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Non basta il coraggio, l’Hellas va ko

fonte: larena.it


 


I gialloblù perdono in casa con il Ravenna Vantaggio di Gerbino Polo, chiude Anzalone Non serve la rete di Gomez in pieno recupero
 

Luca Mantovani
Meglio guardarsi subito negli occhi. Se una squadra raccoglie un punto in quattro partite, qualche problema c’è, inutile far finta di nulla.
La sconfitta dell’Hellas con il Ravenna, la seconda consecutiva al Bentegodi, risveglia i fantasmi, tornano gli incubi di un anno fa quando l’Hellas precipitò in fondo alla classifica e si salvò solo ai play out.
La situazione è sicuramente cambiata, ora i gialloblù hanno già messo insieme otto punti e offerto buone prestazioni nelle prime gare della stagione ma il ko con i romagnoli manda in tilt le sicurezze di Corrent e compagni.
Attenzione il Verona non era una squadra di fenomeni prima non è un gruppo di brocchi adessso, in questo momento è fondamentale ritrovare l’equilibrio per non perdere la testa e affondare.
Chi vuole vedere l’Hellas stabilmente nei quartieri alti della classifica è sicuramente deluso, chi ha lavorato per ricostruire la squadra e giocare un campionato tranquillo, senza troppi patemi d’animo, deve credere nel lavoro fatto e seguire la linea.
Questo gruppo è giovane, ha entusiasmo, ha fame, ha voglia di arrivare ma l’esperienza non si allena, non si trova al mercato.
Questa è la lezione più importante che lascia la sconfitta con il Ravenna. Il Verona ci ha provato, Remondina si è affidato ancora una volta al 4-3-1-2 e ha gettato nella mischia il veronese Scapini a fianco di Girardi in avanti.
In mezzo ci sono ancora Bellavista e Corrent con Campisi al posto dell’infortunato Garzon. Dietro non cambia nulla con Bergamelli e Conti al centro, Mancinelli e Moracci sulla fascia. Le mosse sono giuste, il Ravenna si chiude in difesa e alza il bunker in mezzo al campo con tre veterani come Sciaccaluga, Giampieretti e Trotta.
Il Bentegodi spinge la squadra all’attacco, i giocatori sentono la passione e mordono i romagnoli ma non trovano la giocata giusta per far male a Rossi. Fa lo stesso, potrebbe essere una questione di minuti.
Non è così. Al 17’ Zecchin difende palla sulla sinistra, Mancinelli arriva con un attimo di ritardo, perfetto il cross al centro, Gerbino «brucia» tutti e batte Rafael.
Ancora una volta. Come a Crema, come con il Padova. L’Hellas prova a reagire, Scapini è una furia in mezzo all’area avversaria. Due minuti dopo potrebbe pareggiare il conto. Cross di Moracci dalla sinistra, l’attaccante di Bovolone controlla e si gira in area, Rossi tocca, palla sul palo.
I gialloblù non mollano, il Ravenna resiste. Alla mezz’ora l’episodio che lascia un segno sulla partita. Totò Bellavista, appena ammonito dopo un fallo al limite dell’area, si fa medicare vicino alla panchina e rientra in campo senza chiedere il permesso all’arbitro. Zonno mostra il secondo giallo al centrocampista di Bari e lascia il Verona in dieci.
L’inferiorità numerica non ferma i ragazzi di Remondina. si gettano in avanti con coraggio, senza paura. Al 36’ la gran botta di Parolo trova i guantoni di Rossi che mette in angolo. Corner di Campisi, sponda di Girardi, rovesciata volante di Corrent, palla fuori di un soffio.
L’Hellas chiude bene il primo tempo e, in pieno recupero, anche il Ravenna perde un giocatore. Doppio giallo per Giampieretti - due falli praticamente consecutivi a centrocampo - e anche i romagnoli devono giocare in dieci.
Atzori corre ai ripari all’inizio della ripresa, manda in campo Calzi e Rossetti al posto di Trotta e Sciaccaluga e li piazza davanti alla difesa.
Il Verona non passa, tante giocate accademiche a velocità limitata e la difesa giallorossa ferma tutto senza troppi problemi. Remondina ci prova con Puccio e Gomez per Corrent e Parolo ma la musica non cambia, l’Hellas è una brutta copia della squadra vista nel primo tempo, il Ravenna difende la rete di vantaggio e riparte in contropiede senza trovare ostacoli.
Solo un episodio potrebbe cambiare la gara. Come succede intorno alla mezz’ora. Angolo di Campisi, splendida girata di Moracci, la palla schizza tra corpi e gambe ma Rossi se la trova proprio lì, sul braccio.
Che sfortuna, non c’è nulla da fare. Anche perchè il Ravenna raddoppia al 38’. Rafael mette in angolo una gran botta di Calzi, batte il corner Zecchin, Pettinari mette al centro, Anzalone è tutto solo e batte il portiere brasiliano per la seconda volta.
In pieno recupero Gomez batte Rossi e rende meno amara la sconfitta ma la partita
finisce tra i fischi


MATTEO SCAPINI
Una spina nel fianco dei romagnoli
 

Matteo Scapini va in campo dal primo minuto con la maglia da titolare. Si batte come un leone, è una spina nel fianco della difesa avversaria, sfiora anche il gol in un paio di occasioni. Maledetto palo...

