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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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sfoglia    settembre        novembre


20 ottobre 2008

Una Spal ingenua e sprecona manca il gran salto di qualità

fonte: spallinati.forumfree.net

dal Carlino


IL PORTOGRUARO PAREGGIA IN DIECI AL «MAZZA»

Generosa ma non altrettanto lucida, va sotto per una leggerezza e poi pareggia: ma al 94’ Arma si mangia il gol della vittoria



IL FILM

LA FORMAZIONE

Dolcetti schiera La Grotteria
al posto dell'acciaccato Arma
La squadra parte forte ma va
sotto al primo tiro ospite

L'ERRORE
Su un corner battuto corto
Quintavalla e Centi non
accorciano su Carboni che
segna con una bella parabola

LA RIMONTA
Arrembanti i padroni
di casa si ributtano sotto
e trovano il pareggio al 1"
della ripresa con il gaucho

LA SUPERIORITA'
AI 19' Carboni si fa espellere
Il Portogruaro in dieci però
riesce a difendere il punto
stando chiuso nella sua area

LA RETE FALLITA
In pieno tempo di recupero
Centi pesca Arma con una
palla al bacio: solo davanti
a Rossi la punta tira alle stelle

ARBITRO INFELICE
Pessima la direzione di Cafari
Grazia Madaschi dal secondo
cartellino giallo e forse nega
un penalty ai biancoazzurri


IL TABELLINO
Superato per la prima volta
il «muro» dei tremila

SPAL:
Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Schiavon, Zamboni, Lorenzi, Cazzamalli (12' s.t. Arma), Centi, La Grotteria (17' s.t. Agodirin), Bracaletti (30' s.t. Martucci), Quintaval1a. All. Dolcetti. A disp.: 12. Careri, 13. Servidei, 14. Savi, 15. Rivaldo.
PORTOGRUARO: Rossi, Cardin, Gotti (36' s.t. Peana), Mattielig, Montero, Madaschi, Abate, Cherubini, Da Silva (20' s.t. Mortelliti), Scozzarella (8' s.t. Levacovich), Carboni. All. Domenicali. A disp.: 12. Marcato, 14. Specchia, 17. Dus, 18. Corazza.
Arbitro: Sig. Cafari Panico di Cassino.
Marcatori: p.t. 17' Carboni; s.t. l' La Grotteria.
Note: 3065 spettatori (1717 paganti più 1348 abbonati) per un incasso di 31634 euro (10840 di quota abbonati). Espulso al 64' Carboni per gioco falloso. Ammoniti Gotti, Centi, Montero, Rossi, Schiavon e Quintavalla. Angoli 9-3.



di MAURO MALAGUTI
- FERRARA-


LA SPAL getta al vento altri due punti, questa volta più frenanti rispetto a quelli di Lumezzane, ai fini del salto di qualità. Certe situazioni della partita col Portogruaro si sono ripetute allo stesso modo: la concessione di un gol alla leggera sul medesimo lato del campo, il pareggio meritatissimo, e infine la palla del match sprecata sul filo di lana sempre per mano (pardon, piede) di Rachid Arma, il miglior cannoniere biancoazzurro. Con quei due gol oggi il marocchino potrebbe essere cannoniere capo del girone con 7 sigilli all'attivo, e la Spal si troverebbe seconda in classifica a un solo punto dalla capolista Pro Patria, che si sta abituando a perdere. D'altronde, gettare la croce addosso ad Arma non ha senso: la punta paga l'inevitabile scotto del noviziato dopo un doppio salto di categoria, e alla Spal di partite ne ha anche fatte vincere.

A esser sinceri, più del clamoroso gol divorato dal centravanti al 94', secca come la Spal è andata sotto in casa propria con il fanalino di coda, oltretutto rimaneggiatissimo per le assenze di Cunico, Giardina, Cuffa, Gargiulo e Maniero, tutti perni dei granata. I biancoazzurri avevano iniziato bene, con intensità e buoni spunti. Poi, al primo affacciarsi nell'area spallina, i veneti guadagnavano un corner toccato per Carboni sul lato corto dell'area. Ci sono Quintavalla e Centi in zona, ma nessuno gli si fa incontro. Carboni di suo è bravissimo a trovare il tiro delle mille e una notte, che disegna una splendida parabola e batte Capecchi. Con un minimo di pressione addosso avrebbe al massimo potuto scodellare un cross. Davvero un'ingenuità enorme.

Il gol condiziona il risultato, più ancora della prestazione. La Spal infatti, sprecata una palla-gol sullo 0-0 con Quintavalla, si ributta sotto con grande generosità e cinge d'assedio il fortino di Perditempo Rossi. Il suo finale di tempo è molto buono, meriterebbe un premio. Forse Cafari le nega un rigore. Invece non solo non arriva la rete, ma non capitano nemmeno occasioni clamorose che non siano tentativi in mischie affollate.

L'1-1, strameritato, giunge subito al l' della ripresa con La Grotteria, inserito dall'inizio al posto dell'acciaccato Arma: su cross di Ghetti il gaucho incorna la rete del pareggio, sua prima stagionale
in campionato. Qui ti aspetti che la Spal prenda il volo, e Bracaletti e Cazzamalli a tambur battente il raddoppio lo sfiorano. Però poi la squadra perde un poco le misure e inizia a non alternare più la manovra palla a terra ai lunghi traversoni. Prende cioè a giocare troppo a pallate, finendo col favorire lo statuario Madaschi, incredibilmente graziato da giusta espulsione nel primo tempo da un arbitro che ne ha fatte di cotte e di crude. Dolcetti se ne rende conto, e dopo avere affiancato le due torri Arma e La Grotteria per qualche minuto, inserisce Martucci e Agodirin, due piccoli, per trovare sbocchi anche in linea. Qualcosina migliora solo per l'intraprendenza di Agodirin, caparbio nel rubare palle nella trequarti avversaria e trasformarle in pericoli.

