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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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sfoglia    settembre        novembre


6 ottobre 2008

Una Spal irresistibile fa secca la Reggiana e sale al secondo posto

fonte: spallinati.forumfree.net

dal Carlino
DOPO RAVENNA VINCE ANCHE IL DERBY DEL GIGLIO

Prestazione perfetta, divertente e spettacolare: da anni non si vedeva giocare così. Bracaletti e Quintavalla firmano i due gol



IL FILM

DOMINIO

Fin dal primo minuto la Spal
offensiva con Agodirin
subito in campo a sorpresa
mette sotto i padroni di casa

FORTUNA
La sorte aiuta sul vantaggio:
Bracaletti cerca il lob come
a Ravenna, Mallus devia
e Ambrosio ci mette del suo

GIOCO
La Spal insiste e comanda
la partita senza soluzione
di continuità: Arma al 45'
di testa manca il raddoppio

RIPRESA
La Reggiana cerca di reagire
ma non trova mai la porta
di Capecchi: più insidiosi
i contropiede biancoazzurri

RADDOPPIO
Il gol-sicurezza arriva al 36'
grazie ai due «panchinari»
Martucci confeziona l'assist
Quintavalla infila la porta

PRIMO TIRO
La Regia impegna Capecchi
solo al 92' con Maschio
E' il segno più evidente
della supremazia estense


IL TABELLINO
Dolcetti stupisce tutti
schierando subito Agodirin


----
0-2
----

REGGIANA
: Ambrosio, Mei, Bruno, Grieco (37' s.t. Florian), Mallus, Esposito (18' s.t. Ponzo), Ferrari, Maschio, Dall'Acqua, Padoin, Falconieri. All. Pane. A disp.: 12. Tomasig, 13. Cosner, 14. Scantamburlo, 17. Bucolo, 18. Migliaccio.

SPAL: Capecchi, Ghetti, Cabeccia, Schiavon, Zamboni, Lorenzi, Cazzamalli, Centi (42' s.t. Savi), Arma, Bracaletti (33' s.t. Martucci), Agodirin (21' s.t. Quintavalla). All. Dolcetti. A disp.:12. Careri, 13. Servidei, 15. Rivaldo, 18. La Grotteria.

Arbitro: Paparazzo di Catanzaro.
Marcatori: p.t. 21' Bracaletti; s.t. 36' Quintavalla.
Note: spettatori 3771 (2059 paganti più 1712 abbonati), di cui 377 ferraresi. Incasso 27522 euro (quota abbonati 14863). Ammoniti Grieco, Cazzamalli, Schiavon, Mei, Centi, Mallus, Padoin. Angoli 5-4 per la Reggiana.




dall'inviato MAURO MALAGUTI


CAPOLAVORO SPAL. Corre sulla via Emilia, da Ravenna a Reggio Emilia, il filo d'oro del bel gioco della squadra di Dolcetti, e delle vittorie che ne sono logica conseguenza. Come e più che al «Benelli», la Spal al «Giglio» ha inscenato una prestazione scintillante, praticamente perfetta. Unico neo, aver fatto soffrire fino al 36' della ripresa il gol del raddoppio che suggella il suo bel derby. Ma per il resto è stata grande Spal, su tutta la linea.

Difesa solidissima, centrocampo manovri ero palla a terra e sempre padrone del gioco, attacco che si vorrebbe magari più «cattivo», ma comunque all'altezza del lavoro di squadra. Grinta, voglia, fisicità. E gioco. Un calcio così si è visto raramente da molti anni a questa parte, e di questo si deve dare atto ad Aldo Dolcetti che ha assemblato in fretta il giocattolo.

Vale la pena di soffermarsi sul gioco -al di là dei risultati che lanciano la Spal al secondo posto insieme al Padova- perchè è la garanzia migliore di un buon campionato. Se la Spal non perde questa umiltè, ha tutte le doti per rifulgere e magari restare attaccata all'alta classifica. Inutile adesso volare più in alto: ma se questa fosse la Spal di qui a giugno, si può guardare avanti con ottimismo.

