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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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sfoglia    settembre        novembre


26 ottobre 2008

Zamboni salva al ’91 la Spal più brutta di stagione

fonte: spallinati.forumfree.net

dal Carlino


Molti e rumorosi
i tifosi al «Breda»

Erano più di un centinaio,
e hanno incitato senza
posa, i tifosi della Spal
al «Breda». Sono stati
ripagati, se non dalla
prova, almeno da un
risultato da loro meritato

Lorenzi e Savi
pronti per domenica

Domenica prossima
contro il Padova al
«Mazza» dovrebbero
tornare a disposizione di
Dolcetti sia Lorenzi che
Savi, ieri in tribuna a Sesto




L’ANTICIPO DI SESTO S. GIOVANNI
Zamboni salva al ’91 la Spal più brutta di stagione
Con l’uomo in più per un’ora va sotto e pareggia fortunosamente.
Espulso Fracassetti, aveva segnato Valtulina



IL TABELLINO
PRO SESTO:
Offredi, Campi, Lambrughi, Bedin, Preite, Perfetti, Fracassetti, Boisfer, Berretta (27’ s.t. Kabine), Bertolini (40’ s.t. Tursi), Maah (17’ s.t. Valtulina). A disp.: Russo, Predko, Konè, De Filippis. All. Sala
SPAL: Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Schiavon, Zamboni, Servidei, Cazzamalli (1’ s.t. La Grotteria), Centi, Arma, Bracaletti (31’ s.t. Agodirin), Martucci (14’ s.t. Cortesi). A disp: Careri, Gaspari, Quintavalla, Rivaldo. All. Dolcetti
Arbitro: Sig. Ballo di Trapani
Marcatori: s.t. 21’ Valtulina, 46’ Zamboni
Note: spettatori 1423 (379 paganti + 1044 abbonati) per un incasso di 6066 euro (3810 al botteghino). Espulsi al 32’ Fracassetti (doppia ammonizione) e Sala. Ammoniti anche Perfetti, Campi, Ghetti, Lambrughi, Valtulina e Preite. Angoli 4-0 per la Pro Sesto.


dall’inviato Mauro Malaguti
SESTO SAN GIOVANNI (MI)


