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L'angolo tattico: promossi e bocciati

fonte: biancoscudati.net


martedì 21 ottobre 2008
ImageIl punto tattico dopo la sconfitta di San Benedetto. Tra le note negative di giornata c'è l'attacco del Padova, che non ha saputo concretizzare le occasioni costruite durante il match. 



Il Padova esce sconfitto dal “Riviera delle Palme” per mano di una Sambenedettese che era ultima in classifica e che in casa non aveva mai vinto. I biancoscudati, piegati a cinque minuti dalla fine da un gol di Cigan, non hanno demeritato sul piano del gioco ma sono mancati all’appuntamento con la rete, come già accaduto in occasione del derby con il Venezia. Il risultato che meglio avrebbe rispecchiato l’andamento dell’incontro sarebbe stato lo 0-0, ma è certo che una squadra come il Padova, costruita per vincere il campionato, superiore tecnicamente agli avversari e in uno stadio dove non si può certo dire che il tifo fosse particolarmente caldo, avrebbe dovuto fare di più. E qui sta il limite della squadra allenata da Sabatini, una compagine in grado di tessere trame piacevoli di gioco, ordinata in campo, sicura in difesa, che in attacco sembra poter far male ad ogni azione, ma che concretizza poco per poi rischiare di essere beffata come accaduto nelle Marche. Vi è anche una mancanza di determinazione nel cercare il gol e nel chiudere l’avversario nella propria trequarti, consapevoli di avere gli uomini per poter fare la differenza. Ecco, da San Benedetto del Tronto esce un Padova che non ha certo sfigurato e che è stato sconfitto immeritatamente, ma che non ha dato ancora l’impressione di essere una squadra in grado di recitare un ruolo di primissimo piano nel campionato. Anche alla luce dei pochi innesti operati in estate, ci si aspetterebbe anche un’organizzazione di gioco più fluida e lineare, cosa che nel corso dei 90’ non sempre si è verificata.
La squadra scesa in campo, rispetto al match con il Venezia, ha visto la sola novità di Gentile che ha ripreso il proprio posto in mediana, mentre Lewandowski si è accomodato in panchina. Subito attivo Filippini sulla fascia destra (ha colpito anche la traversa) mentre Rabito non punge sulla mancina. Buona la regia di Pederzoli, Bovo gioca alto in pressing sui portatori di palla avversari, più Falsini che Carbone si propone sulla fascia di competenza. Il Padova ha disputato un primo tempo tenendo in mano l’iniziativa del gioco e il possesso palla, cercando con poca fortuna di pungere in avanti. Dietro non ha mai corso rischi, con Giovannini e Faisca in gran spolvero.
La ripresa scorre sulla falsa riga del primo tempo, con la novità di Lewandowski che ha rilevato uno spento Rabito come esterno di sinistra. Il giovane marsigliese ha effettuato buone giocate ed è entrato subito nel vivo del gioco. La partita si è sempre mantenuta su un livello di sostanziale equilibrio, con il Padova più manovriero e bello a vedersi ma che ha tirato poco nello specchio della porta avversaria, e con una Sambenedettese tutta corsa ed agonismo ma con scarse idee in avanti, eccezion fatta per un gran tiro di Palladini che ha costretto Cano ad un grande intervento.
Sabatini prova a vincere la partita, giocando la carta Di Nardo al posto di Filippini, passando al 4-4-2 con Bovo che si allarga a destra. Subito l’ex attaccante del Frosinone avrebbe l’occasione per fare gol ma il suo tiro centrale si perde di poco sopra la traversa.  Il Padova è più convinto in attacco, alza il proprio baricentro e il gol- partita sembra nell’aria, Varricchio manca una favorevole occasione e…la beffa finale sull’unica disattenzione difensiva che ha permesso l’incornata vincente di Cigan.

Promossi
Il gol preso nel finale non pregiudica l’ottima prova fornita dal tandem difensivo Faisca- Giovannini, sempre sicuri e pronti; bene Pederzoli, lucido in regia, positiva la prova di Bovo che ha macinato chilometri ed operato un buon pressing, frizzante anche il secondo tempo di Lewandowski (un suo spunto sulla fascia e relativo assist al centro avrebbe potuto essere concretizzato in gol dai compagni). Filippini sulla fascia destra ha giocato bene, ha colpito una traversa ed è stato bersagliato da molti falli.