Centi & c. in effetti hanno surclassato la Reggiana, di cui la Spal dopo anni di batoste è misteriosamente diventata la bestia nera. Se il presidente granata Veroni alla fine si chiedeva se la sua squadra avesse giocato in undici, è perchè in campo si è visto tanto bianco e azzurro e molto poco granata. Dolcetti ha puntato fin dall'inizio su una gara d'attacco. Quindi dentro Ghetti a consolidare la difesa, e Agodirin invece di Quintavalla o Martucci per avere una punta in più davanti con caratteristiche di gran velocità.

Pur approssimativo sul piano tecnico, «Ago» ha ripagato il tecnico con una prova-champagne, rivelandosi una bella spina nel fianco di Bruno, terzino d'attacco così costretto a starsene più del solito sulla linea più arretrata. Non era la scaramantica mossa dell'ex, la scelta del nigeriano, ma un preciso disegno tattico.

La Spal è parsa subito più in palla dell'avversario, a prescindere. Fin dai primissimi minuti ha mostrato più voglia e capacità di insediarsi nella metà campo avversaria, sembrando a tratti la squadra che giocava in casa. La sua fortuna, materializzatasi al 21', se l'è meritata tutta.

E' chiaro che sul gol di Bracaletti un doppio aiuto c'è stato, sotto forma della maligna deviazione di Mallus e dell'errore di calcolo del portiere Ambrosio, troppo impegnato a evitare la correzione di Arma per accorgersi che la palla stava spiovendo nel suo sacco anche senza. Ma già lì l'inerzia della gara diceva Spal.

La Reggiana? Non pervenuta, non fino alla fine del primo tempo, quando su corner Arma la graziava fallendo l'incornata in perfetta solitudine che dovrebbe essere la sua specialità.

Anche l'avvio di ripresa era favorevole alla Spal, ma nel secondo tempo la Reggiana se non altro ci provava. Con poco costrutto, però: due conclusioni abbondantemente a lato di Dall' Acqua e Falconieri erano l'unica sua moneta da spendere. Assai più insidiosa la sarabanda inscenata da Cazzamalli, Arma, Bracaletti e Agodirin sotto il naso di Ambrosio, chiamato a un paio di interventi. La Spal sembrava più vicina al raddoppio di quanto i granata non fossero in punto di pareggio. E il 2-0 sul più classico dei contropiede tutto confezionato dai due «panchinari» appena entrati, Martucci assist e Quintavalla-gol, dava a Dolcetti la gioia di poter sottolineare come la vittoria premiasse tutto il gruppo e non solo i primi undici. L'impennata granata era tardiva. Al 90' Falconieri segnava a gioco fermo per un suo mani e al 92' Maschio sporcava i guanti di Capecchi per la prima volta. Sulla scomposta respinta del portiere goleava Dall' Acqua, pescato però in fuorigioco. E comunque, ormai le luci si erano spente. Della Spal non si può non esaltare la prestazione dei difensori. Anche se tutto il complesso ha girato benone, quelli là dietro, opportunamente protetti, non hanno fatto passare un pallone. Zamboni è stato insuperabile. E le spalle coperte sono il primo segreto di ogni vittoria.



Butelli assente come a Ravenna
Sarà una mossa scaramantica?


NON ERA A REGGIO, il presidente della Spal Cesare Butelli. A fine partita si cercavano spiegazioni, e tra Pozzi e Bena che dicevano e non dicevano, si è fatta largo l'ipotesi di un'assenza «scaramantica». Butelli non si era potuto recare a Ravenna dove la Spal vinse per 3-1. Se l'intento presidenziale era questo, l'obiettivo è centrato, anche se di lontano la sofferenza deve essere stata tanta. «A Lumezzane verrà», dirà Pozzi alla fine, assaporando il proprio ritorno da ex. «E’ casa mia».



QUI REGGIANA
IL PRESIDENTE VERONI «Ma in campo eravamo in undici anche noi?»


DALL'ACQUA:
«La differenza l'hanno fatta i gol: loro ne hanno segnati due e noi zero. Forse hanno giocato un po' meglio, ma nulla di trascendentale». Pane: «Abbiamo sofferto le caratteristiche particolari dell'avversaria, palloni alti e rimbalzi a ripartire in velocità. Si è giocato poco a calcio, con tutti questi palloni alti». Centravanti e allenatore della Reggiana danno
un'interpretazione se non altro singolare della partita. Centra meglio la vicenda il presidente Vando Veroni che non gira attorno alla sconfitta: «Sembravamo in meno rispetto a loro in campo. A voi non sembravamo meno di undici? Ma li avete contati? La Spal ha vinto meritatamente. Ha giocato meglio di noi, non c'è molto altro da dire». Che sia perchè dalla tribuna le partite si vedono meglio?