BRUTTA brutta, la Spal del sabato. La più brutta dall’inizio, senza alcun dubbio. Molle, poco determinata e incapace di giocare, la squadra di Dolcetti evita la seconda sconfitta stagionale in pieno recupero, allungando a sette la propria striscia positiva. Ma la prestazione, nonostante l’uomo in più dal 32’ per l’espulsione di Fracassetti, è da scordare in fretta. Basti pensare che Dolcetti è stato il primo ad ammettere che è andata bene, e che la sconfitta sarebbe stata meritata.
Con ordine, però. Primo, a Sesto, su quel campo corto e sconnesso e contro una Pro aggressiva per tradizione, di belle partite nemmeno l’ombra: e l’anticipo del «Breda» si svolge nel solco della tradizione, con gioco poco e a spezzatino, falli frequenti e palloni spesso per aria. Secondo a far bella figura è stata una Pro Sesto che nella circostanza ha sovrastato la Spal grazie soprattutto all’agonismo e a una determinazione feroce che ha messo ancor più in risalto i limiti spallini di giornata. Terzo: la Spal che dopo appena 32’ si è ritrovata con l’uomo in più proprio per un abuso di ferocia di Fracassetti, espulso insieme al suo tecnico Sala per doppia ammonizione, non è mai sembrata in undici contro dieci, caso mai il contrario. Quarto e più importante, il risultato arriva ugualmente, fortunoso e quasi insperato, ma almeno utile a evitare la voragine in cui la Spal si stava cacciando.
La causa principale della mala parata dei ferraresi ieri in maglia rossa è stata la «fiacca», la mancanza di piglio sul piano agonistico. Dopo un primo tempo ancora ancora accettabile, la situazione è vistosamente peggiorata nella ripresa. Forse convinti di poter fare un sol boccone di un avversario così mutilato, gli ospiti hanno cominciato a commettere leggerezze in difesa egualmente distribuite fra tutti, e a cessare ogni pur minima iniziativa offensiva. Detto che l’approccio poco acconcio ha inciso almeno per i tre quarti sulla cattiva prova, un contributino è forse giunto anche dalla mossa di Dolcetti, che negli spogliatoi ha escluso uno spento Cazzamalli a favore di La Grotteria. Con due ali come Martucci e Bracaletti e due centravanti, la Spal non ha messo a frutto l’uomo in più a centrocampo, dove rimanevano Centi e Schiavon di qua e Bedin e Boisfer di là. E due contro due, sono stati più attivi e cattivi quelli della Pro. Così se il primo tempo era stato abbastanza equilibrato, con Bertolini spina nel fianco della difesa ferrarese e Bracaletti a emularlo sul fronte opposto, nella ripresa Bertolini continuava a far strage e l’ex cesenate si spegneva insieme ai compagni. Bedin giganteggiava a centrocampo mostrando che all’Udinese finì per qualche motivo, e la Spal prima di beccar gol con un uomo in più riceveva tre seri preavvisi, tutti su imput di Bertolini. Quando l’esterno d’attacco di casa al 21’ tagliava con l’ennesimo pallone un’area che mai aveva finora patito tanti pericoli nella stessa partita, ecco il patatrac, peraltro maturo. Capecchi esce malissimo a vuoto sul pallone basso e teso, e Valtulina appena entrato segna facile da un passo, complice forse la sponda di Cabeccia in diagonale tardiva.
La Spal accusa e non reagisce subito. Il suo unico merito è riportarsi sotto nei minuti finali, arrancando farraginosamente, ma almeno provandoci. Sala regala una sostituzione «ad arretrandum» che le facilita un po’ la vita: fuori argento vivo Bertolini e dentro Tursi, un terzino. La spal guadagna campo, con Arma si fa ribattere la palla dell’1-1 al 42’, e con Agodirin, l’unico dei nuovi entrati a dare una scossettina, guadagna una punizione ghiotta dal limite.
È il 46’, ed è l’ultima speranza. Zamboni prova la bomba ma un difensore ammoscia e corregge la traiettoria, col pallone che lemme lemme e beffardo spiazza il poco reattivo Offredi e si infila alla sua sinistra. La Spal porta a casa il punticino, grasso in una giornataccia come quella di ieri, ma il fortuito 1-1 è l’unico suo motivo di gioia nell’anticipo.
Una sola partita non cagiona alcun allarme, e quindi è inutile andare a cercare sotto traccia una morale che non c’è. La Spal di ieri è da bocciare in blocco, quindi non è credibile. Però dovrà rialzarsi in fretta dalle ceneri meneghine se si vuol confermare degna di alta classifica. Nelle tre partite «facili» ha colto solo tre pareggi. Ora ne ha tre «difficili», contro Padova, Venezia e Pro Patria. E chissà che i nomi altisonanti non tornino a stimolare la sua fantasia.



LE PAGELLE

Capecchi-erroraccio
Cazzamalli giù
Agodirin ravviva


CAPECCHI 4. Regala il gol alla Pro con un’uscita sciagurata.
GHETTI 5. Bertolini lo mette in affanno costante: su quel fianco la Spal soffre di continuo.
CABECCIA 5. Pessima ripresa, con un inizio titubante e una diagonale chiusa in ritardo sul gol di Valtulina, che forse è un suo autogol.
SCHIAVON 5,5. Almeno attivo, presente sul piano della corsa più di altri, ma assai poco efficace in fase propositiva.
ZAMBONI 6,5. Il migliore e non solo per il gol. Ottima una chiusura su Berretta nel primo tempo. Sbaglia sul suo palo in avvio di ripresa lasciando scorrere una palla.
SERVIDEI 6. Debuttante a 35 anni, incappa in due o tre leggerezze: ma di testa sono tutte sue.
CAZZAMALLI 5. L’ombra del «Cazza». Gira pesante e smarrito per il campo. Sostituito all’intervallo.
CENTI 5. Giocate lente e sempre prevedibili. Non ispirato.
ARMA 5. Evanescente e poco presente, scarsamente combattivo ma anche poco servito, in verità. Perde l’unica occasione buona subito prima del gol di Zamboni.
BRACALETTI 6. Ottimo inizio, nel quale fa il Bertolini a favore della Spal, andando anche a due pericolosi tiri, uno dei quali conseguente a uno splendido «sombrero» in area. Lui però alla mezz’ora si spegne, mentre l’altro continua.
MARTUCCI 5,5. Si dà malto da fare ma guadagna solo un paio di punizioni. Su di lui il fallo dell’espulsione di Fracassetti.
LA GROTTERIA 5. Subentra a fare il centravanti aggiunto accanto ad Arma, ma aggiunge poco o nulla.
CORTESI 6. Qualcosa trova, sul piano tecnico, nel cilindro del suo repertorio. Ma non incide.
AGODIRIN 6,5. Lui si incide, buttandosi a corpo morto su ogni pallone come sa ben fare, finchè proprio andando su una palla quasi perduta guadagna la punizione per il gol di Zamboni.
m.m


