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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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28 maggio 2008

Cavese, ecco Camplone

28.05.2008 19.09 di Stefano Sica  articolo letto 126 volte
La Cavese ufficializza l'accordo con il tecnico ex Martina Andrea Camplone, il quale ha siglato un contratto annuale, con opzione sul secondo anno. Queste le dichiarazioni del neo trainer aquilotto. "Innanzitutto saluto la città di Cava de’Tirreni ed i tifosi aquilotti. Una piazza importante, prestigiosa, calda, come piace a me, perché sono convinto che una squadra deve sentire il calore e l’entusiasmo dei propri supporters. Allenare la Cavese rappresenta sicuramente un’occasione importante, che cercherò di sfruttare ed onorare al meglio. Ringrazio per la fiducia accordatami la società metelliana, che mi è apparsa subito molto seria, competente e con le idee chiare in merito alla programmazione. Insomma, ci sono tutti i presupposti per fare bene insieme".
http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=106162

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28 maggio 2008

Potenza, rifiutata offerta inglese

A tenere banco, in casa Potenza, sono le vicende societarie. A creare malumore nella piazza potentina il rifiuto opposto dal sindaco della città, Santarsiero, alla megaofferta della società inglese British Land. Che era pronta, almeno pare, a investire 100 milioni di euro.
Tifosi del Potenza

L’offerta degli inglesiBritish Land è un gruppo di investimento immobiliare con sede a Londra e quotato al London Stock Exchange. Ha un patrimonio stimato intorno ai 20 miliardi di sterline. Investe soprattutto in aree dagli standard economici non elevatissimi, ma con prospettive di crescita interessanti. Il progetto in cantiere era quello di realizzare a Potenza, in cambio della concessione di un suolo pubblico e di licenze per l’apertura di esercizi commerciali, una megastruttura polivalente che includesse un nuovo stadio e un centro commerciale. Con un investimento, nel capoluogo lucano,pari a 100 milioni di euro. Di questi, 10 milioni sarebbero stati destinati alla società di calcio del presidente Postiglione e, una volta costruito, lo stadio sarebbe diventato proprietà del comune. Una simile operazione è già stata realizzata, con successo, a Teramo.

 

Il rifiuto del comune – Lo scorso 21 maggio il sindaco di Potenza, Santarsiero, l’assessore allo sport, Ginefra, e i rappresentanti della società inglese si sono alla fine incontrati per valutare la fattibilità dell’operazione. Ma la risposta è stata negativa. La non disponibilità del suolo richiesto dagli inglesi e il rispetto del piano urbanistico, secondo il primo cittadino di Potenza, hanno impedito che l’affare andasse in porto.

 

La delusione tra i tifosi – La delusione tra i tifosi è enorme. E la polemica, in questi giorni, è infuocata. Viene messo sotto accusa soprattutto il sistema lobbistico, reo di aver impedito la realizzazione dell’operazione. Un investimento di tale portata si vede di rado e avrebbe messo il presidente Postiglione nella condizione di allestire una squadra in grado di lottare per una serie B che manca ormai da 40 anni.

 

Giuseppe Verderosa – www.calciopress.net
http://www.calciopress.net/news/122/ARTICLE/4791/2008-05-28.html

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28 maggio 2008

Si apre una prospettiva per il Potenza

Avanti con un terzo interlocutore

PER IL FUTURO DEL Potenza, ma soprattutto per dare una mano diretta al patron Postiglione resta sempre valida ed aperta la pista battuta dal gruppo dei potentini e da Genj Donofrio in particolare, sulla possibilità di trovare un terzo soggetto. Una sorta di interlocutore in più tra il gruppo degli imprenditori potentini e Postiglione. Il soggetto c’è e desidera mantenere almeno fino alla prossima settimana un pizzico di anonimato. A lui è riconducibile un gruppo ulteriore di amici interessati all’investimento per il Potenza in C1. Postiglione ha immediatamente confermato la sua disponibilità: «Confronto aperto per un affiancamento o una mia sostituzione, non ci sono dubbi. Ma credo, dopo il silenzio dei giorni scorsi, che sia necessario acquisire l’interesse dei potentini a parlarne».
Detto, fatto: il gruppo dei potentini, con la presenza del terzo soggetto è disposto a sedersi a un tavolo di trattative. Si può quindi iniziare a discuterne in maniera concreta, fermo restando che sembra praticamente scontato che chiunque voglia affiancarsi a un’avventura del genere debba essere messo al corrente in maniera chiara ed evidente della situazione economica della società.
Delle pendenze, se ce ne fossero, degli investimenti sui calciatori che hanno un contratto
pluriennale con la società, ma soprattutto delle reali volontà del patron di mettere a disposizione di chi si avvicina a lui il 33% della società a un gruppo e il 33% a un altro. Significa perdere la proprietà esclusiva e confrontarsi, come mai accaduto in questi due anni di presidenza, con un consiglio di amministrazione e con un gruppo di dirigenti partendo dalla stessa condizione.
Dalla teoria si deve passare, quindi, ai fatti, alle certezze. Sostanzialmente, Postiglione deve raccogliere l’invito che gli abbiamo rivolto qualche giorno fa su queste colonne: ossia, fare chiarezza sulla situazione potentina, sulle necessità impellenti e sulle prospettive.
Parlare in maniera esplicita  di cifre. Il quadro sarebbe certamente più chiaro.
Nel frattempo, il patron sta continuando la sua attività di ordinaria amministrazione.
Ieri ha ottenuto il parere favorevole da parte della Covisoc sui prospetti di bilancio inviati. Non esistevano dubbi, ma di questi tempi e sotto le grinfie spietate di un organo rigoroso
quale quello citato, non si poteva sapere con certezza nulla. Ieri è arrivata la prima
conferma dell’esattezza del bilancio al 31 dicembre.
E sul fronte organizzativo, il giovane patron sta facendo un giro ricognitivo in città per acquisire la collaborazione operativa di alcuni amici sempre vicini al Potenza, ma ultimamente finiti in disparte non per colpe loro. E’ proprio sul recupero di certi rapporti persi o logorati che Postiglione sta facendo leva.
Alfonso Pecoraro
http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/

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28 maggio 2008

Taranto, Colombini: "Voglio portare il Taranto dove merita"

Francesco Colombini è concentratissimo e già proiettato alla doppia finale contro l'Ancona. Il numero tre dello scacchiere di Marco Cari parla in maniera schietta e con la massima sincerità soffermandosi su svariati temi: si va dall'attesa che accompagna squadra e città verso questa doppia finale che può segnare la storia recente del calcio rossoblu fino a toccare temi delicati come la proposta di rinnovo contrattuale attesa e mai arrivata.

