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Padova shock: 4-4 a Legnano


domenica 31 agosto 2008
ImageGara incredibile al "Mari", finisce 4-4 con il Padova avanti nella prima frazione e protagonista di un pareggio finale agguantato in extremis. Difesa da rivedere completamente, con Cotroneo e Faisca decisamente irriconoscibili. Buone notizie dal reparto avanzato, con la tripletta di Rabito ed il gol di Varricchio.


Tragedia, dramma, suicidio sventato oppure fantascienza?
Fate vobis e pensatela come meglio credete, perchè la sostanza non cambia. Il 4-4 che Legnano e Padova hanno maturato al termine dei primi 90 minuti di campionato è a dir poco spettacolare, ma sconcertante nell’andamento e nella dinamica di un match che fa gioire i biancoscudati per il punto strappato in extremis, ma nell’amarezza di una vittoria gettata alle ortiche dopo aver dominato i padroni di casa nella prima frazione, portandosi addirittura sul 3-1.
Andiamo con ordine, nel marasma della prima di campionato. Il Padova è sceso in campo con la formazione annunciata alla vigilia: Baccolo, al fianco di Pederzoli, con Crovari lungo la linea mediana, mentre per Falsini è stato esordio dal primo minuto. Confermato anche l’assetto offensivo, con Baù e Rabito a svariare lungo le corsie laterali dando manforte a bomber Varricchio.
Dopo un minuto, il Padova è già avanti di uno. Crovari lancia a tagliare l’area per Rabito, che viene steso da un disattento Enow e per Donati non c’è dubbio: calcio di rigore in favore dei biancoscudati. Lo stesso Rabito, dal dischetto, è determinato e per Ioime non resta che raccogliere la sfera terminata nel sacco.

Dura appena cinque giri di lancette, tuttavia, la gioia biancoscudata; è sufficiente che Nizzetto acceleri sulla mancina, in sovrapposizione, per mandare in ambasce Petrassi e Faisca che probabilmente ostacolano l’incerta uscita di Facchin (con palla finita addosso a Faisca stesso), utile a consegnare il pareggio ai padroni di casa.
E’ la sagra delle indecisioni, al “Mari”. Attorno all’11’ potrebbe approfittarne Varricchio, che ruba la sfera ad un difensore ma perde il tempo per la conclusione col destro appena dentro l’area di rigore. Al 17’, la seconda fiammata. Il Padova ragiona e fa girare la sfera, aprendo per l’accorrente Baù che dalla destra mette al centro un cross preciso per il tocco di Rabito che col sinistro sigla il nuovo vantaggio e la doppietta personale. Due a uno e palla.
La retroguardia di casa fatica oltre modo a contenere le folate degli esterni biancoscudati. Al 22’ un’altra iniziativa di Baù si conclude con un traversone pericoloso, che l’estremo di casa lascia sfilare mettendo a serio rischio la propria porta. Nuova azione con i lilla protagonisti al 25’, con un tiro impreovviso di Lanteri, che scalda le mani a Facchin dai 20 metri. L’estremo patavino è protagonista di un match assolutamente sottotono, andando in difficoltà  anche nel più semplice controllo della sfera.
La gara dell’incerto Enow dura lo spazio di 28 minuti, per altro. Al suo posto, Lombardo getta nella mischia il suo omonimo, classe 1985. Al Legnano serve una scossa, ma i padroni di casa capitolano nuovamente al 30’, con la terza marcatura personale di Rabito, che passeggia a centro area saltando il diretto avversario su lancio di Pederzoli, prima di trafiggere Ioime per la terza volta.
Fine delle trasmissioni?
Non proprio, perché al 39’ (dopo una bella conclusione di Varricchio deviata in corner da Ioime), il Legnano può beneficiare di un tiro dal dischetto, provocato da una (tragi)comica situazione difensiva con Facchin protagonista. Una clamorosa indecisione della retroguardia biancoscudata favorisce Lombardo, che frana a terra steso da Facchin. Lanteri dagli undici metri è implacabile: 2-3. La risposta del Padova arriva al 42’, con un salvataggio miracoloso di Ioime su ennesimo tentativo di Rabito, vicino al poker personale su traversone di Baù dalla destra.

