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Riparte il campionato



 di Redazione (29-8-2008) 
Il campionato 2008/09 parte con i soliti problemi, discussioni e presunte soluzioni.

Questione stadi
Obsoleti e a volte fatiscenti. Di proprietà pubblica, gli stadi italiani sono sotto le lenti di ingrandimento di legislatori, prefetti, sindaci e comitati di valutazione e/o vigilanza. A loro il compito di stabilire quale sia l’effettivo livello di sicurezza di impianti che sono e rimangono (per ora) di proprietà comunale. Il nuovo campionato potrebbe anch’esso vedere l’applicazione di deroghe più o meno importanti e distribuite, salvo le eccezioni che confermano le regole, sperando un po’ egoisticamente che non ci riguardino.
La Pisanu ha già i suoi anni di anzianità, ma nonostante ciò rappresenta ancora un tabù, stesso discorso per la Amato/Melandri: con leggi e disposizioni cervellotiche e difficili da applicare anche in tempi lunghi, con i tagli alle pubbliche amministrazioni (partendo dall’Ici che riguarda direttamente i Comuni) e infine con un federalismo fiscale ancora tutto da discutere, gli enti locali soffrono un po’ ovunque e la sensazione diffusa è che si stia definitivamente imboccando la strada della privatizzazione degli impianti.

Questione violenza
Anche le decisioni per ciò che riguarda la lotta alla violenza potrebbero diventare un fatto privato, questa volta delle forze dell’ordine, con buona pace dei tifosi tutti. E questo non tanto perché i tifosi ultimamente abbiano contato qualcosa (tutt’altro…) ma piuttosto per l’ulteriore restringimento del campo di competenza in materia e per il gran peso (simbolico, mediatico) che ha la costituzione di un nuovo organo composto interamente da forze dell’ordine e, novità di enorme portata, servizi segreti (addirittura).
Il recente bilancio fatto di morti e feriti, nonostante l’esistenza e l’applicazione di leggi sempre più dure, è tutt’altro che confortante, ma nonostante ciò continua il pugno duro. Con la costituzione del nuovo organo e il restringimento del campo di responsabilità alle sole forze di pubblica sicurezza, la politica riduce ufficialmente il tutto a una mera questione di ordine pubblico, alla faccia del calcio visto come “specchio della società esistente” e quindi con buona pace anche della possibile vera soluzione a un fenomeno/problema che non solo esiste da sempre, ma che si è puntualmente inasprito, invece di ridursi, ad ogni ondata repressiva e che per questo andrebbe discusso e affrontato da ogni punto di vista possibile e immaginabile.

Questione tifo
Gli striscioni restano banditi. Le belle parole della Melandri sono rimaste tali e non si scorge, all’orizzonte, alcun cambiamento di sorta da chi ha posto la sicurezza come cardine fondamentale della propria campagna mediatica. La solita macchietta italiana: ci sono stadi in cui si chiedono i permessi, stadi in cui si chiudono due occhi con striscioni offensivi, bandieroni e torce, e stadi spogli. A discrezione. All’italiana.
http://www.tarantosupporters.com/homepage.htm

Pubblicato il 30/8/2008 alle 0.42 nella rubrica Generiche.

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