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VENEZIA SHOW Irresistibile Ibekwe E il Porto finisce male

Fonte: La Nuova Venezia (01/09/2008)


Uno, due, tre, e adesso svegliati. Come dice Giucas Casella quando fa i suoi numeri. Un, due, tre, e il campionato sveglia chi ha avuto gli incubi e chi ha sognato per tutta l’estate. Numeri di magia nera, perchè ad ipnotizzare il Portogruaro basta Francis Ibekwe, a tratti devastante, imprendibile, scatenato. Suoi gli assist per i gol di Poggi e Corradi, suo il rigore a chiudere una azione fatta con l’insistenza di una mosca che ci punta quando tentiamo la siesta. Il Porto prende tre palloni e si rimette in autostrada a sfidare il controesodo recitando qualche atto di dolore. Il Venezia è una sorpresa: dopo i fantasmi di giugno e i tagli di luglio, ecco una squadra che zitta zitta ha gia fatto il pieno in Coppa e comincia il campionato con tre sberle in faccia al Portogruaro. Insomma questi ragazzini non sono così male come qualcuno pensava, e presi a mano dagli zii Poggi, Collauto e Aprea sono in grado di dimostrare che questa Prima Divisione (ma perchè non possiamo chiamarla ancora C/1?) può dare goria anche a loro. La verità. Onori al Venezia, chi vince ha sempre ragione, ma diciamo le cose come stanno. Si va all’intervallo sull’1-0, gol di Poggi quasi allo scadere, e per il Venezia va più che bene. Perchè il primo tempo, ricco di occasioni e sano agonismo (dite la verità, nessuno ieri si è annoiato al Penzo) ha il marchio del Portogruaro, che gioca meglio e crea tantissimo negli ultimi sedici metri. Solo che trova la porta sbarrata. Peppe Aprea torna dopo otto mesi di calvario ed è più forte di prima. Para tutto e di più, stronca le ambizioni, frustra le intenzioni dei granata che capiscono, una volta preso il gol, che non c’è altro da fare. Bravura. Il Venezia costruisce il suo trionfo nel secondo tempo ed è bravissimo a gestire il vantaggio. Serena dalla panchina sembra un direttore d’orchestra che, a seconda delle necessità, ora ordina di abbassare il ritmo, ora ordina impennate veloci che sono fendenti nel cuore di una difesa scoperta come quella portogruarese. Per cui se è vero che all’intervallo il Porto può brontolare, alla fine il 3-0 ci sta tutto. Limpido, meritato, con gli importanti risvolti che potrà portare nell’immediato futuro. Esperienza. L’assenza di Cunico è pesante, anche se non è maniglia cui aggrapparsi. La freschezza del Venezia, che ha in Semenzato un motore inesauribile si vede fino al 90’, perchè la squadra corre senza risparmiarsi; dal punto di vista tattico conta anche la mossa-Bono, perchè il bresciano entra proprio nel momento in cui la partita ha bisogno dell’uomo che controlli i tempi di ogni giocata. E se i due collettivi funzionano bene, a fare la differenza restano poi le giocate dei singoli: il Venezia mette un carico da unidi di fantasia con Poggi, uno da dieci con la velocità di Ibekwe e il Porto si ritrova alle corde: non appena azzarda qualcosa - perchè giustamente non si rassegna - viene torturato in contropiede. Le emozioni. L’inizio è tinto di granata, Levacovich sfrutta l’impaccio di Lebran e crea la prima azione da annotare. Bella legnata quella di Gargiulo, siamo al 17’ e la traversa sta ancora muovendosi, poi c’è l’Aprea-show, con parate su Levacovich, due volte e Da Silva. Finchè Collauto non trova il lancio lungo, Mago Ibe fa l’assist di testa e Poggi mette dentro, facile per lui come bere un bicchier d’acqua per noi. Secondo tempo. Si comincia con una punizione bomba di Da Silva, Aprea para anche questa e allora per il Porto si fa buio. Ibekwe va via da tutte le parti, galoppa fagli 80 metri sprint e molla un diagonale che sfiora il palo, poi cerca e trova - e realizza - il rigore (che al Porto costa il cartellino rosso per Gargiulo) e poi regala l’assist per il gol di Corradi, che segna di destro e anche questa è una notizia. Finisce in trionfo e ci sta. Una squadra impermeabile, il Venezia. Per il Porto, gita peggiore, in laguna, non poteva essere.


VENEZIA - PORTOGRUARO: 3 - 0
VENEZIA (4-3-2-1): Aprea, Semenzato, Lebran, Galuppo, Andreson; Drascek, Fornaio (11’ s.t. Bono), Ruffini; Poggi (20’ s.t. Corradi), Collauto (33’ s.t. Conean); Ibekwe.
A disposizione: Tusini, Gardella, Tricoli, Zamuner.
Allenatore: Michele Serena.
PORTOGRUARO (4-2-3-1): F. Rossi; Peana, Gargiulo, Madaschi, Cherubini; Cuffa (22’ Maniero), Giardina; Abate, Levacovich (11’ s.t. Mattielig), Carboni; Da Silva (33’ s.t. Specchia).
A disposizione: Marcato, Cardin, Gotti, Cunico.
Allenatore: Nastasi (Domenicali squalificato)
ARBITRO: Pizzi di Saronno (assistenti Speranza e Zaninello)
RETI: p.t. 44’ Poggi; s.t. 30’ Ibekwe (rigore), 36’ Corradi
NOTE: spettatori paganti 668, abbonati 1625, per un totale di 2293 e un incasso di 14.505 euro. Espulso Gargiulo (30’ s.t.) per fallo su chiara occasione da gol nell’azione del rigore su Ibekwe. Ammoniti Ruffini (16’ p.t.), Cherubini (31’ p.t.), Giardina (2’ s.t.) e Anderson (39’ s.t.) per gioco scorretto; Ibekwe (42’ p.t.) per fallo di mani. Calci d’angolo 4-2 per il Portogruaro. Recupero: 1’ p.t. e 3’ s.t.

http://www.portogruarosummaga.it/contents/Rassegna_stampa.html

Pubblicato il 1/9/2008 alle 20.25 nella rubrica Portogruaro.

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