L’ARBITRO
Ballo sempre da paura
Ma stavolta sono gli altri a lamentarsi


BALLO di Trapani.
Dopo il disastro di Teramo lo si temeva. A lamentarsene stavolta sono gli altri, e dal loro punto di vista si può capire. Tecnicamente non sbaglia tutto, ma dà l’impressione di non infierire, come accadde a parti rovesciate al povero Buglio. Forse deve trovare più buon senso. Un netto rigore a Ghetti però lo nega, alla fine.



Dolcetti sincero: «Meritavamo la sconfitta»
Pozzi: «Mai così male con noi»


HANNO l’aria di chi sa di averla scampata fortunosamente, i dirigenti della spal al termine della gara. In sala stampa tutti ammettono con onestà che il pari conquistato negli ultimi minuti va oltre i meriti: «Meritavamo la sconfitta, lo dico tranquillamente –attacca Aldo Dolcetti-. Abbiamo portato a casa un punto casualmente, ma la realtà è che abbiamo completamente sbagliato l’approccio alla partita, senza mai riuscire a mettere la partita sui canoni a noi più congeniali, e subendo costantemente il maggiore dinamismo e determinazione degli avversari, sarà determinante nel corso della settimana individuare con attenzione dove siamo stati deficitari e «martellare» con ostinazione per limare questi difetti. Questa gara verrà analizzata come una sconfitta. Nelle ultime prestazioni dove non avevamo colto la vittoria eravamo in credito con la fortuna: oggi a lamentarsi è giusto che siano i nostri avvesrari. Non credo abbiano pesato problemi tattici o di formazione: siamo assolutamente mancanti dal punto di vista dell’atteggiamento mentale, che tra l’altro per me è una priorità in preparazione delle gare».

Rincara la dose il ds Bortolo Pozzi: «Contro la Pro Sesto la Spal ha disputato la peggior prestazione da quando ci siamo noi, amichevoli comprese. Può capitare durante una stagione di sbagliare una gara, ma quello che risalta è che noi abbiamo completamente fallito l’approccio alla partita, subendo per tutti i 90’ l’aggressività dell’avversario. Non abbiamo capito che oggi non si doveva ostinatamente continuare a cercare il fraseggio ma calarsi nel clima da battaglia creato da loro. Di positivo resta il punto che muove la classifica e ci consente di continuare la serie positiva, e soprattutto di rimanere tranquilli».

L’ad Stefano Bena aggiunge: «Aboliremo le maglie rosse, non ci portano fortuna, le avevamo anche a Verona. A parte gli scherzi ho visto poca cattiveria. Complimenti alla Pro Sesto che ne ha messa molta».

«Sulla punizione del gol -racconta Marco zamboni- la palla dopo una deviazione ha sfiorato dieci gambe e ha terminato la corsa nell’angolino. Evidentemente doveva passare proprio di lì regalandoci il punto francamente non meritato»

Anche Cristian Servidei concorda: «Di positivo oggi c’è solo il punto, anche se ritengo che nonostante la prestazione odierna la spal rimanga superiore a questa Pro sesto».

Sull’altro fronte Antonio sala è furente con l’arbitro al pari della presidentessa Pasini che lo ha inseguito in campo alla fine. «Poi dicono che succedono gli incidenti...», dice lui. «E’ uno scandalo», ribatte lei. Poi ancora l’allenatore: «Sono stato espulso per aver detto all’arbitro che il cartellino lo meritava lui. Grande Pro sesto, comunque, superiore alla Spal in tutto e danneggiata solo da Ballo»
Giuseppe Celeghini



Vecchi e Veneri in tribuna

Come sempre l’anticipo di sesto richiama molti addetti ai lavori. Ieri c’erano gli ex spallini Stefano Vecchi, ora allenatore della Colognese in serie D, e Giorgio Veneri. Poi Mariolino Corso, i tecnici Remondina, Soldo, Zecchini e Nicolini, e l’ex giocatore del Padova De Franceschi, ora osservatore di Sabatini venuto a visionare ilo prossimo avversario dei biancoscudati. Visto così, non sarà rimasto incantato...