Nel frattempo (19') il Portogruaro resta in dieci per l'espulsione di Carboni per un fallo da tergo su Schiavon, ma riesce a mascherare il disagio grazie alla sua collaudata organizzazione. Anzi, la sensazione è che quando si ritrova in inferiorità numerica la Spal allenti un po' l'assedio, forse per la necessità di rifiatare un attimo, metabolizzare i tre cambi e prepararsi al forcing finale. Che arriva puntuale ed è specchio della partita della Spal: generosissimo ma non altrettanto lucido. E culmina nel favoloso assist di Centi in tempo di recupero che smarca Arma solitario davanti a Rossi. La punta però alza alle stelle e come a Lumezzane perde la chance di farci salire la Spal, lassù in cielo.
In definitiva, la Spal contro un avversario che sta diventando la sua bestia nera perde la grande occasione per spiccare un importante salto di classifica e anche di qualità. Alla squadra si chiedevano anche contro le «piccole» prestazioni che dicessero fino a che punto è matura per un contesto di altissimo livello: dai match contro Lumezzane e Portogruaro esce «rimandata», sotto questo punto di vista. Non ridimensionata sul piano del gioco e dell’intensità ma carente in fatto di cinismo e di abilità nello svellere una difesa schierata.



LE PAGELLE
Cazzamalli inesauribile
Quintavalla, due errori


CAPECCHI 6. Non deve sbrigare molto lavoro, anzi, salvo qualche uscita a terra quasi nulla. Però esce dal campo battuto dall'ennesimo tiro dalla media distanza. Non sembra portare responsabilità sullo splendido tiro a rientrare di Carboni. Rimane il fatto che una Spal così rocciosa dentro l'area continua a prendere gol da fuori.
GHETTI 6,5. Ancora una buona partita del terzino, è in forma. Sul corner del gol non doveva uscire lui, in marcatura a centro area su un lungo avversario. Collabora anche in avanti disegnando il traversone per il gol di La Grotteria, e prova il tiro con minor fortuna.
CABECCIA 6. Il suo lo fa sempre, con linearità e senza prendere troppi rischi. E' un ragazzone che bada al sodo. Prova il gol di testa, ma non và.
SCHIAVON 7. Ottima partita, con un grandissimo numero di palle recuperate, tackles vinti, punizioni guadagnate. Provoca anche l'espulsione di Carboni. La Spal gli deve molto se il gioco offensivo viene alimentato di continuo.
ZAMBONI 7. Al solito insuperabile se non si caccia da solo in qualche guaio. Ci provano in tre a braccarlo e rubargli palla, ma un armadio così è dura spostarlo. Anche Da Silva lascia il suo scalpo.
LORENZI 6. Partita abbastanza tranquilla. Il Portogruaro attacca raramente e al centro dell'area non penetra praticamente mai.
CAZZAMALLI 7. Sempre generosissimo, si butta su ogni pallone, e con Schiavon contribuisce alla sostanza del centrocampo. Anche se non è fisicamente al meglio corre e lotta come un forsennato. Ci mette il cuore e rimedia grandi applausi.
CENTI 6,5. Non è molto continuo e ogni tanto si prende delle pause, ma cava giocate deliziose. Senza stare a far la conta, quasi tutte le migliori palle sono sue. Peccato che si innervosisca fino all'ammonizione, che ora lo mette in diffida, quando Cafari gli nega il rigore, e che con Quintavalla non vada in pressione su Carboni sul gol ospite.
LA GROTTERIA 6,5. Torna in campo dall'inizio e segna di testa. Si batte tra qualche buona giocata e qualche errore, ma nel complesso è in buona giornata.
BRACALETTI 6. Ha ottime folate e sfiora anche il gol subito dopo l'l-l. Alla distanza cala ed esce per crampi. E' già accaduto, forse cerca ancora la condizione sui 90'.
QUINTAVALLA 5,5. I due episodi iniziali, il gol di tacco tentato e fallito e la rete del Portogruaro, sono a suo sfavore. Cresce nel secondo tempo con qualche buona proiezione offensivo.
AGODIRIN 6,5. Il più positivo tra coloro che subentrano. Ruba palloni, pizzica, dà fastidio e di testa anticipa Rossi trovando la faccia superiore della traversa. Non sempre il tocco finale è preciso.
ARMA 5. Errore pesante, quello al 94'. Purtroppo costa due punti.
MARTUCCI 5,5. Tenta una proiezione ma non riesce ad aggiungere qualcosa sulla fascia.

L’ARBITRO
CAFARI di CASSINO 5.
Di secondo cognome fa Panico e un po’... Scherzi a parte, grazie Madaschi e nega il rigore a Centi.

+ SCHIAVON RECUPERATORE SOSPINGE LA SQUADRA
Partita più che gagliarda per Eros al rientro.
Recupera mille palloni e aiuta la Spal ad avviare l’azione di continuo.
Ieri il centrocampo ha giocato una buona partita

- ARMA MANCA IL SECONDO GOL CHE VALE DUE PUNTI
Dopo Lumezzane, anche col Portogruaro ha l’occasione per dare la vittoria alla Spal e la manca.
In Lombardia se segnò due e ci fu poco da dire, ieri non si è potuto ripetere.