La ripresa. Al 7’, è di nuovo doccia fredda per i biancoscudati. Altra dormita difensiva per un Padova assolutamente irriconoscibile: Virdis sfugge a Petrassi sulla sinistra, mettendo al centro, dove Falsini dimentica Nizzetto, che batte di testa Facchin. Tutto da rifare per gli uomini di Sabatini, che appaiono però frastornati dopo il 3-3 siglato dai lilla.
Il Padova reagisce, con Baù che all’ 11’ ci prova con una violenta botta di destro che Ioime devia miracolosamente in angolo. Nulla di fatto anche dagli sviluppi del corner, dove lo stesso numero uno lilla nega la deviazione vincente a Cotroneo.
Il Legnano potrebbe sfondare ancora, ma prima Faisca, poi Cotroneo salvano la baracca. Una nuova variazione sul copione arriva al minuto 32, quando il direttore di gara lamenta un fastidio alla caviglia: gioco fermo, Sabatini ne approfitta per cambiare le carte; dentro Bianchi in luogo di Petrassi.
C’è da mettersi le mani nei capelli, al 36’, quando Virdis semina il panico in area biancoscudata, anestetizzando un Cotroneo irriconoscibile e mettendo la sfera alle spalle di Facchin con un destro troppo semplice per essere vero. Il Legnano va sul 4-3 e per i biancoscudati è davvero notte fonda.
Sabatini, incredulo, getta nella mischia anche Gasparello, in luogo di Pederzoli, nel tentativo di raddrizzare una gara irreale.

Santo Massimiliano. Tocca a Varricchio raddrizzare il match quasi in extremis.Il Padova, disperatamente in avanti nel finale, pareggia al 42’. Baù piega le mani a Ioime su punizione e per l’airone è un gioco da ragazzi mettere dentro la porta sguarnita.
Nella tragicomica giornata di Legnano, manca soltanto un nuovo infortunio al direttore di gara, che al 45’ si accascia nuovamente al suolo attendendo l’intervento addirittura della barella, fortunatamente scongiurato. Si prosegue per 6 minuti oltre il 90’, quindi le coronarie dei presenti al “Mari” possono tornare a lavorare in tranquillità. Il rischio d’infarto, però, è stato più che concreto.

Il tabellino
Legnano (4-4-2): Ioime; Enow (Lombardo dal 28’ p.t.), Bertoli, Battaglia, Cilona; Maggioni, Chiazzolino, Morandi (Rodriguez dal m21’ s.t.), Nizzetto; Lanteri, Virdis (Marietti dal 41’ s.t.). (In panchina: Mandelli, Zucchetti, Fioroni, Zaninetti, Lombardo). All.: Attilio Lombardo
Padova (4-3-3): Facchin; Petrassi (Bianchi dal 35’ s.t.), Cotroneo, Faisca, Falsini; Baccolo (Campanholi dal 21’ s.t.), Pederzoli (Gasparello dal 39’ s.t.), Crovari; Baù, Varricchio, Rabito. (In panchina: Niero, Giovannini, Filippini, Di Nardo). All.: Carlo Sabatini
Arbitro: Donati di Ravenna (Giolo – Sotgiu)
Marcatori: Rabito (P) (Rig.) al 2’ p.t., Faisca (Aut.) (L) al 7’ p.t., Rabito (P) al 17’ p.t., Rabito (P) al 30’ p.t., Lanteri (L) al 40’ p.t., Nizzetto (L) al 7’ s.t., Virdis (L) al 36’ s.t., Varricchio (P) al 42’ s.t.
Ammoniti: Battaglia (L), Facchin (P), Pederzoli (P), Maggioni (L), Chiazzolino (L), Virdis (L)
Note: Giornata di fine estate con cielo velato e caldo afoso complice l’elevato tasso di umidità. Terreno di gioco non in perfette condizioni. Spettatori 1.186 circa. Calci d’angolo: 8-4 per il Legnano. Recuperi: 1’ p.t., 6’ s.t..

Marco Lorenzi – marco.lorenzi@biancoscudati.net
http://www.biancoscudati.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1327&Itemid=62


Sabatini: "Responsabilità mia, niente drammi

domenica 31 agosto 2008
ImageIn sala stampa il clima è un misto tra amarezza e sollievo per il 4-4 finale dopo i 90 minuti di Legnano. Soddisfazione di Rabito per la tripletta, comunque inutile ai fini del risultato finale.

