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Il calcio delle parole vuote


Prosegue la telenovela sulla vendita dei diritti tv in chiaro per la serie A e la serie B. Come spesso avviene nel pianeta calcio tutti parlano a ruota libera. Di fatti se ne vedono sempre meno. Matarrese e il governo probabilmente ce la faranno, come sempre sul filo di lana. I tifosi si confermano, a prescindere, la parte migliore del movimento.


Ci è stato insegnato che le parole hanno un senso e un peso. Che si deve (dovrebbe?) dire quello che si pensa e pensare quello che si dice. Sappiamo bene che ciò non sempre è possibile in un mondo frenato da convenzioni che vanno rispettate. E che dunque talora (quasi sempre) è opportuno tenere condotte tanto diplomatiche quanto, nella loro sostanza, profondamente ipocrite.

 

E’ pur vero che una certa dose di ipocrisia serve a mantenere le relazioni tra gli umani, già fortemente compromesse in questi nostri tempi tanto opachi. E però come è bello assistere alle discussioni dei bambini, così spontanei perchè liberi dalle sovrastrutture mentali degli adulti. Per questo, quando si vuole davvero essere capiti, bisognerebbe parlare e spiegarsi esattamente come si farebbe con un bambino di cinque anni (ricordate la frase dell’avvocato Denzel Washington nel film “Philadelphia”?). Tutto allora sarebbe più chiaro e più vero. Ma siamo nel campo dell’utopia.

 

A tutto, però, c’è un limite. Troppe parole in libertà sono state dette nel pianeta calcio. Parole vuote e prive di senso. Parole senza seguito. Tante vaghe promesse sono state sottese per poi farle evaporare confidando sulla labilità della memoria. E’ inutile, e fuorviante, rivangare quante volte ciò è accaduto.

 

I danni prodotti sono pressocchè irreparabili. Ultimo esempio la stucchevole telenovela dei diritti tv in chiaro per la serie A e la serie B. La solita sceneggiata italiota in cui i vari Matarrese e soci parlano a ruota libera con il solito sorrisetto sardonico, la cadetteria minaccia scioperi improponibili in un mondo ormai manipolato dal dio danaro e il governo si prepara a scendere demagogicamente in campo.

 

Per nostra fortuna c’è ancora, nel pianeta calcio, chi sa esprimersi con le parole giuste. Quelle che nascono dal cuore e sono sempre sincere, perché dettate dall’amore per le maglie. Sono i tifosi, che si portano appiccicato addosso per tutta la vita quel lato infantile che li rende così speciali. E che si contrappongono, con la concretezza del loro dire e del loro fare, al tremendo vuoto pneumatico creato da vertici federali troppo apatici e disattenti.

 

Non sono certo i tifosi da soli a tenere in piedi un movimento che è stato ridotto in stato precachettico. Ma senza i tifosi eterni bambini, incapaci di pronunciare le parole vuote e ipocrite dei dirigenti che li governano, il calcio avrebbe tirato giù il bandone da un pezzo.

 

Sergio Mutolo
http://www.calciopress.net/news/125/ARTICLE/5169/2008-08-27.html

Pubblicato il 26/8/2008 alle 14.8 nella rubrica Dirette satellitari Serie C1.

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