Domenica ancora in trasferta a Lumezzane: biglietti già pronti

I BIGLIETTI PER LA
trasferta di domenica prossima a Lumezzane saranno in vendita già da oggi. La società informa infatti che sono a disposizione per chi tra i sostenitori della Spal volesse accompagnare la squadra nella trasferta lombarda da oggi, presso Webland2000 e da Nannini. Il prezzo sarà di 15 euro più un euro di prevendita. I posti a disposizione, in gradinata, saranno fino ad un massimo di 750.



LE PAGELLE
Zamboni fuoriserie
Cazzamalli locomotiva


CAPECCHI 6. Avrebbe veleggiato senza voto, se Maschio al 92' non lo avesse impegnato per la prima e unica volta. La sua risposta non è perfetta: forse vede la palla all'ultimo e si scompone, respingendo frontale sui piedi di Dall'Acqua, per un tap-in annullato dall'arbitro per fuorigioco. Ma era già finita, e la festa era nell'aria...
GHETTI 7,5. Partitone, ma sul serio. Splendido e insuperabile come difensore, non si è accontentato salendo spesso, e con efficacia, ad accompagnare l'azione sulla fascia destra. Una delle sue migliori prove ferraresi in assoluto.
CABECCIA 7. Il ragazzone sardo va prendendo confidenza. Gioca bene pur dovendosi disimpegnare col più fastidioso degli avanti granata, l'agile Ferrari. Piace come si va integrando nel corpo di squadra, partecipando al gioco e adeguandosi al buon livello complessivo.
SCHIAVON 7. Partita preziosa, lì davanti alla difesa, che gli deve molto della propria eccellente figura. Sbaglia qualche appoggio ma recupera un'infinità di palloni.
ZAMBONI 8. Se le gambe gli rispondono e la testa rimane sulla partita, è un fuoriserie, nel senso che nulla ha a vedere con questa categoria. Dall' Acqua è molto prestante, ma non c'è trippa per gatti. Zamboni anticipa, scivola. incorna: sono tutte sue.
LORENZI 7,5. Ottimo anche il «gemello», con una sola sbavatura quando concede strada a Falconieri nel secondo tempo.
CAZZAMALI 8. E' dappertutto, in attacco e in difesa. Di testa i lunghi rilanci sono immancabilmente suoi. E quando attacca lo spazio partendo da lontano e trova un compagno a fargli sponda è impressionante per progressione. Una locomotiva in corsa...
CENTI 6,5. Non gioca la sua partita migliore per continuità di presenza nella manovra. Nel primo tempo dispensa un paio di tocchi dei suoi ma è meno nel vivo del solito. Si accende meglio alla distanza, con un paio di magie in palleggio.
ARMA 6. Lavora molto per la Zamboni squadra, favorendo gli inserimenti e andando a liberare la sua area di testa sui corner. Non è invece felice in zona-gol, dove non sfrutta tre occasioni ghiotte, due delle quali colpevolmente.
BRACALETTI 7. Spina nel fianco numero uno. A parte la specializzazione in gol in pallonetto (non poco fortunoso, questo... ), quando innesta la marcia va via in agilità molto spesso. Non gli si conosceva questa vena da goleador.
AGODIRIN 7. Spina nel fianco numero due. Tiene Bruno sul chi va là, e pur pasticciando come sa fare benissimo, conferisce grande vivacità alla manovra. Disdegna le giocate facili, poi cava il dribbling impossibile, come quello sulla linea di fondo in avvio di ripresa. Velocità devastante, tecnica... volonterosa.
QUINTAVALLA 7. Entra per «Ago» e dopo un quarto d'ora va in gol in contropiede. Che altro?
MARTUCCI 6,5. Lui invece ci mette 180 secondi a confezionare l'assist per il biondo.
SAVI ng. Solo i minuti finali per lui.



