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Padova, Tre a uno, ma quanta fatica

fonte: biancoscudati.net


domenica 05 ottobre 2008
ImageIl Padova risolve il match contro il Porto nei minuti di recupero, con le reti di Varricchio e Filippini (da poco entrato). Al vantaggio di Rabito su rigore aveva risposto Cuffa nella ripresa, con un gol che fino al 90' aveva meritatamente premiato gli uomini di Domenicali, rimasti addirittura in nove uomini.


Il Padova batte il Portogruaro, con un 3-1 che sulla carta dovrebbe lasciare spazio a ben poche interpretazioni di sorta, in un assolato pomeriggio di inizio ottobre all’Euganeo. Non tutto è oro ciò che luccica, tuttavia, perché tra il Padova e la festa di fine gara sotto la Curva passano 90 minuti nei quali succede un po’ di tutto, con l’arbitro che sale in cattedra in più di una occasione e con i biancoscudati imbrigliati nella manovra dell’onesta compagine veneziana, che ha mollato gli ormeggi soltanto nei minuti di recupero.
Poco male, ma solo per i tre punti che oggi la squadra di Sabatini può mettere in cascina. Per il resto, gli appunti da fare a Capitan Faisca e compagni, sono molti.
Ma andiamo con ordine, raccontando quanto accaduto nel match dell’Euganeo.

Avvio in sordina. Il clima è tutt’altro che festoso, ad inizio gara. I primi cori della Tribuna Fattori sono infatti cori di protesta, per le decisioni del Casms di vietare (oltre agli ospiti veneziani), anche ai supporters patavini della Provincia di Padova, l’accesso all’Euganeo in occasione del prossimo derby in programma contro i lagunari del Venezia.
Anche la partita offre ben poco. Giusto un destro di Baù su punizione che termina di poco a lato, prima dell’acuto che al 13’ scuote l’impianto di Viale Rocco. Da Silva è bravo ad approfittare del momento di amnesia di Falsini; si porta sulla destra e quindi mette al centro, dove la sfera attraversa l’area, prima di finire sul sinistro di Mattielig. E’ la traversa a salvare il Padova.
Lo scossone sembra dare i propri frutti in un Padova apparso impacciato e poco lucido nell’impostazione della manovra, costellata di errori che mettono in luce una squadra diametralmente opposta a quella ammirata al Bentegodi sette giorni prima. Ci pensa Pederzoli, comunque, a restituire il favore al 19’: la sua progressione per vie centrali si conclude con un destro che sbatte contro l’incrocio dei pali, con Rossi battuto. I biancoscudati iniziano a premere ed il vantaggio arriva pochi minuti più tardi. Rabito è lesto ad approfittare di un buco nella difesa avversaria e ad involarsi sulla destra. Montero lo stende in maniera più o meno evidente: per Colasanti è rigore, con giallo per il difensore centrale granata, che sommato a quello rimediato in avvio lo costringe a finire anzitempo sotto la doccia.
E’ la svolta del match, o per lo meno potrebbe essere così. Il Padova segna dagli 11 metri con il solito Rabito (sesta marcatura per lui), poi però fa ciò che non dovrebbe. Al gioco con palla a terra i biancoscudati cercano costantemente la testa di Varricchio, il quale troppe volte finisce in offside. Anche il più elementare palleggio a centrocampo è spesso inconcludente, complice anche un Porto quadrato e mai remissivo di fronte all’undici di Sabatini. Colasanti diventa protagonista ancora una volta, quando (36’) espelle Domenicali dalla panchina, per proteste. Prima della fine del tempo, c’è ancora un brivido per la porta di Rossi, infine. Carbone inventa un bel traversone che attraversa tutta l’area senza che Varricchio né Baù riescano nella deviazione sotto porta.

Incubi. Nella ripresa ci si attende un Padova votato all’attacco, seppur in maniera intelligente. Ecco invece uscire il Portogruaro, che con l’uomo in meno avanza sensibilmente il baricentro, trovando il meritato pareggio al 18’, con Cuffa che in girata aerea mette alle spalle di Cano, in una situazione di calcio da fermo che coglie colpevolmente impreparata la difesa.
Il Padova sembra accusare il colpo, incapace di organizzare una seria offensiva e continuamente vittima dei guizzanti attacchi avversari sugli esterni. Ci pensa ancora il direttore di gara, quindi, a spianare la strada ai biancoscudati: fuori anche Mattielig, che lascia il Porto in nove uomini. Non cambia la sostanza, o per lo meno non cambia granchè. I biancoscudati attaccano, con la forza della disperazione, ma lo fanno in maniera sterile, senza pungere più di tanto. Fino al 46’, quando l’Euganeo esplode nel vedere la zampata di Varricchio terminare in rete per il liberatorio 2-1. Il Padova, a trazione anteriore per i precedenti innesti di Gasparello e Filippini, quindi preme sull’acceleratore e colpisce di nuovo, due minuti più tardi. E’ proprio per il nuovo entrato Filippini l’applauso più intenso. Il 3-1 porta la sua firma, con un violento destro che si insacca a mezza altezza, alla destra della porta di Rossi. Di nuovo sotto la curva, quindi, per la festa finale.