Berretti ko col Padova, Moro sostituito

SPAL: Costantino, Franchi, Feletti, Monti, Pittaluga, Pirelli, Laurenti, Pallara, Moro (46’ Atragene), Marongiu (65’ D’Elia), Pagani. A disp.: Bersan, Occhi, Aveta, Graziosi, Barca. All. Brescia
PADOVA: Vianello, Balzan, Rocchi, Capannoli, Maniero, Lahti, Veronese, Pagan, Mdakogu, Raimondi, Simoes. A disp.: Rosiglione, Boschero, Zanin, Traini, Canella, Djordjevich. All. Esposito
Reti: 32’ Simoes, 34’ Raimondi, 47’ Veronese, 70’ Atragene, 75’ Atragene su rigore, 92’ Mdakogu

Tratto da "STADIO":

La Spal raggiunge la ProSesto al 90'



Una brutta Spal,dominata da una ProSesto in inferiorita' numerica per oltre un'ora,agguanta in extremis grazie ad una deviazione su calcio di punizione dal limite di Zamboni.Gara sicuramente condizionata in negativo dal pessimo arbritaggio del signor Ballo di Trapani che,con decisioni alquanto discutibili a danno della ProSesto,ha surriscaldato gli animi sia in campo che sugli spalti.Gia' nei primi minuti si capisce che non e' aria in casa sestese:il signor Ballo prima lascia correre qualche trattenuta in area ferrarese e poi decide,su segnalazione del suo collaboratore di espellere il gia' ammonito Fracassetti per un fallo veniale di gioco.A questo punto gli animi si accendono ulteriormente e anche il tecnico della ProSesto Antonio Sala,viene allontanato dal terreno di gioco.La Spal non sfrutta la superiorita' numerica e,sopratutto nella ripresa,subisce constantemente gli attacchi della ProSesto.Nel giro di quindici minuti i padroni di casa vanno vicini al gol in quattro occasioni:al 2' e al 6' con Bertolini,che non trova lo specchio della porta da posizione favorevole,al 10' con Lambrughi,che manda fuori di poco un insidioso colpo di testa,al 14' con Bedin,che su punizione manda a lato.Al 23',pero',la ProSesto passa:Bertolini sguscia via sulla fascia sinistra e mette in mezzo un invitante pallone che Valtulina mette dentro anticipando il suo diretto avversario.A questo punto i padroni di casa iniziano a sentire la stanchezza e la Spal si fa piu' minacciosa,sfiorando il pareggio al 36'con Arma che di testa manda a lato e al 37' con centi che spedisce sull'esterno della rete un potente diagonale.Al 45' la beffa per la ProSesto:il signoe Ballo fischiava una punizione dubbia al limite dell'area sestese,sulla palla si apposta Zamboniche,grazie ad una sfortunata deviazione di Tursi in barriera,infila Offredi regalando un insperato pareggio ai suoi.

pagelle della SPAL:Capecchi5,5/Ghetti 5,5/Zamboni 6/Servidei 6/Cabeccia 5,5/Martucci 6/Cazzamalli 6/Schiavon 5,5/Centi 6/Bracaletti 5,5/Arma 5,5(Cortesi5,5/LaGrotteria 5,5/Agodirin 6)
servizio di MonicaFavini/infopress


