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Macalli: "E' uno scandalo, fermo il campionato"

fonte: biancoscudati.net


venerdì 03 ottobre 2008
ImageDura presa di posizione del Presiente di Lega Pro sui divieti imposti ai tifosi per il derby Padova-Venezia. Macalli ha chiesto un incontro al Viminale: "Non è possibile andare avanti così".
PADOVA - «Vietare l’accesso ai tifosi biancoscudati della provincia? Guardi, è semplicemente scandaloso! Ed è meglio che mi fermi qui...». Il presidente della Lega Pro Mario Macalli interviene duramente all’indomani della delibera del Casms, che ha posto severe limitazioni al derby Padova-Venezia di lunedì 13 (alle 20,45). E scoppia il caso.
Presidente Macalli, Marcello Cestaro ha minacciato risposte drastiche al provvedimento del Comitato: come non far giocare la squadra. Voi da che parte state?
«Con il Cavaliere, ci mancherebbe! Questi signori del ministero stanno sbagliando tutto: così distruggono il calcio».
Ma adesso, cosa succederà?
«Loro sono tanto bravi a chiudere gli stadi, ma questa volta può essere che ci fermiamo noi! Sì, sono pronto a bloccare i campionati se non permetteranno al Padova di fare entrare tutti i tifosi. Anzi, dico di più: sono disposto a far disputare il derby anche a Malta se fosse necessario…»
Uno strappo durissimo.
«Qui bisogna intendersi. La prossima settimana io ed il mio vice (Salvatore Lombardo, ndr) abbiamo già fissato un incontro al Viminale con il Ministro Maroni. Dobbiamo mettere in chiaro che così non è possibile andare avanti».
Si spieghi meglio…
«Voglio semplicemente dire: siamo contro i mascalzoni, ma qui stiamo impedendo a tutti gli altri di assistere alla partita. Queste misure sono da terzo mondo. Anzi, che dico, da ottavo…».
 
Giovanni Viafora - Leggo

Uno stadio sicuro, uno stadio per... nessuno!




giovedì 02 ottobre 2008
ImageE' scattato nella giornata di ieri il divieto ai tifosi del Venezia di recarsi in trasferta a Padova il 13 ottobre prossimo. Clamorosa ed incomprensibile la decisione di vietare la vendita dei tagliandi al di fuori del Comune di Padova.

 

Uno stadio sicuro, uno stadio per… nessuno. Regna la tristezza, oltre ad un legittimo senso di frustrazione, a poche ore dall’ufficializzazione di una decisione nell’aria da qualche giorno. Non bastasse il divieto per i tifosi biancoscudati di seguire la squadra in trasferta al Bentegodi di Verona, eccone un altro, questa volta riguardante i supporters del Venezia, che non potranno presenziare all’Euganeo nella serata di lunedì 13 ottobre prossimo.
Oltre al danno, la beffa, perché in base a quanto appreso dal comunicato del Casms (Comitato Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive) non solo rimarrà chiuso il settore ospiti, ma la vendità dei biglietti per i tifosi di casa verrà consentita soltanto nel territorio urbano relativo al Comune di Padova.
Tradotto: i tifosi biancoscudati, residenti in un qualunque Comune della Provincia, saranno obbligati a rimanere lontani dall’Euganeo. Anche in una serata che avrebbe visto l’impianto di Zona Due Palazzi riempirsi per un’occasione importante ed attesa quale il derby che per antonomasia rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti della stagione sportiva.
Trattasi senza dubbio di decisioni che stanno lentamente uccidendo un mondo del calcio mai come oggi colmo di contraddizioni. Ma come, obbligano un’amministrazione comunale (ed una Società…) ad adeguare le condizioni di sicurezza di un impianto, spendendo cifre astronomiche (prelevate dalle tasche dei singoli cittadini, per altro) per rendere lo Stadio finalmente “sicuro” ed “alla portata di tutti”; quindi si arriva ad impedire ad un tifoso qualunque di usufruirne per assistere ad una gara di calcio? Solo perché “colpevole” di non risiedere in città?
Ci scuserete la schiettezza, ma in un momento come quello attuale, abbiamo la netta sensazione di essere arrivati alla follia, più ancora che alla presa in giro. Uno stadio sicuro, uno stadio per nessuno, appunto. Perché la realtà dei fatti è purtroppo amara. Per la Padova sportiva, ancora una volta, è il momento di veder calpestato quel briciolo di dignitià che ancora rimane, di fronte a chi, con impietosi colpi di spugna, sta lentamente svuotando il mondo del pallone della passione dei suoi principali protagonisti. Quei tifosi che lunedì 13 ottobre, e chissà quante altre volte d’ora in avanti, saranno costretti a privarsi del piacere di 90 minuti di tifo e di sano e corretto campanile al cospetto dei rivali lagunari.
Emblematiche le parole dei vertici dirigenziali biancoscudati. "Ho chiesto immediatamente un incontro con il Prefetto Lepri Gallerano (colui che dovrà in pratica rendere operativa la direttiva, ndr) - ha affermato il presidente biancoscudato -, non posso accettare una misura del genere". E’ quanto si legge nell’edizione odierna di Leggo, nella quale, al microfono di Giovanni Viafora, il Cavaliere biancoscudato ha anche aggiunto: "Finché non mi mandano a casa qualcosa di scritto non mi muovo e nel caso confermassero il provvedimento sono pronto a chiamare il Venezia e a non giocare di sera. Ma prima fatemi ragionare…".
Parole che pesano, in quella che forse è la prima presa di posizione di questo genere da parte del Presidente della S.p.a. biancoscudata. Con la speranza, naturalmente, che le voce grossa di Cestaro possa contribuire a cambiare in corsa un provvedimento umiliante per i tifosi biancoscudati ed oltre modo dannoso per una realtà sportiva, quella patavina, già declassata da anni di cocenti delusioni.

Marco Lorenzi - marco.lorenzi@biancoscudati.netIndirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Pubblicato il 3/10/2008 alle 14.17 nella rubrica Padova.

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