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Hellas, al cuore non si comanda

I tifosi del Verona si preparano, anche in questa stagione, a replicare la splendida storia di calcio messa in scena lo scorso torneo. Qualunque cosa accada, al cuore non si comanda.

Tifosi dell'Hellas

L’Hellas Verona si accinge ad affrontare il suo secondo campionato nel purgatorio della terza serie, da quest’anno Prima Divisione Lega Pro e non più serie C1. La scorsa stagione la salvezza arrivò solamente ai play out, al termine di un campionato che più mediocre non avrebbe potuto essere per il club scaligero.

 

Un ruolo determinante, nell’evitare un’ulteriore caduta che avrebbe potuto essere esiziale per il futuro e la sopravvivenza del club, lo giocarono i tifosi. Mai le maglie gialloblu furono lasciate sole, neppure nei momenti più bui. Gli impagabili “butei” affollarono il Bentegodi con numeri da categoria superiore e, anche in trasferta, non fecero mai mancare il loro importante supporto. Senza mai creare disordini. Una prova d’amore senza limiti.

 

Quest’anno la squadra è partita con ranghi rivoluzionati. Si è abbandonata la linea dei nomi di grido per dare spazio ai giovani, con ciò adeguandosi allo specifico profilo scelto dalla Lega di Firenze del presidente Macalli. In panchina è stato scelto un allenatore navigato per questa categoria come Remondina. Il presidente Arvedi, molto contestato dalla piazza per la carenza di programmi gestionali a medio-lungo termine, si è fatto praticamente da parte e ha lasciato spazio a un dirigente-delegato non certo di primo pelo come Previdi.

 

Tutto sembrava dunque congiurare verso un progressivo disincanto dei tifosi, a fronte del quale nessuno avrebbe avuto qualcosa da dire. Senza contare che l’altra squadra della città, il Chievo, è stata promossa in serie A. Potendo, sulla carta, offrire spettacoli di ben altra portata.

 

Avrebbe potuto essere, dunque, il doloroso momento del distacco. Un distacco che altre piazze hanno già vissuto sulla loro pelle. La Ternana, per citare un esempio tra i tanti, da tempo gioca senza il sostegno del suo pubblico. Al punto da non aver neppure indetto, negli ultimi due anni, la campagna abbonamenti, decente.

 

Così non poteva essere e così non è stato, per il semplice fatto che al cuore non si comanda. Per chi (come noi) ha avuto modo di ammirare da vicino la storia di calcio e di passione recitata dal popolo gialloblu nel disgraziato torneo scorso, sarebbe stato un esito impensabile.

 

E così già domenica, a Lumezzane, lo stadio era colorato di gialloblu. Ciò mentre la campagna abbonamenti veleggia verso quota settemila. Un dato numericamente appannaggio di squadre di categoria superiore e di gran lunga il migliore della terza serie nazionale. Nel posticipo di lunedì scenderà al Bentegodi la Spal, in una partita che evoca in tutti gli innamorati del pallone un calcio antico di cui si è quasi perso il gusto. E il sostegno alle maglie scaligere sarà come sempre totale.

 

I fantastici “butei” sono la prova provata che i tifosi non mollano mai. E che solo grazie a loro il calcio sopravviverà a tutti gli scandali e a tutte le violenze gratuite che ogni volta sembrano prossimi ad affossarlo.

 

Sergio Mutolo
http://www.calciopress.net/news/125/ARTICLE/5210/2008-09-03.html

Pubblicato il 3/9/2008 alle 21.16 nella rubrica Verona.

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