Felici e contenti per il successo acquisito all’ultimo tuffo, i tifosi biancoscudati non dormiranno certo sonni sereni. La prestazione della squadra è un piccolo passo indietro rispetto a quanto visto anche solo sette giorni fa a Verona. Il Padova ha mostrato difficoltà nell'impostazione del gioco, riconducibili probabilmente ad un approccio non felice con il match di oggi. La speranza, naturalmente, è che quella di oggi possa essere una domenica da archiviare come un pericolo fortunatamente scampato.

Il tabellino
Padova (4-3-3): Cano; Carbone, Giovannini, Faisca, Falsini (Lewandowski dal 36’ s.t.); Bovo, Pederzoli, Gentile (Gasparello dal 22’ s.t.); Baù (Filippini dal 15’ s.t.), Varricchio, Rabito. (In panchina: Facchin, Petrassi, Cotroneo, Lewandowski, Di Nardo). All.: Carlo Sabatini
Portogruaro (4-2-3-1): Rossi; Peana, Gargiulo, Montero, Cherubini; Cuffa, Levacovich (Madaschi dal 26’ p.t.); Abate (Maniero dal 15’ s.t.), Mattielig, Carboni; Da Silva (Gotti dal 26’ s.t.). (In panchina: Marcato, Specchia, Mortelliti, Fasciani). All.: Emanuele Domenicali
Arbitro: Colasanti di Grosseto (Fiorucci – Bruni)
Marcatori: Rabito (Rig.) (Pa) al 23’ p.t., Cuffa (Po) al 18’ s.t., Varricchio (Pa) al 46’ s.t., Filippini (Pa) al 48' s.t.
Ammoniti: Montero (Po), Baù (Pa), Mattielig (Po), Rabito (Pa), Gasparello (Pa), Lewandowski (Pa), Filippini (Pa)
Espulsi: Montero (Po) al 22’ p.t. per doppia ammonizione, Mattielig (Po) al 24’ s.t. per doppia ammonizione. Espulso l’allenatore Domenicali (Po) al 36’ p.t. per proteste
Note: Giornata di sole con temperatura gradevole, terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori complessivi 3.571 (2.930 abbonati) per un incasso di circa 25 mila Euro. Calci d’angolo: 6-6. Recuperi: 3’ p.t., 5’ s.t. .

Marco Lorenzi – marco.lorenzi@biancoscudati.net


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domenica 05 ottobre 2008
ImageSquadra e tecnico elogiano lo spirito che ha permesso ai biancoscudati di acciuffare la vittoria allo scadere, pur sottolineando la mediocrità della prestazione fornita. A dir poco imbufaliti, invece, in casa portogruarese.  

Mister Sabatini si presenta al cospetto dei giornalisti presenti con un sorriso che sa di liberazione. I 90 minuti di Padova-Portogruaro hanno avuto un epilogo fortunatamente felice per i suoi ragazzi, che a tratti hanno dato l’impressione di non aver più il piglio necessario a sfondare la retroguardia avversaria. “E’ una giornata per noi non positiva. – ha affermato il tecnico con estrema obiettività – Siamo stati inferiori all’avversario sul piano fisico, oltre al fatto di aver sofferto nelle più varie fasi di gioco, in cui non siamo riusciti ad imporre il nostro ritmo”. Quale può essere la chiave di lettura per capirci qualcosa in più? “Avevo maturato delle perplessità già in avvio, quando ho visto la squadra ragionare non come aveva fatto nelle precedenti partite ed andare in difficoltà anche nella più semplice impostazione di gioco. Purtroppo dopo il vantaggio le impressioni iniziale si sono trasformate in realtà. Abbiamo fatto ciò che non dovevamo, perché la superiorità numerica non è stata sfruttata a dovere. Al di là della giornata negativa sul piano del gioco e della tenuta, comunque, raccogliamo ciò che di buono abbiamo in casa, ovvero i tre punti in un finale di gara per il quale va fatto comunque un plauso alla squadra. Avevamo di fronte un Portogruaro eccellente, che già mi aveva fatto preoccupare non poco dopo la vittoria di Cremona domenica scorsa. Ci abbiamo creduto fino all’ultimo tuffo ed ora possiamo comunque guardare avanti con altri tre punti”. I quali, sommati ai precedenti, portano il conto a nove per quelli conquistati in tre gare. “Sapevamo di poter iniziare un filotto importante, conquistando la terza vittoria consecutiva oggi. Forse è stato proprio questo ad averci frenato un po’. Il calcio però è fatto anche di giornate come quella odierna. Mi preoccupo, certo, perché si è visto che qualcosa non andava. Ma del resto, mi preoccupo anche quando giochiamo meglio e per quello che mi riguarda sono comunque soddisfatto; ho visto in campo una certa compattezza e di questo ringrazio i ragazzi. Se non avessimo vinto? Avremmo meritato qualche legittimo fischio da parte del nostro pubblico. Ripartiremo da qui, per migliorarci ancora”.