LA NUOVA FERRARA

Pro Sesto - Spal: 1 - 1


Marcatori: 22’ s.t. Valtulina (P), 46’ s.t. Zamboni (S).
Pro Sesto: Offredi; Campi, Lambrughi; Bedin, Preite, Perfetti; Fracassetti, Boisfer, Beretta (27’ s.t. Konè), Bertolini (dal 41’ s.t. Tursi), Maah (dal 18’ s.t. Valtulina). A disp.: Russo, Predko, De Filippis, Kabine. All.: Sala.
Spal: Capecchi; Ghetti, Cabeccia; Schiavon, Zamboni, Servidei; Cazzamalli (dal 1’ s.t. La Grotteria), Centi, Arma, Bracaletti (dal 32’ s.t. Agodirin), Martucci (dal 15’ s.t. Cortesi). A disp.: Careri, Gaspari, Quintavalla, Rivaldo. All.: Dolcetti.
Arbitro: Ballo di Trapani.
Note: spettatori 1.423 (379 paganti), incasso di 6.066,00 euro. In tribuna gli ex spallini Veneri (c.t. Nazionale di Lega Pro) e Vecchi, gli allenatori Remondina (Verona) e Zecchini, gli osservatori Corso (Inter) e De Franceschi (Padova). Ammoniti: Fracassetti (P), Perfetti (P), Campi (P), Lambrughi (P), Valtulina (P), Preite (P), Ghetti (S). Espulsi: Fracassetti (P) per doppia ammonizione e mister Sala (P) al 32’ pt. Corner 4-0 per la Pro.

A Sesto biancazzurri irriconoscibili: rimedia una punizione del difensore allo scadere
Zamboni salva la più brutta Spal di quest’anno
L’uomo in più per un’ora non risolve le difficoltà, anzi. Ma c’è il settimo risultato di fila

DALL’INVIATO PAOLO NEGRI

SESTO SAN GIOVANNI (MI). È andata di lusso. Alla Spal, intendiamo. Nell’anticipo di ieri con la Pro Sesto i biancazzurri (per l’occasione in completo rosso) hanno acciuffato all’ultimo un pari ormai insperato che vale il settimo risultato utile di fila.
E’ stata la peggior prova stagionale della Spal. Mai visto la squadra di Dolcetti giocare così male, irriconoscibile sotto ogni punto di vista, incapace di esprimere il suo abituale calcio. A disagio in fase difensiva (dove ha concesso più occasioni che in tutte le precedenti partite), impacciata ed imprecisa a centrocampo (il pallone non è mai stato giocato in maniera pulita, né conservato, né fatto circolare), priva di rifornimenti ed evanescente in avanti (dove il solo Bracaletti è stato pungente e propositivo), la Spal fin dall’inizio si è trovata in balìa della Pro Sesto. Non certo per una questione di moduli (4-3-3 comune all’una e all’altra squadra), di modo di stare in campo o di volontà, ma per le difficoltà che Centi & C. non sono riusciti a risolvere.
Biancazzurri in campo con la formazione annunciata (Servidei in difesa al posto dell’infortunato Lorenzi, Martucci nel tridente offensivo che contemplava anche il rientro di Arma dal primo minuto), ed immediatamente a disagio. Dopo sessanta secondi Beretta aveva già fatto gridare al gol mettendo fuori in spaccata, sul primo palo, un cross radente dell’indiavolato Bertolini. Tema costante del primo tempo, questo: la Pro ha attaccato sempre sul lato destro difensivo della Spal, creando situazioni non semplici con lo stesso Bertolini e le sovrapposizioni di Lambrughi. I lombardi hanno dominato a centrocampo con l’ottimo Bedin, inoltre hanno espresso un agonismo esasperato, spesso eccessivamente cattivo e sfociato in numerosi falli e fallacci. A tale avversario, e su un terreno in pessime condizioni, la Spal non ha saputo opporre le giuste contromosse. Una bella conclusione di Bracaletti al 12’, con palla fuori di poco, ed un “numero” della stessa ala al 23’ (sombrero e tiro al volo di sinistro, sfera alta di un nulla) sono state tutto. Mister Dolcetti dice che la sua squadra è mancata nell’approccio, è stata troppo morbida, non ha capito che doveva adeguarsi alla grinta dell’avversario. Da fuori, l’abbiamo vista diversamente. A noi è sembrato che la Spal dovesse gestire meglio il pallone e giocarlo il più possibile basso, rallentando anche i ritmi, curando il possesso della sfera. Fare a sportellate non è nel suo Dna. Un uomo di calcio seduto al nostro fianco ha sussurrato: «Se la Spal gioca palla a terra, la Pro Sesto finisce in sette, non in dieci». Esatto, perchè nel frattempo la squadra di casa aveva perso lo scorretto Fracassetti, autore di tanti falli ed espulso per doppia ammonizione. Apriti cielo, la Pro si è ulteriormente caricata ed innervosita, è stato cacciato anche mister Sala, si sono visti interventi da codice penale (Bertolini su Schiavon, Campi su Bracaletti, Lambrughi su Martucci e Cazzamalli). In dieci è stato bravo Sala a non togliere un attaccante (come fanno di solito tutti gli allenatori) bensì ad arretrare le ali per un 4-4-1 che diventava 4-2-3 in fase offensiva, ma era lecito immaginare che con l’uomo in più per oltre un tempo la Spal potesse prendere il sopravvento. Invece, non solo ciò non si è verificato, ma addirittura i ferraresi sono andati ulteriormente in difficoltà. A inizio ripresa Dolcetti ha messo La Grotteria per Cazzamalli (anche acciaccato dopo quel fallaccio), affiancando Centi e Schiavon e giocando con le due ali ed il Gaucho in appoggio ad Arma. La Spal ha abusato di palloni lunghi che tornavano subito indietro, ed ha accusato alcuni insoliti sbandamenti che per poco non le costavano caro (cross di Beretta, Zamboni lascia sfilare, Bertolini sorpreso non devia; esterno della rete di Bertolini; punizione di Bedin fuori di nulla; cross di Bertolini che Lambrughi di testa non devia). L’ingresso di Cortesi per Martucci poco o nulla ha cambiato. Ed al 22’ la Pro è addirittura passata: spunto di Bertolini a sinistra, palla in mezzo, Servidei in vantaggio che poi si ferma mentre Capecchi in uscita bassa non agguanta la sfera che giunge dove Cabeccia si fa anticipare dal tocco vincente di Valtulina: insomma, un disastro. Poi solo volonterosi ma sterili attacchi. Nessun tiro, fino a inizio recupero quando una punizione dal limite è stata convertita in rete, tra una selva di gambe, dal destro radente di Zamboni. Grasso che cola.

