235 Rassegna Web della Prima Divisione Lega Pro Serie C1 Calcio Schena torna a Lumezzane. E la Spal conta su un altro ex | seriec1 | Il Cannocchiale blog
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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
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Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

Serie C1 Rassegna Web Prima Divisione Lega Pro





































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10 ottobre 2008

Schena torna a Lumezzane. E la Spal conta su un altro ex

fonte: spallinati.forumfree.net

La Nuova Ferrara
In rossoblù otto anni davvero importanti. Poi ho seguito Pozzi

FERRARA. Spesso si dice che ai risultati importanti come le grandi vittorie o i successi di una società e di un gruppo, un grande contributo lo portino tutti quei protagonisti che non stanno abitualmente sotto i riflettori, lavorando nell’ombra con dedizione, impegno e sacrificio. Cè chi, nel nuovo corso spallino, non smette mai di lavorare per la squadra e per la società.
E lo fa 24 ore su 24, non amando mostrarsi troppo, così come ricevere elogi per il tanto (e ottimo, va sottolineato) lavoro di rinnovamento a 360º di tutto ciò che concerne l’organizzazione dell’universo biancazzurro. Renato Schena è così, schivo alle chiacchiere perché, come dice lui, «Sono qui per lavorare, non per fare altro». Ma la gara di Lumezzane di domenica non sarà come le altre per Schena. Dal 2000 alla scorsa estate, prima di seguire l’amico Pozzi nella nuova avventura biancazzurra, Schena è infatti stato un’autentica istituzione della società lombarda. Otto anni in cui il manager bresciano ha curato il rapporto con la stampa e diretto, fra l’altro, la rivista ufficiale della società “Il rossoblù”, e dal 2006 ha anche ricoperto il ruolo di team manager. E molto altro ancora perché l’attuale dirigente biancazzurro a Lumezzane, come a Ferrara in questi primi mesi, ha dimostrato di essere lavoratore instancabile, avere capacità organizzative importanti oltre a una perfetta conoscenza delle carte federali. Vuoi per una separazione non facile con il Lumezzane, Schena precisa: «Non voglio parlare del mio passato con la società rossoblù. Ci tengo però a dire che Lumezzane rimane e resterà sempre indelebilmente nel mio cuore e in tal senso voglio cogliere l’occasione per ringraziare chi in questi otto anni mi è stato amico e prezioso collaboratore: Achille Lazzaroni, Ivano Bertolina, Nadir Brocchi, Stefano Dal Vai e Italo Mini, storico massaggiatore della società lombarda».
Non nega, Renato, l’episodio che abbiamo raccontato sulle pagine del nostro giornale nei giorni scorsi, legato alla stagione 2004/2005 quando, demotivato e sconfortato dopo i brutti episodi nei play off col Cesena, voleva lasciare il mondo del calcio e fu proprio l’allora digì rossoblù, Bortolo Pozzi, a farlo dissuadere dall’abbandono. «È vero, portavo avanti il mio lavoro di tutti i giorni, ma ero nauseato dal sistema. Così volevo iniziare ad evitare le trasferte lunghe come ad esempio quella di Vittoria, a cui è legato l’episodio: il direttore però non si diede per vinto e senza dirmi nulla prese un furgone con autista e mi fece partire per il ritiro, come nel resto della stagione. Per me fu un gesto importante, di stima ed affetto e verso il quale non si poteva far finta di nulla».
Le stesse che hanno spinto Schena ad affrontare l’avventura di Ferrara: «Sia chiaro, non ne faccio una questione di blasone, che alla Spal peraltro non manca. Se sono qui è per le persone, il progetto, la considerazione che ho nei confronti del presidente Butelli, di Stefano Bena e di Bortolo Pozzi. Non centra il discorso della categoria, ma piuttosto della professionalità delle persone con cui si lavora ogni giorno. Se avessi dovuto farne una questione di campionati non sarei sceso dalla C1 alla C2 (prima del ripescaggio della Spal in Prima divisione, ndr), ma questo mai è mai stato il mio modo di ragionare nel lavoro. Poteva essere il Palermo o il Foggia, tanto per citare due squadre a caso: avrei seguito questa società ovunque, per la stima e la professionalità delle persone che la compongono».
Certo è che l’avventura in biancazzurro regala al manager bresciano grandi e rinnovati stimoli: «Mi sento come nel 2000, quando (dopo aver lavorato da giornalista su carta stampata, in tv e in radio commentando le partite di Brescia e Lumezzane; ndr) intrapresi la mia esperienza precedente. Avverto ottime sensazioni e da parte mia e della società c’è la massima intenzione di lavorare il più e nel miglior modo possibile per raggiungere risultati importanti. Questo impegno massimale da parte di tutti noi mai mancherà; questo è certo».
Schena giorno dopo giorno sta pure scoprendo la bellezza di Ferrara. «Negli anni in cui venivo come giornalista non avevo la possibilità di poterla visitare approfonditamente, anche se ho sempre avuto l’impressione si trattasse di una città bellissima, dove si vive bene. Ora quella sensazione trova conferma. Ho rinnovato il sito alternando le foto del campo a quelle della città, perché per me la Spal è sempre stata il simbolo principale di Ferrara».
Infine, proprio al riguardo della squadra biancazzurra. «I risultati sin qui sono confortanti e ci spingono a lavorare ancor più intensamente per il progetto. Vedo la Spal come una grande macchina da corsa, diciamo pure un bolide, a bordo strada. Abbiamo messo a posto le gomme, ora serve riverniciare la carrozzeria e far girare il motore il più possibile per poter permettere a questa società di ruggire nel palcoscenico calcistico come in passato».
Federico Pansini