LA SITUAZIONE

SESTA UTILE

Pur perdendo una bella
occasione la Spal rimane
in serie positiva da 6 turni
È caduta solo a Verona

PRO NOVARA
La giornata arride
ai piemontesi che al 90’
con Rubino violano
il campo della capolista

TIGROTTI KO
I bustocchi incassano
la seconda sconfitta
consecutiva dopo sei
vittorie consecutive

PADOVA CEDE
I veneti cadono in casa
della Sambenedettese
rigenerata da due successi
Si fa sotto il Cesena

STASERA DERBY
Pergocrema-Cremonese
conclude l'ottavo turno
Se vince laconi sorpassa
la Spal ed è terzo da solo

LA PROSSIMA
Pro Patria a Lumezzane
Novara a domicilio
contro il Venezia
Cremonese col Legnano




L’ALLENATORE
Dolcetti felice a metà:
«Vedo passi in avanti
ma anche all'indietro»


NON si dispera più di tanto, Aldo Dolcetti l'imperturbabile. La Spal non è riuscita a ottenere l'intera posta in palio, nonostante l'imponente volume di gioco espresso e la costante supremazia territoriale. D'altronde alla vigilia aveva ammonito tutti sul reale valore dei veneti a dispetto della posizione in classifica, e il Portogruaro visto a Ferrara gli ha confermato i suoi timori: «Sapevo che loro sono una buona formazione -conferma in sala stampa l'allenatore- molto organizzata tatticamente, al punto tale da riuscire a limitare con disinvoltura anche l'inferiorità numerica».

Un peccato non aver concretizzato in fase offensiva la superiorità dimostrata per tutti i 90...
«Il pareggio ci lascia un poco di amaro in bocca, anche perchè il punteggio finale va poi ad incidere anche sulla valutazione globale della nostra prestazione».

In quella prevalgono sicuramente le note positive...
«Personalmente mi soddisfa fino a un certo punto. Questa gara va inserita nel nostro costante processo di crescita, io lavoro soprattutto per il futuro, ovviamente senza sottovalutare il presente. Oggi si sono visti diversi passi avanti, ma anche qualcuno indietro: alcune situazioni si dovevano gestire meglio, e mi riferisco soprattutto all'incertezza nel frangente della rete subita, quando nessuno di noi è andato ad accorciare sul loro corner. Capisco, che si tratta di una questione di attimi, ma l'ingenuità ci è costata una rete al passivo».

Il Portogruaro su quella rete ha poi costruito una gara in chiave totalmente difensiva...
«Sì. Siamo andati in svantaggio in modo inatteso, poi abbiamo avuto la forza di reagire, e di questo va dato merito alla Spal, creando anche diverse occasioni per vincere, ma non siamo stati precisi in fase conclusiva».

Si vista una Spal più manovriera nel primo tempo, dove sulla sinistra creava problemi agli avversari, mentre nella ripresa si è cercato di più le punte con palloni alt. dalle retrovie: una casualità o una scelta precisa?
«In settimana ci eravamo preparati per alternare entrambe le soluzioni, sia aggirare la loro retroguardia con palla bassa e manovra avvolgente, sia con palla alta a scavalcare la diga a centrocampo per sfruttare i nostri centimetri e la nostra forza fisica nell' area avversaria. Loro però si sono difesi senza sbavature, anche se nel finale avremmo dovuto cercare maggiormente la manovra palla a terra».

La Grotteria, schierato a sorpresa, ha siglato la rete del pareggio...
«Sono molto contento per lui, io credo nel giocatore, e sono convinto che nel corso della stagione possa crescere ancora tantissimo. Quanto alla formazione iniziale, Arma e Cazzamalli si erano allenati poco, e schierarli entrambi era rischioso. Sostituire l'attaccante creava meno stravolgimenti nel meccanismo, ma al di là della formazione, elogio l'impegno e la determinazione di tutti. Altre volte è andata meglio. Accetto il risultato che per me è positivo, e ci da la carica, e i giusti stimoli per rifarci sabato prossimo a Sesto».

Giuseppe Celeghini




IL PRESIDENTE BUTELLI
«Siamo sempre superiori ma lasciamo troppi punti»
«Forse andiamo meglio in trasferta, abbiamo più spazi»



I DIRIGENTI
Pozzi: «Abbiamo buttato via la vittoria»
Bena: «Due punti persi in area serve cattiveria»



ORMAI tutti gli avversari conoscono il nostro valore, e ci affrontano in questo modo». E' evidente il rammarico al termine della gara del presidente Cesare Butelli, visibilmente contrariato per l'occasione non sfruttata all'ultimo istante, mentre risale la tribuna al termine della prima gara vista dalla panchina. «Il Portogruaro -continua Butelli- praticamente non ha giocato, ma si è preoccupato per tutti i 90' solamente di distruggere il nostro gioco. E' anche vero che noi abbiamo fallito troppe occasioni da rete, e quando si è poco lucidi in fase di finalizzazione come è successo a noi, finisci poi per essere penalizzato. Il rammarico è forte per i tanti punti che lasciamo per strada, anche perchè il campo dimostra sempre che noi siamo decisamente superiori ai nostri avversari. Ma spesso ci gira male. Dobbiamo abituarci ad avversari che ci affrontano con questa condotta di gara, le avversarie vengono a Ferrara per strappare un punto chiudendosi in difesa, forse per questo il nostro cammino è migliore in trasferta dove troviamo più spazi, oppure quando affrontiamo avversari del nostro livello, che ci affrontano a viso aperto. Temo però, che anche sabato prossimo la Pro Sesto, scenderà in campo per non farci giocare». Meglio in tribuna o meglio in panchina? «Per vèdere in modo panoramico, molto meglio la tribuna. Diciamo che in panchina si vive più la partita. Nel primo tempo ho capito da vicino quanto l'arbitro fosse indisponente nei nostri confronti, ad esempio» ..