 

“Che gioia il gol, era da quando sono arrivato a Padova che l'aspettavo”. Ecco, dunque, spiegata l'incontenibile esultanza sotto la curva di Alberto Filippini, talmente felice da giustificare persino l'incolore prestazione della squadra. “Secondo me – continua il giovane Bergamasco- non abbiamo poi giocato così male, sopratutto sotto l'aspetto caratteriale. Dobbiamo pensare, poi, che di fronte a noi avevamo un avversario molto ben organizzato, che ci ha messo in difficoltà anche dopo essere rimasto in 10. La nostra grinta ci ha permesso però di venire a capo della sfida e adesso ci godiamo una vittoria tanto sofferta quanto preziosa. Dal mio punto di vista devo ammettere che non è mai facile entrare a partita in corso, specialmente in queste circostanze, ma sono estremamente soddisfatto della prestazione che sono riuscito a proporre”. Meno euforico Max Varricchio, forse per via di qualche screzio con i tifosi. “Ho sentito i miei compagni che erano in tribuna e mi hanno riferito di esser stati aggrediti verbalmente da alcuni spettatori. Sono veramente esterrefatto, cerca gente dovrebbe rimanere a casa invece di comportarsi così. Detto questo, non sono assolutamente soddisfatto della prova odierna. La squadra ha faticato, nel corso di una partita difficile e sofferta, dalla quale però usciamo con tre punti preziosissimi per la classifica. Non eravamo nelle migliori condizioni fisiche e, in più, alcuni dubbi offside fischiatemi, hanno frenato le nostre iniziative, specialmente nel primo tempo. C'è da salvare comunque il grande spirito caratteriale che ci ha trascinato fino alla fine, permettendoci di raggiungere la vittoria”. Tra i meno brillanti in campo c’è Gianluca Falsini. Il terzino sinistro biancoscudato analizza così il match. “Qualcosa è andato storto, oggi, a dispetto delle ultime prestazioni. Siamo entrati in campo forse deconcentrati, - ha ammesso – ma una fetta sostanziosa di merito va alla squadra avversaria, anche ci ha messi in difficoltà. Speravamo in un approccio migliore, è vero; la gara odierna ci servirà da monito per quelle che dovremo affrontare nel futuro più prossimo. Al di là di tutto, comunque, siamo felici per la vittoria e per il secondo posto in classifica”.

 Schiuma di rabbia invece il tecnico del Portogruaro, Manuele Domenicali, allontanato anzitempo dal direttore di gara, al quale rivolge parole di fuoco: “Oggi la partita è stata decisa dall'arbitro, non c'è alcun dubbio. È inammissibile espellere un giocatore nel primo tempo dopo due falli molto dubbi, uno dei quali ha provocato anche il rigore del primo svantaggio. Oltretutto, ho dovuto sottostare all'arroganza e prepotenza con la quale il signor Colasanti mi ha cacciato, dopo una protesta civilissima. Non ho veramente parole, in campo avevamo dimostrato di essere superiori al Padova, anche dopo esser rimasti in 10, ma la terna arbitrale ha fatto di tutto per sconfiggerci. Ci sono riusciti, complimenti a loro”. Insoddisfatto della direzione di gara anche Andrea Maniero, nonostante cerchi di sdrammatizzare con la consueta ironia: “Sono contento – esordisce il legnarese- che gli arbitri abbiano iniziato a favorire anche il Padova. Quando indossavo io il biancoscudato, non succedeva mai, si vede che è veramente l'anno buono e non può che farmi piacere. A Padova ho lasciato tanti bei ricordi e il momento dell'ingresso in campo è stato veramente emozionante. Dispiace però aver assistito ad una partita così condizionata dalle sviste arbitrali, che ci hanno impedito di portare a casa almeno un punticino, che onestamente meritavamo".

Redazione - redazione@biancoscudati.net


Pubblicato il 5/10/2008 alle 20.24 nella rubrica Padova.

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