L’attaccante sta vivendo un momento importante in campo e fuori
I sorrisi di La Grotteria
Gol in Coppa e in procinto di diventare papà
«Respiriamo tutti un’aria diversa. Ci si allena bene, c’è entusiasmo ed ecco i risultati»
FERRARA. Sono giorni di grandi emozioni per Cristian La Grotteria. Il “Gaucho”, infatti, era tra i più felici dopo la vittoria nel derby con la Reggiana, pur senza essere sceso in campo; mercoledì sera, nel match con la Giacomense di Coppa Lega Pro, ha bagnato il suo ritorno da titolare (dopo qualche acciacco che lo ha tenuto fuori per diverse settimane) con una bella prestazione.
Ed ha segnato il primo dei due gol che hanno firmato il successo dei biancazzurri. Infine quella di lunedì (ventiquattro ore dopo la gara con il Lumezzane) è la data in cui il trequartista biancazzurro potrebbe diventare papà per la prima volta. La Grotteria non nasconde l’emozione e la gioia per questo importante momento della vita privata.
«Sono molto felice, domenica resterò in attesa di notizie e spero di farmi un doppio regalo in poche ore, sul campo e fuori: sarebbe il massimo». Sarebbero sette giorni da ricordare, partendo da Reggio Emilia... «Quella di domenica scorsa è stata davvero una prestazione superba da parte di tutti. Abbiamo giocato con personalità, tenendo in mano la partita per tutti i novanta minuti. E’ stata una bellissima vittoria, sia per chi è sceso in campo ed ha fatto grandi cose che per quelli che sono rimasti in panchina».
Segno, quindi, di una grande unità di gruppo? «Assolutamente. Si respira un’aria completamente diversa ad ogni livello: ci si allena volentieri, si sta bene in gruppo fuori e dentro dal campo. Questo aiuta moltissimo». E i risultati lo confermano, tanto che la Spal si trova ora al secondo posto in classifica: «Siamo in quella posizione importante grazie al modo in cui ci siamo arrivati: giocando un bel calcio, con umiltà, senza perdere mai la testa e cercando di lavorare ogni giorno, in silenzio. C’è tanto entusiasmo intorno alla squadra, lo respiriamo ogni domenica e questo ci dà grande carica per continuare su questa strada».
Con la Giacomense, dopo qualche settimana contraddistinta da diversi acciacchi, ha ritrovato la maglia da titolare ed il gol: «Ci voleva e sono felice di aver dato il mio contributo. In questi giorni mi sto allenando bene, senza problemi e sono a disposizione: la squadra sta però facendo bene. E non dimentichiamoci che stiamo aspettando i giocatori infortunati che sono fuori da un po’ come Moro, Gottardi, Bianchi e Paolo Rossi. Sarà bello essere tutti a disposizione, perché ci sarà la possibilità da parte di tutti di poter dare un contributo importante alla causa». Domenica altra trasferta a Lumezzane, con che spirito? «Con il medesimo atteggiamento messo in mostra con la Reggiana. Vogliamo far proseguire il bel momento». (f.p.)