CON GRINTA VERSO IL TRAGUARDO. Il terzino pisano esprime la sua considerazione sui dorici e sulle condizioni che servono per affrontare partite di questo genere: <<L'Ancona è una squadra che sta molto bene in campo. Anche i biancorossi hanno degli ottimi giocatori singoli. Per cui credo che queste due finali saranno partite che potranno essere risolte da tante cose: da intuizioni, estro di certi giocatori, poi sono partite particolari in cui conta molto anche l'arbitraggio, nel senso che speriamo capitino arbitri bravi e che non si lascino condizionare. Ci sono tante piccole cose insomma che possono condizionare una partita: già noi siamo partiti male con l'espulsione di Cejas per due giornate, ora Cutolo che starà fermo per squalifica domenica. Siamo già partiti col piede sbagliato sotto questo punto di vista. Questo però ci dà ancora più forza perchè più troviamo ostacoli, più tiriamo fuori maggiore forza>>. Il "Cillo" indica poi la ricetta per superare l'ostica squadra biancorossa nell'arco dei 180 minuti, e si mostra convinto che il Taranto può giocarsela senza problemi anche nelle Marche: <<Saranno due partite in cui dovremo stare tranquilli e siamo consapevoli che possiamo fare risultato qui a Taranto così come possiamo andarlo a fare anche ad Ancona senza nessun problema. L'importante sarà attaccare bene e non rilassarsi mai tenendo alta la concentrazione>>. Il difensore jonico epsrime poi un giudizio complessivo sulle squadre che hanno composto il lotto play-off: <<I play-off hanno visto come protagoniste quattro ottime squadre, anche Ancona-Perugia è stata una partita combattuta e tirata fino alla fine, perchè ho sentito che il Perugia all'ultimo minuto ha mancato clamorosamente il gol qualificazione. Poi l'Ancona, come noi, è stata brava nel complesso a ribaltere il risultato e quindi il campo dice che la finale sarà Taranto-Ancona. Però vanno fatti i complimenti sia all'Ancona che al Perugia perchè hanno lottato per tentare l'aggancio alla finale>>.

TARANTO NEL CUORE. Il numero tre rossoblu mette in guardia i compagni dal non commettere alcuni errori fatti ad Ancona nell'ultima giornata di campionato ed esprime belle parole per la città di Taranto e per una Serie B che, qualora dovesse arrivare, potrebbe darle una mano a rifiorire: <<In campionato la sfida con l'Ancona è stata una partita strana nella quale abbiamo commesso alcuni piccoli errori. Domenica però a differenza della gara di campionato sappiamo che non bisogna lasciare proprio nulla al caso perchè è un'occasione unica quella che abbiamo e non ce la possiamo far scappare dopo un campionato del genere, così rocambolesco e con tutti i fatti che son successi. Ciò che mi è dispiaciuto in questi due anni è che Taranto balza alle cronache nazionali solo per i fatti tristi. Sembra una città che deve andare in guerra. Ma dopo che sono stato qui posso dire che è tutto il contrario di ciò che scrivono i giornali: Taranto è una bella città, dove si sta bene. Speriamo solo che se arriveremo in Serie B, un evento come questo possa aiutare la città a rialzarsi dal fallimento avuto dal Comune l'anno scorso>>. Il terzino jonico commenta poi la decisione di giocare regolarmente a Taranto ed Ancona, scelta che ha scattiato il rischio di un doppio trasloco allo stadio "Olimpico" di Roma: <<E' giusto giocare a Taranto ed Ancona perchè poi alla fine i tifosi vogliono sempre che la propria squadra giochi nel suo stadio. Più che altro ciò che dispiace è la restrizione della capienza dell'impianto, perchè in un anno qualcosa si sarebbe potuto fare e invece ogni volta si sta sempre lì a parlare e basta>>. Il difensore toscano non trova differenze dal punto di vista qualitativo delle squadre tra quelle che hanno partecipato ai play-off dello scorso anno e le quattro di quello in corso: <<Secondo me non ci sono differenze rispetto allo scorso anno nel lotto play-off. Perchè le squadre hanno tutti ottimi collettivi ed ottimi singoli. Se prendiamo l'Avellino dello scorso anno aveva un ottimo collettivo però aveva anche dei singoli straordinari. Perciò non vedo alcuna differenza tra gli scorsi play-off e quelli in corso: la stessa cosa infatti secondo me la si può notare nelle squadre che disputano i play-off di quest'anno: prendiamo Crotone, Perugia, Ancona e Taranto. Se prendi queste squadre hanno tutti ottimi collettivi però hanno anche dei singoli che ti possono risolvere la partita da un momento all'altro>>. L'ex terzino del Novara mostra poi rispetto per l'Ancona, affermando che l'unica cosa che il Taranto deve temere non è l'avversario ma se stesso: <<Non temo l'Ancona. Se proprio devo temere qualcuno io temo più il Taranto dell'Ancona, perchè è il Taranto che deve fare la partita e deve giocare come sa. Dobbiamo temere solo noi stessi, noi rispettiamo l'Ancona ma non la temiamo>>.

PRESENTIMENTI DI UN ADDIO. In chiusura però Colombini parla della sua situazione contrattuale (contratto in scadenza il 30 giugno prossimo, n.d.r.) e spiega come praticamente la sua avventura in rossoblu, possa definirsi ormai al capolinea: <<Ho atteso fino ad ora una chiamata per il rinnovo del contratto, ma non l'ho mai avuta. Io ho dato tutto me stesso e anche di più in quest'avventura: ho fatto sacrifici enormi, come saltare le vacanze estive per prepararmi al meglio e farmi trovare pronto per l'inizio della nuova stagione. Ho fatto di tutto e per questo mi sarebbe piaciuto rimanere a Taranto con la maglia con il nome scritto dietro - prosegue il terzino alludendo alla possibile avventura in Serie B con i rossoblu - però mi rendo conto che non è possibile, ma prima di andar via voglio fare questo grande regalo ai tifosi e lasciare il segno, perchè lo meritano>>. A chi gli domanda qual'è la percentuale di una sua possibile permanenza in rossoblu, Colombini risponde lapidario e senza peli sulla lingua: <<Lo 0,01%. Io dico la verità, non sono uno che ci gira intorno però assicuro a tutti che voglio portare il Taranto nella categoria che merita. Ripeto, ho aspettato fino ad ora una chiamata ma non è arrivata. Evidentemente dopo di me arriveranno altre persone. Io comunque penso di aver dato tanto e continuerò a lavorare sodo per questa squadra fino alla fine. Qui mi sono trovato benissimo, con la gente, con i compagni, con la società e con questi splendidi tifosi>>.

