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Perugia, Covarelli presenta Sarri alla stampa

fonte: tifogrifo.com

 

L'Artiglio del Grifo - 24/09/2008



Se vi ricordate c’era una pubblicità che recitava così: “ Ancora uno e poi basta….”, naturalmente si trattava di un famoso e gustoso biscotto che uno, tirava, l’altro.
Porto questo semplice esempio, perché il Perugia calcio dal 17.07.08 (alla faccia della scaramanzia), giorno in cui ha presentato Indiani ad oggi ha cambiato ben 3 allenatori.
Non c’è uno senza due, non c’è due senza tre…e,per fortuna, così il proverbio finiva, e speriamo che ciò valga anche per noi.
Per la cronaca 17/07/2008 presentazione di Indiani, 27/08/2008 presentazione di Pagliari, 24/09/2008 presentazione di Sarri.
Se ciò non è un primato, poco ci manca, sicuramente le panchine del Grifo scottano molto, o le precedenti scelte non erano state azzeccate?
A ciascun tifoso lascio tirare le dovute conclusioni.
Di certo, come goliardicamente e per sdrammatizzare la situazione, ci ha ricordato il Presidente, “io sono nato nello stesso giorno e mese di Zamparini, e, precisamente il 12 giugno..” quasi fosse una scusante, e che, aggiungiamo noi, tale data, forse, sia stata la causa principale a spingere alla frenetico cambio degli allenatori poiché consigliata dalla stessa musa astrale ispiratrice: il segno dei gemelli .
Naturalmente si tratta di una simpatica facezia.
Ma, per tornare alle cose serie, ho notato che, al contrario della presentazione di Pagliari, Covarelli ha personalmente dato il benvenuto al nuovo allenatore, poi, ha introdotto alla stampa, il nuovo allenatore del Grifo, Maurizio Sarri.
Particolare importante, alla conferenza erano presenti sia Scarpelloni e Ferrigno, sicuramente a significare una ritrovata armonia e, una migliore e maggiore collaborazione fra il presidente e i suoi collaboratori, e, che ora, deve vigere la massima e assoluta unità d’intenti.
La conferenza di Sarri è iniziata alla 13,13, alla faccia della scaramanzia, di cui il nostro nuovo tecnico si dice essere sensibile, e che francamente, secondo il mio modesto parere va tenuta in estrema considerazione.
Per prima cosa Covarelli ha tessuto gli elogi di Sarri di cui ha enorme fiducia e che, ha confidato, avrebbe voluto portare al Perugia già da questa estate.
Poi ha dichiarato: “Purtroppo, è arrivato a stagione iniziata, ma se lo lasceremo lavorare con calma sono convinto che potrà darci quegli equilibri giusti di cui ha bisogno la squadra, e, per questo, il suo arrivo mi rende più tranquillo, anche su quello che stiamo costruendo qui a Perugia”.
Da ricordare che a Sarri è stato fatto un contratto biennale che fa capire bene la grande fiducia che Coverelli ripone in questo allenatore.
Inoltre, ha precisato:
“ il ritiro è stato definito insieme, attraverso la concertazione che sarà il metodo che verrà adottato d’ora in avanti”.
Per tornare nel merito della conoscenza del nuovo allenatore, il tecnico ha precisato: “ avendo visto la squadra dall’esterno, e lavorandoci solo per 2 allenamenti non si può ricavare grandi impressioni, ma semplicemente, ho avuto delle sensazioni, sia chiaro, ragionando da allenatore ragiono in relazione a quello che vorrei vedere io da una squadra cioè da un punto di vista sempre molto parziale.
L’impressioni che ha buoni valori tecnici, e probabilmente, fino a questo momento, è stata carente in altri tipi di valori che, purtroppo, in questa categoria sono predominanti.
Siamo in una categoria in cui diventano importanti doti caratteriali e motivazionali e, quindi, molto probabilmente questa squadra ha pagato qualcosa sotto questo punto di vista.
