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Hellas, quando il gol arriva dalla panchina

fonte: larena.it


 

UN SEGNALE POSITIVO. ANCHE A CREMA TIBONI È ANDATO A SEGNO POCHI MINUTI DOPO IL SUO INGRESSO. ERA SUCCESSO ANCHE CON LA SPAL

Remondina sa che può contare su tutto l’organico gialloblù «Non penso solo ai titolari, posso gestire meglio la partita»
 

Anche a Crema ci ha pensato Cristian Tiboni. È entrato in campo al 10’ della ripresa e, dopo una ventina di minuti, ha messo dentro la palla che ha regalato il pareggio all’Hellas. L’ex attaccante atalantino non è nuovo a questi exploit visto che si era già messo in mostra alla seconda giornata quando aveva segnato la rete dell’uno a uno contro la Spal raccogliendo la palla di Corrent che era finita sulla traversa. Tre i particolari diversi rispetto alla sfida con i ferraresi: l’8 settembre si giocava di sera, quella volta Tiboni fece gol 18 minuti dopo il suo ingresso in campo, alla fine l’Hellas vinse con gli emiliani.
IL BIS DI TIBONI. Ma la rete del giovane attaccante gialloblù contro il Pergocrema conferma che il Verona può contare sempre di più sulla panchina. Tiboni ha fatto centro già due volte ma anche Franco Da Dalt ha segnato contro la Cremonese pochi minuti dopo aver svestito la tuta. Questi tre gol all’attivo lanciano l’Hellas in vetta nella particolare classifica che tiene conto delle reti dei «panchinari». Alle spalle dei gialloblù Spal e Monza con due gol a testa, poi Pro Patria, Pro Sesto, Venezia, Lecco, Ravenna, Lumezzane, Padova e Novara a quota uno, tutte le altre formazioni del girone A della Lega Pro Prima Divisione sono ancora a zero come si può notare nella tabella qui a fianco curata da Giuseppe Boni.
LE SCELTE DI REMONDINA. Il più contento di tutti è sicuramente Gian Marco Remondina, il tecnico gialloblù sa che può contare su tutto l’organico e non solo all’undici che parte titolare.
«A dire il vero non scopro certo adesso che il Verona può vantare un gruppo valido e unito - spiega - la rete di Tiboni a Crema conferma che ci sono tanti giocatori di qualità nella rosa e che tutti partono alla pari. I risultati positivi arrivano perchè tutti partecipano alla preparazione delle gare, non solo quelli che vanno in campo o in panchina ma anche i ragazzi che vanno in tribuna o che restano a casa. Sono passaggi importanti nella crescita della squadra».
TRIDENTE O NO? Vista la prestazione di Tiboni e Parolo nella partita di Crema è difficile rinunciare a due giocatori così nella formazione titolare per schierare ancora il tridente. «Hanno confermato che quando entrano in campo possono fare la differenza - aggiunge Remondina - ma volevo partire con un modulo diverso per vedere all’opera anche Da Dalt e Gomez, devo dire che anche la loro prestazione mi ha soddisfatto».
NON SOLO GOL. Ancora una volta Tiboni ha mostrato caratteristiche interessanti in area avversaria - più da centrale che da esterno di fascia - e si è fatto apprezzare non solo per la rete che ha dato il pareggio all’Hellas ma anche per due o tre giocate importanti che hanno favorito l’ingresso in area dei centrocampisti gialloblù o creato occasioni per Girardi.
«Sono entrato con il passo giusto, ho fatto quello che mi ha chiesto il mister - spiega Tiboni - e tutta la squadra ha reagito alla grande dopo la rete dei padroni di casa. Sapevamo che non meritavamo di perdere e l’abbiamo dimostrato. Abbiamo pareggiato ma si poteva anche vincere. Non rubavamo nulla perchè dopo aver incassato il pareggio gli uomini di Fortunato si sono rintanati in difesa e noi abbiamo costruito un paio di occasioni importanti, è stato bravo Brivio che ha fermato i nostri tiri».
PECCATO PER IL ROSSO. Una bella partita rovinata dall’espulsione al termine della gara. «Stavo andando sotto la Curva per esultare con i tifosi che ci avevano sostenuto per tutta la partita - conclude Tiboni - ero contento per il gol e la prestazione della squadra, un po’ meno per il risultato. A un certo punto mi sono sentito tirare i capelli, era Quaresmini, il difensore del Pergocrema. Non so perchè, non era successo niente in campo. Mi sono girato, ho cercato di divincolarmi, ho reagito. Ho sbagliato, mi dispiace. L’arbitro non aveva visto nulla, l’assistente sì. Ha alzato la bandierina, ha chiamato Magno e il direttore di gara mi ha mostrato il cartellino rosso»



Pubblicato il 7/10/2008 alle 18.19 nella rubrica Verona.

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