Pastore: "Abbiamo la convinzione di potercela fare"

Alla ripresa degli allenamenti in casa Taranto è capitan Ivano Pastore ad incontrare la stampa. Il difensore rossoblu non può non commentare la notizia che ha fatto discutere nelle ultime ventiquattr'ore, la provocazione lanciata dal presidente della Lega di C Mario Macalli, che voleva far disputare entrambe le finali tra jonici e dorici allo stadio "Olimpico" di Roma: <<Sarebbe stato bello giocare a Roma perchè varcare lo stadio "Olimpico" non è una cosa che capita tutti i giorni. Però sarebbe stato molto dispendioso per i tifosi affrontare due trasferte nel giro di una settimana, a livello economico non mi sembrava una cosa giusta. Così come non mi sembra giusto che tante persone che vogliono assistere ad un incontro di calcio bello e che soprattutto può portare alla città un risultato importante, non possano farlo>>. Il difensore salernitano esprime poi le sue considerazioni sulle emozioni e sensazioni che sta provando in questi giorni: <<Sono sensazioni positive. Io sono positivo di carattere e cerco di vedere sempre il lato buono in tutte le cose. Così del resto sono stato durante tutta la scorsa settimana: c'era molta tensione e si temeva che la partita contro il Crotone potesse lasciare un ricordo amaro, alla fine non è stato così ed abbiamo passato il turno. Anche perchè tutti conoscevamo la forza della nostra squadra, l'avevamo dimostrata a Crotone, a Taranto bastava solo ripetersi, lo abbiamo fatto e ora siamo in finale>>.

Pastore analizza poi la differenza che c'è tra la partita giocata solo quattro domeniche fa ad Ancona in campionato, e le due che si disputeranno in questi dieci giorni, sottolineando un errore che certo i rossoblu non ripeteranno: <<La partita di Ancona in campionato a noi serviva per conservare il secondo posto però, come dissi già all'epoca prima di giocare quella gara, che dopo aver fatto una rincorsa del genere ci poteva anche stare un calo mentale perchè dopo aver rincorso questi play-off con tutta l'anima ed essere arrivati all'ultima partita con la qualificazione già in tasca, poteva anche accadere un rilassamento. E questo forse è stato l'unico errore che abbiamo commesso nel girone di ritorno>>. Per il capitano rossoblu adesso la situazione che c'era tra Taranto e Crotone, con la sua squadra leggermente favorita al passaggio del turno per il miglior piazzamento, è ribaltata in favore della squadra dorica: <<Relativamente può cambiare qualcosa a favore dell'Ancona: così come con il Crotone noi avevamo il 51% di passare il turno e loro il 49%, ora noi abbiamo il 49% e l'Ancona il 51%. Però il Taranto domenica ha dimostrato di essere una squadra costruita per attaccare, per difendersi invece sì siamo bravi, però non è nel nostro DNA. Pertanto mi auguro che domenica riusciremo a vincere in casa per poi andare ad Ancona e giocare per vincere anche lì, come abbiamo sempre fatto. E' ovvio però, ripeto, che un piccolo vantaggio per il miglior piazzamento và dato all'Ancona>>. Il numero cinque jonico non drammatizza più di tanto la pesante assenza di Cutolo che, così come avvenuto con Cejas, verrà rimpiazzato in maniera egregia, almeno stando alle parole del capitano: <<Noi avremo assenze importanti. Sapevamo già di Cejas, perchè aveva preso due turni di squalifica e dunque siamo già preparati. L'assenza che peserà sicuramente sarà quella di Cutolo, ma alla fine così come accaduto per Cejas,rimpiazzato benissimo da Marsili e De Falco che sono stati i migliori in campo domenica, anche chi andrà a rimpiazzare Cutolo darà il suo contributo al 100%. Del resto queste sono partite importanti che vorrebbero giocare tutti, siamo arrivati ad un punto dove molti giocatori di altre squadre ci invidiano perchè vorrebbero essere al posto nostro>>.

Il centrale rossoblu spiega anche il perchè della tanta tensione che si respirava dentro e fuori lo spogliatoio alla vigilia della gara con il Crotone: <<La tensione che c'era la scorsa settimana era tutto sommato normale perchè noi venivamo prima di tutto da un play-off perso lo scorso anno a tre minuti dalla fine, poi avevamo di fronte una signora squadra che ha giocato un ottimo calcio per tutto il campionato che è il Crotone, pertanto un pò di emozione e tensione questa partita la nascondeva. A parte tutto però io ho sempre detto che questa squadra era in grado di ribaltare il risultato e l'ha fatto sul campo in maniera molto egregia>>. Pastore passa poi a parlare di quella che è stata la svolta dal punto di vista tattico che ha permesso ai rossoblu di avere la meglio sui calabresi: <<Il mister domenica prima della partita ci ha chiesto di bloccare le loro fonti di gioco che erano i centrocampisti, e loro avevano tre centrocampisti davvero molto bravi. E penso che alla fine mister Cari abbia avuto ragione perchè Marsili e De Falco insieme a Mancini abbiano fatto un lavoro veramente ottimale. Del resto il mister ha a disposizione una rosa così ampia e ben preparata tecnicamente e atleticamente che può permettersi di optare per diverse soluzioni. Anche in questi giorni valuterà la formazione che meglio si adatterà alla partita con l'Ancona>>. Il difensore campano auspica che il sogno vada a completarsi al termine di questa doppia sfida, anche per riprendersi ciò che ha incredibilmente mancato quel famoso 9 giugno di sei anni fa: <<Mi auguro che questa finale possa giocarla e possa trasformarsi per me nella consacrazione definitiva di Taranto e del Taranto. Ho sempre detto che vorrei restare nella storia di questo club e lasciare qualcosa di importante. Tornare a Taranto in C2 e avere la fortuna e la bravura di arrivare in C1 e arrivare addirittura in B, significherebbe di entrare nella storia di questo club e di questi tifosi. A me farebbe piacere riuscirci, così come sono riuscito in altre piazze, e ovviamente darò tutto me stesso affinchè questo accada, anche perchè voglio cancellare la finale del 9 giugno 2002 contro il Catania, che è stata la più grande delusione della mia vita dal punto di vista professionale>>.

Capitan Pastore conclude infine la sua lunga analisi sottolineando la compattezza, la grinta e la convinzione di potercela fare che sono il vero segreto di questo gruppo: <<Noi abbiamo giocato con tranquillità con il Crotone. Non avevamo quell'ansia di dover raggiungere per forza il risultato sin dal primo minuto. E forse proprio quella tranquillità ci ha permesso di giocare una partita importante e perfetta come abbiamo fatto domenica. E credo che proprio da questa base dobbiamo partire per fare bene anche domenica contro l'Ancona. Comunque sia noi abbiamo sempre avuto la convinzione di poter andare in Serie B già da prima della partita di Crotone, e così come l'avevamo all'epoca ce l'abbiamo anche oggi, forse di più perchè abbiamo passato un turno e ci aspettano soltanto gli ultimi 180 minuti. Però la convinzione di andare in B è sempre la stessa, l'abbiamo sempre avuta dal momento in cui abbiamo agguantato i play-off e l'avremo sempre fino all'ultimo secondo della partita di Ancona>>.

