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Taranto, sorpresa da B

di Michele Pennetti per Il Corriere dello Sport
 
NUMERI POSITIVI
 
TARANTO - Un anno fa, quando partì per impadronirsi del campio­nato ( « Il nostro obiettivo è il pri­mo posto, la promozione diretta »: così parlò il presidente Blasi) do­po sette giornate il Taranto conta­va nove punti e galleggiava nella pancia della classifica.
All'arrivo della stessa tappa, una stagione più tardi e con ambizioni dichiaratamente al ribasso ( « Cominciamo per affrontare un'annata di transizione, non pre­tendiamo nulla se non di raggiun­gere una salvezza tranquilla »: co­sì riparlò il numero uno del club rosso­blù) il Taranto si ri­trova a quota 11, con un attivo di due lunghezze e una ca­ratteristica fuori dal comune: il raccolto è stato seminato quasi per intero in trasferta. Lontano dalle mura amiche, inclusa l'imboscata di domenica scorsa a Terni, la squadra di Dellisanti ha vin­to tre volte su quat­tro ( unica sconfitta sul terreno della ca­polista Arezzo).
Peraltro, dire che abbia giocato in casa i restanti tre incontri è so­lo un formalismo. Lo Iacovone, nel quale gli jonici hanno pareggiato due volte e perso al debutto con la Juve Stabia, è rimasto finora chiu­so al pubblico per il ritardato ade­guamento alle misure di sicurez­za. Né riaprirà i battenti domenica prossima per il match con la Paga­nese. Un handicap, l'assenza degli spettatori, non trascurabile nel­l'economia di un'annata iniziata al di sopra delle aspettative.
« Non facciamo calcoli, né pro­grammi »: ecco la parola d'ordine che il tecnico Dellisanti ha trasmesso allo spogliatoio. Eppure il Taranto, in breve tempo, si è dato un'identità tattica chiara. Gioca coperto, rischia le due punte solo quando lo richiede la situazione o fiuta il momento propizio, cresce attorno alla duttilità di un centro­campo che però, proprio al Libera­ti, ha smarrito un tassello impor­tante. Per Paolucci, infortunatosi al gi­nocchio deserto (trauma distorsivo con interessamento del meni­sco esterno e del crociato anterio­re), i tempi di recupero oscillano tra i quattro e i cinque mesi. Una batosta, per una formazione dal­l'organico non molto nutrito di alternati­ve.
« Ma io ripongo enorme fiducia nei ragazzi - ha sottolineato Dellisanti - e so che possono mi­gliorare ancora tan­to. Siamo partiti per disputare un cam­pionato dignitoso, ci rende orgogliosi viaggiare sopra la media, il nostro mo­dus vivendi rimane preparare una par­tita alla volta, senza fare troppo caso al­la classifica ».
Se la graduatoria dovesse resta­re tale anche fra un mese o forse due, e se lo stadio da blindato do­vesse divenire fruibile, non è escluso invece che Blasi inverta la rotta e, sul mercato di gennaio, rinforzi l'organico con la mira di finire nel novero delle quattro compagini da play off. D'altronde non è stato lo stesso massimo diri­gente, domenica scorsa, ad entu­siasmarsi per il successo di Terni e ad affermare di aver ammirato « Uno splendido Taranto »?
In attesa di rivedere la propria squadra, una tifoseria torna timidamente a sognare.

Pubblicato il 17/10/2008 alle 0.19 nella rubrica Taranto.

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