LE PAGELLE

Praticamente tutti sottotono Bracaletti è il migliore

Capecchi 5. Due giocate di piede rischiose. Partecipa al pasticcio del gol.
Ghetti 5. In difficoltà quando viene puntato da Bertolini. La Pro decide di giocare dalla sua parte. Chiede un rigore.
Cabeccia 5. Evidenti patimenti nell’uno contro uno nella ripresa. Sul gol si fa colpevolmente anticipare da Valtulina.
Schiavon 5.5. Molto attivo, altrettanto impreciso, certo non si risparmia. Nel primo tempo subisce diversi falli.
Zamboni 6. Il meno a disagio della difesa, pur con un paio di esitazioni. Firma il gol dell’1-1 (punizione deviata, ma trovare uno spiraglio era già un miracolo).
Servidei 5. Rischia il rigore su Beretta (lunghe proteste), poi di testa le prende tutte. La ripresa però è di evidente affanno, con un paio di errori, una punizione evitabile concessa al limite e l’errore sul gol, non interviene sul pallone dopo che c’era: l’ha chiamata Capecchi?
Cazzamalli 5.5. Ci mette tutto il suo impatto fisico. Qualche buon intercetto, relativa precisione. Colpito duro.
La Grotteria 5. Rileva Cazzamalli, cambia l’assetto. Due o tre tocchi eleganti ma non incide mai.
Centi 5. Molto al di sotto del suo sandard, si vede poco, non detta il gioco.
Arma 5. Non riesce a gestire i rari palloni che riceve in condizioni decenti. Spesso servito con palla alta.
Bracaletti 6.5. Il migliore. Ottimo primo tempo: vivace, ficcante, due volte al tiro (la seconda con un gesto tecnico da battimani). Si spegne alla distanza.
Agodirin 6. Subentra. Mobile, veloce, conquista la punizione del pareggio.
Martucci 5. Vivacità ben presto spenta dalle rudezze locali e dalla sua discontinuità.
Cortesi 6. Un paio di belle giocate e alcune pause, ma almeno tenta.

PRO SESTO: Offredi ng; Campi 5.5, Lambrughi 6.5; Bedin 7.5, Preite 6, Perfetti 6; Fracassetti 4.5, Boisfer 5.5, Beretta 6.5 (Konè 5.5), Bertolini 7 (Tursi ng), Maah 5.5 (Valtulina 6.5).
ARBITRO: Ballo 5. Scarso e indisponente, ma non anti-Pro Sesto come lamentano i lombardi.