Gabriele Russano

http://www.tarantosport.net/

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28 maggio 2008

Cittadella: Il portierone verso la finale: «La Cremonese è da temere»


Pierobon: «Daremo tutti il massimo»



CITTADELLA - Non hanno dubbi all’ombra delle storiche mura: l’uomo dei miracoli è tornato. Non fosse stato per lui, il 39enne portierone granata Andrea Pierobon, probabilmente in finale contro la Cremonese sarebbe volato il Foligno, che domenica si è visto negare dall’estremo difensore almeno quattro lampanti occasioni da rete.
Dopo essersi preso suo malgrado una breve pausa, culminata in campionato con il 2-3 casalingo strappato dalla Pro Sesto e il 3-1 a Monza (prima ancora il 3-3 con la Paganese), “San Piero” è tornato di nuovo decisivo, pronto a sbarrare la strada da domenica ai bomber grigiorossi Graziani e Temelin. «Non sono certo due giocatori qualsiasi ma tutta la Cremonese è da temere - spiega il portiere del Citta -. E’ un compito molto arduo il nostro. Nel doppio confronto (si parte domenica al “Tombolato”, ndr) dovremo cercare di vincerne almeno una. Abbiamo fatto solo il primo passo verso il grande sogno».
Pausa, quindi Pierobon riprende: «Arrivare in finale era il nostro obiettivo minimo e non si può buttar via tutto dopo che già si era persa la promozione diretta in B. Facciamo sul serio. Daremo più del nostro massimo per regalare al presidente il salto di categoria. Se lo merita lui come tutti noi».
Niente allenamento ieri. Giocatori e staff tecnico si sono ritrovati per una scampagnata in montagna, improvvisata per dare più armonia al duro lavoro che attende i granata a partire da questa mattina. (S.Tub./ass)
http://www.leggo.it/sfoglia.php?data=20080528&pag=12&citta=PADOVA&sez=SPORT&ediz=PADOVA

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28 maggio 2008

Verso la finale di andata per la serie B Cremonese-Cittadella, grigiorossi chiamati al top

La rassegna stampa del 28 maggio

La rassegna stampa dei notri quotidiani locali


Il Cittadella sfrutta al meglio una coppia d'attacco che fa sfracelli: Coralli - Meggiorini

di Alexandro Everet

L'ultimo ostacolo da superare per la serie B sarà molto duro. Il Cittadella è infatti sicuramente una delle squadre migliori della C1. Giunto terzo a un solo punto dai grigiorossi in campionato, il team veneto rappresenta una piccola realtà ma può contare su una società seria e solida alle spalle. In panchina c'è un tecnico navigato come Claudio Foscarini, abile nel far praticare alle sue squadre un gioco razionale, organizzato, tutto sommato piacevole. Quest'anno in particolare Foscarini ha fatto giocare spesso i suoi col 4-3-1-2, modulo che permette di sfruttare al meglio le doti di una coppia d'attacco che ha fatto sfracelli: Coralli-Meggiorini. In effetti i due si completano bene: Coralli è il "cinghialone" che abbiamo conosciuto a Pizzighettone, Meggiorini è più agile e dinamico. In due hanno segnato qualcosa come 33 gol, meglio anche di Graziani e Temelin.


Giovedì partitella ancora contro La Provincia

Sono ripresi gli allenamenti in casa grigiorossa. La squadra si è allenata come al solito con una seduta in parte atletica e in parte tecnico-tattica. Hanno lavorato a parte gli affaticati Ferrarese e Colucci (e sfido che siano stanchi dopo la "maratona" di corsa che hanno affrontato domenica) e gli acciaccati Zauli e Brioschi. Anche la situazione di questi ultimi due non è però particolarmente negativa (si spera di recuperarli insomma). Mercoledì la squadra sosterrà una doppia seduta di allenamento, al mattino e al pomeriggio. Giovedì invece amichevole con la rappresentativa giovanile "La Provincia" allo Zini alle 16. La settimana scorsa lo stesso test, finito 2 a 2, ha portato fortuna. Scelta scaramantica?

Alle loro spalle solitamente agisce come trequartista Joachim De Gasperi, elemento dotato di tecnica e velocità, assai pericoloso. Le alternative in attacco sono il giovane dribblomane Riberto e l'interessante brasiliano Santos, assai tecnico. Meno valido appare il giovane Germinale, che già a Pizzighettone non aveva impressionato.

A centrocampo, disposto solitamente a tre come detto, il gioiello è certamente il capitano Manuel Iori, classe 1982 e nel mirino di diverse società di categoria superiore. E' un buon giocatore dotato di visione di gioco, lancio lungo e tiro dalla distanza ma tutto sommato pure grintoso. Al suo fianco gioca di solito Davide Carteri, elemento più di quantità, ma nella gara di andata sarà squalificato. Le altre alternative del reparto sono Roberto Musso (più qualitativo di Carteri), l'ex Mantova Gennaro Volpe (esterno che cerca il fondo per poi crossare), Alessandro Campo (altro esterno abile nei cross).

In difesa troviamo l'ex grigiorosso Andrea Manucci, che ben conosciamo (e di cui parliamo a parte). Ci sono poi Alberto Marchesan, centrocampista riciclatosi terzino d'attacco con ottimi risultati, Fabio Cozza, difensore molto fisico e forte di testa ma un pochino lento, l'ex Pavia Edoardo Gorini, come Cozza difensore centrale molto fisico e di grande esperienza, Andrea Turato, terzino molto esperto che fa del dinamismo la sua arma migliore.

In porta infine gioca Pierobon, bandiera della squadra e portiere di grande qualità che anche domenica scorsa ha fatto miracoli col Foligno facendosi forte della tranquillità e del senso della posizione, sue armi migliori.

Nel complesso si tratta di una squadra molto equilibrata e senza punti deboli particolari, se non una certezza lentezza del pacchetto arretrato in zona centrale. Non ci sono stelle e la forza sta sicuramente nell'organizzazione e nell'entusiasmo.

In campionato i padovani si sono distinti per un rendimento eccezionale fuori casa (29 punti, miglior bottino di tutto il girone) ma scadente in casa (29 punti, solo undicesimo posto nella speciale graduatoria). L'attacco come detto è stato devastante con 52 gol segnati (secondo del girone) ma anche la difesa si è fatta valere con 34 gol subiti (terza difesa del girone).

Semmai, nel finale i padovani hanno denotato un calo fisico evidente che li ha portati a perdere le chances di inserimento nella lotta per il primo posto.


Domenica prossima i grigiorossi si ritroveranno di fronte un ex che i tifosi cremonesi ben ricordano. Nel Cittadella gioca infatti Andrea Manucci, terzino che ha indossato la maglia della Cremonese dal 2000 al gennaio 2006. Cinque stagioni e mezza con ben 104 presenze e 5 gol all'attivo in campionato (contro Pavia, Novara, Biellese, Sangiovannese e Arezzo).

Giunto in C2 dalla Ternana nell'ambito della cessione di Lucchini, Manucci visse le annate di stagnazione in categoria con Galderisi, Montorfano e Maselli prima di partecipare alla doppia trionfale promozione di Roselli che portò la squadra in serie B. Qui Manucci si fermò solo sei mesi finendo con l'essere ceduto nel mercato di gennaio proprio al Cittadella, dove gioca da allora.