Bocciati
Rabito non è entrato in partita e sulla fascia sinistra non ha mai operato cross pericolosi né ha saltato l’uomo come è nelle sue potenzialità; Varricchio in questa occasione non è stato l’attaccante spietato a cui siamo abituati, mancando sia di testa che di piede almeno un paio di opportunità che avrebbero dovuto essere capitalizzate.

Massimiliano Ferrati
Dicono di noi: il dopo Samb-Padova PDF Stampa E-mail
martedì 21 ottobre 2008
ImageI quotidiani locali e nazionali sottolineano la sconfitta del Padova in riva all'Adriatico. Tutti gli spunti più interessanti nella rassegna stampa curata come consuetudine da Luca Zattarin.



Signore e signori, il Padova ha già rimesso i piedi sulla terra, dopo tre partite e mezza in orbita, e l’atterraggio, avvenuto poco prima delle ore 17 di domenica in riva all’Adriatico, non è nemmeno stato dei più morbidi. “C’è modo e modo di perdere” ci dice Stefano Edel su Il Mattino e sarà nostro compito raccontare il “modo” di questa domenica in terra marchigiana, dove, come ci ricorda Il Gazzettino, i precedenti non erano dalla parte dei biancoscudati: “in sette gare cinque sconfitte e due pareggi”.
Cosa è capitato a Faisca e soci? Si potrebbe liquidare la domanda come ha fatto Carlo Sabatini a fine gara, rispondendo a chi gli chiedeva i motivi della sconfitta: “non abbiamo fatto gol e ne abbiamo preso uno”. La dichiarazione del tecnico perugino, per quanto striminzita, sintetizza bene i novanta minuti dello stadio “Riviera delle Palme”, ma, prima di addentrarci nella consueta cronaca, consentiteci un iniziale pistolotto che potrebbe intitolarsi “Il Padova e la sindrome delle provinciali”. Eh già, i biancoscudati incappano contro l’undici di Piccioni (bravo il baffuto tecnico marchigiano, che Il Mattino premia con un bel 7, anche per motivi extra-calcistici) in una sconfitta che possiamo definire ‘fotocopia’ di tante altre cui abbiamo assistito negli ultimi anni. Il Padova milionario, dei grandi (o presunti tali) nomi, superiore sul piano tecnico, esce con zero punti al cospetto di una squadra, ultima in classifica (almeno fino a domenica), che ha messo in campo grinta, corsa, cattiveria, trovando alla fine la zampata vincente. Sconfitta immeritata per la Sabatini-band, su questo concordano tutti i quotidiani, sconfitta “episodica” per dirla alla Meluso, ma su questa definizione del direttore sportivo molto ci sarebbe da dire, visto che siamo di fronte ad un copione già letto. Padova che gioca bene, che sfiora più volte il gol, ma che poi si fa trovare impreparato in occasione della marcatura del giovane rumeno Cigan.
Basta osservare l’azione del gol per dare ragione a Sabatini quando parla di un Padova “senza attenzione, senza mestiere, senza malizia”. Infatti nessun biancoscudato si mette davanti alla palla sulla punizione calciata da Palladini (7,5 da parte de Il Padova), consentendo all’esperto centrocampista ex Pescara di innescare sulla sinistra Morini, che, in verità poco contrastato da Carbone, riesce ad imbeccare Cigan, bravo a mettere la sfera sotto l’incrocio della porta di Cano. Nell’occasione Il Mattino getta la croce addosso, oltre al già citato Carbone, anche a Giovannini, che “sarebbe da 7, al pari di Faisca”, ma solo fino al minuto ottantacinque. Quanto succede a cinque minuti dalla fine, infatti, trasforma il bel voto in una mezza bocciatura, che è, paradossalmente, una delle poche tra i biancoscudati, tra i quali spiccano le prove positive, finalmente, di Falsini e Pederzoli. Quest’ultimo è per Leggo e per Il Mattino il migliore in campo, dimostrando per Edel “di aver fatto tesoro di alcune lezioni”. Le stesse che ha ricevuto in tante battaglie Gianluca Falsini, il quale, secondo Il Gazzettino, “va sempre giù come un treno”, nonostante gli anni che passano e i capelli che diminuiscono.