Le partite in questa categorie non sono pulite e lineari da far emergere un valore tecnico. Le partite in questa categoria si sporcano con molta facilità.
E’ chiaro che in questa categoria non si può pensare di andare in campo e raccogliere punti solo perché ti chiami Perugia.
Anzi, molto spesso è uno motivo di stimolo per gli avversari.
E’ una categoria in cui punti si devono conquistare, spesso sono da conquistare in maniera sporca, il giorno che la squadra si adeguerà alla mentalità di questa categoria che sta facendo, allora il valore tecnico sarà un valore aggiunto, ma prima dovremo adeguarci ai valori di questa categoria.
Qualche accorgimento tattico è sicuro che uno lo fa, questa è una squadra che anche apparentemente adatta come mi piacerebbe giocare in maniera definitiva a me.
Ma in questo momento non mi sembra opportuno di dare molte indicazioni alla squadra.
il primo intervento è quello di dare uno o due indicazioni senza andare a stravolgere il tutto.
Cercherò di dargli un minimo di fiducia nei loro mezzi, ma che sia una fiducia collegata alla consapevolezza che i punti se li devono lottare con il coltello fra i denti e sputando l’anima, e, poi far valere altri tipi di qualità, ma alla base ci devono essere questo tipo di atteggiamento mentale e poi su quello vedremo se riusciremo a fare il calcio che ho in mente io.
Questa è una piazza cui ho sempre dato la mia massima disponibilità, è una piazza he nel tempo tornerà nel calcio che le compete, ma ci ritornerà nel momento che tutto l’ambiente accetterà questa categoria, perché partendo già non accettandola questo crea una serie d’implicazioni che probabilmente alla fine si pagano.
Questa non è una categoria in cui non si stravince.
Il fatto che nella storia della serie C, nessuno riesca a stravincerla, significa che tutti passano momenti di grandissima difficoltà, momenti superati da certe realtà, mentre sono insomortabili da altre.
Secondo me è compito anche di tutto l’ambiente far accettare questa categoria, se ci riusciamo a fare ciò avremmo fatto un passo importante, molto più importante di comprare qualche giocatore per andare a risultati importanti.
Il modulo, vengo da un’esperienza del 4-3-2-1 di diversi anni, ma, in questo momento questa squadra ha avuto qualche difficoltà a sopportare questo tipo modulo, ma dobbiamo pretendere qualcosa di più dagli esterni soprattutto nelle fase del non possesso palla che devono essere disposti a soffrire e lottare, abbassare e venire a raddoppiare vicino ai terzini nei momenti di grande difficoltà, ovvero più difendono bene nelle zone alte, meno ho bisogno che la nella zona arretrata, in questo momento non li ho visti nemmeno, lavorare nella zona alta.
Gli esterni sono giocatori importanti, giocatori che fanno la differenza.
Le priorità di questi giorni, è far passare due o tre concetti al massimo e cercare di far capire a questa squadra che ha delle potenzialità, e questo gli deve dar fiducia, ma, non gli deve mai far mancare l’umiltà di sapere che in questa categoria pagheranno qualsiasi atteggiamento sbagliato che avranno.
Io credo nella moralità, ovvero, l’espressione dei principi che può avere una persona. E una persona deve ripagare la fiducia.
Io per moralità, intendo avere un atteggiamento nei confronti del gruppo che sia sempre un tipo di atteggiamento che privilegia il gruppo e mai il singolo.
Quando parlo di moralità mi riferisco ad un giocatore che si deve saper sacrificare per il collettivo anche a costo di fare una prestazione non apprezzata dal pubblico e dai giornalisti, questa secondo me è la moralità che ci deve avere un calciatore”.