Andrea è un gran bravo ragazzo, estremamente disponibile e alla mano. Come giocatore è un terzino che può giocare sia a destra che a sinistra. Fisico robusto (che ha irrobustito proprio negli anni di Cremona facendo molta palestra) è più portato sicuramente a difendere che ad attaccare ma è in grado comunque di segnare gol spettacolari (ricordiamo un gol in rovesciata con la Sangiovannese e uno di tacco in B ad Arezzo). A Cremona ha fatto bene in serie C nonostante un paio di infortuni che lo hanno fermato a lungo, meno in B (ricordiamo la partita col Verona in cui Adailton lo fece impazzire segnando due gol).

L'episodio che però è marchiato di più nella memoria riguarda il frigorifero dello Zini che gli fece rischiare la vita: aprendolo infatti rimase fulminato e solo per fortuna non si fece nulla. Era l'estate 2003. Per fortuna, i tempi sono cambiati e soprattutto è cambiata la società (che ha rimesso a norma tutti gli impianti dello Zini).


Il Cittadella, l'ultimo problema: fino ad oggi la bestia nera, saremo più forti della scaramanzia

Sarà il Cittadella, dunque, a contendere la serie B ai grigiorossi. Un avversario molto diverso dal Foggia,che rappresenta un piccolo centro di 17000 abitanti in provincia di Padova. I grigiorossi partono sicuramente favoriti, vuoi per il miglior piazzamento in campionato vuoi per la qualità complessiva della rosa vuoi anche per la maggior esperienza di Mondonico nei confronti di Foscarini.
Ma sarà bene non sottovalutare. Il Cittadella ha infatti alle spalle una società solida e seria che ha già saputo portare la squadra in serie B dal 2000 al 2002, ha una rosa di rispetto con la coppia-gol più prolifica del campionato (Meggiorini-Coralli) e infine è una bestia nera della Cremonese che non ha mai vinto nei 6 precedenti ufficiali.
3 pareggi in casa e 3 sconfitte in trasferta il bilancio. E si tratta di precedenti tutti recenti: 1999-2000 (1-1 in casa e 0-4 in trasferta), 2006-2007 (1-2 in trasferta e 0-0 in casa) e 2007-2008 (0-0 in casa e 1-3 in trasferta).
Non bisogna averne paura, ma va rispettato. L'errore sarebbe infatti pensare di aver fatto il più superando il Foggia. Non è così e bene ha fatto capitan Colucci a ribadirlo a fine gara. Leo ha anche aggiunto una richiesta alla stampa:"Anche voi volate basso, mi raccomando". Ha ragione, perciò profilo basso e padalare, che il traguardo è vicino ma non ancora centrato.

Una sfida tra le due migliori coppie gol del campionato

La sfida fra Cremonese e Cittadella non sarà solo la sfida fra le squadre seconda e terza classificate in campionato. Sarà anche il duello fra le due migliori coppie-gol di tutto il girone. Da un lato i nostri Graziani e Temelin, autori di 31 gol nella stagione regolare (19 Temelin e 12 Graziani). Dall'altro la nostra vecchia conoscenza Claudio Coralli (ex Pizzighettone) e Riccardo Meggiorni, autori di 33 gol in due (19 Coralli e 14 Meggiorini).
Una sfida affascinante tra i migliori bomber del torneo. E che probabilmente sarà decisiva per la promozione in serie B.

In serie B i veneti dal 2000 al 2002

Il Cittadella (colore sociale granata) rappresenta una splendida cittadina di 19000 abitanti in provincia di Padova, caratterizzata da una cinta muraria medievale che merita di essere vista. La formazione padovana vanta una storia recente essendo nata nel 1973 dalla fusione di Cittadellese e Olympia Cittadella. All'epoca la squadra giocava nelle categorie dilettantistiche, ma grazie all'impegno di Angelo Gabrielli, industriale dell'acciaio e da sempre anima e finanziatore della squadra, iniziò una scalata culminata nel 1989 con la promozione in C2. Dal 1989 al 1998 il Cittadella restò in C2, fino all'avvento dell'ispirato allenatore Ezio Glerean che con un gioco spettacolare portò la squadra alla vittoria nella finale playoff contro la Triestina del 1998 e quindi in C1. Qui la squadra restò due anni fino alla nuova promozione conquistata nel 2000 battendo nella finale playoff il Brescello. In B il Cittadella giocò due stagioni centrando una storica salvezza col quattordicesimo posto del 2001. Tornato in C1 nel 2002, il Cittadella è da allora rimasto in categoria fino alla finale playoff conquistata quest'anno.
Lo stadio del Cittadella, il Piercesare Tombolato, è assai piccolo potendo contare solo su una capienza di 4000 posti. In serie B la squadra giocava all'Euganeo di Padova, più adatto alla categoria.
Tra i personaggi storici della squadra, oltre ai citati Gabrielli e Glerean, vanno ricordati la punta Stefano Ghirardello (passato anche da Cremona), il centrocampista Giovanni Martusciello (in serie A a Empoli), Fausto Pizzi (anche lui passato da Cremona, oltre ad aver giocato con Inter e Parma), il portiere Zancopè (in A col Modena).

Per Coralli la Cremonese è un avversario più abbordabile del Foggia

Per Claudio Coralli la Cremonese è un avversario più abbordabile del Foggia. E' quanto ha dichiarato la punta a un giornale di Padova. Il bomber del Cittadella ha chiarito che "anche con la Cremonese non sarà facile ma è meglio restare a giocare in zona, Foggia è una bolgia e sarebbe stato difficile strappare anche un pari". Coralli ha anche chiarito le vicende di fine gara di domenica scorsa, quando un dirigente accompagnatore del Foligno lo ha colpito con un pugno per "aver rotto le scatole in campo":"Non conosco questa persona ma certi comportamenti si valutano da soli. Ho avuto degli screzi con Pascali nel primo tempo per alcuni suoi interventi duri sulle mie caviglie ma pensavo fosse finita lì".

Foscarini, ultima stagione col Cittadella?

L'allenatore del Cittadella contro la Cremonese potrebbe celebrare il suo passo d'addio ai veneti. Claudio Foscarini è infatti richiesto dal Vicenza in serie B e potrebbe anche decidersi a lasciare il Cittadella.

Oscar Ghedina tifa Cittadella - Sugli spalti del "Tombolato" domenica scorsa a tifare Cittadella contro il Foligno c'era anche un tifoso speciale: Kristian Ghedina. L'ex campione di sci è infatti amico di un ex giocatore del Cittadella che lo ha portato allo stadio per sostenere i padovani. Non sappiamo se Ghedina sarà presente anche domenica prossima.
Un sito specializzato che segue molto da vicino tutta la Serie C1 e C2 ha stilato la formazione " top 11 " relativa al secondo turno dei playoff. Il Cittadella " vince " 4 a 3 sulla Cremonese con il portiere Pierobon, il difensore Gorini e due centrocampisti Iori e De Gasperi. Tengono alti i colori grigiorossi Argilli, Colucci e Temelin. Gli altri prescelti sono P.Esposito (Paganese ), Mora (Foggia ), Negrini (Pro Patria) e Zeytulaev (Verona . Alla prossima partita di Cittadella auspichiamo una... prevalenza di grigiorossi.
http://www.vascellocr.it/sport/incampo.htm

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28 maggio 2008

Ancona: “Dal rischio della C2 al sogno della B”

ANCONA - Francesco Monaco, tra i playout salvezza col Teramo e le due finali per la serie B, c’è un anno esatto: sono cambiate tante cose ma c’è sempre lei sulla panchina dell’Ancona...

