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Il Mazza è orribile e azzoppa l’arbitro: sospesa Spal-Cremonese

dal Carlino

IL PRATO DELLO STADIO ROVINA LA DOMENICA
Il Mazza è orribile e azzoppa l’arbitro:
sospesa Spal-Cremonese


Al 19’ del primo tempo sul risultato di 0-0 distorsione alla caviglia per Doveri:
dopo 7’ di stop si riprende per poco ed è finita



Di Mauro Malaguti
- FERRARA-


NON
c'è stata partita, e non perchè la «corazzata» del torrone sia stata troppo superiore. Non c'è stata partita perché, giusto il tempo che le squadre si assaggiassero, e si è azzoppato l'arbitro. Il romano Daniele Doveri, evitando scenate teatrali, al 19' del primo tempo ha fermato il gioco richiamando su di sè l'attenzione dei sanitari ai bordi del campo. Aveva infilato il piede sinistro in una buca dell'irriconoscibile prato del «Mazza» riportando una distorsione. Il gioco è rimasto fermo per sette minuti meno pochi secondi: è entrata in campo una barella, ma solo per non far sedere l'arbitro sull'erba fradicia, mentre la caviglia veniva medicata dalla dottoressa della Spal Raffaella Giagnorio e dai due staff.

Al 26' tutto sembrava pronto per riprendere l'incontro, dopo che i calciatori delle due squadre per mantenersi «caldi» avevano corso e palleggiato a lungo. Doveri ha fatto giocare un altro minuto soltanto e ha mandato tutti a casa. Si recupererà di mercoledì in notturna, il 24 settembre o i11 o ottobre. Diverse sono le considerazioni che la singolare sospensione solleva. Da un lato si dovrebbe rimarcare come l'assenza del quarto uomo in Lega Pro (se non nei play, off e out) esponga a rischi di questo genere. Dall'altro si potrebbe parlare anche di leggerezza dell'arbitro, che come molti giocatori di entrambe le squadre hanno testimoniato, aveva scarpe non adatte a un campo-pesante.

Ma il vero dato saliente che questo insolito ma non inedito inconveniente (era già capitato in occasione di uno Spal-Saronno del 1990) solleva, riguarda le condizioni del prato del «Paolo Mazza», davvero penose. D'accordo, sabato è scesa molta pioggia: ma il diluvio non basta a spiegare il come e il perchè quello che un tempo fu un biliardo sia ridotto a buche e sabbia tra macchie di verde. La dirigenza ha elencato le cause del problema: l'innalzamento in sola rena fatto negli anni Novanta, che il prato sconta oggi in forma di sabbie mobili. Ed è un fatto che a molti giocatori mancasse proprio il piede d'appoggio al momento di scattare: non avevano terreno duro sotto i piedi e faticavano a partire. Occorre però aggiungere due cose, per essere sinceri fino in fondo. Primo: quest'anno -il campo era conciato a vista assai peggio rispetto alle ultime stagioni, già dal primo giorno in cui venne calcato per l'amichevole Spal-Modena. Secondo: se il numero di partite in un anno, Coppa inclusa. aumenta da 20 a 40 con rarissime domeniche di riposo, come è avvenuto per la concessione del «Mazza» alla neoprofessionistica Giacomense, la situazione non potrà migliorare.

Peraltro, sono solo annotazioni. Nessuno si sogna di sfrattare la Giacomense, che dal canto suo domenica prossima troverà le stesse brutte condizioni di ieri a proprio detrimento. L'unica è che le due società si accordino per trovare una soluzione «in corsa» al problema, andando a un rifacimento radicale la prossima estate. Fortunatamente entrambe le dirigenze sono responsabili, e infatti ieri è spuntato il discorso di un accordo in dirittura per rifare tutto a spese delle due società (e probabilmente anche del Comune), per un costo di l50mila euro. E da martedì una società specializzata lombarda provvederà all'emergenza di qui a giugno.

Della partita che non si è giocata c'è ben poco da raccontare. Dolcetti aveva presentato una Spal con 4-3-3 «vero», ossia con le due ali Bracaletti (a destra) e Martucci a fare corona ad Arma, centravanti prescelto. In difesa debuttava Cabeccia sulla mancina in vece di Mauro Bianchi. La Cremonese

era nella formazione annunciata con Guidetti in panchina. La squadra di Iaconi ha iniziato in modo autoritario, ma la Spal al momento dell'interruzione stava venendo fuori ed era riuscita a lanciare sulle estreme una volta un ben disposto Bracaletti e l'altra Martucci, concludendo a lato subito prima dello stop con Arma. Gli ospiti dal canto loro ci avevano provato su angolo con Viali alzando la mira (10'). Priva di grosse emozioni fino a lì, la partita stava crescendo e prometteva bene a dispetto delle condizioni del campo. Ma è stata costretta a rimanere alle promesse.



