazia è salva. Oppure all’Osservatorio pensano che il Sig. Blasi si ravveda e provveda a reclutare gli stewards che mancano all’appello. Tutto è possibile.

LA GAZZETTA DELLO SPORT
Taranto: “ Basta amarezze. Correremo di più”


La riscossa partirà dalle fasce. Non è un proclama, né un augurio, ma nel Taranto di Dellisanti il gioco degli esterni di centrocampo è una componente fondamentale, la chiave che serve per scardinare le difese avversarie, puntando su dinamicità e fantasia. In trasferta il compito è più facile: il contropiede viene animato dai laterali, le azioni in velocità permettono di offrire palloni preziosi alle punte. In casa, contro difese più munite, tutto si complica. Anche se contro la Paganese le occasioni da rete non sono mancate, ma sono sono state malamente sprecate.
Eclettico - Alessandro Carrozza è uno dei tre giocatori utilizzati da Dellisanti sulle fasce: giocatore eclettico, votato all´attacco, in grado di svariare su tutto il fronte avanzato. Il tecnico rossoblù lo impiega preferibilmente a sinistra (domenica scorsa ha giocato dall´inizio al posto di Micco), ma ha giocato anche sulla fascia destra e potrebbe diventare anche un´alternativa come mezza punta, da utilizzare alle spalle del centravanti. «Con Ventura, a Pisa, ho disputato un´ottima stagione sul lato sinistro — spiega Carrozza —: è un ruolo che riesco a svolgere bene, mi chiedono di crossare per i compagni e io cerco di eseguire la consegna al meglio. Ma, per istinto, sono portato ad accentrami e a tentare la conclusione».
La difesa - Caratteristiche emerse contro la Paganese, anche se Carrozza ha sciupato una grande occasione di testa a pochi metri dal portiere avversario. E lui parte dall´errore per difendere la prestazione della squadra: «Abbiamo avuto cinque palle gol nitide, abbiamo sbagliato anche un rigore. Mentre i campani hanno fatto un solo tiro in porta. Non penso che si possa chiedere di più. Se rigiochiamo la partita altre cinque volte la vinciamo sempre noi».
Amarezza - Il Taranto puntava molto sulla gara con la Paganese per restare nelle zone nobili della classifica. «È vero, l´amarezza per la partita persa non è ancora andata via. Abbiamo tentato in tutti i modi di trovare la via del gol, purtroppo non siamo stati fortunati. Alla fine, negli ultimi dieci minuti, abbiamo tentato persino il 4-2-4, ma è stato tutto inutile».
Il fulcro del gioco - Le fasce nel Taranto sono il fulcro dell´impostazione del gioco: una responsabilità in più. «Una necessità del calcio moderno — risponde Carrozza —. Al centro, contro squadre ben organizzate, è sempre difficile trovare spazi. Proprio per questo cerchiamo di puntare sulle ripartenze veloci, soprattutto fuori casa. Ma le partite casalinghe secondo me non rappresentano un tabù: allo Iacovone abbiamo sempre giocato bene, anche nella prima partita persa contro la Juve Stabia». Il calendario adesso propone Perugia. Un´altra trasferta, magari vincente... «Noi ci crediamo, siamo convinti di poter vincere al Curi».

Pubblicato il 22/10/2008 alle 15.44 nella rubrica Taranto.

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