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Padova-Venezia, Svolta per il derby: anche la Provincia all''Euganeo

fonte: biancoscudati.net


martedì 07 ottobre 2008
ImageDietrofront dell'Osservatorio: Padova-Venezia, in programma lunedì 13 nel posticipo serale, sarà aperta anche ai tifosi residenti in Provincia, ma con l'obbligo di acquistare i tagliandi solo nei punti vendita ubicati entro il Comune di Padova. Confermato il divieto ai veneziani.


Svolta clamorosa nella vicenda del derby Padova-Venezia (in programma lunedì 13 alle 20,45): il match sarà accessibile anche ai tifosi della Provincia, che però potranno acquistare i biglietti solo nei punti vendita del territorio comunale (resta vietato invece l’accesso ai supporter lagunari). La decisione è arrivata stamattina al termine di una seduta straordinaria dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, radunatosi a Roma. La notizia è trapelata in mattinata da ambienti vicini alla Prefettura di Padova.

Giovanni Viafora - giovanni.viafora@biancoscudati.net


L'angolo tattico: promossi e bocciati




martedì 07 ottobre 2008
ImageL'analisi di Padova-Portogruaro apre qualche dubbio sull'approccio della squadra al match. Le difficoltà evidenziate non sono state determinanti sul piano del risultato, ma dovranno servire da monito in vista dei prossimi impegni.



Il Padova centra la terza vittoria consecutiva e vola al secondo posto in classifica ma è dura spiegare come il Portogruaro Summaga, ridotto in nove uomini e senza l’allenatore Domenicali in panchina (pure espulso), avrebbe certamente meritato il pareggio. I granata veneziani hanno giocato meglio dei biancoscudati, durante le prime fasi della partita, dopo lo svantaggio e l’inferiorità numerica, dopo il pareggio e l’ulteriore espulsione subita, tutto qui.
Ma se il Padova, sulla carta, è superiore al Portogruaro, vuol dire che la squadra è incappata in una giornata storta e ha trovato avversari più grintosi e che correvano di più. Il grande merito dei ragazzi di Sabatini è stato quello di rimanere in partita, almeno con la testa, credendo fino alla fine di poter vincere. Di certo, l’anno scorso questo tipo di match non avrebbe visto i nostri scudati vittoriosi e questo è un buon segno.
Il Padova è sceso in campo con gli stessi undici del vittorioso derby di Verona ma nei primi venti minuti è il Portogruaro a condurre le danze, con Cuffa molto bravo a dettare i tempi di gioco e l’esterno destro Carboni che fa ammattire Falsini che non ha lo stesso passo. Gli ospiti arrivano primi sui palloni e sono più efficaci, creando pericoli soprattutto con azioni ficcanti sulla fascia destra.

Il rigore di Rabito e l’espulsione di Montero non cambiano l’inerzia della partita e questa è una colpa per il Padova incapace, in superiorità numerica e con la strada spianata dal vantaggio, di gestire il match e cercare di fare ancora male con rapide ripartenze. Invece i biancoscudati sono leziosi, spesso in inferiorità numerica in mezzo al campo, con i mediani troppo bassi e con gli esterni Rabito e Baù incapaci di saltare l’uomo ed avulsi dalla manovra, quando invece è risaputo che una squadra che ha la superiorità numerica dovrebbe cercare di allargare il gioco sulle fasce per rendere più evidente il vantaggio. Pederzoli costituisce una buona diga davanti alla difesa e cerca con giocate di prima di sorprendere la linea difensiva ospite lanciando a rete Varricchio, ma senza quasi mai riuscire nel suo lodevole intento. Invano Sabatini raccomanda ai suoi attaccanti in primis, e poi ai centrocampisti, di stare più alti anche in fase di non possesso palla e di pressare quando i difensori granata cercavano di impostare l’azione. A dire il vero, i giocatori ospiti sono stati molto bravi ad eludere il pressing operato dal Padova, gestendo bene la sfera.

Il secondo tempo vede il Padova ancora più rinunciatario in avanti e troppo rintanato nella propria metà campo. Il pareggio è nell’aria ed arriva puntualmente anche se causato da una dormita della difesa.
Sabatini gioca la carta della doppia punta centrale, affiancando Gasparello a Varricchio a scapito di un centrocampista quale Gentile, e sostituendo uno spento Baù con il giovane Filippini. La mossa non produce apprezzabili effetti, anzi contribuisce ad accentrare la manovra biancoscudata, ovvero l’esatto opposto di quanto si sarebbe dovuto fare in 11 contro 10…e poi in 11 contro 9, favorendo la difesa del fortino veneziano.
Troppo prevedibili i cross che dalla destra, dal piede di Filippini, piovono al centro dell’area del Portogruaro. Sulla sinistra è Rabito, spostato su quella fascia dopo l’uscita di Baù, che giustamente cerca di puntare il difensore Peana e di mettere dei palloni interessanti in mezzo, a dire il vero senza troppa precisione. A pochi minuti dalla fine, apprezzabile la mossa effettuata dall’allenatore Sabatini, che accentra Rabito e colloca sulla sinistra il dinamico Lewandowski.
Ma è da un cross di Carbone che Varricchio trova il tapin vincente e il gran gol di Filippini chiude in cassaforte una vittoria insperata.

Promossi
Non brilla nessun biancoscudato e ad essere messo in evidenza è il carattere del Padova che, nonostante la giornata NO ed un avversario che correva a mille, è riuscito a non disunirsi e a provare fino alla fine di portare palloni nel cuore dell’area avversaria. Ci hanno, poi, pensato gli dei del pallone a far sorridere i supporters scudati, ma il detto “fortuna audaces iuvat” lo hanno, a ragione, coniato più di duemila anni or sono.

Bocciati
In una prestazione globalmente sottotono, spicca la prova negativa di Falsini che con il numero 11 Carboni ha visto i sorci verdi, sempre in difficoltà e sbagliando pure cross facili. Baù è incappato nelle sue giornate “non pervenuto”, se non le avesse non giocherebbe nel Padova ma un po’ più in alto. Bovo ha spesso corso a vuoto riuscendo quasi mai a recuperare palloni, ed è anche per questo che il centrocampo ha sofferto costantemente le iniziative del Portogruaro.

Massimiliano Ferrati - redazione@biancoscudati.netIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo


Pubblicato il 7/10/2008 alle 18.27 nella rubrica Padova.

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