«Abbiamo buttato via la vittoria -fa eco al presidente il ds Bortolo Pozzi -, sprecando troppo in fase offensiva. Non si possono vanificare così cinque occasioni da rete, tra cui quella enorme in fase di recupero. Di buono nella valutazione della gara, rimane l'ottima prestazione della nostra formazione, abbiamo creato tantissimo, con continuità per tutta la gara, sprecando troppo. Dobbiamo diventare più cinici, e non mi riferisco solo a questa partita, per mettere a frutto la superiorità che spesso esibiamo rispetto ai nostri avversari. Mi conforta anche constatare che dall'inizio del campionato nessun avversario ci è stato superiore, indipendentemente dal punteggio finale. Anche contro il Portogruaro non siamo mai andati in difficoltà, anche grazie a un grande carattere. E un'altra nota positiva viene dalla rete e dalla prestazione di La Grotteria. Mi fa molto piacere che il nostro Gaucho si sia sbloccato, è un periodo positivo per lui, e oggi lo si è notato anche sul terreno di gioco. Ha disputato una buona prestazione al di là delle rete, per noi è un valore aggiunto, io personalmente credo molto in lui: non ho esitato a difenderlo quando in passato ha avuto momenti difficili. D'altronde se quest'estate tra tante partenze è stato uno dei pochi che ho fortemente voluto confermare, è perchè credo nel giocatore».

Stefano Bena va dritto al punto: «Questi sono due punti persi, è fuori discussione. Abbiamo creato tanto ma abbiamo sbagliato troppi goI. Loro si sono solo difesi, in dieci non sono più ripartiti. Ci sarebbe servito un pizzico di cattiveria e precisione in più sotto porta, da parte di tutti.
Bisogna saper afferrare il risultato quando capitano le possibilità. Poi dirà l'allenatore se era meglio giocare di più palla a terra. Comunque ci consoliamo col punto preso, tante volte partite così finiscono in sconfitta, e vedo che anche le altre faticano, ci sono tanti pareggi. Potevamo fare un bel salto di qualità, è vero: vedremo di riprenderei questi punti un'altra volta. Creiamo tanto e raccogliamo poco, questa è la realtà».




I GIOCATORI

IL GOLEADOR DI GIORNATA
La Grotteria, niente dedica alla primogenita



-FERRARA-

HA SPERATO
fino all'ultimo di poter dedicare la rete alla figlioletta in arrivo, Christian La Grotteria: ma per farlo dovrà almeno ripetersi sabato a Sesto San Giovanni. Infatti il gaucho dovrà pazientare ancora qualche giorno prima di vedere la primogenita. «Ancora non si decide a nascere, la piccola -racconta sorridente l'argentino, goleador di giornata, nel dopo gara-si fa aspettare». Grande merito della rete va a Guido Ghetti: «Infatti. Alla fine scherzavo con lui e gli dicevo che era ora che dopo due anni facesse un cross per farmi segnare. In settimana avevamo lavorato abbastanza sui tagli dagli esterni su di me. Mi dispiace però per il pareggio, non siamo riusciti a vincere. E' mancato solo il secondo gol perchè di palle importanti ne abbiamo avute diverse. Ma c'è poco da fare, se la palla non entra non si riesce a vincere».

Tanti i falli subiti, soprattutto nel primo tempo: «E' vero, cercavo così di tenere alta la squadra e di prendere punizioni dal limite. A volte ci sono riuscito, a volte no. Come gioco devo dire che avevamo preparato bene la partita e credo anche che meritassimo la vittoria. Il Portogruaro si è trovato in vantaggio grazie ad una grande rete, e forse noi in quell'occasione siamo stati poco attenti, ma altre grosse cose i veneti non le hanno fatte». Buona prestazione di La Grotteria: «Sì, sono soddisfatto di come ho giocato, ma non del risultato finale». Il pubblico vi è stato vicino per tutto il match: «Dobbiamo ringraziare i tifosi. Ci hanno incitato a vincere fino al novantesimo».

bibì




La diagnosi di Centi:
«Prendiamo troppi gol su tiri da fermo»



«E' vero -scherza Guido Ghetti a fine gara-; La Grotteria mi sgridava sempre perchè non l'avevo mai fatto segnare. Finalmente adesso ci sonò riuscito». Peccato per la rete subita: «Sì, però per il resto non è che abbiamo concesso molto. Sul gol forse siamo un po' usciti tardi sull'uomo, però lui ha anche fatto un gran tiro. Direi più merito suo che demerito nostro. Mi spiace che non siamo riusciti a vincere, ma la partita comunque non è stata facile. Loro si sono chiusi per tutta la gara». Il dominio è stato però biancoazzurro: «Sì, senza dubbio. Il Portogruaro ha prodotto soltanto qualche sprazzo sulle fasce, ma l'unico tiro è stato quello del gol, per il resto nient' altro». La Spal comunque è in salute: «Senza dubbio. Poi questi piccoli debiti con la sorte ci verranno restituiti più avanti».

Nel primo tempo la Spal ha anche reclamato l'assegnazione di un penalty per un presunto fallo di mano in area di un giocatore del Portogruaro, su punizione tirata da Centi. E' proprio il capitano della Spal a spiegare l'episodio, che gli è costato pure un cartellino giallo: «Quello che ci ha dato fastidio è che nell'azione precedente, per identico fallo di mani, l'arbitro ha concesso punizione al Portogruaro. A noi invece non ha concesso rigore e il fallo di mani c'è stato. La palla altrimenti entrava in rete, senza dubbio. Per quello ci siamo riversati con veemenza dall'arbitro. La disparità di trattamento non mi è piaciuta. E il fallo lui l'aveva visto, ne sono sicuro, non ha agito in buona fede». Al di là dell'operato del direttore di gara, Spal un po' troppo sprecona? «Sì, ultimamente abbiamo perso troppi punti, quattro tra Lumezzane e Portogruaro. Ci manca un po' di cattiveria sotto porta e poi dobbiamo darci una regolata sulle palle inattive. A difesa schierata abbiamo visto di essere imbattibili, ma sui tiri da fermo c'è qualcosa da registrare».