dal Carlino
Coppa al 'Mazza'
contro il Ravenna

La Spal affronterà in
Coppa Italia il Ravenna il
29 ottobre, ancora al
«Paolo Mazza», in
un'altra partita unica. La
vincente sfiderà chi
passa tra Padova e Bassano

Definitivo lo stop
ai ripescaggi

Adesso è definitivo: dal
prossimo anno non
saranno più possibili
ripescaggi per quanto
riguarda serie B e Lega
Pro. Lo ha deciso il
Consiglio Federale



PARLA L’EX QUINTAVALLA
«Ho lasciato Lume senza troppi rimpianti»
«Dopo cinque anni gli stimoli erano calati: Ma me ne sono andato contribuendo al ritorno in Prima»



IL JOLLY
«Che peccato avere
Sperso il bonus del gol
a Reggio: per un altro
serviranno anni ... »


QUINTAVALLA
Una presenza in A col Bologna
Non molti lo sanno, ma nella via
Emilia di Quintavalla c'è anche Bologna.
Nell'ultima gara della serie A 2000-01,
coi rossoblù già salvi, l'allora 19enne
Francesco debuttò a San Siro con l'Inter
entrando all'87' per Cipriani, in gol
insieme a Seedorf e Vieri per il 2-1 finale.
In formazione c'era Binotto, ora allenatore
del vivaio della Spal. L'Inter quindi è
l'avversaria dell'unica presenza in A
sia di Capecchi che di Quintavalla appunto.



di BEATRICE BERGAMINI


ANCHE se non è molto felice di sentirselo dire, Francesco Quintavalla le tracce dei cinque anni di Lumezzane se le porta addosso. La sua parlata è un misto di dialetto emiliano e bresciano. Per la precisione, un parmense-bresciano. «Davvero si sente anche il bresciano? Non è una bella
notizia. Non è proprio tra gli accenti più belli... Per quanto riguarda l'inflessione parmense è la «erre moscia» che inganna -spiega Quintavalla-. In realtà io sono di speso Carpi, anche se il papà è di Parma e là ho tanti parenti».

Da domenica scorsa, più di Parma che di Carpi. E zona Reggio Emilia... off-limits!
«Sì, dopo la vittoria e il gol contro la Reggiana, su un giornale di Parma era uscito un articolo in cui si diceva che ero stato una delle poche belle notizie dell'ultima domenica di calcio per la zona. In più mettiamoci che ho sempre tifato Parma... Insomma per i prossimi anni è meglio che nelle zone del Reggiano io non mi faccia tanto vedere».

Domenica il biondo terzi no-ala della Spal tornerà nella Lumezzane dove è cresciuto come calciatore, alla corte della premiata ditta «Pozzi-Schena», che rappresenta un po' la sua famiglia ferrarese.
«Fu Bortolo a portarmi là con lui. Per me il Lumezzane era ed è lui, non chi c'è ora. Ancor più
tempo ho trascorso con Schena. Con lui sono stato tutti e cinque gli anni. E' un rapporto bellissimo che sono felice stia continuando anche qui. Lui è un professionista eccezionale».

E con la proprietà com'erano i rapporti?
«Con Bonomi, proprietario quando Pozzi era presidente, ho tuttora un bellissimo rapporto. Il figlio Mario è pure mio amico. Con la proprietà attuale invece, che è a Lumezzane da tre anni, ho sempre avuto relazioni normali, più professionali» .

Dopo 5 anni è stato difficile venire via?
«A essere sincero no. Certo, là ho tutti gli amici e torno a Brescia tutte le domeniche, ma Lumezzane non offre molte motivazioni. Però da giovane è la piazza ideale in cui crescere. Tanti giovani sono passati di lì: da Matri a Cassetti, Brocchi. L'anno scorso poi abbiamo riportato la squadra in C1 quindi sono venuto via sereno».

Al primo anno a Lumezzane, 2002-2003, sfioraste addirittura la serie B...
«Fu l'anno della bagarre con il Cesena nella finale di ritorno a Lumezzane. Una grande delusione. Io mi presi pure cinque giornate di squalifica senza aver fatto niente».