«Un bel salto. Sono ovviamente molto soddisfatto - sorride il tecnico dell’Ancona - anche se non abbiamo ancora vinto niente, questo deve essere chiaro. E’ chiaro che passare in una sola stagione dal rischio della C2 al sogno della serie B, non è una cosa che capita tutti i giorni nel calcio. Che dire... Sono molto contento, anche di aver sopportato in silenzio qualche critica di troppo. Comunque ora pensiamo alla doppia finale col Taranto».

- Alla fine della partita vinta col Perugia in sala stampa ha detto testualmente “sto facendo esperienza” . A chi era rivolta la battuta?

«A nessuno, avevo letto su un quotidiano sportivo nazionale nei giorni precedenti il match che alcune delle squadre impegnate nei playoff avevano in panchina allenatori di esperienza, era era vero. Con questa vittoria anche io ho guadagnato qualche punto sotto questo aspetto...».

- Lei ha guidato l’Ancona alla finale: qual è stato il suo merito maggiore?

«I meriti maggiori sono dei ragazzi. Comunque posso dire di aver creato un gruppo compatto e di aver tenuto unita la squadra. Il segreto dell’Ancona che adesso lotta per la B è proprio questo».

- Gruppo compatto ma anche uno come Mastronunzio che è entrato nel gotha degli attaccanti più prolifici della storia recente dell’Ancona con i suoi 17 gol...

«E’ normale che oltre alla compattezza ci deve essere la qualità. E colgo l’occasione per contestare la tabella di difensivista che qualcuno mi ha voluto appioppare...».

- In che senso?

«Bè se l’anno scorso Docente e Mendil stabilirono i loro record personali in fatto di reti realizzate e quest’anno lo stesso ha fatto Mastronunzio. Allora vuol dire che non giochiamo solo in difesa...».

- A proposito di tattica: domenica a Taranto cosa pensa di fare tenendo conto che ci sono squalificati due giocatori importanti come Anaclerio e Fialdini...

«Sono due giocatori di esperienza che ci avrebbero fatto molto comodo ma sono certo, e qui torno al discorso del gruppo, che chi prenderà il loro posto non li farà rimpiangere. Sull’undici da mandare in campo allo “Jacovone” devo vedere, è ancora presto...».

- Cosa teme di questa partita?

«Non c’è nessun timore da parte nostra, bensì rispetto il Taranto. La cosa importante è che i miei riescano a ricaricare le pile dal punto di vista nervoso. Col il Perugia infatti abbiamo speso tantissimo sotto l’aspetto psicologico e dobbiamo... riprenderci in fretta.

- Quello che è successo nella partita di andata col Perugia dovrà servire da insegnamento...

«Mi sto chiedendo cosa sia realmente successo quel giorno, quando tutti quanti, io compreso, abbiamo avuto una domenica di black-out. Per fortuna siamo stati bravi a rimediare nel match di ritorno, ma non sempre capita di recuperare due gol. Sarà bene quindi giocare tutta un’altra partita a Taranto...».

- A proposito del match di ritorno con gli umbri: è stata la partita più bella dell’intera stagione?

«Dal punto di vista del carattere e della determinazione, sì. Sotto il profilo del gioco forse la più bella del campionato è stata quella di Pescara quando vincemmo 3-1».

- Giusto che siano Ancona e Taranto a giocarsi il posto che resta per la serie B?

«Per quanto riguarda noi è sicuramente giusto e il secondo posto ottenuto in campionato lo dimostra. Il Taranto aveva iniziato maluccio ma ha sfornato una girone di ritorno eccezionale che gli ha consentito di raggiungere la terza posizione. Sì, forse è la finale che doveva esserci per quello che si è visto durante la stagione regolare».

- In tribuna oggi (ieri per chi legge) i tifosi hanno appeso uno striscione di incoraggiamento...

«Sentiamo il calore della città e anche domenica devo dire che il pubblico è stato davvero fantastico. Sappiamo che potremo contare sui nostri tifosi. Anche noi come loro “ci crediamo” in questa serie B. E adesso davanti a noi, abbiamo due partite per dimostrarlo ancora una volta».
GUIDO MONTANARI,




“Una volta tramontato il Progetto Soccer, la parte emotiva della mia partecipazione alla cordata societaria è venuta meno. Ci rimetto dei soldi ma preferisco puntare su altri investimenti”
L’imprenditore milanese rinuncia alla sua fetta di quote
Colombo annuncia: “Esco dall’Ancona”



ANCONA - Che ci fossero dei movimenti interni alla “Terzo Tempo” la società che detiene l’80 per cento delle quote dell’Ac ancona, lo avevamo intuito da qualche giorno, ma nella giornata di ieri è arrivata anche l’ufficialità: Ugo Colombo lunedì, durante il cda della “Terzo Tempo” ha rassegnato le sue dimissioni, ha rinunciato in pratica alle sua fetta di quote ed è uscito quindi dall’Ac Ancona. E’ stato lo stesso imprenditore milanese a confermarcelo ieri pomeriggio quando lo avevamo contattato per una telefonata di routine e non ci aspettavamo sicuramente una “bomba” del genere.

- Allora dott. Colombo, la sua esperienza con l’Ancona può considerarsi conclusa?

«Temo proprio di sì. Già nell’aprile scorso ero uscito dal cda dell’Ac Ancona e adesso ho fatto la stessa cosa da quello della “Terzo Tempo” rinunciando alla mia fetta di quote».

- Ma per lei si tratta di un danno economico...

«Assolutamente sì. Del resto io per acquistare le quote (il 20 per cento dell’Ac Ancona, e il 25 della “Terzo Tempo”, ndr) ho speso una certa cifra, e adesso quelle quote valgono zero. In qualsiasi caso meglio rimetterci qualche cosa piuttosto che insistere su una strada che sinceramente non mi interessa più. Se devo buttare soldi... allora preferisco altre situazioni e altri investimenti. Diciamo che quando si fa business alcune operazioni riescono bene ed altre meno, considero così quella relativa all’Ac Ancona».

- Lei per la verità si era disamorato da tempo...

«Vede, quando si fa un investimento nel calcio c’è una parte emotiva e una prettamente economica. Quando le aspettative suscitate dal Progetto Soccer sono naufragate con l’uscita di scena dall’Ancona del Csi per tutti i motivi che ben sappiamo e che non stiamo qui a rivangare, mi è venuta meno la parte emotiva. A me interessava investire nell’Ac Ancona perchè mi piaceva il progetto di coniugare il calcio con l’etica. Una volta tramontato tutto ciò, è rimasta la parte economica. Dunque, a me non interessa investire in una società di calcio che sia di C1 o di serie B in cui le spese sono tante e i ritorni assolutamente incerti. Ripeto, allora preferisco spendere un euro per qualcosa che mi può offrire maggiori garanzie. E se in questa avventura ho perso dei soldi, pazienza. Meglio però non perseverare e magari perderne altri...».

