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Calcio estivo, solo business

Iniziano le prime amichevoli, davanti alle pay tv. Troppe ed inutili, spesso esiziali per i giocatori. Ma si sa, bisuness is business.

In estate è tutto un fiorire di super amichevoli che quasi sempre, almeno quelle tra le squadre “nobili”, vengono trasmesse in televisione e fatte pagare con le varie “piattaforme tv”. Come sempre il dio denaro entra a piedi uniti sul calcio annullando persino la vera utilità delle amichevoli d’agosto. Provare schemi e testare la condizione atletica dei calciatori tutto scivola in secondo piano e già conta il risultato e partono processi a tecnici e campagne acquisti.

 

Purtroppo questa ciclica porcheria si ripeterà come ogni anno ed arriva puntuale come la mucillagine sul nostro mare Adriatico, ma tra poco torna il campionato, per fortuna, e i tornei idioti, come gli amori estivi, saranno dimenticati, torniamo al calcio reale, quello bello di casa nostra, ai suoi falsi in bilancio, i suoi calendari taroccati, i suoi imbrogli in campagna acquisti, i suoi presidenti incriminati per falso in bilancio, alle banche che continuano a comandare e a gestire le realtà calcistiche appropriandosi di quello che dovrebbe essere un amore popolare ed invece, sta diventando sempre più campo di conquista per i presunti ricconi che si presentano in limousine e con pacchi di euro da riciclare.

 

Il povero, si fa per dire, Chinaglia, piagnucola e dice che non può più venire in Italia per paura del carcere e che lui nulla sapeva dei retroscena che c’erano dietro il tentativo di acquisire il pacchetto di maggioranza della Lazio. Nulla sapevano nemmeno quei tifosi a pagamento che avevano guadagnato cifre enormi sul marketing societario e che poi volevano costringere Lotito ad andare via.

 

Direte, ma è stato una parentesi oscura del calcio laziale, e nulla più. Ingenui. Sono cose che succedono dappertutto. Anche a Pescara, piazza tranquilla, di solito, ci sono stati i casi dei  “tifosi a pagamento”, le battaglie per la conquista del potere calcistico presentando pezze d’appoggio che erano soltanto... pezze! Ed anche in ambienti solitamente sereni come Teramo e Lanciano e Chieti abbiamo avuto i sedicenti danarosi che volevano “raschiare la botte” per prendersi le ultime realtà di società sulla via del fallimento.

 

Quanti maneggioni, e quanti affaristi, che prolificano soprattutto d’estate, quando c’è la voglia di cambiare. Ed il tifoso medio abbocca speranzoso. L’erba del vicino è sempre più verde. Il dirigente nuovo che si propone è sempre più ricco... Salvo poi finire con le solite pezze, ma questa volta sul sedere. Ben lo sa il Teramo, cancellato dal calcio che conta. Lo sanno l’Aquila e il Chieti, che annaspano alla ricerca delle posizioni perdute.

 

Calcio d’estate. Quante finzioni e quanti sogni bruciati sull’altare dell’ingordigia altrui. Eppure i tecnici seri sanno quanto sarebbe importante il calcio d’estate per la buona riuscita dei tornei ufficiali, ma non si può lavorare in prospettiva, bisogna salvaguardare gl’investimenti e creare le illusioni per sostenere le manovre finanziarie dei vari maneggioni di turno.

 

 

Gianni Lussoso
http://www.calciopress.net/news/125/ARTICLE/5041/2008-07-25.html

Pubblicato il 25/7/2008 alle 18.44 nella rubrica Generiche.

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