Dai migliori al peggiore il passo è breve e questa settimana dobbiamo tirare le orecchie a Max Varricchio, finito “sul banco degli imputati” per Stefano Edel, che così racconta le sue (e del Padova) occasioni mancate. “Il bolognese non arriva a correggere di testa, nel primo tempo, un pallone splendido di Filippini indirizzato proprio al centro dell’area di rigore, poi nella ripresa, quando colpisce bene (sempre inzuccando) un altro pallone crossatogli dall’esterno bresciano, indirizza centralmente sul portiere. Calcia ancora da fuori, ma debole, e infine di sinistro manda di poco oltre la traversa. Ma la palla-gol clamorosa è quella del possibile 1-1, tre minuti dopo la rete della Samb: solo davanti al portiere, tocca debolmente e Dazzi si salva”. L’Airone è lo specchio di un attacco a secco nelle ultime due partite, nonostante la confermata verve del bravo Filippini e l’inserimento, forse tardivo, di Totò Di Nardo. Impreciso Max in campo e nervoso nel dopo gara, nel quale accusa gli avversari, soprattutto Tinazzi, di “essersi comportati malissimo”, augurando alla Samb di retrocedere e addirittura di fallire. Crediamo che farebbe meglio l’Airone a far virare i suoi (buoni) propositi sulle sorti del Padova per evitare il sorgere di una nuova crisi, che per La Gazzetta dello Sport si è già (ri)aperta.

Non la pensano così Sabatini e capitan Faisca, che mettono in risalto la prestazione positiva e la voglia di vincere e guardano già alla sfida di domenica prossima contro il Cesena assolutamente da non fallire. Partita, quella contro i bianconeri romagnoli, che evoca altri anni e altri palcoscenici e nella quale i biancoscudati dovranno ricominciare a correre per provare a scalare posizioni in classifica, considerando anche il rallentamento della Pro Patria. 
Tutto questo dopo otto partite, nelle quali, come ben evidenzia Il Mattino, “possiamo già essere sicuri di una cosa: il Padova non è l’anti-Pro Patria”. Non adesso almeno, vista la mancanza di “cinismo, la capacità, cioè, di uccidere (sportivamente parlando) l’avversario al momento giusto, quando è in difficoltà oppure, come la Sambenedettese della ripresa di domenica, quando è proprio alle corde”. Siamo alla boa di un quarto di campionato e, come ogni anno, secondo Edel, si confrontano già due partiti. Quello degli “eterni insoddisfatti”, che vedono “un andamento sulla falsariga degli anni precedenti, con i play-off possibili, ma non senza sofferenze”. Contro quelli che la pensano così si schierano gli ottimisti, che vedono schemi e gioco e ritengono “il periodo negativo attuale la conseguenza di una serie di fattori casuali” a cominciare “dall’improvvisa sterilità offensiva di un attacco inceppato” causa infortuni (Baù e Rabito) e momentanei appannamenti (Varricchio). Concordiamo con Edel, “non mancano ragioni valide sia all’una che all’altra ‘corrente’ di pensiero”, di sicuro c’è che il Padova non ha tempo da perdere visto che dopo il confronto con i romagnoli di Bisoli è atteso da Spal, Ravenna e Cremonese, avversari da far “tremar le vene e i polsi” (per dirla come il divin poeta). Quattro gare che ci diranno qualcosa di più sulla reale consistenza dell’undici di Sabatini e sulle sue ambizioni.
In attesa di saperne di più, chiudiamo con un confronto con lo scorso campionato. Alla stessa giornata del passato torneo la squadra di Ezio Rossi aveva diciassette punti contro i dodici di quest’anno. Nelle rimanenti nove partite dello scorso girone d’andata il Padova incamerò tuttavia appena dieci punti, cosa sarà quest’anno invece delle prossime nove gare dei biancoscudati? Attendiamo con curiosità e con un po’ di ansia la risposta nella speranza di non rivivere inquietanti fantasmi.

Luca Zattarin - redazione@biancoscudati.netIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Pubblicato il 21/10/2008 alle 18.30 nella rubrica Padova.

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