- Ma questa sua uscita di scena comporterà dei problemi per la società?

«Assolutamente no. Gli altri due membri della “Terzo Tempo” Alessandro Fassina e Enrico Petocchi, sono fermamente intenzionati ad andare avanti con questa esperienza nell’Ancona».

- Ma chi assorbirà le sue quote?

«Questo non lo so, ma credo che le mie quote potrebbero essere ripartite fra i tre soci rimasti, e cioè Fassina, Petocchi e lo stesso Schiavoni».

- A proposito, venerdì c’è l’attesa assemblea dei soci per la ricapitalizzazione: come finirà?

«Il cda di “Terzo Tempo” lunedì ha deliberato la ricapitalizzazione e quindi ha deciso di far fronte a tutti gli impegni necessari alla vita della società. Non vedo problemi, ma alla fine di giugno bisogna mettere altri soldi per le fidejussioni... insomma io ho altre cose più interessanti da fare se permettete».

- Ma questa storia dell’Ancona non l’ha intrigata neanche un po’...

«Vi sbagliate, è che abitando a Milano ho potuto vivere poco la realtà di Ancona. Se c’era un discorso affascinante come il Progetto Soccer era un conto, finito quello non aveva più senso la mia partecipazione. Comunque nonostante la mia uscita di scena, nella partita di ritorno con il Taranto sarò al Del Conero proprio per dimostrare che in qualche modo io mi sono affezionato ad Ancona e all’Ancona. Del resto è una città che mi resterà sempre nel cuore visto che è proprio lì da voi, per un caso fortuito, che è cominciata la storia con la mia signora, con la quale sono sposato da 24 anni».

- Un’ultima domanda Colombo: come finirà la diatriba tra Schiavoni e i suoi ex colleghi della “Terzo Tempo”?

«Non lo so, ma l’idea di Renzo Magnani di dar vita a una Fondazione per l’Ancona secondo me è molto interessante e potrebbe salvare... capra e cavoli. Spero che questa idea vada avanti perchè potrebbe creare un legame anche più forte tra la società e il tessuto sociale anconetano».
GUIDO MONTANARI,




Da ieri in vendita i 600 biglietti per il match dello “Jacovone”



ANCONA - Da ieri è attiva la vendita dei 600 biglietti di Curva Sud (settore ospite) per la partita Taranto-Ancona in programma domenica 1 Giugno alle ore 16 allo stadio Jacovone e valevole per la finale di andata dei playoff del girone B della C1. I tagliandi sono in vendita presso i seguenti punti: T-Box del Palarossini, Prima Visione, Media World, Prima Visione Jesi, BCC Fano di Senigallia. Il costo del biglietto di curva è di 14 euro più di diritto di prevendita.

Il T-Box (071/2901224) resterà aperto nei seguenti orari: mattino dalle ore 10:30 alle 12:30. pomeriggio dalle 15:30 alle ore 19:30.

Inoltre, come detto sopra, i biglietti si possono acquistare anche presso: Media World Ancona Via 1° Maggio località Baraccola (071/2134111); Primavisione Ancona Via Gen. Raffaele Pergolesi (071/898203), EMail pietroantonante@hotmail.com, Web www.primavisione.biz. Orari: lun-dom 10:00-01:00; Primavisione Jesi Viale Don Minzoni 5 (0731/203819), EMail primavisione_jesi@hotmail.it, Web www.primavisione.biz. Orari: lun-ven 10:00-23:00; sab e dom 10:00-24:00; BCC Fano Filiale di Senigallia Via Piave 17 Senigallia (071/7931411). Orari: lun-ven 8:30-12:30/14:45-16:00.

MODALITA ACQUISIZIONE BIGLIETTI - Potranno essere acquistati al massimo 4 tagliandi per singolo nominativo, previa esibazione documento di identità per ogni biglietto acquistato. Si ricorda che a Taranto le biglietterie per il settore ospiti resteranno chiuse.

LA PARTITA IN TV - Taranto-Ancona verrà o no trasmessa in televisione? Ci sono arrivate in redazione moltissime richieste in tal senso da parte degli sportivi ma il “mistero” verrà svelata probabilmente solo nella giornata odierna. Non ci sono a quanto pare tv locali che trasmetteranno il match ma potrebbe pensarci Raisport Sat a trasmettere la partita dello “Jacovone”, che però potrebbe essere data in differita. Oggi ne sapremo di più.


Taranto-Ancona: Monaco e Cari mettono il turbo
di PIERFRANCESCO CHIAVACCI

ANCONA - Su una delle vetrate della tribuna del “Del Conero” è appeso uno striscione: «Credèmoce ragazzi», c'è scritto in dialetto anconetano. Francesco Monaco non ha mai smesso di farlo: «Dopo Perugia avevo detto che non avremmo lasciato nulla al caso. Lo capisci da come si allenano i giocatori, è quello che ti dà sicurezza. A questo gruppo va il mio ringraziamento per quanto mi stanno facendo vivere. Abbiamo fatto molto, ma non tutto».
Contro il Perugia la partita più bella della sua Ancona?
«La più sofferta, anche se questa sofferenza è stata ripagata alla grande. Ne avevamo già fatte altre di ottime prestazioni».
E dire che un anno fa si giocavano i play out...
«E' una grande soddisfazione. ìn questo anno è successo tanto e ho sopportato tanto».
Per lei è una rivincita?
«Nessuna rivincita, dico solo che so quanto è stato difficile arrivare fin qui. Non ho mai condiviso certe critiche gratuite, ma anche questo fa parte del gioco».
In cosa si dice bravo?
«Nell'essere riuscito a creare prima di tutto un gruppo e poi a sfruttare in campo le caratteristiche dei singoli».
Magari anche ad indovinare ogni mossa contro il Perugia...
«Era una partita da dentro o fuori, non ci bastava fare un solo gol. Anche se non è automatico che se giochi con più punte fai più gol. E' questione di mentalità».
Mastronunzio è arrivato a 17 reti stagionali.
«E’ stato bravo, ma questa è una squadra che pensa soprattutto a giocare, l'abbiamo sempre fatto».
Ad Ancona i tifosi sognano...
«E' giusto che lo facciano, anche domenica ci hanno dato una grossa mano».
Ancona e Taranto partono alla pari?
«Abbiamo l’1% di vantaggio per via della classifica, ma questo non vuol dire niente».
Due assenze pesanti: Anaclerio e Fialdini.
«Ci verrà a mancare qualcosa in quanto ad esperienza, ma chi giocherà non farà rimpiangere gli assenti. Pensavo in una squalifica più lunga: ad Anaclerio è andata bene».
L'Ancona dovrà ricordarsi della gara del Curi.
«Ci servirà di esperienza».
Teme qualcosa della squadra di Cari?
«In casa si trasforma, ha fatto grandi risultati. Noi dobbiamo recuperare energie fisiche e mentali. Andremo a fare la nostra gara».

