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Ore 17, l'Arezzo ricomincia a giocare

Scritto da: Andrea Avato, giovedì 24 luglio 2008
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foto tratta da www.arezzocalcio.it
Si gioca. Oggi alle ore 17, a Pieve Santo Stefano, andrà in scena la prima partita dell'anno. Che poi sarebbe meglio chiamarla partitella, visto che Cari metterà di fronte Arezzo A e Arezzo B. L'occasione sarà buona per testare la condizione atletica della squadra, torchiata dal preparatore Sgammato, e dare una prima occhiata a Bottiglieri e Longoni, i due argentini in prova. Certo non si potrà pretendere chissà che, ma qualche spunto interessante potrebbe saltare fuori. Innanzitutto viene da domandarsi come farà Cari a schierare quattro difensori di qua e quattro di là, visto che a disposizione ne ha soltanto cinque, quattro centrali (Conte, Terra, Sensi, Pelagatti) e un esterno (Grillo). Probabilmente Bricca scalerà in retrovia, ma restano comunque altre due caselle vuote. Sono gli inconvenienti di questo periodo, con il mercato che, salvo qualche eccezione, sembra più immobile del solito. In ogni caso c'è una certa curiosità per vedere all'opera il nuovo Arezzo, laddove la novità più importante riguarda colui che siede in panchina. Cari è un allenatore che ha fatto bene a Giugliano e a Teramo, benino a Perugia e benissimo a Taranto. Mancini l'ha voluto fortemente, come mai era accaduto in passato, e anche questo è un dettaglio non da poco. Il tecnico sta lavorando tantissimo con la palla oltre che dal punto di vista psicologico. Ritiene la compattezza del gruppo una risorsa fondamentale e non ha torto. Per quanto concerne la squadra, la conosciamo a menadito nei pregi e nei difetti. Dal centrocampo in su la qualità abbonda e anche se Croce partisse, ci sarebbero valide alternative. E' dietro che Iaconi dovrà lavorare sodo, prendendo (l'ha detto lui) almeno cinque pezzi. Poi c'è Martinetti. Se andasse via, bisognerebbe rimpiazzarlo con uno forte parecchio. In caso contrario, lui e Chianese sarebbero la coppia più bella del mondo. Chissà...
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Arezzo, prima sgambatura. Carenze pesanti in difesa


Prima sgambatura per l'Arezzo di Cari, che alle 17 a Pieve Santo Stefano effettua una partitella in famiglia. Ma il tecnico amaranto deve fare fronte ad una situazione in difesa pesante, con i giocatori in numero contato. La società, che non ha ancora iniziato il mercato in entrata, dovrà muoversi in questo senso.

Foto Elia Cencini
Foto Elia Cencini

AREZZO - E' arrivato il momento della prima sgambata per l'Arezzo di Cari, una partitella in famiglia che è poco più che un allenamento. Già il calcio d'agosto lascia il tempo che trova, poi se si tratta di distribuire casacche all'interno della stessa formazione, si fa fatica anche a parlare di amichevole.
Per il nuovo tecnico amaranto sarà l'occasione di provare schemi d'attacco; più fatica farà con quelli di difesa, dal momento che ha ancora gli uomini contati. Cari ha a disposizione, al momento, solo due difensori centrali, Conte e Terra, più la coppia titolare della Berretti, Sensi - Pelagatti. C'è invece un solo esterno, Grillo.
Al di là delle difficoltà che oggi il tecnico incontrerà nel costruire due linee difensive da quattro uomini, è chiaro che il mercato della società dovrà orientarsi in questo senso. Là davanti, specie se Martinetti dovesse rimanere, al fianco del confermatissimo Chianese, non ci saranno problemi di sorta. Dietro, invece, la rosa va rinforzata quantitativamente e qualitativamente. Per adesso, però, il mercato in entrata dell'Arezzo latita ancora. Per ora gli unici affari fatti sono stati la cessione della metà di Floro Flores all'Udinese e la cessione in comproprietà di Ranocchia al Genoa.

Aggiornato 24/07/2008 15:07   Scritto da Alessandro Veltroni
http://www.calciotoscano.it/modules.php?op=modload&name=PagEd&file=index&page_id=24396

Pubblicato il 24/7/2008 alle 15.16 nella rubrica Arezzo.

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