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Lega Pro, il solito caos


Prosegue la deriva della Lega Pro, quando manca circa un mese all’inizio del campionato di Prima Divisione. In questo marasma si rischia di non ritrovare più il bandolo della matassa.


A complicare un quadro già opaco arriva il deferimento davanti alla Commissione Disciplinare Nazionale deciso, a scoppio ritardato, dal Procuratore Federale Stefano Palazzi. Riguarda il presunto illecito sportivo che si sarebbe consumato nella gara Potenza-Salernitana giocata a porte chiuse il lontano 20 aprile scorso e terminata con la vittoria dei granata per 0-1 (rete di Di Napoli).

 

La neonata Lega Pro, salita da tempo su un otto volante che mette a dura prova le coronarie dei tifosi, passa da un caso all’altro e si dirige verso un caos strutturale. Cinque società affiliate alla Lega di Firenze (Lucchese, Spezia, Castelnuovo, Martina e Teramo) sono state già cancellate. Altre tre (Massese, Nuorese e Torres Sassari), pure escluse dalla Figc, il 28 luglio discuteranno il ricorso avanti alla Camera di Conciliazione e Arbitrato per lo Sport del Coni.

 

Sulla contestata ammissione dell’Avellino, in ballottaggio con il Cesena per l’ammissione in cadetteria, il presidente Mario Macalli in prima persona ha lanciato un siluro che affonda l’attendibilità della Covisoc, obbligandola in fretta e furia a una (ri)verifica delle procedure seguite per ammettere il club irpino.  Di conseguenza la formazione dei calendari della serie B, prevista per oggi alle 17:30, potrebbe svolgersi con una “x” al posto del club ammesso in sostituzione del cancellato Messina.

 

I ripescaggi che scaturiranno dalle molte esclusioni in Lega Pro (e che coinvolgeranno, a cascata, le categorie inferiori) minano quella lealtà sportiva che dovrebbe essere alla base del gioco del calcio. Nell’assemblea del 31 luglio la Figc dovrebbe comunicarne l’elenco. E però, anche se siamo nel  terzo millennio e ci riteniamo una società civile, una graduatoria ufficiale non è stata finora messa a disposizione per capire chi risalirà in Prima e in Seconda Divisione. Il tutto alimenta lotte fratricide, spesso tra parenti poveri. Laddove i club della Lega Pro dovrebbero invece unirsi per centrare obiettivi condivisi e non farsi una guerra senza quartiere.

 

Ci fermiamo qui, anche se forse qualcosa ci è sicuramente sfuggita. Dio solo sa se e quando questa penosa deriva sarà destinata ad arrestarsi, quando manca poco più di un mese all’inizio del campionato di Prima Divisione.  In questo marasma si rischia di non ritrovare più il bandolo della matassa.

 

Parlare di calcio giocato diventa ogni giorno più difficile. Se tutto ciò è avvenuto, le responsabilità sono ovviamente di tutti. Di chi non ha saputo garantire un’organizzazione degna di questo nome. Di quanti sono stati incapaci di esercitare l’obbligo di vigilanza. Di coloro che si guardano berne dal denunciare lo sfascio crescente. E chi più ne ha più ne metta. Ciascuno potrà con facilità identificarsi nella categoria di sua competenza. Per decidersi, una volta tanto, a recitare il doveroso mea culpa che non sembra più rientrare nelle nostre abitudini.

 

Sergio Mutolo
http://www.calciopress.net/news/125/ARTICLE/5038/2008-07-25.html

Pubblicato il 25/7/2008 alle 13.2 nella rubrica Generiche.

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