Carlo Sabatini è visibilmente sconvolto, dopo i 90 minuti (e le otto reti) di Legnano-Padova. Il tecnico patavino fa autocritica in maniera onesta, assumendosi la piena responsabilità della gara giocata dal Padova con la convinzione di poter vincere nella prima frazione, con la paura della ripresa e la gioia liberatoria per il pareggio finale. “Mi servirebbero 24 ore di silenzio, - allarga le braccia Sabatini – per poter riflettere a mente fredda sulla partita cui abbiamo assistito e per poter fare delle considerazioni razionali. Vi sono circostanze, infatti, delle quali non si dovrebbe parlare a caldo. La gara odierna è una di queste, perché ne ho viste di tutti i colori ed è necessario mantenere un certo equilibro anche nel fare le considerazioni del caso”. Sabatini, quindi, comincia l’analisi della gara dei suoi. “Ho visto molte cose negative, delle quali avevamo per altro già avuto delle avvisaglie nel pre campionato; ne ho viste altre di positive e questo ci aiuta oggi a gioire, tra virgolette, di un pareggio giunto in extremis, dopo una gara che ci ha visti protagonisti nella prima parte. Siamo passati in vantaggio subito ed è anche ammissibile che la squadra conceda qualche cosa all’avversario. Ma una volta avanti di due, dopo il 3-1, la gara doveva essere chiusa senza mezzi termini. Invece? Ripeto, mi è difficile commentare una gara del genere, nella quale abbiamo vissuto la paura di una sconfitta che ad un certo punto sembrava cosa fatta. Come ho già detto, avevamo notato delle situazioni di difficoltà nella preparazione al campionato; oggi queste sono affiorate nel complesso di una gara per la quale dovremmo essere felici, a conti fatti del 4-4 strappato alla fine”. Quante le responsabilità della retroguardia? “Vorrei assumermi la piena responsabilità di quella che oggi può essere definita come una mancata vittoria. – ha fatto autocritica il Mister – Non mi soffermo sull’operato dei singoli, anche se le amnesie che ci hanno visti protagonisti dovranno essere cancellate con il lavoro. Che cos’è mancato al Padova oggi? Credo di potermi complimentare sinceramente con il tecnico avversario, che ha preparato la gara al meglio, intuendo la possibilità di sfruttare delle zone neutre di campo nelle quali oggi siamo mancati a centrocampo. Mea culpa, invece, sotto lo stesso punto di vista. Mi rendo conto di non aver posto rimedio alla situazione difficile, o di averlo fatto solo in parte”.
Quanto alla prova di Facchin? “Non mi sento di colpevolizzarlo per le reti subite, perché si tratta di un portiere giovane sul quale non cambio certo l’opinione. Non interverremo sul mercato, quindi, visto e considerato anche il recupero di Cano, che sta tornando al top. Per il resto, niente drammi; da questa sera dovrò guardare in faccia la realtà e mantenere l’equilibro utile in questi casi”.

Posizioni identiche, sul fronte mercato, anche per il ds Mauro Meluso, che dopo la gara si fermerà a Milano per chiudere la finestra di mercato estiva. “Rimarrò a Milano fino a domani (il mercato chiude lunedì 1 settembre alle 19.00 n.d.r.), - ha precisato il direttore – ma soltanto per chiudere quelle operazioni in uscita che ci siamo posti quale obiettivo per la fine di questo calciomercato. Non aspettatevi variazioni in entrata, quindi”. Quanto al match visto al “Mari”, qual è il pensiero di Meluso? “E’ meglio averli commessi oggi, certi errori. – ha allargato le braccia – Ci sarà modo e tempo per rimediare alle incertezze delle quali ci siamo resi protagonisti. Il ko era imminente, invece siamo riusciti a reagire ed a trovare il quarto gol che ci permette di far tesoro di un punto tutto sommato importante, per come si erano messe le cose”.

Tra i protagonisti, sono intrise di amarezza le dichiarazioni di “Roger” Rabito. “Cambierei volentieri le mie tre reti con una soltanto, ma importante per una vittoria. Non è così e dovremo far tesoro degli errori commessi per riscattarci già domenica contro il Lumezzane. La mia tripletta? E’ la prima che segno in carriera e sono ovviamente felice; peccato, ripeto, che sia valsa soltanto un punto, per altro strappato nelm finale dopo che nella prima frazione il risultato sembrava acquisito”.
Max Varricchio, invece, si presenta al cospetto dei giornalisti con un sorriso amaro. “Non ho parole, per commentare quanto si è visto in campo oggi. – ha premesso l’Airone – Siamo riusciti a strappare un punto, alla fine dei conti, per il quale dobbiamo ringraziare anche e soprattutto i nostri tifosi che non hanno mai smesso di incitarci e ci hanno permesso di trovare le forze per siglare il gol che questa sera vale un punto. Potevano essere tre, è vero, ma la gara ha avuto un andamento incredibile ed inimmaginabile. Il mio gol? Merito della gran punizione di Baù, poi ho deviato la palla con il collo senza imprimere troppa forza al pallone. Torneremo a lavorare con l’obiettivo di vincere domenica prossima, non c’è dubbio”.