L’ARBITRO 6
PAPARAZZO di Catanzaro 6.
Dirige sobrio senza grandi difficoltà un derby corretto. Inverte un paio di falli, e forza due cartellini


+ ZAMBONI E LA DIFESA IMBATTUTI DA 311'
Zamboni strepitoso, difesa solidissima: la Spal non incassa un gol dal 4' del secondo tempo di Ravenna e ha chiuso imbattuta le ultime tre gare

- SPAL INDIGESTA PER IL POVERO AMBROSIO
Neanche un anno fa fu esente da colpe in occasione del successo della Spal al «Mazza»: coi biancoazzurri l'ex portiere del Chelsea non ha fortuna



SORPASSO
La Spal aveva la grande
occasione per scavalcare
la Reggiana al secondo
posto e l'ha sfruttata bene .

POSTO PER DUE
I biancoazzurri di Dolcetti
sono affiancati soltanto
dal Padova che ha battuto
in casa il Portogruaro

MA CHE FUGA
La Pro Patria però sembra
inarrestabile: ha sbancato
anche Venezia ed è pieni
punti 7 lunghezze sopra

SORPRESA
La Cremonese cade
anche a Lecco e inizia
a suscitare perplessità
Era la grande favorita

DUE DERBY
Settimana «fratricida»
per la Spal: mercoledì
la Giacomense in Coppa,
domenica a casa Pozzi

PRO A CREMONA
Domenica prossima
si gioca anche il derby
lombardo tra Cremonese
e la capolista volante




Dolcetti: «Difesa superba e una gran bella partita»
Il tecnico elogia i suoi: «Non hanno mai sbandato»



IL DG POZZI
«Il mister ha grandi
meriti, è bravissimo
Ma una squadra matura
faceva il 2-0 prima»



ALDO DOLCETTI mantiene l'abituale tranquillità, nell'analizzare il secondo derby consecutivo vinto in trasferta: «Bel successo, in una gara importante, al cospetto di un pubblico da categoria superiore, in uno stadio molto bello. Oggi abbiamo dato dimostrazione di solidità. La soddisfazione è evidente, ma bisogna tenere i piedi per terra. In questi momenti di euforia è importante mantenere il necessario equilibrio, certi che i risultati sono la conseguenza del lavoro settimanale che va sempre continuato e affinato».

La supremazia territoriale della Spal e la solidità difensiva hanno legittimato la vittoria?
«La solidità difensiva è stata superrba e per noi è una priorità imprescindibile, ci stiamo lavorando tantissimo. Anche quando la Reggiana ha avanzato il baricentro nella ripresa, infastidendoci in alcuni tratti, siamo stati abilissimi nel leggere velocemente il nuovo assetto tattico e prendere le contromisure. Chiaro, aver avuto la fortuna di sbloccare la gara con una rete strana ci ha agevolato, ma siamo riusciti a rimanere concentrati sino al 90', senza momenti di sbandamento».

Nella formazione iniziale a sorpresa c'era Agodirin...
«Si, con Ghetti volevo il massimo della solidità difensiva, con Agodirin aumentare la velocità offensiva. Avevamo studiato la Reggiana, sapevamo della loro abilità nello stare in campo, e siamo stati bravi a sfruttare le occasioni create».

Ancora un'importante soddisfazione per i tifosi, ormai diventa difficile nascondersi...
«Aver vinto un derby in trasferta, e festeggiare in campo tutti insieme con i tifosi è bellissimo. Ferrara è una piazza importante, dobbiamo cavalcare l'entusiasmo, ma senza esaltarci oltre i limiti. Pensiamo a migliorarci, qualche neo c'è stato. Ad esempio, potevamo piazzare molto prima il colpo del ko: ma il fatto che tardasse ha fortificato la nostra concentrazione prolungandola fino alla fine».

Ed ecco l'amministratore delegato Stefano Bena: «E' una gran bella emozione So come tutti i ferraresi tenessero in modo particolare a questa partita, quindi siamo ancora più felici per la vittoria. Abbiamo giocato una bella gara, concedendo nulla. Non ricordo tiri in porta dei granata. Forse abbiamo anche sprecato un pochino». Una cosa rende molto contento Bena: «Vedo un segnale positivo e cioè che abbiamo abbandonato la paura di vincere. Un bravo anche all'allenatore che ha effettuato cambi perfetti. Forse qualcuno si sarà stupito di vedere Agodirin in campo ma questo è un segnale che il nostro allenatore prepara molto bene le gare studiando l'avversario Io credo che se continueremo così ci toglieremo delle soddisfazioni».