Beatrice Bergamini





Cunico in tribuna: «Per noi un buon punto»

In tribuna a vedere la sua squadra contro la Spal c'era Marco Cunico, assieme agli altri compagni infortunati: «Per come si era messa la partita, per noi è un buon punto. Nel primo tempo ho visto un sostanziale equilibrio, con il Porto che è riuscito ad andare in vantaggio. Nel secondo meglio la Spal e noi eravamo anche in dieci. Era nell'aria che potessimo prendere la seconda rete ma alla fine non è successo. La Spal mi piace molto, è una squadra fisica, molto quadrata».



Domenicali da Jolanda: «Farete un campionato di primo piano»


Manuele Domenicali, allenatore ferrarese dei veneti (è nato a Jolanda), ammette la sofferenza patita dalla sua squadra ma è comunque soddisfatto del punto: «In alcuni momenti abbiamo sofferto, è vero, ma senza mai snaturare le nostre caratteristiche. lo mi auguro che questo nostro periodo negativo passi in fretta perchè tra infortuni ed espulsioni, non si riesce mai a lavorare come si deve. Quando avrò tutti a disposizione credo proprio che l'ultimo posto della classifica lo abbandoneremo». La Spal? «Farà un campionato di primo piano, ne sono sicuro. E' una squadra costruita bene per questa categoria. Ci sono giocatori di grande esperienza e di serie superiore che però non sono affatto finiti ma anzi si sono messi in gioco sposando la causa. Sanno cosa fare in campo, hanno grande fisicità. Inoltre in città è tornato entusiasmo, credo che gli ingredienti ci siano tutti per far bene». -

bibì



Sabato l'anticipo a Sesto
Ieri in tribuna c'era anche Gibì


La Spal giocherà la prossima partita di sabato perchè la Pro Sesto anticipa sempre i suoi incontri casalinghi. Si giocherà già al nuovo orario delle 14,30, nonostante l'ora cambi nella notte tra sabato e domenica. La squadra riprenderà gli allenamenti regolarmente di martedì. Ieri in tribuna intanto si è rivisto Gibì Fabbri, dimagrito e rimesso a nuovo da un intervento chirurgico che gli ha applicato un by-pass.




dalla Gazzetta dello Sport


La Spal rallenta
Non basta La Grotteria


SPAL 1
PORTOSUMMGA 1

MARCATORI
Carboni (P) al 17' p.t.: La Grotteria (S) al l' s.t.

SPAL (4-3-2-1) Capecchi 6: Ghetti 6,5, Zamboni 7, Lorenzi 6,5, Cabeccia 5,5: Cazzamalli 6 (dal 13' s. t. Arma 5), Schiavon 7, Centi 6: Quintavalla 5,5, Bracaletti 6 (dal 31' s.t. Martucci s.v.): La Grotteria 6,5 (dal 18' s.t. Kolawole 6). (Careri, Servidei, Savi, Rivaldo). All Dolcetti 6.
PORTOSUMMAGA (4-2-3-1) Rossi 6,5: Cardi n 5, Montero 5, Madaschi 5, Gotti 5,5 (dal 36' s.t. Peana s.v.): Mattielig 5,5, Cherubini 5,5: Carboni 6, Scozzarella 6 (dal S' s.t. Levacovich 5,5), Abate 5,5: WillIiam 6 (dal 32' s. t. Mortelliti s. v.l. (Marcato, Specchia, Dus, Corazza). All. Domenicali 6.

ARBITRO Cafari Panico di Cassino6,
NOTE paganti 1.717, abbonati 1.348, incasso di 31.634 euro. Espulso Carboni a120' s,t.: ammoniti Montero, Gotti, Rossi, Centi, Schiavon e Quintavalla. Angoli 9-3.

GIUDIZIO+++


FERRARA Nonostante le tante assenze il Portosummaga non si chiude e spaventa la Spal (17'): angolo di Scozzarella, la difesa lascia completamente libero Carboni che con un destro a giro batte Capecchi. La Spal reagisce trascinata da Schiavon. Il pari arriva in apertura di ripresa con un colpo di testa di La Grotteria che sbuca tra Montero e Madaschi. I ferraresi insistono, sfruttando l'espulsione di Carboni che falcia Schiavon, ma non trovano il gol vittoria per l'imprecisione sotto porta.

Alessandro Sovrani


La Nuova Ferrara

Dominio totale dei biancazzurri che prima rimontano la rete ospite poi non passano più
Spal a senso unico ma senza sbocco vincente
Giocano solo Centi & C. Mezz’ora in superiorità numerica, Arma manca il gol-successo