 

GIAN MARCO REMONDINA
«Un momento difficile
ma l’impegno dei ragazzi
non si può discutere»
Posso capire i fischi dei tifosi Hanno passione, vogliono vincere Non li abbiamo accontentati...
 

Un punto in quattro partite, il secondo passo falso consecutivo in casa, una squadra in crisi di risultati. È il momento della riflessione in casa Hellas. «Mi sembra normale - ammette Gian Marco Remondina - perchè i risultati sono importanti. Un momento difficile ma possiamo uscirne».
Cosa succede?
I giocatori danno sempre il massimo ma in questo momento incontrano difficoltà che non sono in grado di superare.
Nella ripresa hanno alzato bandiera bianca?
No, hanno sempre lottato. Non possiamo mettere in discussione l’impegno di questi ragazzi, lo spirito del gruppo, l’atteggiamento del Verona in queste partite.
Alla fine sono arrivati i fischi, anche dalla Curva...
Mi dispiace perchè so che i nostri tifosi sono attaccati alla squadra, conosco la loro passione, sono qua da pochi mesi ma ho capito tutto. Sono contento quando la squadra gioca bene, quando merita gli applausi delle gente...
Ha alzato le mani, ha chiesto scusa?
Non avevo niente da farmi perdonare dal punto di vista professionale. Lavoriamo sempre con grande impegno, la squadra non molla mai, se la prestazione non è stata all’altezza i tifosi fanno bene a fischiare. Io ho voluto salutarli lo stesso, bisogna metterci la faccia anche quando le cose vanno male non solo quando vanno bene.
È deluso?
Sì, mi aspettavo qualcosa di più. Poteva essere la partita giusta per dare una svolta al campionato, una vittoria ci avrebbe portato in alto, non è andata così. Vuol dire che non siamo ancora pronti.
Si è fatto un esame di coscienza?
Faccio sempre un’analisi della partita, anzi ne faccio più d’una. A botta calda posso dire che siamo partiti nel modo giusto poi abbiamo pagato a caro prezzo gli episodi negativi: la rete del Ravenna, l’espulsione di Bellavista, l’inferiorità numerica. Sì, è vero, anche gli avversari sono rimasti in dieci, abbiamo giocato in dieci per un quarto d’ora ma noi abbiamo perso un giocatore come Bellavista, per noi è un punto di riferimento importante. Fuori anche Garzon non è facile far quadrare i conti, è un discorso di esperienza.
Hanno dato poco anche i cambi. Meglio il Ravenna?
Loro hanno continuato a giocare con il centrocampo a quattro, hanno lasciato solo Gerbino davanti, non hanno cambiato tantissimo. Ho risposto lasciando due punte come Girardi e Scapini con tre centrocampisti e Parolo libero di inserirsi ma non abbiamo abbattuto il bunker. Devo dire che mi aspettavo di più anche dai cambi, Puccio e Gomez avevano fatto meglio a Crema.
Cosa dirà alla squadra?
Dirò che dobbiamo leggere meglio le partite nei momenti più difficili, che dobbiamo reagire subito. Adesso pensiamo alla prossima gara.

 

Sono deluso, mi sembra normale Poteva essere la gara della svolta, speravo di strappare un risultato positivo
Siamo partiti con il piede giusto
ma poi siamo andati in difficoltà

 

Girata di Scapini e palla sul palo
 

PRIMO TEMPO
10’: Campisi si libera bene al limite e prova il destro. Fuori di poco.
17’: Ravenna in vantaggio. Zecchin tiene palla sulla sinistra, palla in mezzo, Gerbino gira di testa a due passi da Rafael e palla in rete.
19’: azione di Moracci sulla sinistra, bella girata di Scapini, il portiere tocca la palla appena appena e la fa rotolare sul palo.
28’: punizione di Trotta, Anzalone colpisce di testa, palla sull’esterno della rete.
30’: Bellavista entra in campo, dopo essere stato medicato, senza chiedere il permesso all’arbitro. Era appena stato ammonito, Zonno mostra il secondo giallo al centrocampista gialloblù. Verona in dieci.
36’: gran botta di Parolo su punizione, deviazione di un difensore romagnolo, Rossi mette in angolo. Batte Campisi, sponda di Girardi, rovesciata volante di Corrent, palla fuori di un soffio.
44’: doppio giallo a Giampieretti, anche il Ravenna in dieci.
SECONDO TEMPO
3’: cross ancora dal fondo di Zecchin, Gerbino arriva con un attimo di ritardo.
25’: angolo di Campisi, stacco di testa di Conti, la palla si spegne sul fondo.
33’: corner di Gomez, girata di Moracci in mischia, bravo il portiere che respinge.
40’: secondo gol del Ravenna. Zecchin per Calzi, botta dal limite al volo, grande parata di Rafael che mette in angolo. Corner di Zecchin, palla per Pettinari che mette in mezzo, non scatta il fuorigioco del Verona, anzalone tocca da due passi e raddoppia.
50’: gol della bandiera del Verona. Indecisione della difesa ravennate, Gomez si trova solo davanti a Rossi e batte il portiere romagnolo