Pozzi trova dei motivi per accontentarsi

Zamboni: «Il mio pallone è passato tra venti gambe. Stavolta va bene così»


«Ben venga questo risultato, la striscia positiva prosegue»
SESTO S.G. (MI). Il d.g. spallino Bortolo Pozzi si presenta davanti ai taccuini con grande serenità: «Punto guadagnato, è stata la peggior prova della Spal amichevoli comprese! Nessuna scusa, guardiamo a noi stessi, sono intoppi che capitano nell’arco di una stagione. Ben venga questo pareggio». Pozzi prosegue: «Squadra sottotono, la Pro Sesto ci ha messo sotto fin dall’inizio. Dovevamo capire la necessità di adeguarci alla loro carica agonistica: campo e avversari non ci permettevano di giocare l’abituale calcio, ma le caratteristiche dei giocatori non le snaturi. Comunque allunghiamo la striscia positiva, è un campionato molto equilibrato».
Il pareggio è arrivato grazie alla punizione di Marco Zamboni: «Sono contento - dice il difensore - anche se questa non è stata una partita delle nostre. Ma il calcio è una ruota, una volta ti toglie e una volta ti dà. Oggi va bene così. Abbiamo fatto molta fatica, ci è mancato un po’ di tutto, undici contro dieci non siamo riusciti a svoltare, ma non abbiamo mollato. Loro si lamentano dell’arbitro? Con un altro direttore di gara rimanevano in cinque... Il mio gol? C’è stata una deviazione, ma in barriera c’erano venti gambe! La palla è passata da dove doveva passare!» (p.n.)


Parla Dolcetti. L’allenatore censura la prestazione dei suoi

«E’ una sconfitta, punto casuale»
Il tecnico: del tutto sbagliato l’atteggiamento caratteriale
«Ci sono mancate fame e determinazione: sarà un’indicazione salutare»

SESTO SAN GIOVANNI (MI). È un sorriso tirato quello di Aldo Dolcetti nell’immediato dopo gara di Pro Sesto-Spal. Il tecnico biancazzurro è molto obiettivo nel giudicare la prestazione dei suoi: «La squadra non c’era ed il risultato ci premia sicuramente più di quanto avremmo meritato. I nostri avversari sono stati indiscutibilmente superiori, lo si è visto dal primo all’ultimo minuto».
«Questa è come una sconfitta. Il punto - sottolinea Dolcetti - arriva in maniera casuale nel finale, perché i novanta minuti di gioco hanno detto che la sconfitta sarebbe stata il risultato più giusto».
Mister Dolcetti, cosa non ha funzionato in campo?
«Non ne faccio una questione tecnica o tattica, il mio punto di vista è molto più legato all’atteggiamento mentale e caratteriale. La Pro Sesto ha mostrato più fame di noi, ha giocato con l’intensità che noi avremmo dovuto mettere in campo: insomma ha avuto più fame. A noi queste qualità sono mancate in toto, e quindi la nostra prestazione non può essere considerata positiva».
Di positivo c’è il punto conquistato in extremis grazie alla rete di Zamboni che consente alla Spal di proseguire il periodo di imbattibilità.
«Sì, della partita rimane questo unico aspetto positivo, che ha grande valore. Torniamo a casa con un punto che ci consente di lavorare senza assilli per individuare cosa non è andato e cercare quindi di migliorare. Rispetto alle precedenti gare, in cui la squadra era stata penalizzata dal risultato, con la Pro Sesto è mancata quella determinazione che dai miei giocatori vorrei sempre vedere sul terreno di gioco».
In casa Pro Sesto si recrimina per una direzione di gara definita molto discutibile.
«Non sono d’accordo e non credo che questo sia stato il tema della gara che ha influenzato o meno il risultato. Ho sentito le tante proteste del pubblico, anche dietro la nostra panchina, ma non mi trovano d’accordo».
Dopo il brutto primo tempo, tanti i cambi, soprattutto in avanti.
«Pensavo e ritenevo che per la squadra fosse necessaria una scossa, anche dal punto di vista della freschezza e dell’imprevedibilità. La Grotteria garantiva peso in avanti; Cortesi, anche per la voglia di giocare le sue carte, poteva dare qualcosa a livello di giocate offensive ed invenzioni. Purtroppo non siamo però riusciti a cambiare marcia, non era facile ribaltare la gara per come si è incanalata. Non voglio parlare di prestazioni dei singoli, è la squadra intera che non ha fatto bene: da Arma sino a Capecchi».
Come esce in definitiva la Spal dal trittico di pareggi con Lumezzane, Portogruaro e Pro Sesto?
«Sicuramente dalle due precedenti partite avremmo meritato di avere qualche punto in più. Dalla gara di Sesto usciamo sapendo di dover lavorare ancora molto per migliorare. Sono convinto che questa gara sarà per noi salutare per cercare da subito di fare meglio. E poi c’è laspetto del destino: era una partita incanalata verso la sconfitta ed invece è arrivato un punto molto importante per l’immediato futuro».
FEDERICO PANSINI