Il dg Bortolo Pozzi è il ritratto della felicità: «Oggi abbiamo proprio fatto una gran partita. La Reggiana, segnatevelo, la troveremo tra le prime a fine campionato: e questo rende ancora più belli e importanti questi tre punti. Si poteva chiudere prima l'incontro: una squadra matura e importante l'avrebbe chiusa prima. Ma abbiamo confermato solidità, loro il primo tiro l'hanno fatto dopo il novantesimo. Dietro sono stati tutti bravissimi. Vorrei sottolineare le capacità del nostro allenatore, la sua bravura. Abbiamo davvero un grande tecnico che sa gestire questo gruppo al meglio. Lo conferma il fatto che il secondo gol sia stato confezionato da due giocatori entrati da poco: abbiamo 22 titolari, ognuno ha la sua chance». Pozzi sente le parole di Pane sulla gara: «Lo rispetto, diventerà un ottimo allenatore, importante. Ma qui noi abbiamo disputato una grande partita, questo non si può negare, e l'abbiamo fatto giocando palla a terra e non per lanci lunghi».

Ora dovete uscire allo scoperto? «No. Io la classifica non la guardo, la lascio ai nostri tifosi perchè ci si divertano loro. Noi puntiamo a salvarci tranquilli. Poi una volta tranquilli, magari ci divertiamo. Vorremmo vincere a Cesena, per fare tris di derby». Ci ha preso gusto, in definitiva.




Tifo corretto e alla fine festa per i 400 ferraresi

GRANDE INGORGO alle biglietterie, ieri al «Giglio» fresco di tornelli. In parecchi si sono sottoposti a lunghe code entrando a partita iniziata. Il verdetto finale del derby deve essere stato proprio inequivocabile, se nessun accenno negativo in tema di incidenti si è verificato tra le due tifoserie. Corretto in campo, il derby lo è stato anche sugli spalti, dove c'erano circa 400 ferraresi. Cori tanti, sfottò anche, ma nulla di peggio.




I GIOCATORI

Bracaletti onesto: «Gol strano, parabola inattesa»


DOPO LA RETE che ha sbloccato il derby di Ravenna, Andrea Bracaletti ha messo il suo marchio anche sulla vittoria al Giglio. La strana traiettoria causata dalla deviazione di Mallus su una sua conclusione da fuori è risultata imprendibile per il portiere: «Si, è stato un gol strano -conferma Bracaletti-, anch'io mi sono accorto che il pallone entrava solamente all'ultimo istante, la traiettoria della sfera dopo la deviazione si è alzata tantissimo per ricadere repentinamente sotto la traversa all'ultimo momento. Ma siamo molto contenti per questa vittoria, assolutamente meritata: è sempre difficile aggiudicarsi un derby, in questo momento ci sta girando tutto per il verso giusto, soprattutto per merito nostro. Ora non dobbiamo mollare, e continuare con questa determinazione anche le prossime gare. Adesso incomincia il difficile, e noi dobbiamo essere pronti, per continuare a dare queste soddisfazioni ai nostri tifosi, che anche a Reggio Emilia sono stati eccezionali incitandoci incessantemente per tutta la gara».

« Vittoria meritatissima - gli fa eco Rachid Arma - nonostante nella ripresa abbiamo mancato in un paio di circostanze l'appuntamento con la rete che avrebbe messo al sicuro il risultato anticipatamente, in virtù di una prestazione in cui si è evidenziata la nostra solidità la nostra personalità. Siamo stati compatti e cinici per tutti i 90': ormai per noi è una consuetudine che su ogni campo sia in casa che in trasferta riusciamo ad imporre il nostro gioco. Personalmente sono soddisfatto della mia prova, anche se non sono riuscito a segnare. Tra i miei compiti c'è anche quello di aiutare i compagni in fase di manovra e di fare da vertice offensivo per far salire la nostra formazione in fase di costruzione offensiva. Dopo diversi campionati tra i dilettanti -conclude il centravanti- mi sto abituando a queste sfide importanti in stadi prestigiosi, soprattutto perchè in questo periodo stiamo dando le giuste soddisfazioni ai nostri tifosi»
Giuseppe Celeghini




Agodirin: «Grazie ai compagni faccio la mia figura anch'io»