A Lumezzane faceva il terzino?
«No, solo l'anno scorso ho giocato sempre lì. E abbiamo preso una valanga di gol. Tutti dalla mia parte? Ma no, però le partite finivano sempre con 3-4 reti incassate. Meno male che avevamo Maccan che ne faceva sempre uno più dell'avversario».

E quel gol che a Reggio Pozzi aveva consigliato di tenersi per Lumezzane?
«Che coincidenza: stavo per entrare in campo e sulla linea il direttore mi ha detto di tenermi il gol per Lume. Dirlo a me, che segno due gol in cinque anni, era quasi una barzelletta. E invece...».




E Centi: «Il nostro gruppo attuale mi ricorda quello che là sfiorò la serie B»


VITA DA EX
Capitan Centi a Lumezzane
ha disputato due campionati,
Quintavalla cinque



L'ALTRO EX eccellente del prossimo incontro della Spal tra i giocatori è Luis Fernando Centi, che giocò a Lumezzane per due stagioni, dal 2002 al 2004. Fu un biennio positivo per il centrocampista spallino, che proprio da lì spiccò il volo verso le serie maggiori, disputando nel 2005 una stagione da titolare in serie B con il Treviso, dove era andato il suo allenatore D'Astoli portandoselo in dote.

«Sono stati due anni positivi - racconta l'argentino -. Soprattutto la seconda stagione, in cui fummo protagonisti fino all'ultimo, ci vide perdere col Cesena la finale dei play-off per la promozione in serie B con un vero ladrocinio. Io segnai sei reti quell'anno, più un paio nei play-off. Nonostante quella grandissima delusione finale ho bei ricordi, c'era una gran bella società e anche il gruppo era ottimo. Un po' mi ricorda quello che stiamo vivendo qui alla Spal».

Domenica che partirà bisogna aspettarsi?
«Non facile, perché il Lumezzane è una squadra tosta, che subisce poche reti. Ed è ancora imbattuto. E' una squadra operaia e queste sono sempre le partite più difficili da giocare. Noi però speriamo di continuare con quanto fatto fino ad ora. La Spal mi sta piacendo molto, ha una bella mentalità ed è solida».

E Centi ha smaltito la stanchezza che gli aveva fatto saltare la gara contro la Sambenedettese?
«Sì, mi sono ripreso. Non era soltanto stanchezza, avevo anche una mezza contrattura. Ma ora è tutto passato e sono in forma».
bibì




Agodirin, Martucci e il «biondo» in lizza per una maglia?


IERI la Spal ha sostenuto un allenamento defatigante per chi ha disputato la partita di Coppa Italia e un po' di meno per chi si candida a giocare a Lumezzane. Oggi la preparazione proseguirà: poi rifinitura domani mattina e partenza per il ritiro nel centro di Brescia. Cosa farà Dolcetti domenica?
Sicuramente non rivoluzionerà la squadra che si è così brillantemente imposta a Reggio Emilia. Dovrà considerare con ogni probabilità soltanto la situazione degli esterni arretrati e offensivi di destra. Scontato l'impiego di Cabeccia e Bracaletti a sinistra, il terzino destro potrebbe essere Ghetti con Quintavalla o Agodirin o lo stesso Martucci, molto tonico nel mercoledì di Coppa, a fare parte del tridente offensivo. In caso contrario, Quintavalla terzino e Martucci o Ago in avanti. Considerata la prudenza con cui il tecnico va a mettere mano su una squadra che si sta ben comportando si dovrebbe pensare alla conferma di Ghetti e alla scelta di una delle tre ali destre.




Povero Marongiu, che fatica per il primo gol da «grande»
In Coppa Italia ne ha già segnati due e glieli hanno annullati


Non è fortunato, il 17enne Marongiu. Già due volte gli hanno annullato il primo gol da «grande»: con la Giacomense per fuorigioco, e a San Marino addirittura... per concedere un rigore alla Spal. Ma il ragazzo a dispetto di un fisico mingherlino ha talento e prima o poi troverà la rete valida. Basta non scoraggiarsi.