Si recupera di mercoledì sera: o il 24 (ma c'è la A) o il 1° ottobre

Dato che di qui a Natale non c'è una domenica di pausa la partita verrà necessariamente ripetuta di mercoledì, in notturna. La Spal vorrebbe recuperare mercoledì 1° ottobre ma la Cremonese non gradisce la data e ha controproposto il 24 settembre. La Spal potrebbe anche accettare quest'ultima serata, ma c'è il fondato timore che la Lega di C sia restia a concederla dal momento che il 24 sera gioca anche la serie A. qualcosa di ufficiale si saprà mercoledì.


IL RECUPERO
I biglietti sono validi o rimborsabili


Dal momento che Spal-Cremonese è stata sospesa nel corso del primo tempo i biglietti (e i relativi «buchi» negli abbonamenti) non scadono, e danno diritto ad assistere senza sovrapprezzo alla ripetizione della partita. Chi non fosse in grado di essere allo stadio in occasione del recupero ha diritto a essere rimborsato presentandosi col tagliando nella sede della società. La Spal dal canto suo ha l'obbligo del rimborso nei trenta giorni da quello della sospensione.

Molti si sono chiesti se l'arbitro non potesse essere sostituito. In Lega Pro il quarto uomo è presente solo in occasione di playoff e playout, quando molte giacchette nere sono disponibili perchè pochi sono gli incontri da disputare. Teoricamente avrebbe potuto proseguire un arbitro eventualmente presente in tribuna, ma solo con l'assenso degli ospiti che avrebbero dovuto esplicitamente dire sì con la forte probabilità di trovare un arbitro ferrarese. In Lega Pro infine il regime dei recuperi è diverso rispetto alla serie A e B: la partita verrà rigiocata dal primo minuto e non riprenderà dove è stata interrotta.



IL TABELLINO
Ammoniti Centi e Graziani
E i cartellini gialli valgono


(sospesa al 27' per infortunio dell'arbitro)

SPAL: Capecchi, Quintavalla, Cabeccia, Schiavon, Zamboni Lorenzi, Cazzamalli, Centi, Arma, Bracaletti, Martucci. All. Dolcetti. A disp.: 12. Careri, 13. Servidei, 14. Ghetti, 15. Cortesi, 16. Savi, 17. Agodirin, 18. La Grotteria.
CREMONESE: Bianchi Giorgio, Bianchi Alberto, Pesaresi, Carotti, Viali, Argilli, Gherardi, Pradolin, Graziani, Saverino, Temelin. All. laconi. A disp.: 12. Paoloni, 13. Rizzo, 14. Cremonesi, 15. Fietta, 16. Ferrarese, 17. Coda, 18. Guidetti.
Arbitro: Sig. Doveri di Roma.
Note: spettatori 3000 circa, di cui 1355 abbonati. Ammoniti Graziani e Centi. Angoli 1-0 per la Cremonese. Prima dell'inizio capitan Centi ha deposto un mazzo di fiori sotto la curva per ricordare Beppe Campione nel 15 o anniversario della morte.




Centi depone fiori sotto lo curva nel 15° della morte di Campione

Prima dell'inizio di Spal-Cremonese capitan Centi si è portato di corsa sotto la curva ovest della Spal seguito al trotto da tutti i suoi compagni, con un mazzo di fiori in mano che ha poi deposto alla base della Campione. Il bel gesto va a celebrare il quindicesimo anniversario della morte di Giuseppe Campione, deceduto il 14 settembre 1993 in un tragico incidente stradale.
Grandi applausi dello stadio, sia per ricordare Beppe che per la squadra
.