C’è spazio, infine, anche per le dichiarazioni di Lombardo, che rivolge i complimenti ai suoi. “Siamo sereni e felici, oggi, perché abbiamo giocato una buona gara, che avremmo potuto vincere in rimonta dopo un avvio difficile. Se tutte le partite saranno così, vi avviso, non arriverò alla fine di settembre”.

Marco Lorenzi – marco.lorenzi@biancoscudati.net
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Bravo Rabito, ma la difesa?

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domenica 31 agosto 2008
ImageBene i due esterni, oltre a Baccolo che esordisce dal primo minuto con una gara di spessore. Male, anzi malissimo, i due centrali di difesa, con Petrassi e Falsini comunque sotto la sufficienza.

Facchin 4,5 – Non ce ne voglia l’estremo biancoscudato, ma becca quattro reti delle quali è responsabile almeno in due occasioni. L’incidente che regala l’1-1 ai locali lo demoralizza.
Petrassi 5,5 – Alterna buone proposizioni sulla corsia di competenza a momenti di assenza ingiustificata, come nell’occasione che porta al 3-3 lilla ad inizio ripresa.
Bianchi (dal 35’ s.t.) S.v. – Ha poco tempo per lasciare il segno.
Falsini 5,5 – Vedi poco più sopra. Il suo esordio è macchiato dalla dormita che concede il pareggio (l’esterno dimentica completamente Nizzetto) ai locali. Per il resto, qualche iniziativa interessante, mista a momenti di incertezza.
Cotroneo 4,5 – In giornata assolutamente negativa, si fa notare per le clamorose indecisioni che consentono ai lilla di bucare Facchin in ben quattro occasioni. E’ incredibile come Virdis riesca a saltarlo di netto a centro area per il 4-3.
Faisca 4,5 – Potremmo parlare del portoghese allo stesso modo di quanto fatto per il Capitano. E’ responsabile di indecisioni che costano al Padova momenti di completa amnesia. Da rivedere, nell’immediato.
Pederzoli 5,5 – Gara sottotono per il mediano biancoscudato, che gioca in maniera intelligente soltanto in spezzoni della prima frazione. Nella ripresa scompare, prima della sostituzione.
Gasparello (dal 39’ s.t.) S.v. – Sabatini lo inserisce alla disperata ricerca del pareggio.
Rabito 8 – Ne segna tre, approfittando anche di qualche svarione dei difensori lilla. Peccato, tuttavia, che le sue tre perle non valgano altrettanti punti nel sacco.
Crovari 6 – Gioca in una inconsueta posizione avanzata nella prima parte di gara, quando serve a Rabito la palla che vale il vantaggio dal dischetto. Discreta la sua prova, anche se nella ripresa cala alla distanza.
Varricchio 6,5 – Si sbatte per 87 minuti facendo da sponda per gli inserimenti di Baù e Rabito. Gioca d’astuzia, insomma, fino a quando la sorte gli dà una mano e lui deve soltanto mettere lo zampino per il 4-4 finale.
Baccolo 6,5 – Esordio (dal primo minuto) coi fiocchi. Il biondo centrocampista patavino imperversa a centrocampo, giocando un calcio intelligente e fatto di cose semplici.
Campanholi (dal 21’ s.t.) 6 – All'esordio, piace per la personalità con la quale affronta il match. Prende confidenza con la posizione in campo e distribuisce palloni importanti. Bravo.
Baù 7 – Serve due assist al bacio per Rabito, mentre nel finale la sua staffilata piega le mani a Ioime prima del tap-in di Varricchio. Grida vendetta il suo destro che l’estremo locale salva con un colpo di reni a metà ripresa. Più che positivo.

Marco Lorenzi – marco.lorenzi@biancoscudati.net
http://www.biancoscudati.net/index.php?option=com_content&task=view&id=1328&Itemid=42

Pubblicato il 1/9/2008 alle 0.47 nella rubrica Padova.

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