FERRARA. Analisi soggettiva. Forse sbagliata, sicuramente diversa dalle sensazioni generali se è vero che abbiamo colto in tutti - anche all’interno della dirigenza spallina - un alone di frustrazione, di dispiacere, di delusione, di occasione mancata. Non la vediamo così. Crediamo che la Spal abbia dominato e giocato una delle sue migliori partite stagionali.
Certo, c’è una chiave di lettura che indica chiaramente come la Spal abbia perso un’occasione. Avesse vinto, e poteva vincere eccome, la squadra di Dolcetti adesso sarebbe da sola al secondo posto, ad appena tre punti dalla Pro Patria ancora sconfitta. Invece è terza a -5, e stasera potrebbe anche essere quarta. Non c’è dubbio che i conti non tornino, o tornino relativamente, e che si può parlare di un salto di qualità che sotto certi punti di vista non c’è stato. Ma cosa doveva fare la Spal? Cosa doveva fare più di quanto ha fatto per cercare di vincere? I biancazzurri hanno dominato. Anzi, stra-dominato. Dall’inizio alla fine. Ha giocato solo la Spal, ha giocato sempre all’attacco. Nella ripresa il Portogruaro non è uscito dalla propria metà campo, nel primo tempo lo aveva fatto due o tre volte. Per il resto i granata (pur con la comprensione che si deve per i loro problemi) sono apparsi lontani anni luce dalla squadra dell’anno scorso: allora giocavano, adesso fanno falli sistematici, come è sempre accaduto soprattutto nella prima frazione, in particolare su La Grotteria. Poi, certo, è innegabile che la Spal non ha battuto l’ultima in classifica, giocando per giunta in superiorità numerica (fallaccio dell’ottimo Carboni) l’ultima mezz’ora.
Sentiamo parlare di cattiveria. O meglio, mancanza di cattiveria. Ma cos’è? Noi non abbiamo visto una Spal povera di impegno, corsa, dedizione, determinazione, voglia di vincere. Se poi si intende la “non cattiveria” come... morbidezza, magari all’atto della conclusione a rete, dissentiamo profondamente. Sì, la Spal spesso non chiude le partite quando dovrebbe e potrebbe (è un difetto da correggere). E’ accaduto anche ieri, alla luce delle tante palle-gol create. Ma, ad esempio, l’errore finale di Arma ha una spiegazione puramente tecnica. E’ stato sbagliato il gesto tecnico: tiro in porta con pallone colpito sotto, ovvio che la sfera andasse alta. Gli errori della Spal sono stati di concetto, di esecuzione. Sbagliata la posizione sul gol ospite: scambio corto sul corner, uomo lasciato libero (poi conclusione-capolavoro di Carboni) come sull’identica combinazione da angolo che porta al rigore pro-Lumezzane di domenica scorsa; sbagliati i tempi sull’ottima chance per pareggiare nel primo tempo (Bracaletti troppo avanti prima dell’assist di Quintavalla, col pallone che quindi gli scorre alle spalle); sbagliato, appunto, il gesto finale di Arma.
La Spal ha interpretato la partita come doveva. Giusto il piglio, giusto l’atteggiamento. Dolcetti ha scelto la formazione sulla scorta della gestione degli ex infortunati: Cazzamalli ed Arma non in campo contemporaneamente, ha giocato il primo; davanti, al marocchino è stato preferito La Grotteria. Gran prova, quella del Gaucho: tecnico, ondeggiante, pronto al sacrificio, rientri e sponde, punto di riferimento sia per far salire la squadra che per favorire i “tagli” delle ali. Ottimo avvio, rete sfiorata con Quintavalla, poi il gol balordo subìto (Spal per la prima volta in svantaggio quest’anno), quindi il monologo biancazzurro. Ad inizio ripresa La Grotteria ha immediatamente pareggiato, e si è giocato ad una porta. Dolcetti ha gestito le forze; fuori il Cazza per Arma e cambio di modulo; poi Agodirin in vece dello stesso LG e ricorso al 4-4-2 o di fatto 4-2-4. Porto in dieci, inutili assalti, palla-gol di Quintavalla, legno di Agodirin, errore notevole di Arma. Ecco confezionato l’1-1 finale. Che certo può deludere le aspettative ma non amareggia perchè la Spal ha detto che c’è.

Al «Mazza» raccolto meno che in trasferta
In quattro partite segnati 3 gol e ottenuti 6 punti, fuori 8 e 7
Una vittoria casalinga contro due esterne Casualità o indizio?


FERRARA. La Spal si trova più a suo agio in trasferta? Il dubbio era già sorto, e le cifre suggeriscono quanto segue. I biancazzurri hanno giocato otto partite, equamente suddivise: quattro a Ferrara, altrettante fuori. Il bilancio: 1 vittoria, 3 pareggi, 3 gol fatti, 2 gol subìti e 6 punti al “Mazza”; 2 successi, 1 pareggio, 1 sconfitta, 8 gol realizzati e 5 incassati, 7 punti in trasferta. Morale: dal punto di vista numerico la Spal si trova meglio lontano da Ferrara. Poi, è chiaro, tutto va interpretato. Non c’è dubbio che al “Mazza” con le piccole Monza, Sambenedettese e Portogruaro i biancazzurri hanno segnato solo un gol ad ognuna (battendo unicamente la Samb) e che con la Cremonese, grande ma altrettanto chiusa, non hanno trovato la rete. In trasferta, con spazi maggiori, il possesso palla e la qualità tecnica della Spal spesso sfociano in verticalizzazioni a un tocco che trovano i varchi giusti. In casa i temi sono diversi; la squadra crea (vedi ieri) ma non sempre sfonda, e proprio col Porto - alla lunga - c’è stata la tendenza a giocare con palloni alti (è stato il solo piccolo neo sul piano del gioco) che non sono nelle corde della squadra specialmente se Cazzamalli è fuori. Semplici annotazioni: l’errore da non commettere, dopo anni di guano calcistico, è lamentarsi del profumo di lavanda. (p.n.)

