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Lega Pro, la nuova casa una meraviglia per tutti

30/07/2008

Macalli si commuove: «Questo è il giorno più bello della mia vita» Matarrese lo invidia:
«Sembrate voi i grandi». E Platini applaude.

Un mese fa Mario Macalli aveva detto: «Quando inaugurerò la nuova sede della Lega Pro sarà il più bel giorno della mia vita». Quel giorno è arrivato e il presidente ha aggiunto: «Il mio grande sogno è diventato realtà. E per questa realizzazione devo ringraziare in modo particolare i vice presidenti Lombardo e Pitrolo ed i presidenti del Monza, del Pavia e del Portosummaga che hanno contribuito in modo sostanzioso a presentare quest´opera di pregio. Pitrolo non è presente perché è a Varsavia a rappresentarci al convegno delle leghe professionistiche europee. E questo è un altro successo. Questa Lega nacque 50 anni fa con Artemio Franchi, il più grande dirigente italiano di calcio  di tutti i tempi. Io sono nato in questa Lega e qui morirò».

Commosso - Il pubblico lo applaude in piedi e Macalli si commuove visibilmente. La conferenza si svolge in un salone del Grand Hotel, dopo la visita della nuova sede, una palazzina di metà ´800, ristrutturata, disposta su quattro livelli per 2000 metri quadrati, dotata di affreschi, stucchi e stupendi lampadari di cristallo, che diverrà operativa il 15 settembre. Una sede che ha provocato l´invidia di Antonio Matarrese: «Provo un po´ di fastidio — ha detto fra il serio e il faceto il boss della Lega di A e B — perché sembrate voi la Lega più importante a giudicare dalla sede». Una sede costata pare oltre 20 milioni di euro pagati in parte con le multe dei club accumulate negli anni di presidenza Macalli più una quota di mutuo annuo corrispondente all´affitto mensile pagato nella sede attuale.

Ospiti illustri - All´inaugurazione, fra circa 500 invitati e accreditati, oltre a Matarrese erano presenti il presidente dell´Uefa Platini, il presidente federale Abete con il vice Albertini, il presidente della Lega Dilettanti Tavecchio e per il settore arbitrale Gussoni, Dal Forno e Mattei. Dopo l´inno di Mameli e la benedizione da parte di monsignor Alberto Alberti, il nastro è stato tagliato a quattro mani da Platini, Abete, Macalli e Matarrese. Molto sorpreso dalla sontuosità della struttura Michel Platini quando ha ammirato la bellezza della sala consiliare: «Si vede che siamo a Firenze» ha commentato. Fuori dall´ufficialità, Macalli si è soffermato sull´attuale situazione della categoria in vista dei ripescaggi. «E´ sempre doloroso vedere scomparire delle società. Purtroppo alcuni presidenti si occupano di attaccanti, difensori di fascia e centrali, piuttosto che di Irpef e previdenza».

Gazzetta dello Sport - Alberto Paoli

[Foggiacalciomania.com - Gian Franco lo Muzio]

Pubblicato il 30/7/2008 alle 13.39 nella rubrica Generiche.

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