 

A BOTTA CALDA. IL CENTROCAMPISTA DEL VERONA È STATO CACCIATO DAL DIRETTORE DI GARA DOPO MEZZ’ORA DI GIOCO
E Bellavista non ci sta «Espulsione discutibile»
«L’arbitro mi ha detto che sono tornato in campo senza il suo permesso Avevo preso una botta in testa, ero intontito. E il buon senso dov’è finito?»
 

Simone Antolini
Scusi signor Zonno, e il buon senso dove l'ha lasciato? L’arbitro della sfida tra Verona e Ravenna ha agito d'istinto, facendo schiumare di rabbia il Bentegodi. A farne le spese il Verona colpito alla mezz’ora del primo tempo dall’espulsione di Antonio Bellavista. Una scelta discutibilissima quella del giudice di gara, che nella ricostruzione del centrocampista dell’Hellas non lascia spazio ad alibi.
«Ero appena stato ammonito in maniera tra l’altro discutibile - racconta Bellavista -. Mi sono visto sventolare in faccia il secondo cartellino giallo quando sono rientrato in campo senza il cenno di assenso dell’arbitro. Ero reduce da una brutta botta alla testa, il gioco era fermo, ero rimasto intontito. Ho fatto tutto in buona fede. Mi sono trovato di fronte all’arbitro e gli ho chiesto i motivi della sua prima ammonizione».
Per risposta è arrivato il secondo giallo e il rosso. Bellavista negli spogliatoi e Verona in dieci con un gol da rimontare. «Motivato - continua il cemtrocampista - proprio dal fatto di non avere chiesto il permesso d’ingresso. Dico io: ma è possibile? E il buon senso? Poteva farmi tornare fuori, poteva dimostrare maggiore elasticità. Ci sono rimasto davvero molto male, anche perché sono stato costretto ad abbandonare la battaglia. E dire che anche lui è barese come me. Dovevamo capirci al volo, e invece non c’è stata comunicazione. Senza dimenticare che pochi minuti dopo è successo una cosa simile con Sciaccaluga del Ravenna e lui non ha certo applicato la stessa decisione».
Svelato il «giallo» Bellavista torna a parlare della partita. «Dopo il loro vantaggio c’è stata una buona reazione - ammette -. È mancata la fortuna, poi nella ripresa abbiamo trovato qualche difficoltà. Dobbiamo ripartire in fretta, lasciandoci alle spalle questa sconfitta».
Dario Bergamelli non riesce a trovare una risposta alla prestazione opaca del Verona. «Può essere la stanchezza. Ma sarà importante alla ripresa degli allenamenti guardarci in faccia ed analizzare quanto successo. Nella parte finale del primo tempo la squadra ha messo fuori la testa, poi ad inizio ripresa non siamo riusciti a dare la spinta giusta alla nostra azione. Mi rendo conto che la gente si aspettava molto di più da noi, ma posso garantire che abbiamo cercato in tutti i modi di venirne a capo». Tuttavia, il Verona nella ripresa non è quasi mai riuscito ad impensierire la difesa romagnola. «Ci siamo accorti anche noi delle difficoltà - continua - e abbiamo provato a giocarcela con il cuore. Purtroppo stavolta non siamo riusciti a rimetterla in piedi. Sicuramente l’espulsione di Bellavista ha condizionato la gara per il peso specifico del giocatore. Dobbiamo ammetterlo: potevamo fare molto di più. Non vogliamo crearci nessun alibi, anche se l'arbitro c'ha messo del suo in alcune scelte. Siamo arrabbiati, abbattuti, ma abbiamo voglia di ripartire subito».
Matteo Scapini ha giocato per la prima volta da titolare e ha offerto una buona prestazione. Voleva presentarsi con un gol, ha visto finire sul palo la conclusione del pareggio. «Dispiace. Non solo per il gol mancato di poco, ma per questa sconfitta. Voglio pensare positivo e voltare subito pagina. In altre occasioni eravamo riusciti ad esprimerci in maniera migliore, stavolta qualcosa non ha funzionato. Credo sia giusto ripartire in fretta dalle cose buone fatte vedere in passato dal Verona».
Luca Gerbino Polo, è invece l’uomo del momento. L’attaccante ha siglato il vantaggio del Ravenna e da solo ha mandato più volte in ansia la difesa veronese. «Contento del gol e della vittoria - afferma la giovane punta romagnola -. Con il Verona avevo fatto un paio di provini in passato, ma non c’è mai stato seguito». Peccato, il ragazzo ha numeri e stile. Magari avrebbe fatto comodo alla causa gialloblù



Pubblicato il 13/10/2008 alle 17.25 nella rubrica Verona.

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