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Lucchese, Kutufà: L'incontro con la cordata

 sarà quasi certamente domani pomeriggio. Credo in un accordo"


01/07/2008 15:40

Massimo Kutufà ha dedicato una buona parte della conferenza stampa alla trattativa con la cordata di imprenditori lucchesi rappresentata da Bruno Fanciullacci. Una trattativa che per il dirigente rossonero è iniziata soltanto il 23 giugno scorso.

"Al di là di un piccolo approccio risalente ad una quindicina di giorni prima tra il signor Fanciullacci e Silvio Giusti, è in quella data che ho ricevuto personalmente un'offerta, quantificabile tra i tre milioni e i tre milioni e mezzo dalla cordata di imprenditori che, ancora oggi, non so da chi sia format, nè mi interessa. Il presidente Fouzi Hadj, prontamente informato, non ha ritenuto congrua quell'offerta. Due giorni dopo, su mia, e non soltanto mia, sollecitazione è tornato sui suoi passi, dichiarandosi disponibile ad intavolare la trattativa, a patto che gli si rendessero noti i nomi facenti parte la cordata".

"Da allora - continua Kutufà- ci siamo adoperati per sapere i nomi, sia attraverso Fanciullacci che attraverso il sindaco Favilla. Ma ad oggi questa risposta non è ancora arrivata. Sia io che Fanciullacci stiamo cercando di accelerare i tempi, consapevoli della necessità di arrivare ad un accordo il prima possibile. Ieri ho saputo che il sindaco intende vedere questi imprenditori nella mattinata di domani ed è quindi da presumere che l'incontro si svolga domani pomeriggio".

Sul dove e su chi dovrebbe partecipare Kutufà ha le idee chiare: "Sul posto dove vogliono loro, io mi rendo disponibile a portarli immediatamente usciti dal sindaco a Pieve Ligure. Chi dovrebbe partecipare? Io non so se ci sarò, sono convinto però che si devono trovare a guardare negli occhi i veri protagonisti della vicenda, non tanto i commercialisti o gli avvocati e nemmeno il sindaco di Lucca. Ma solo e soltanto chi vende e chi compra. Importante è che ci sia la volontà da entrambe le parti. Tutto il resto conta relativamente".

Facile a dirsi, meno a farsi visti l'entità dei debiti, il prezzo da trovare di comune accordo e le inchieste in corso: "Credo che questi siano aspetti tutti risolvibili, importante saranno le reali intenzioni dei protagonisti. Sulla cifra credo che quella formulata in prima battuta dalla cordata - e mi rifiuto di pensare che sia stata fatta in modo strumentale - è un'ottima base di partenza. In questi casi ovvio ci si deve venire incontro in due e del resto, come successe con il passaggio della società da Grassi a noi, le cessioni non avvengono mai con un calcolo matematico preciso. A questo si possono affiancare fideiussioni, franchigie, garanzie su beni mobili e immobili che tutelino chi vende e soprattutto chi acquista. Vi faccio un esempio: se l'imprenditore x offre dieci e l'ammontare dei debiti è dodici, l'attuale proprietario può offrire garanzie, anche reali, sulla parte restante del debito; oppure rimanere detenendo una quota di minoranza. Ripeto: le soluzioni si trovano se c'è la volontà. Fouzi Hadj, in passato, ha già messo mano ai propri beni personali per investire nella Lucchese. Sono sicuro non si tirerebbe indietro ora. Valga per tutti la questione Renzetti: i soldi della cessione sono stati depositati in Lega per il totale ammontare dell'ammontare. Fossero altre le intenzioni il comportamento non sarebbe stato così lineare".

Ma se non ci fosse e la cordata ragionasse per fare ripartire il calcio lucchese dalla serie D? "Non l'ho pensato nemmeno per un istante. Non scordiamoci che Fanciullacci ha ricevuto un mandato dal primo cittadino e non voglio nemmeno pensare che ci siano speculazioni dietro questa operazione. Né da parte di chi vende, né di chi compra. Conta solo una cosa: salvare la Lucchese. Ed in ogni caso aggiungo che se non ce la faremo la colpa sarà solo dell'attuale proprietà non di possibili compratori".

Realista , invece, sulla possibilità che, eventualmente fallita la trattativa, ci sia margine per un intervento del presidente: "Se avesse avuto la disponibilità di quanto gli è dovuto Svizzera non saremmo a parlare di trattative. Ma le intenzioni non contano, contano i fatti. E questi dicono che i soldi al presidente non sono ancora arrivati. Comunque, non voglio pensare che fallisca la trattativa, per me si tratta solo di trovare un punto di equilibrio tra le parti".

Prima di chiudere, Kutufà torna sui motivi che avrebbero spinto Fouzi Hadj ad accettare la sfida della Lucchese: "Ha sbagliato tantissimo questo uomo ma ci ha messo tanti soldi senza ottenere nulla in cambio. Sento dire in giro che sarebbero state tante le contropartite per la sua discesa a Lucca. Io c'ero in quei momenti, li ho vissuti tutti. E posso assicurare che lui è venuto qui solo per fare calcio dietro un progetto del professor Scoglio, che prevedeva il lancio di giovani talenti africani attraverso le conoscenze del presidente in Africa, il Losanna, dove si potevano far giocare un numero non limitato di extracomunitari, e una società italiana. La Lucchese, appunto, come suggerì Scoglio. Mancato lui poteva tirarsi indietro non lo ha fatto per onorare quella parola. Pensò di andarsene ma non lo fece. Ecco perché in mezzo a mille errori, anche grossolani, mi fa ancora più tristezza la sua sconfitta. Ho letto su di un muro a Genova che il vincitore è chi raggiunge il proprio sogno. Ecco, forse se il presidente si fosse fermato prima e avesse pensato di più alla realtà e meno al proprio sogno non saremmo arrivati a tanto. Ha come siglato un patto e ci è andato a morire dentro". Può calare il sipario.

http://gazzettalucchese.it/news_view.php?idart=2607

Pubblicato il 1/7/2008 alle 16.26 nella rubrica Lucchese.

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