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Arezzo, Mancini: "E' tempo di vacche magre"

Il presidente dell'Arezzo Piero Mancini, sotto processo per la cosiddetta "truffa degli 899", rilascia una lunga intervista al Corriere di Arezzo. Il patron amaranto designa vacche magre per il suo Cavallino, che dovrà cedere prima di intervenire sul mercato. E poi: "Sono disposto a regalare la società".



AREZZO - E' più uno sfogo che un'intervista quella che il patron dell'Arezzo Piero Mancini rilascia agli amici del Corriere di Arezzo, questa mattina in edicola. L'imprenditore aretino, al centro di un caso giudiziario per la cosiddetta "truffa degli 899" dipinge per il suo Arezzo un tempo di vacche magre: "La situazione è difficile, difficilissima. Dobbiamo ridimensionare, vendere, sfoltire, tagliare. E non mi riferisco solo ai nomi noti, come Martinetti, Terra e Croce. Al momento tutti i tesserati dell'Arezzo sono in vendita".
Piero Mancini conferma quello che si sapeva già. Le banche e gli sponsor hanno ormai chiuso il rubinetto. I soldi che l'Arezzo spenderà sul mercato sono soltanto quelli che incasserà dalle cessioni. Due ci sono già state - la seconda metà di Floro Flores e la prima di Ranocchia - ma tutto fa pensare che ce ne saranno altre.
L'ultima battuta è sulla sua avventura personale con l'Arezzo, fatta di gioie (come la promozione in B), ma anche di tante critiche e problemi. Mancini ribadisce quello che ha già detto più volte: "Io sono disposto a re-ga-la-re l'Arezzo".

Aggiornato 06/08/2008 14:26   Scritto da Alessandro Veltroni
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Pubblicato il 6/8/2008 alle 15.42 nella rubrica Arezzo.

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