DOLCETTI
«Dovremo abituarci al terreno messo male»


DOPO la sospensione Aldo Dolcetti è rimasto per più di un'ora in campo a svolgere un allenamento fuori programma con i suoi ragazzi, dopo che l'arbitro Doveri aveva fischiato la fine forzata del match. «Non mi era mai successa una cosa simile - commenta l'allenatore della Spal - ma non credo che per noi sia un problema dal punto di vista psicologico. Mi ha fatto piacere una cosa: aver visto la Cremonese iniziare il match alla grande, come mai aveva fatto nelle partite precedenti. Significa che temeva la Spal, e questo non può che renderci orgogliosi». Il campo era in condizioni disastrose? «Sì, non era messo molto bene, ma d'altronde dovremo convivere con questa cosa. Inoltre gare così, con condizioni metereologiche avverse, possono capitare nell'arco del campionato. Peccato per l'infortunio dell'arbitro perchè secondo me poteva venir fuori una bella gara». Ora la testa è già rivolta verso l'impegno di domenica prossima? «Sì, io ormai penso soltanto a iniziare a preparare la settimana che ci porterà al match di Ravenna».

Anche Ivo Iaconi, allenatore della Cremonese, è dispiaciuto per l'interruzione forzata: «La partita era praticamente appena iniziata, ma si vedeva che sarebbe stato un bel match. Peccato. Certo che anche in serie C servirebbe un quarto uomo. Nonostante il campo ai limiti della regolarità ho visto una bella Spal che ha mantenuto un buon possesso palla per quei venti minuti di match. I biancoazzurri volevano condurre loro il gioco e si vedeva».

Dopo tanti anni è tornato nel suo ex stadio Gianluca Temelin: «Mai visto il «Paolo Mazza» messo così male nei tre anni che sono rimasto a Ferrara. E' ai limiti della praticabilità, anche se forse l'unica buca grossa che c'era l'ha presa l'arbitro...». Emozionato al ritorno a Ferrara? «Moltissimo, perchè in questa città ho vissuto anni molto belli e importanti della mia vita, anche personale. Mi dispiace soltanto non essere riuscito a fare qui quei gol che poi sono riuscito a segnare negli anni successivi». In quei primi minuti di gioco come hai visto la Spal? «Credo che fino all'interruzione si fosse vista una gara in sostanziale equilibrio. Le due squadre si stavano ancora studiando e non c'erano state azioni clamorose nè da una parte nè dall'altra. Ci rivedremo comunque tra qualche settimana».

Dopo aver svolto un'imprevista seduta d'allenamento in sostituzione della gara ufficiale, Alessandro Cazzamalli si aggiunge al coro degli scontenti: «Il campo non era proprio all'altezza della situazione. Forse le cause sono state il caldo secco degli ultimi mesi e l'improvviso maltempo delle ultime ore che hanno ridotto il terreno a un pantano. Non ci rimane che attendere tempi migliori sperando che la situazione del campo possa cambiare. A farne le spese è stato in questo caso il direttore di gara, forse per colpa anche di una scelta delle calzature errata. E' finito in una delle tante buche causandosi una distorsione alla caviglia. L'unico aspetto positivo è che ci siamo risparmiati un'altra ora di battaglia su quel terreno rischiando a nostra volta di infortunarci».
Beatrice Bergamini


LA SOSPENSIONE
ARBITRO IN FALLO?
Doveri aveva le scarpe da calcetto senza bulloni


D'ACCORDO, il terreno di gioco era, se non impraticabile, molto ma molto difficile, così tenero e inzuppato. Le calzature degli atleti sprofondavano rendendo difficile non solo la giocata, ma anche l'equilibrio dei giocatori. Il fatto curioso però, è che al termine della gara molti protagonisti, sia sul versante ferrarese che su quello cremonese, ironizzavano sulla scelta degli scarpini da parte del direttore di gara. Devoti è sceso in campo con calzature da calcetto, quindi prive di tacchetti adeguati, scelta alla prova dei fatti infelice. Nel calcio di oggi dove impera il professionismo e l'organizzazione situazioni di questo genere sono paradossali. D'accordo, l'infortunio può accadere a chiunque: ma che sia un caso che sia capitato proprio a chi ha sbagliato la scelta delle scarpe da gioco?
g.c.


«Per il campo ho chiamato la ditta che sistema San Siro
E in estate interventi radicali»

Il dg Pozzi spiega come- risolverà il problema


I DIRIGENTI
Butelli: «Succedono troppe cose strane»
Bena: «Sabbie .mobili pericolose per tutti»