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LA RUBRICA
DS DICO SOLO...
Di Roberto Ranzani
«Dolcetti mi piace
E Mattioli e Benuzzi dicono entrambi il vero»


TENENDO
questa rubrica comincio a capire come per un giornalista sia più facile scrivere quando le cose vanno male che bene. Se tutto fila per il verso giusto non sai cosa dire e in più ti fai il pudore di... sviolinare troppo. Ma i fatti sono fatti, e a quelli ci si deve attenere. Dunque, grande merito sia a Spal che a Giacomense. Chi sta lavorando quest'anno lo sta facendo molto bene. I risultati arrivano, e nel caso della Spal conditi anche da un gioco brillante. Bisogna continuare con questo piglio. La Giacomense ha preso la strada della Spal, per cui questa è una annata al momento da incorniciare. Speriamo anche in un futuro uguale al presente, e con gli auspici ci fermiamo qui. Martedì sera sono uscito con i miei amici e al ristorante ho incontrato Aldo Dolcetti che cenava con il suo staff. Ci hanno presentati e debbo dire che la persona mi ha molto bene impressionato. Mi sembra un ragazzo semplice e umile che conosce le cose. Per il suo lavoro più delle mie sensazioni parlano il campo e il livello di gioco raggiunto dalla Spal anche a Reggio. Sono convinto che farà una buona carriera.

Lumezzane la inserirei nel novero delle partite molto difficili.

La Spal va a casa Pozzi e io credo molto nel famoso proverbio «dagli amici mi guardi iddio», nella mia carriera ho spesso constatato che ha una sua valenza. Quindi occhi bene aperti e partita da non sottovalutare. Per quel che ho visto, nella Spal ci sono tre giocatori di importanza capitale. Senza sottovalutare gli altri, a cominciare da Centi, vedo che Capecchi, Lorenzi e Zamboni sono baluardi fondamentali. Si sono immedesimati nella categoria e sono una sicurezza. Una difesa solida è la garanzia alla base di ogni successo. Prendere pochi gol fa vincere più che fame molti, Il derby di Coppa ha mostrato due squadre in salute anche senza molti titolari. Leggo della diatriba tra Mattioli e Benuzzi sul rapporto gioco/risultati della Giacomense e penso che abbiano ragione entrambi. Il
presidente non vede giocar bene come era abituato e si lamenta. L'allenatore dice che i risultati gli danno ragione e anche questo è un fatto. Nessuno dei due dice sciocchezze. La Giacomense in questa fase non è spettacolare ma è redditizia. Capisco le ragioni di Mattioli: vuole conquistare il pubblico di Ferrara col bel gioco e certe partite interne non sono state brillantissime. Ma quello della Giacomense rimane un buon inizio.





Mattioli auspica sinergie con la Spal
«Le auguro la B: dopo potrebbe darei dei giovani e aprire un rapporto»




L'ESPULSIONE
Benuzzi: «Mi scuso»
«Deve farlo con me,
non con i giornalisti
Ma gli voglio bene»



EUGENIO BENUZZI ha un grosso dispiacere circa il derby con la Spal, e non è il risultato: «Faccio pubblica ammenda per l'espulsione. Ho sbagliato e mi scuso con la società perchè so che tiene al comportamento e sono d'accordo con questa linea. Credo non accadrà più. Essere sconfitto fa male, vorrei essere in campo con i miei ragazzi, giocare con loro per aiutare la squadra e alle volte esagero stando in panchina, sbagliando. Se la società lo riterrà di multarmi, sono pronto a pagare dal punto di vista disciplinare».
Intanto ieri sono arrivate 2 giornate da scontare in Coppa. E Walter Mattioli che dice? Il presidente al di là dell'eliminazione ha ritrovato il buon umore: «La squadra mi è piaciuta, -soprattutto nel secondo tempo, e sullo 0-1 ha anche rischiato un pareggio meritato. Sono contento. Rivedo in forma qualcuno che aspetto da tempo come Poletti e anche Perelli, che a me piace molto, e i ragazzini a
partire da Ifi. Bella prova, quindi, vedo i presupposti per riannodare i fili del gioco Anche il clima senza sconti ma anche senza scontri, mi è piaciuto. L'unica nota negativa è stata l'espulsione di Benuzzi. Non voglio che il mio allenatore si comporti cosi».

