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Giannini: «Foggia bunker, Gallipoli d´assalto»

fonte: gds

12/10/2008

Rivede Foggia e pensa che, nonostante tutto, anche la tappa con la squadra rossonera l´ha aiutato a crescere. Beppe Giannini torna, finalmente da principe anche in panchina, sul luogo della sua prima grande delusione da allenatore. Non si ripresenta allo Zaccheria con la superbia di chi potrebbe esibire primato e numeri della propria creatura. Ma il tecnico romano è orgoglioso, eccome, del suo Gallipoli. «A Foggia cominciai la mia avventura di allenatore — dice Giannini, 44 anni —. E scoprii subito quanto sarebbe stato duro il pane della serie C1. Con il patron Coccimiglio, che mi chiamò quand´ero ancora al corso di Coverciano, ho resistito sino a gennaio 2005, giusto il tempo di chiudere il girone d´andata e dimettermi. Dopo la partita di Pesaro, Coccimiglio entrò nello spogliatoio facendo un discorsetto ai giocatori, come se volesse lanciare certi messaggi sul mio rapporto con la squadra. Non accettai l´ingerenza e, con il mio "secondo" Roberto Pruzzo, tolsi il disturbo. Eppure, la tappa foggiana mi ha arricchito sul piano professionale, perchè ho avuto la fortuna di lavorare in una piazza calcistica che aveva apprezzato maestri come Maestrelli, Zeman e Rossi».
Che accoglienza si aspetta dalla tifoseria rossonera?
«Non lo so. Sarà la mia prima volta da avversario a Foggia. Mi porto ancora dentro il rammarico per non aver sfruttato in pieno la chance avuta nel 2004. In quell´organico avevo, sì, giocatori di qualità come Stroppa e Oliveira, ma ormai in chiusura di carriera, tant´è che l´attaccante giocò poco, e senza segnare. Comunque, da professionista, rispetterò il pubblico foggiano e avrò il piacere di riabbracciare il team- manager Pino Autunno e il magazziniere Dario Annecchino ».

In campo il suo Gallipoli sarà trascinato dall´ex Mounard, che ha conosciuto nel 2004 proprio nell´esperienza foggiana.
«David ha bisogno di sentirsi coccolato, di scoprirsi importante. L´ho voluto a Gallipoli perché, conoscendolo bene, so come prenderlo e, soprattutto, sfruttare le sue qualità, sprecate per la Prima divisione. Mounard e Ginestra sono i "genietti sciolti" della mia squadra, a entrambi concedo grande libertà d´azione, pur dovendo rispettare anch´essi la disciplina tattica ».
In quale zona del campo si deciderà la sfida?
«A centrocampo. Pecchia e Coletti fanno giocate importanti. Ma Esposito e, appunto, Mounard e Ginestra possono lasciare il segno».
Sarà un derby spettacolare?
«Avendo una spiccata vocazione offensiva, il Gallipoli non sarebbe capace di puntare solo al pareggio. Siamo primi in classifica perché proponiamo il nostro progetto tattico, giocando con spensieratezza e allegria. Ho studiato il Foggia, su dvd, nella partita col Potenza: vanta una solida difesa, con il portiere Bremec protagonista. A proposito di reparto arretrato, dovrò fare i conti con le assenze, pesanti, di Molinari e Bonatti. Ma dispongo di un gruppo competitivo; col direttore sportivo Dimitri, abbiamo fatto scelte mirate, per creare un cocktail tra giocatori esperti e giovani emergenti. Mi aspetto un derby frizzante, spero che il pubblico si diverta. In ogni caso, chi punta alla promozione dovrà lottare sino in fondo con Foggia e Gallipoli».

gazzetta dello sport - Giuseppe Calvi

[Foggiacalciomania.com - Gian Franco lo Muzio]

Pubblicato il 12/10/2008 alle 10.21 nella rubrica Gallipoli.

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