OGGI è capitato un « fatto assurdo». E' il commento a caldo di Cesare Butelli subito dopo il triplice fischio finale anticipato: «Da quando siamo arrivati a Ferrara sono capitate tante cose strane, alcune altamente positive come il ripescaggio, altre curiose come l'infortunio del direttore di oggi. Mi spiace per chi come me ha fatto tanti chilometri per vedere la partita, che stava tra l'altro prendendo una piega positiva per noi: dopo un avvio un poco timoroso, stavamo incominciando ad imporci».
Il dg Bortolo Pozzi in sala stampa si rammarica: «Questa volta a fermare la Spal è stato un incidente imprevisto. Il campo era in condizioni pessime, e nel prosieguo della gara anche l'incolumità dei giocatori sarebbe stata messa a rischio. Il terreno di gioco del «Mazza» ha bisogno di un intervento immediato - arriva subito al nodo della questione il direttore -. Appena insediati, nell'estate ci siamo accorti dei problemi strutturali del campo, ma preferimmo non sollevare subito il problema. Per l'immediato, già la scorsa settimana ho preso accordi con un'azienda di Brescia, che cura anche il manto erboso di San Siro e interverrà già da martedì prossimo, poichè il nostro campo ha bisogno di cure immediate. Acquisteremo anche teloni per il riparo dalle intemperie, sempre d'accordo con la Giacomense che è al corrente di tutto. Terminata questa stagione, bisognerà poi intervenire in maniera decisa sul sottosuolo del campo. Sarà un investimento oneroso ma necessario».
E sulla partita? «Venendo all'aspetto tecnico, come avevo previsto, siamo un pochino in difficoltà in questo periodo anche per la struttura fisica pesante di molti nostri giocatori, ma tranquillizzo i nostri tifosi: tra due o tre settimane vedremo una Spal più bella e brillante». Anche l'amministratore delegato Stefano Bena si sofferma sul campo e spiega: «Quando ci informammo all'inizio della stagione, apprendemmo che negli anni Novanta il prato dello studio era stato innalzato di venti
centimetri. Per procedere a questo innalzamento però fu usata solo la sabbia e adesso se ne vedono gli effetti. Nel senso che si gioca sulle sabbie mobili... E' accaduto all'arbitro ma sarebbe potuto accadere a qualsiasi giocatore: fare partite qui oggi è un rischio per chiunque, e la pioggia non c'entra un bel niente. Il difetto è strutturale. Il fatto che quest'anno giochino due squadre chiaramente, senza colpa di nessuno, non aiuta, perchè il campo non riposa mai. Vedremo di sistemare il sistemabile, comunque. Quanto alla partita e al recupero, è difficile dire così a caldo quel che accadrà adesso. Di certo sappiamo solo che le ammonizioni valgono».

Giuseppe Celeghini



IL PRECEDENTE
COL SARONNO GARA INTERROTTA SULLO 0-0 PER INFORTUNIO MUSCOLARE DELL’ARBITRO

Accadde nel ’90 e la Spal vinse il campionato



ILRECUPERO
La squadra di Gibì lo vinse in rimonta con una doppietta di Roberto Labardi



NON è la prima volta che la Spal non finisce una partita per l'infortunio di un arbitro. Era già accaduto infatti nel lontano ma non lontanissimo campionato di serie C2 1990-91. E per quel che conta, il recupero fu vinto così come il campionato, che terminò con la promozione della Spal in Cl.
La storia fu curiosa e simile agli avvenimenti di ieri.
Poco prima del Natale 1990 la Spal allenata da Paolo Lombardo doveva giocare in casa col Saronno per l'ultima giornata di andata. In campo c'erano Labardi, Mezzini, Brescia, Paramatti e compagnia. L'arbitro riportò un infortunio muscolare sullo 0-0, quella volta, e la partita fu interrotta.
Ne ha un ricordo nitido Roberto Labardi, ora allenatore nel settore giovanile della Spal: «Era un giorno di sole molto freddo. Lombardo era squalificato e in panchina c'era Pasetti. Per quel che rammento io l'arbitro aveva male ancor prima di cominciare, perchè ricordo che lo bendarono dopo un lungo riscaldamento. Il guaio saltò fuori dopo un po' e la partita fu sospesa: noi facemmo un lungo allenamento al posto del secondo tempo». Il recupero non venne giocato però da Lombardo. Pur vincendo in trasferta la successiva gara di Treviso il tecnico siciliano fu esonerato e al suo posto subentrò Gibì Fabbri. Il recupero andò avanti moltissimo e venne giocato a marzo. La Spal perdeva per 1-0 a pochi minuti dalla fine: «E vinse per 2-1 -ricorda Labardi con una mia doppietta. Il secondo gol fu a scavalcare il portiere, un ... cucchiaino».

http://spallinati.forumfree.net/?t=32134288

Pubblicato il 15/9/2008 alle 17.29 nella rubrica Spal.

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