Si è scusato, però ... «Si deve scusare con la società, e non con i giornalisti. E' un ottimo allenatore, se no non sarebbe rimasto qui, e ho molto affetto per lui: ma non mi piacciono certi atteggiamenti. Magari sbaglio ma lo dico: con me non si è mai scusato per le tre giornate e in Coppa si è ripetuto. Mi dà fastidio che non capisca certi errori e continui a farli. Ma è tutto qui, senza dietrologie. Quanto alla Spalla la vorrei in B. E' una società di professionisti che lavorano davvero bene, e sarebbe bello con loro in B e noi in Seconda realizzare sinergie per darci i giovani e far rimanere amiche due società che hanno uno spirito molto simile».



dalla Gazzetta dello Sport


PRIMA DIVISIONE
Nelle prime sei giornate si sono messi in
Mostra giocatori giunti da tutto il mondo


Fofana, Toledo
e gli altri: la banda del black power


I due della Pro Patria poi Arma, Baclet e Maah
Una pioggia di reti firmata dagli attaccanti neri



ALEX FROSIO

Il graffio delle Pantere Nere sta lasciando il segno sulla Prima divisione. Sono tanti i giocatori di colore protagonisti di questo avvio di stagione: Fofana e Baclet, Maah e De Paula, Ibekwe e Arma. Nazionalità e provenienze diverse, raccolte però sotto un'unica idea: comanda il Black Power.

I due della Pro Al primo posto, c'è la Pro Patria, regina del girone A e unica squadra di Prima a punteggio pieno trascinata dal franco-senegalese Mohamed Fofana (4 goI) e dal brasiliano Robson Machado Toledo (2 goI). L'anno scorso giocavano (poco) nel Ravenna: Fofana aveva deluso, in B non lo voleva più nessuno ed è ripartito dalla Prima; Toledo è dovuto scappare dopo una lite con i tifosi. La Pro Patria ha scommesso su di loro: Fofana in carriera aveva segnato al massimo 8 gol (Cittadella 2006-07), ora è a metà strada; idem Toledo, che non ha mai superato le 4 reti. Il merito è anche del 4-2-3-1 di Lerda, che esalta le loro caratteristiche.

Girone B Cambia il girone ma resta il potere nero. Si va ad Arezzo, sul cui primato pesano parecchio i 4 gol di' Allan Baclet, 22enne parigino. E' una specie di Anelka da sgrezzare, e Cari ci sta riuscendo: in due stagioni alla Juve Stabia ha segnato 9 gol in 47 partite, adesso è a quota 4 in 6 gare. Il tecnico dell'Arezzo gli ha dato fiducia: un po' perché ci ha creduto, un po' per necessità, in attesa che si risolvessero i problemi con Martinetti. Che si sono risolti, ma intanto il Black Power ha preso il comando.


GLI ALTRI

Baclet

Allan Baclet 22 anni francese,
ha segnato 4 gol con la maglia
dell'Arezzo

Maah
Robert Emanuel Maah 23 anni
francese, ha segnato lunedì
2 gol con la Pro Sesto

Arma
Rachid Arma 23 anni. Marocchino,
ha segnato 3 gol con la maglia della Spal




Gli altri È di Parigi anche Robert Maah, che rispetto a Baclet ha un anno in più e due gol di meno. Fino a lunedì sera il veloce attaccante esterno della Pro Sesto era ancora a secco: poi ha deciso di sbloccarsi al Brianteo contro il Monza, con una doppietta che non è servita a conquistare il derby, ma ha confermato i progressi del 23enne francese che il Bari fece esordire nel 2005 in serie B. Il marocchino Rachid Arma invece tra i professionisti è appena arrivato: giocava nella Sambonifacese in serie D, ha segnato 21 gol ed è approdato alla Spal. Un'altra scommessa sul nero: sta già pagando, perché Arma ha segnato 3 gol. E andato un po' più sul sicuro, ma mica di tanto, il Foligno con il brasiliano Marcos Ariel De Paula: l'ha preso dal Foggia dove aveva vissuto un'annata povera di soddisfazioni e di gol (4 in 14 presenze). Ma anche lui fa parte dell'esecutivo delle Pantere Nere: ed è già a quota tre. Alla prima giornata infine tra i marcatori c'erano altri due: il nigeriano Francis Ibekwe del Venezia mentre il brasiliano Adriano Mezavilla del Perugia ha colpito contro il Benevento

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