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Gallipoli: Mounard, «Ora mi sento importante»

16/09/2008

Con la sua fantasia David Mounard ha regalato certezze da primato al Gallipoli. Qualità tecniche indiscutibili del talento francese per ispirare in zona-gol. Così il trequartista di Grenoble è l´uomo in più della capolista a punteggio pieno.
Giannini l´ha voluta e lei ha subito conquistato tutti a Gallipoli.
«Il merito è dell´ambiente. Con Giannini ci conoscevano dal 2004, ma a spingermi ad accettare sono stati anche il presidente Vincenzo Barba ed il direttore Gino Dimitri. Non hanno perso occasione per farmi sentire importante. Ho firmato un biennale, perché Barba mi ha convinto subito per la sua ambizione di fare un´impresa importante e storica».
Il suo estro può ispirare il Gallipoli anche nelle prossime due trasferte di fila contro Juve Stabia e Perugia?
«In queste due gare si vedrà effettivamente la nostra forza. Ma siamo all´inizio e guai ad iniziare a far conti».
Dalla B francese del Beauvais alla serie A belga del Mons sino ad arrivare al Foggia. Come mai non è ancora approdato nella serie A italiana?
«Non ho avuto la giusta fortuna ed in passato non ho fatto le scelte giuste. Ma non rinnego il mio passato, perché a Foggia ho vissuto quattro anni importanti, perché ho conosciuto Monica, la donna della mia vita».

A proposito del Foggia: ora ha tre punti meno del Gallipoli. Da ex, qual è il suo stato d´animo?
«Foggia rimane una città importante per la mia vita. Ma in estate non c´è stato rispetto da parte del nuovo allenatore Novelli, a cui ho riferito che se ci fossero state delle richieste di andar via le avrei accettate. Lui mi ha risposto mettendomi fuori rosa, perché continuando ad allenarmi con la squadra rossonera avrei mancato di rispetto anche all´intera città. Ma io ho sempre rispettato Foggia ed il Foggia con i fatti. Come quando ho continuato ad allenarmi pur non ricevendo per 8 mesi lo stipendio nella prima stagione, sotto la gestione della vecchia proprietà. Il tecnico Novelli conosce il mio pensiero su di lui. Quando sono andato via ho salutato tutti, tranne lui».
Ed appena è arrivato a Gallipoli ha incantato tutti. È vero che Dimitri l´ha soprannominata David di Donatello?
«A Gallipoli mi sono trovato subito bene. Ma non mi monto la testa ed ho accettato da capitan Antonioli il soprannome di Nano. Il nostro obiettivo è rendere il Gallipoli un gigante».

Gazzetta dello Sport - Pasquale Marzotta

[Foggiacalciomania.com - Gian Franco lo Muzio]

Pubblicato il 16/9/2008 alle 11.38 nella rubrica Gallipoli.

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