Finiamo nel dire che se è la prima impressione che conta, allora, questo allenatore ispira fiducia.
Purtroppo, però, dato non trascurabile, i conti si fanno alla fine della stagione, perché solo allora sapremo se il nostro istinto aveva visto giusto o meno, salvo, poi, mai dimenticare che, alle fine, sono i giocatori che vanno in campo e che determinano, nei fatti, le nostre speranze.

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Sarri il nuovo condottiero del Grifo

 

Cristina Biondi - 24/09/2008

Sarri il nuovo condottiero del Grifo

La società biancorossa ha presentato questa mattina il nuovo responsabile tecnico del Perugia Maurizio Sarri.
Alla conferenza stampa che si è tenuta alle 12,30 a Pian di Massiano, erano presenti anche il presidente Covarelli, il direttore sportivo Scarpelloni e il team manager Ferrigno.
Il nuovo tecnico del Grifo, si è detto “pronto ad impegnarsi al cento per cento in questo progetto”, dal momento che il presidente lo ha fortemente voluto, dimostrandogli grande fiducia.
Sarri che ha portato con sé a Perugia il suo vice Francesco Calzona e il preparatore atletico Francesco Bertini, assenti questa mattina perché impegnati ad Assisi con la squadra, ha firmato infatti un contratto biennale con la società biancorossa, segno che l’allenatore resterà dalle parti di Pian di Massiano un bel po’ di tempo.
Questo almeno è quello che si spera, visto che in un mese o poco più sono passate dalla panchina del Grifo ben tre guide diverse.
Sarri era in realtà nella mente di Covarelli già dal mercato estivo, ma poi come tutti ben sappiamo, la scelta della società era ricaduta su Indiani, che esonerato a cinque giorni dalla prima di campionato, era stato sostituito da Pagliari.
Ma questa ormai è storia vecchia, perchè adesso si pensa al presente e il presente si chiama Maurizio Sarri.
Il nuovo tecnico si trova un’eredità abbastanza scomoda, deve risollevare le sorti del Grifo e in più deve affrontare quegli stessi problemi che toccavano anche Mr.Pagliari, ovvero far ingranare una squadra fatta per un altro allenatore.
Ma il tecnico non si è mostrato preoccupato del compito che ha assunto.
“Mi piace vedere le cose che funzionano – ha detto Sarri – ho molta passione per questo lavoro, quindi mi impegnerò al meglio affinchè la squadra raggiunga degli obiettivi.
A breve termine mi limiterò semplicemente a dare due, massimo tre indicazioni ai giocatori.
Poi cominceremo a costruire qualcosa”.
Già perché proprio questa domenica il nuovo mister sarà chiamato ad affrontare subito il primo vero banco di prova contro il Gallipoli.
“Ora la squadra non è recettiva – ha proseguito Sarri – viene da una situazione difficile, perciò dobbiamo valutare un obiettivo alla volta”.
Ma cosa manca a questo Perugia? “Avendo visto per adesso solo un partita e un paio di allenamenti – ha detto il nuovo allenatore – posso avere solo delle impressioni sulla squadra.
Dal punto di vista tecnico mi sembra che abbia tutte le carte in regola, ma probabilmente è carente sotto altri punti di vista che in queste partite sono predominanti.
Se non hai carattere non puoi andare in campo pensando di vincere solo perché giochi nel Perugia”.
Il tecnico dei 33 moduli (storia nata quando Sarri allenava la Sansovino) ha poi parlato del tipo di gioco che utilizzerà a Perugia.
“Vengo da un’esperienza di 4-2-3-1 di diversi anni - ha continuato il mister – però ho visto che la squadra ha avuto un po’ di difficoltà nel supportare questo tipo di modulo.
Dobbiamo pretendere qualcosa di più dagli esterni nella fase di non possesso palla, e se poi riescono a fare bene in fase difensiva nelle zone alte del campo tanto meglio, significa che la squadra non avrà necessità di abbassarsi.
Mentre invece, se la partita ci costringe ad abbassarci, i giocatori devono essere disposti a soffrire e combattere per venire a raddoppiare i terzini nei momenti di grande difficoltà, e se poi durano 60’ invece che 90’ sfrutteremo i cambi.
Per ora non ho visto fare questo tipo di gioco quindi sicuramente è qualcosa su cui lavoreremo”.
Dalle idee chiare insomma, il nuovo allenatore, che ha anche fatto apprezzamenti su Mazzeo e Zoppetti.
“Di Mazzeo penso che sia un ottimo giocatore – ha detto il mister – e da lui ci si aspetta sempre qualcosa di particolare perché ha grandi qualità tecniche coordinative.
Se avesse anche altre qualità, potrebbe giocare benissimo in categorie superiori, per questo parlo a lungo con lui, perché cerco di tirargli fuori quel qualcosa che ancora gli manca.
Di Zoppetti posso dire che è un gran difensore, lo avevo anche segnalato per la serie A, ora però, non lo vedo ancora del tutto in forma quindi dobbiamo recuperarlo in tutta la sua efficienza il prima possibile”.
Intanto proseguono gli allenamenti dei grifoni allo “Stadio degli Ulivi” di Assisi, in vista del prossimo importante appuntamento al Curi contro il Gallipoli.

Cristina Biondi-www.tifogrifo.com


Pubblicato il 25/9/2008 alle 10.43 nella rubrica Perugia.

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