LA DOMENICA DEL PATRON
Butelli a pranzo da Sirpongo
A casa dello Spallinato niente salama, c’è New York


FERRARA. Tradizione domenicale. Pranzo in famiglia e poi si “va alla Spal”. Un rito cui ieri si è assoggettato (di buon grado, va detto) anche il presidente biancazzurro Cesare Butelli. Solo che lui si è messo a tavola con i... parenti acquisiti. Ovvero con i tifosi. In particolare con gli Spallinati. Nel caso specifico con Sirpongo, che non si chiama così nella vita, ma quello è il suo nickname.
Butelli, si ricorderà, dopo l’insediamento estivo aveva scritto una lunga lettera aperta sul Forum degli Spallinati, lettera di cui avevamo riportato ampi passi. Il patron sottolineava che avrebbe avuto piacere, un giorno, non solo di seguire la partita in Curva, ma anche di “invitarsi” a casa di un tifoso per condividerne il desco. Detto e fatto, ieri l’avvenimento si è compiuto.
Per non fare scontenti, in attesa di sedersi a tavola con altri supporters, Butelli ha privilegiato il primo tifoso ad essersi offerto. Dunque, pranzo tra “le mura” di Sirpongo. Lo Spallinato era circondato da moglie, due figli, cognati e genitori, ed il menù è apparso degno della miglior tradizione ferrarese, con cappellacci di zucca, salama da sugo e purè, arrosto e funghi...
Butelli, atleta praticante e nell’imminenza di partecipare alla Maratona di New York, ha onorato “solo” i cappellacci ed il purè, per non vanificare i benefìci dell’allenamento (quello podistico, che non va d’accordo con quello culinario). Poi, via allo stadio, a soffrire per la Spal.
Davvero un presidente particolare. E non è che la cosa dispiaccia, anzi. (p.n.)

LE PAGELLE
Capecchi ng. Incolpevole sul gol. Per il resto, mai impegnato.
Ghetti 7. Mai seriamente sollecitato dietro, dove comunque chiude puntualmente. Solerte e continuo nella spinta: un colpo di testa fuori di niente, il cross del gol, due conclusioni a rete.
Cabeccia 5.5. Discreta presenza difensiva (per quanto una volta si faccia infilare) ma nessuna iniziativa a sinistra.
Schiavon 6. Corsa, dinamismo, schermo davanti alla difesa, ma anche imprecisione e qualche eccesso di irruenza.
Zamboni 7. Dietro fa il “sovrano”.
Lorenzi 7. Idem come sopra.
Cazzamalli 6. Non al meglio, non ha il solito impatto anche se nel primo tempo fa un paio di cose interessanti.
Arma 5.5. Rileva Cazzamalli. Si vede che non è al top, che viene da una settimana difficile. Sciupa l’occasionissima.
Centi 6.5. Gioca decine e decine di palloni, qualcuno lo sbaglia. Ma pure recuperi, contrasti, pressing, un paio di intuizioni sublimi. Nel finale mette in mezzo almeno due ottimi assist.
La Grotteria 7. Elegante ed efficace, spirito di sacrificio e giocate importanti. Tartassato con mille falli. Bel gol, il primo stagionale.
Agodirin 6. Rimpiazza il Gaucho. Copre tuto il fronte dell’attacco, coglie una traversa, ma litiga un po’ col pallone.
Bracaletti 6.5. Belle iniziative, un passo troppo avanti sul cross di Quintavalla, un gol negatogli dal portiere nella ripresa. Poi cala ed esce acciaccato.
Martucci 5.5. Questa volta non entra con l’efficacia che si poteva supporre.
Quintavalla 7. Cuore, polmoni e fegato dall’inizio alla fine. Mille iniziative che mettono in difficoltà il Porto. Sfiora due gol (uno lo manca, dopo è pure sfortunato). Solo un dubbio: sul corner del gol ospite, è lui o Centi che non chiude?

PORTOGRUARO: Rossi 6; Cardin 5.5, Gotti 5 (Peana ng); Mattielig 5.5, Montero 5, Madaschi 5.5; Abate 5.5, Cherubini 5, William 5 (Mortelliti ng), Scozzarella 5.5 (Levacovich 5), Carboni 6.
ARBITRO: Cafari 5. Spesso fiscale e impreciso.

Il mister loda l’impegno ma non nasconde la delusione
Dolcetti ha un grande rammarico
«La vittoria avrebbe costituito un passo avanti importante»
Il tecnico sottolinea i nei «Si deve fare meglio in fase di conclusione»


FERRARA. Esce dagli spogliatoi tranquillo, Aldo Dolcetti, e con il consueto equilibrio analizza il secondo pareggio consecutivo in campionato, dopo quello di sette giorni fa con il Lumezzane. «C’è un po’ di amarezza ed è prevedibile - spiega il tecnico spallino - avrei preferito ritrovarmi a parlare della stessa prestazione ma di un risultato diverso».
«In ogni caso - prosegue Dolcetti - cerchiamo di cogliere questo pareggio come un risultato positivo, anche se sappiamo, e ce lo dice la partita, che come ci sono state cose buone su altre dobbiamo continuare a lavorare e migliorare».
Peccato, perché anche contro il Portogruaro la Spal ha fatto la partita dal primo all’ultimo minuto.
«La prestazione e l’impegno da parte di tutti non sono mancati e lo apprezzo. E’ chiaro, ci tenevamo a portare a casa i tre punti perché si sarebbe trattato di un passo in avanti molto importante: ma come detto non ci fermiamo qui, anzi. Questo pareggio ci fa comunque bene perché ci spinge immediatamente nella direzione mentale di voler da subito, già nella prossima partita, reagire con un risultato importante».
Tante le occasioni da rete non sfruttate: mancanza di cattiveria sotto porta?
«Queste considerazioni non sono errate, ed è chiaro che possiamo sicuramente fare meglio nel concretizzare le occasioni che riusciamo a crearci. Ma è un discorso che va di pari passo con qualche ingenuità commessa, che con un po’ di attenzione in più avrebbe forse reso meno difficile l’andamento della partita».
Il gol subìto è nato sugli sviluppi di un calcio dangolo, così come successo a Lumezzane. Vede analogie con quella situazione?
«Da un lato sì, si somigliano. E’ chiaro che in ogni partita le situazioni sono diverse, è diverso l’atteggiamento degli avversari. Sul gol dei veneti siamo stati un po’ ingenui e da questo punto di vista possiamo sicuramente migliorare. E’ stata comunque l’unica situazione di reale pericolo perché il Portogruaro, squadra ottimamente messa in campo e molto organizzata, ha poi fatto la sua partita senza però creare dei pensieri alla nostra difesa».
Dal primo minuto in campo La Grotteria al posto di Arma, e Cazzamalli a centrocampo: cosa ha influito sulla sua scelta?
«Ho optato per questa soluzione valutando al meglio le condizioni fisiche di entrambi che arrivavano da una settimana di lavoro a parte per fastidi diversi. Poi nel corso della ripresa ho dato spazio a Rachid. Il gruppo comunque è in crescita dal punto di vista della condizione, questo è un aspetto sicuramente molto importante».
Il Gaucho ha risposto presente con una prestazione positiva.
«Cristian ha giocato bene, ma sono convinto che possa fare ancora meglio. Questo gol sicuramente gli darà ulteriore morale, perché come detto in fase di presentazione della gara, il suo è un valore importante per questo gruppo. Inoltre sta crescendo dal punto di vista della brillantezza, al pari del resto della squadra».
FEDERICO PANSINI