«Il pareggio è immeritato»
Servidei: la Spal non ha avuto la consueta mentalità


SESTO SAN GIOVANNI (MI). «Quando giochiamo con le maglie rosse non ci gira bene...». La battuta è di Stefano Bena, che al termine del match è il primo del clan biancazzurro a salire in sala stampa. «Quello con la Pro Sesto è un pareggio francamente immeritato - spiega l’a.d. spallino - e per fortuna, nonostante la prestazione non positiva, portiamo comunque a casa un punto importante».
Lo stesso Bena, che si esprime con grande pacatezza ed evita di entrare in valutazioni prettamente tattiche che ritiene di esclusiva competenza dell’allenatore («Io non sono attendibile, giocherei con tutti attaccanti...»), si addentra poi in un commento più approfondito sulla gara giocata dai biancazzurri:
«Non siamo andati bene, al contrario di quanto fatto finora. Quello che alla Spal è mancato oggi (ieri; ndr) è stato soprattutto il consueto atteggiamento voglioso e determinato nell’affrontare la partita. Lo ha invece fatto la nostra avversaria di turno, che voleva sfoderare questo tipo di prestazione e ci è riuscita al meglio».
Una Spal poco brillante, quella vista qui in Lombardia.
«Dal mio punto di vista c’è stato un approccio molto diverso alla gara rispetto alle partite viste fino a qui. Siamo stati spesso molto leziosi e poco brillanti, ed in qualche caso avremmo forse dovuto cercare maggiormente la circolazione palla a terra rispetto ai lanci lunghi che hanno invece favorito la grande cattiveria dei giocatori della Pro Sesto nell’arrivare per primi sulle palle vaganti».
Debutto in campionato assoluto, in questa stagione, per Cristian Servidei che ha sostituito l’acciaccato Lorenzi: «Abbiamo lottato per vincere per tutta la gara - sottolinea il difensore - ed il loro gol nel secondo tempo ci ha lasciato un po’ spiazzati. Dopo il vantaggio della Pro Sesto abbiamo provato a riorganizzarci e soprattutto nel finale la squadra ha cercato di trovare il pareggio e poi magari la rete del secondo gol. Per fortuna è arrivato questo punto grazie alla rete di Zamboni e siamo comunque contenti del risultato. Della prestazione non possiamo invece esserlo, quella non è stata assolutamente soddisfacente».
Per l’esperto difensore romagnolo, la non positiva prestazione della squadra si spiega in maniera molto chiara:
«Credo che alla Spal sia mancata la consueta mentalità, perché molto onestamente a livello di qualità e senza voler mancare di rispetto ai nostri avversari, credo che la Spal sia superiore. La mentalità e le motivazioni in questa gara hanno però fatto la differenza: noi dobbiamo prendere il punto che è arrivato e continuare a lavorare per crescere ancora».
Servidei commenta poi il gol dei lombardi: «C’è stata un’azione sulla sinistra ed un loro giocatore ha messo in mezzo un pallone molto teso che ha trovato, se non vado errato, anche la deviazione involontaria di Cabeccia».
Poi sulla sua prima partita in campionato, Servidei si esprime così:
«Con i miei compagni di reparto mi trovo molto bene, e spesso il mister ci ruota in campionato per farci abituare a giocare insieme, quindi non c’è stato alcun tipo di difficoltà. Inoltre cerco di sfruttare le gare di Coppa Italia per farmi trovare pronto in caso di bisogno come qui a Sesto. Le prossime sfide? Con Padova, Venezia e Pro Patria saranno gare belle, sentite e sicuramente stimolanti per tutto il gruppo». (f.p.)

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