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Salernitana - Sassuolo: 0-1, gara decisa dopo calci di rigore

Salernitana - Sassuolo: 0-1, gara decisa dopo calci di rigore

Intraprendente, ma inconcludente la Salernitana si lascia soffiare la Supercoppa al fotofinish. Si decide tutto ai rigori e l’errore di Mammarella dal dischetto consegna il trofeo nelle mani del Sassuolo. Eppure i granata partivano col favore dei pronostici dopo la vittoria dell’andata.

All’Arechi Brini si affida di nuovo al tandem d’attacco Di Napoli - Ferraro. Non ci sono Tricarico e Fusco, in mediana Russo affianca Soligo, in difesa Troise fa coppia con Cardinale. La gara si rivela subito vivace: al tiro di Pensalfini che non impensierisce eccessivamente Iuliano, risponde Di Napoli.

Gli emiliani si segnalano, poi, in due circostanze con uno dei giocatori più dinamici, Bracaletti che ci prova da fuori area al 7’ e al 9’. Si gioca a ritmi elevati e la Salernitana si fa vedere un minuto dopo dalle parti di Benassi: Di Napoli serve un buon pallone a Piccioni, fermato dall’estremo difensore del Sassuolo.

Mentre dalla parte opposta, Pensalfini rimedia un calcio d’angolo, i granata si affidano alle iniziative dei singoli: al 12’ Ciarcià prova la conclusione da fuori, un minuto dopo si registra il tentativo di Piccioni sugli sviluppi di corner corto battuto da Di Napoli, poi è la volta di Ferraro che fa tutto da solo, ma il suo tiro finisce alto sulla traversa.

La Salernitana crea ma non concretizza e il Sassuolo inizia a premere sull’acceleratore: al 18’ su invito di Magnanelli, Erpen sfiora il palo alla destra di Iuliano, poi ci prova anche Bracaletti di testa. Gli emiliani sfruttano il buon momento e al 24’ Selva approfitta dell’errore di difensivo dei granata: Troise sbaglia l’intervento, Cardinale scivola e l’attaccante del Sassuolo si ritrova solo in area e va a segno indisturbato.

Nel finale di tempo mentre l’undici di Allegri tenta di passare anche con Bracaletti su punizione, la Salernitana chiama in causa Benassi in un paio di occasioni prima con Piccioni da fuori, poi con Di Napoli, che ci prova anche su calcio piazzato al 39’. Nella ripresa Brini cambia tutto e all’8’ esaurisce tutte le sostituzioni. Mammarella prende il posto di Ciarcià, Di Deo e Cammarata rilevano Milanese e Piccioni.

A partire dal quarto d’ora la Salernitana diventa padrona del campo, il Sassuolo si segnala solo con una punizione di Manganelli, poi inizia l’assalto dei granata. In contropiede Ferraro, lanciato da Cammarata, arriva al tiro, ma sulla sua strada trova Benassi.

Sul corner seguente il portiere del Sassuolo manda sulla traversa il colpo di testa di Di Deo. Dalla parte opposta Iuliano respinge l’insidioso diagonale di Erpen, ma è sempre la Salernitana a rendersi pericolosa.















Arturo Di Napoli inizia a trascinare i granata: al 28’ il suo tiro dalla distanza finisce alto sulla traversa, poi Re Artù ci prova di testa su punizione di Mammarella, e infine tenta una girata in area, ma Benassi è attento, così come accade al 42’, quando il portiere del Sassuolo si supera sulla splendida punizione del bomber di Rozzano.











Nel finale la Salernitana rimane anche in 10 per l’espulsione di Russo, per somma di ammonizioni. La gara si decide ai rigori. Dagli undici metri il Sassuolo va a segno con Selva, Erpen, Manganelli, Piccioni e Tarozzi, i granata passano con Ferraro, Di Napoli, Cammarata e Di Deo, ma poi arriva l’errore di Mammarella che colpisce il palo alla sinistra di Benassi. Alla fine è il Sassuolo ad esultare e ad alzare la Supercoppa.











Granata: ora si pensi solo alla B

Ci sono tavoli e tavoli. Tavoli di confronto, tavoli di trattativa e tavoli di convivio. Talvolta, può capitare che un unico tavolo possa bastare per tutto, soprattutto quando trattasi di tavola, dove – proverbialmente – si ragiona meglio. Attorno a questo tavolo, per ora ancora immaginario dovranno sedersi a breve Lombardi, Murolo ed il Direttore Generale e parlare di futuro.

L’impegno di Supercoppa ha ritardato il confronto tra le parti anche se la strategia aziendale è stata già da tempo definita. Salutato Brini, che esce di scena senza colpo ferire, il primo nodo da sciogliere è quello dell’allenatore. La rosa di nomi si stringe attorno a due candidati che nel contempo rappresentano anche due diverse scuole di pensiero: Mutti e De Canio. Il primo è molto legato a Fabiani e ad alcuni calciatori granata come Di Napoli e Fusco.

Pratica il 4-4-2 sul modello Agostinelli ma è un tecnico molto più esperto. Il secondo, De Canio è un allenatore per il quale Lombardi stravede da tempo. Pratica un tipo di gioco molto più spettacolare rispetto a Mutti. Le sue squadre giocano anche con il 3-4-1-2 ed hanno una spiccata vocazione offensiva. Entrambi i candidati alla panchina granata potranno sfruttare nel migliore dei modi i 10/12 calciatori su cui la società ha deciso di puntare anche per il prossimo anno.

Ancora in piedi anche la candidatura di Moriero che nei giorni scorsi è stato visto in città. Insomma non si scarta alcuna ipotesi. Ciò che appare ovvio è che la Serie B non può assolutamente essere sottovalutata ed inoltre prevede un aggravio di costi notevolissimo.

Giovedì il Sassuolo ha vinto sul campo ed ai rigori ma rispetto alla Salernitana ha una marcia fornitaledagli sponsor. Ben 130 per la compagine neroverde rispetto ai 32 partner commerciali che affiancano i granata. La forte azione di marketing territoriale consente al Sassuolo Calcio di affrontare la Serie B senza particolari patemi d’animo.

Di contro, la Salernitana, per controbilanciare questa sproporzione può mettere sul tavolo la voce relativa agli incassi al botteghino per una media di 91 mila euro a partita. Ma in B tutto ciò potrebbe non bastare. Ecco perché una Salernitana vincente ha bisogno di trovare altre risorse per un campionato da vertice



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Pubblicato il 17/5/2008 alle 1.38 nella rubrica Salernitana.

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