SONO IL MASSIMO dell'umiltè, le parole della sorpresa di giornata Agodirin nel dopo-gara: «Ringrazio i compagni di squadra che mi hanno aiutato. Se io giocassi con la mia testa, chissà dove andrei... Invece seguendo le loro indicazioni in campo riesco a fare abbastanza bene». Sorpreso dell'impiego dal primo minuto? «lo aspetto sempre le possibilità che mi vengono offerte. Se non gioco non ci sono problemi, so di non essere bravo tecnicamente, anche se il mister mi carica e mi sostiene sempre con le sue parole». Una bella vittoria e una bella prestazione di Agodirin: «Della vittoria sono molto felice. L'anno scorso quando ero alla Viterbese qui segnai ben due reti nella gara che finì con il risultato di 6-3. Però non fui felice perchè la mia squadra perse. Adesso invece sono felicissimo anche se non ho segnato. Abbiamo portato a casa i tre punti e questo era il mio desiderio».




La gioia di Quintavalla
‘Io tifo Parma e un gol a Reggio è il massimo’


A SORPRESA Francesco Quintavalla parte dalla panchina a Reggio Emilia. Ci si attendeva di vederlo più avanzato sempre sulla destra, a completare il reparto d' attacco assieme ad Arma e Bracaletti. Invece mister Dolcetti fa partire dal primo minuto Agodirin, sostituendolo poi con Quintavalla nella ripresa. E il biondo si rivela prezioso siglando, su assist di Martucci, il secondo gol dei biancoazzurri, per l'amarezza dei tifosi granata.

In realtà si scopre che Quintavalla ha segnato «infrangendo» un ordine di scuderia. «Sì, io avevo detto a Francesco di tenersi il gol per domenica prossima a Lumezzane dove lui sarà tra i tanti ex avendoci giocato per ben cinque anni -commenta scherzando il dg Pozzi nel dopo gara di fronte a un sorridente Quintavalla-. Vorrà dire che ne segnerà un altro oppure che lo siglerà qualcun'altro. Avete da scrivere? Toccherà ad Arma». Questo è il clima di felicità che si respira nel dopo-gara del derby al Giglio. E tra i più contenti, ovviamente, Francesco Quintavalla: «Se sono felice? Tantissimo. Poi per me è una felicità anche tripla perchè, oltre alla vittoria della Spal e alla mia rete, io sono uno che ha fatto l'abbonamento in curva a Parma per otto anni, e vincere a Reggio per me è sempre una soddisfazione».

Segnare contro i granata si scopre essere quasi un vizio per il giocatore spallino: «E' vero, io

segno sempre molto poco, ma il mio primo gol tra i professionisti lo segnai proprio contro la Reggiana, giocando in casa a Lumezzane, nell'anno 2003-2004». Un assist al bacio di Martucci per il 2-0: «Sì, mi ha servito una palla davvero perfetta, tra il portiere e il difensore. Con la punta sono riuscito a scavalcare Ambrosio e ad indirizzare la palla in rete. Ci ho creduto fino alla fine anche perchè la progressione è una delle mie doti principali».

Reggiana resa praticamente inoffensiva dalla Spal? «Li avevamo studiati molto nella settimana scorsa. Siamo stati belli chiusi senza mai rischiare nulla. Poi vorrei sottolineare che due centrali difensivi come i nostri nessuno può vantare di averli in questa categoria. Giocano quasi ad occhi chiusi».

Ti aspettavi la panchina? «Ad essere sincero sì, avevo visto che durante la settimana il mister aveva provato molto la squadra con la difesa più bloccata con Ghetti e poi pronta alle ripartenze con Agodirin. La nostra rosa è così ampia che non ci sono mai problemi. Vorrà dire che inizierò dal primo minuto in un'altra occasione, non importa assolutamente, va benissimo così. Il nostro è un gruppo stupendo». Il gol per Lumezzane quindi è già in previsione come richiedeva il direttore Pozzi? «Spero di giocare intanto, ma non è una regola scritta quella del gol dell'ex. Poi non è mica sempre domenica per me... Se non ci penserò io lo farà di certo qualcun'altro».
Beatrice Bergamini





dalla Gazzetta dello Sport


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IL DERBY EMILIANO
LA REGGIANA CEDE SUL PROPRIO TERRENO AI GOL DI BRACALETTI E QUINTAVALLA


La Spal si prende tutto
Vittoria e secondo posto




EZIO FANTICINI
REGGIO EMILIA
Una domenica da incorniciare per la Spal, che passa con autorità al Giglio, scavalcando la Reggiana in classifica e salendo al secondo posto, a braccetto col Padova. Vittoria indiscutibile, secondo derby trionfale per gli estensi che due settimane fa avevano sbancato Ravenna.