L’A.D. BENA
«Tanti gol falliti, serve cattiveria. Si poteva fare il salto di qualità»
FERRARA. L’amministratore delegato spallino Stefano Bena è molto pacato nella sua analisi post-gara, ma anche decisamente rammaricato:
«Abbiamo sbagliato troppi gol. Meritavamo di vincere, la squadra ha corso, lottato, cercato di segnare e di imporsi. Purtroppo creiamo tanto e raccogliamo poco. Il Portogruaro soprattutto quando è rimasto in dieci si è difeso stando tutto nella propria area, senza nemmeno ripartire più. Non è neppure facile giocare contro avversari che chiudono tutti gli spazi, poi sarà l’allenatore a spiegare se si doveva giocare di più con la palla a terra o se con Arma e La Grotteria contemporaneamente in campo era giusto cercare i lanci. Ma è indubbio che da parte nostra serviva un pizzico di cattiveria e di precisione in più».
Riferimenti? «In generale, non ai singoli. Difensori, esterni, punte: sotto porta (nella foto, l’occasione avuta da Quintavalla nella ripresa) tutti non hanno avuto la necessaria decisione. Dispiace, abbiamo confezionato una traversa e quattro palle-gol non sfruttate».
Bena continua: «Potevamo essere più avanti. Vincendo contro il Portogruaro avremmo fatto un bel salto di qualità. Adesso vediamo di prendere punti da qualche altra parte, di certo le partite si devono chiudere quando se ne ha l’opportunità». (p.n.)


La Grotteria ha festeggiato solo a metà
«Gare del genere le devi vincere, lo meritavamo». Ghetti: abbiamo dominato, episodi sfavorevoli

FERRARA. La premiata ditta Ghetti&La Grotteria ha confezionato il gol con cui ieri la Spal ha pareggiato contro il Portogruaro. Cross del terzino, zuccata vincente del centravanti. Alla fine trovano anche il modo di scherzarci sopra, con Ghetti che racconta le burle dei compagni.
«Mi hanno detto che finalmente sono riuscito a far segnare un gol anch’io», ride il difensore. Ghetti è stato ancora tra i migliori, ma lamenta la mancata vittoria della Spal: «Abbiamo dominato, il Portogruaro specialmente nella ripresa è sempre rimasto nella sua metà campo. E’ chiaro che gli episodi incidono: penso alla loro punizione fatta ribattere per un fallo di mano in barriera, e dalla cui ribattuta è nato il corner che porta al gol; mi riferisco al gol stesso, e lì forse abbiamo chiuso in ritardo, anche se Carboni era fuori area e decentrato; penso ancora alla punizione di Centi chiaramente deviata con la mano da un loro difensore in barriera: quello era rigore netto, ci siamo arrabbiati molto. Insomma, prima o poi ci girerà pure a favore...».
La prestazione ha comunque confortato Ghetti: «Stiamo bene, avremmo meritato di vincere, credo che alla squadra si possa imputare poco».
Cristian La Grotteria dal canto suo ha segnato un gol bello e importante, che avrebbe voluto dedicare alla figlioletta in arrivo: «E’... in ritardo di una settimana, doveva nascere lunedì scorso. E dire che in caso di gol eravamo tutti pronti ad esultare facendo il gesto della culla (quello inventato a suo tempo da Bebeto, per intenderci; ndr)...».
La Grotteria in ogni caso è soddisfatto: «Per il gol sicuramente, per la mia prova anche: ho cercato di far salire la squadra, di conquistare qualche punizione, del resto in settimana avevamo lavorato così, giocando molto su di me, pronto a favorire anche gli inserimenti da dietro. Purtroppo ci è mancato il secondo gol».
Spiega ancora La Grotteria: «C’è rammarico, avremmo meritato di vincere. Abbiamo avuto palloni importanti per segnare ma non li abbiamo messi dentro: traversa, episodi, parate, anche gol sbagliati clamorosamente... In queste partite bisognerebbe fare punti, ma ce l’abbiamo messa tutta, anche il pubblico ci è stato molto vicino e ci ha sempre incitato. Io? Sono contento, sereno, la squadra mi piace: sono convinto che ci toglieremo delle soddisfazioni».
PAOLO NEGRI

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