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Remondina scuote subito il Verona



A BOTTA CALDA. IL TECNICO BRESCIANO ANALIZZA CON GRANDE EQUILIBRIO LA PROVA SOTTOTONO DEI SUOI RAGAZZI NELL’ULTIMA USCITA CONTRO IL TRENTO

«Pagati i duri carichi di lavoro Di sicuro, dobbiamo crescere ancora molto. È inevitabile sbattere contro le difficoltà»

La pozione magica di GianMarco Remondina è bella che pronta. Dieci grammi di positività, cinque spicchi di buon senso, una manciata di orgoglio, e il gioco è fatto. Depardieu butta tutto nel pentolone che ribolle. Mescola per bene e si prepara ad assaggiare. Attenzione, scotta. Ma il tecnico gialloblù non ha certo timore di bruciarsi la lingua. Lui deve capire tutto e subito. Anche perchè la nuova stagione è ormai alle porte. Il tempo degli espriementi, quindi, è quasi finito. E allora diventa necessario avere in mano il cuore dell’Hellas. La pozione funziona? Speriamo bene. Altrimenti, se gli ingredienti fossero sbagliati, bisognerebbe correre subito ai ripari.
TANTA FATICA. Verona bello all’inizio a Trento. Segna subito, si affida alla geometria. Poi cala. Va addirittura in tilt. Soffre. Diventa arruffone. E qui bisogna capire i motivi di fondo. C’è da preoccuparsi. O capiti a tutti, di questi tempi, di finire con la lingua a penzoloni? «Ho visto una squadra affaticata, che sta pagando i carichi di lavoro affrontati in questo periodo precampionato. Il quarto d’ora iniziale è stato contraddistinto da belle trame di gioco, poi siamo calati alla distanza, arrivando spesso in ritardo rispetto agli avversari». E ci sta. Meglio adesso che in Coppa Italia. Meglio adesso che in campionato. I tifosi si aspettano di vedere all’opera un Verona orgoglioso, concreto, determinato. Veloce e pungente. Una squadra, per intendersi, che sappia soffrire ma che ti ruba il cuore. Perchè ti prende la gola per come gioca, per come lotta, per come soffre. La prestazione di Trento, invece, ha messo addosso a molti la tremarella.
CAMBIARE FACCIA. Sentite Remondina. «Queste partite ci permettono di provare diverse soluzioni, perfezionando i meccanismi tra giocatori che devono ancora conoscersi sul campo. Ovviamente mi aspettavo qualcosa di più, però, il pareggio acciuffato nelle battute finali testimonia grande forza di volontà. Possiamo e dobbiamo crescere ancora molto, consideriamo che verso il termine della partita ci sono state le possibilità per trovare diverse reti. Se riusciamo a materializzare le occasioni create, tutto diventa più facile. Aspettiamo le vere competizioni per dare dei giudizi corretti».
BICCHIERE MEZZO PIENO. Il tecnico non si fa certo prendere dall’ansia. «Non ha senso buttare tutto al vento. E non possiamo nemmeno cancellare le piccole certezze che ci siamo creati fino ad oggi. Abbiamo il dovere di pensare positivo. Io penso che è meglio che siano usciti adesso tutti questi errori. Abbiamo il tempo per correggerli, per guardarci in faccia e capire come rimediare. I ragazzi, anche a Trento, mi hanno dimostrato di essere una squadra che comunque s’impone di lottare fino alla fine. Dovremo lavorare tantissimo. Ma credo che nessuno, fin qui, si sia risparmiato». A.S

http://www.larena.it/ultima/oggi/sport/Aae.htm

Pubblicato il 12/8/2008 alle 20.30 nella rubrica Verona.

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