Delusione granata La Reggiana ha sonoramente fallito. Inguardabile nel primo tempo, la squadra di Alessandro Pane ha cercato di scuotersi nella ripresa, esprimendo generosità ma rimanendo arida nei contenuti e non rendendosi mai pericolosità. Il taccuino è impietoso. Il primo tiro in porta è stato scoccato da Maschio al secondo minuto di recupero: Capecchi ha respinto e Dall'Acqua ha ribadito nel sacco, ma in posizione di fuorigioco. Gol effimero, come quello realizzato cinque minuti prima da Falconieri, che si è aggiustato il pallone col braccio, infilando in diagonale sul fischio dell'arbitro. Semplici bagliori in un'oscurità fitta. Pane ha dovuto ridisegnare la difesa per la squalifica di Stefani e il forfait di Zini (lesione al polpaccio, ha provato invano nel riscaldamento) facendo debuttare Esposito (classe '88, in prestito dall'Inter) e schierando Mallus sulla destra. Retroguardia spesso in difficoltà sul gioco spallino, appoggiato sulla torre Arma. Ospiti assai più vivi, quasi sempre primi sui palloni, pronti agli inserimenti e blindati in difesa grazie all'efficacia di Zamboni e Lorenzi.

Colpi da k.o. La Spal ha rotto l'equilibrio al 21': Bracaletti prova il tiro dal limite, Mallus devia e la palla s'impenna. Ambrosio potrebbe intervenire ma, sull'accorrere di Arma, osserva semplicemente la sfera insaccarsi. La Spal continua a giocare tranquilla e in chiusura del tempo sfiora il 2-0 con Arma. La Reggiana prova a reagire dopo il riposo, ospiti attenti e ordinati. Non c'è forza d'urto nella manovra granata, Falconieri spreca al 14' con un tiro impreciso. Arma è sempre insidioso, al 31' Ambrosio riscatta in parte lo scarabocchio sullo 0-1 volando a deviare una girata del marocchino. Il raddoppio è rimandato di soli 5 minuti: contropiede di Martucci che lancia Quintavalla, bravo nell'anticipare l'uscita di Ambrosio. E' l'apoteosi per i 400 tifosi ospiti.


REGGIANA SPAL
0-2

GIUDIZIO **
PRIMO TEMPO 0-1

MARCATORI Bracaletti al 21' p.t.; Quintavalla al 36' s.t.


REGGIANA (4-4-2) Ambrosio 5; Mallus 5. Esposito 5,5 (daI1S' s.t. Ponzo 5.5), Mei 5, Bruno 5,5; Ferrari 5, Padoin 5, Grieco 5 (dal 37 s.t. Florian s. v.), Maschio 5,5; Dall'Acqua 5. Falconieri 5,5.
PANCHINA Tomasig, Cosner, Scantamburlo, Bucolo, Migliaccio.
ALLENATORE Pane 5.
SPAL (4-3-2-1) Capecchi s. v.; Ghetti 6, Zamboni 7, Lorenzi 6,5, Cabeccia 6; Centi 7 (dal 42' s.t. Savi s.v.), Schiavon 6,5, Cazzamalli 6,5: Kolawole 6 (dal 20' s.t. Quintavalla 6,5), Bracaletti 6,5 (dal 33' s.t. Martucci 6); Arma 7. PANCHINA Careri. Servidei, Rivaldo, La Grotteria.
ALLENATORE Dolcetti 7.

ARBITRO Paparazzo di Catanzaro 6.
NOTE paganti 2,059, abbonati 1.721. incasso di 42.415,53 euro. Ammoniti Mallus, Mei, Padoin, Grieco, Centi e Schiavon. Angoli 5-4


DALLA GAZZETTA DI REGGIO
Granata in difficoltà
via libera alla Spal
di Wainer Magnani REGGIO.
«Ragazzi, calma e gesso» direbbe il mitico Mecco, che vediamo soffrire ogni domenica in tribuna. La Reggiana non era un «fenomeno» dopo la conquista del secondo posto, non è un «disastro» ora dopo la battuta d'arresto contro la Spal. Una sconfitta meritata, a prescindere dall'aiuto offerto da alcuni granata ma soprattutto una lezione per il futuro di cui far tesoro: in questo campionato paga la continuità, vale a dire muovere la classifica. Non si può sempre vincere, a volte occorre anche sapersi accontentare. Valeva per il derby con la Spal e soprattutto avrà una valenza per i prossimi probanti impegni. Due, oggi, sono gli errori da evitare: cadere nella depressione e quindi nella paura di non essere all'altezza della categoria. Che fosse una partita segnata, forse lo si è capito quando nel riscaldamento Danilo Zini è stato costretto a cedere la maglia al debuttante Dennis Esposito. Il giovane, per carità, ha fatto il suo dovere ma è ben altra cosa da Zini. E' stato un segnale del destino.
Quando poi Ambrosio ha accompagnato con lo sguardo la palla, deviata da Mallus, in fondo al sacco, allora tutti hanno compreso che non era giornata.
I GOL ANNULLATI. Le ragioni della sconfitta, però, non sono nei due episodi che hanno consentito alla Spal di andare in gol. La Reggiana ha incassato la prima rete (22'pt) su autogol di Mallus e la seconda in contropiede con errori a catena da parte di Mallus, Mei e Bruno con Quintavalla partito, forse, in fuorigioco. Non si possono nemmeno chiamare in causa i due gol annullati a Falconieri (44'st) per un fallo di mano e a Dall'Acqua (47'st) per fuorigioco. Però lo scorso anno alla Spal il fattore «c» era stato fondamentale. Lasciamo stare, acqua passata.
PALLA AL VENTO. Il vero nodo del problema è che la Reggiana non gioca più a calcio. O per meglio dire, non ci riesce più. E' cambiata la categoria e ne stanno pagando le conseguenze. Grieco e compagni non reggono più il confronto atletico con gli avversari e così la manovra granata è monotematica: palla lunga a scavalcare il centrocampo per la «spizzicata» di Dall'Acqua. Uno schema stile Nello Santin, ve lo ricordate.
In questo contesto è logico che Vito Grieco sia un pesce fuor d'acqua (non a caso è stato ancora una volta sostituito) ma del resto ogni volta che la Reggiana ha provato a giocare palla a terra è sempre stata «sbranata» dai centrocampisti avversari che hanno tolto respiro e possesso di palla ai granata.
DISINNESCATA. La Spal ha meritato la vittoria anche per un altro particolare: sui rinvii dal fondo di Ambrosio il trainer Dolcetti ha ordinato al centrocampista Cazzamalli di andare a raddoppiare su Dall'Acqua disinnescando, di fatto, l'unica arma a disposizione della Reggiana per mettere in movimento gli avanti. Una contromossa studiata e che ha dato buoni frutti. A nulla, invece, è servita la mossa di Pane che, dopo trenta minuti, ha tolto Ferrari dalla fascia per riportarlo dietro le due punte. Mai come in questo momento si avverte l'assenza di Alessi.
SOVRASTATI. Sul piano del gioco non c'è mai stata partita, anche se la Reggiana ha mostrato segnali di reazioni nella seconda parte del match, fino a quando Quintavalla non ha trovato il raddoppio. In questi trenta minuti i granata hanno mostrato le migliori giocate, vedi un tiro a lato e un'inzuccata fuori di poco sempre di Falconieri. C'è solo questo da salvare, perché dopo è tornato il buio. Lo dimostra il fatto che la Reggiana non ha mai calciato nello specchio della porta difesa da Capecchi. Mentre la Spal dava sempre l'impressione soprattutto con Arma di poter trovare la via del gol, Dall'Acqua e Falconieri non hanno mai dato segnali di pericolosità.
GLI ALIBI. Non era la vera Reggiana quella che ha sbancato il Breda di Sesto San Giovanni, non lo può essere quella uscita sconfitta e battuta dalla Spal. E' questo il grande rammarico: non poter gareggiare partendo entrambe dai blocchi di partenza. In questo momento i granata partono con una palla al piede perché ogni volta il trainer Alessandro Pane è costretto a cambiare formazione e non certamente per scelte tecniche.

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