Il traguardo della B porta la pace (per ora) in società

di FERDINANDO VICINI

ANCONA - Tutti insieme appassionatamente intorno all'Ancona lanciata verso la serie B. Dopo l’esultanza del presidente Sergio Schiavoni per la finale raggiunta, ecco la gioia dei soci di maggioranza della Terzo Tempo. In attesa dell'assemblea dei soci in programma dopodomani per la ricapitalizzazione, i risultati della squadra hanno prodotto un effetto collante e hanno avuto il potere, almeno per il momento, di ricompattare la variegata compagine societaria intorno al sogno promozione. Alessandro Fassina è entusiasta e si dice ancora emozionato per la vittoria sul Perugia: «Ho visto la partita su Sky e vi dico che non ho mai sofferta tanto per un incontro di calcio. L'Ancona mi è entrata nel sangue. Mi sento coinvolto dalla testa ai piedi e non vedo l'ora che si torni in campo». Da Fassina un'importante rivelazione che dimostra ancor di più come la squadra stia trascinando i dirigenti: «Dopo il successo esaltante sul Perugia tutti noi soci della Terzo Tempo ci siamo sentiti e abbiamo deciso che domenica 8 giugno saremo insieme al Del Conero per incitare Mastronunzio e compagni nella gara decisiva». Potenza dei playoff, dopo che per l'intero campionato le presenze dei soci milanesi al Del Conero erano state quanto mai sporadiche. Ma Fassina va anche oltre addentrandosi in discorsi tecnici, dimostrando di seguire con molta attenzione le vicende del campo. «E' importante che Anaclerio sia stato squalificato per una sola giornata, la sua presenza nella gara di ritorno in casa può essere fondamentale. Ha piedi buoni, ne abbiamo bisogno». A Fassina fa eco Ugo Colombo che domenica ha seguito in costante contatto telefonico il match: «Sono felicissimo di questo traguardo. Non dimentichiamoci da dove eravamo partiti, con una formazione reduce da una salvezza conquistata ai playout che ad inizio campionato nessuno avrebbe pronosticato nei playoff. Invece eccoci qui a giocarci la promozione in 180 minuti. Credo che comunque vada a finire si possa già dire che l'Ancona ha disputato una stagione da incorniciare. Adesso può accadere di tutto, comunque l'8 giugno sarò al Del Conero a tifare per questi ragazzi». Sulla stessa linea Enrico Petocchi; lui le semifinali le ha viste entrambe : «Devo ribadire i miei complimenti alla squadra e allo staff tecnico. Adesso manca l'ultimo ostacolo da superare, ma possiamo farcela perché c'è lo spirito giusto». La Terzo Tempo ha anche confermato che nell'assemblea di venerdì procederà alla ricapitalizzazione: «Verseremo la nostra parte - ha assicurato Fassina - per garantire la regolare gestione della società sino al 30 giugno. Poi ai primi di luglio fisseremo una nuova assemblea, ma dovremo varare un piano industriale per la prossima stagione».
Magnani ad Ancona. Da oggi a venerdì Renzo Magnani sarà nella Dorica per avviare i contatti utili a definire il piano legato alla Fondazione Progetto Soccer.

Divorati 200 biglietti, ne restano 400
ANCONA – Quasi 200 biglietti venduti nel primo giorno utile. Come a dire: le difficoltà nel reperire pullman per raggiungere Taranto non hanno scoraggiato la tifoseria dell’Ancona in vista di gara-1 playoff. Facile prevedere che la dotazione di 600 tagliandi andrà esaurita. Nella tarda mattinata di ieri, con la Lega di C che ha ufficialmente designato lo stadio “Jacovone” quale sede del match di andata, la Ticket One ha subito provveduto a rendere disponibili i biglietti, acquistabili in cinque punti vendita: tre ad Ancona (il Media World della zona industriale Baraccola, il T-Box del PalaRossini e la videoteca Primavisione di via Pergolesi) e i restanti due in provincia (la filiale di Senigallia della Banca Cooperativa di Fano e la videoteca Primavisione di Jesi). Il grosso della tifoseria si muoverà con mezzi privati, anche perché i gruppi del tifo organizzato stanno incontrando notevoli difficoltà nel reperire dei pullman, a causa della concomitanza con la festa del 2 giugno. Appena un paio quelli “bloccati” per il momento, a fronte della forte richiesta. I rappresentanti del tifo dorico invitano quanti volessero raggiungere Taranto con loro, di rivolgersi entro domani sera ai seguenti numeri: 071.55999 e 333.3407400 (Cuba); 347.2320110 (Brigata 118°); 335.5393650 o 348.1175952 (Noi Biancorosse and Suppporters); 334.1158054 o 339.5079293 (Associazione Club Forza Ancona).
Qui Taranto. Ha preso il via anche in Puglia, a ritmo speditissimo, la prevendita dei 6.890 biglietti riservati alla tifoseria tarantina. Conferme vicine al 95% da parte dei 3.500. Si viaggia verso il “tutto esaurito”.
M. Nat.
http://www.anconacalcio.it/stagione/rassegna.asp

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28 maggio 2008

Le trattative già imperversano ma, per la precisione, ecco le date ufficiali del calciomercato 2008/2009

Sono state varate quest'oggi (5/5/08) dal Consiglio Federale.

Si è tenuto oggi il Consiglio della Figc e, fra le altre cose, ha varato le date ufficili del calciomercato per la stagione 2008/2009.

Per i campionati professionistici, con riferimento anche ai calciatori professionisti e dilettanti provenienti dalle federazioni estere, le date sono le seguenti:

- Opzioni dal 23 al 25 giugno 2008;

- Contropzioni dal 26 al 28 giugno 2008;

- Variazioni di tesseramento per calciatori con rapporto scaduto o risolto

dal primo luglio 2008 al 31 marzo 2009 (ore 19);

- Variazioni di tesseramento per calciatori con precedente rapporto

dal primo luglio al primo settembre 2008 e

dal 7 gennaio al 2 febbraio 2009 (ore 19);

- Cessioni di contratto con calciatori professionisti

dal primo luglio al primo settembre 2008 (ore 19) e

dal 7 gennaio al 2 febbraio 2009 (ore 19).

http://www.goal.com/it/Articolo.aspx?ContenutoId=684661

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28 maggio 2008

Lucchese: Entro questa settimana i nomi della cordata lombardo-veneta sul tavolo del sindaco?

28/05/2008 17:06

Florio Caravano, 56 anni, avvocato viareggino e consulente giuridico di impresa, è il professionista che sta curando la "pratica" Lucchese per conto del gruppo di imprenditori lombardo-veneti. E' un appassionato di canottaggio, uno sport che, per definizione, va per gradi, per passaggi intermedi. La questione Lucchese - parole sue - pare proprio debba essere affrontata per tappe.

"Entro questa settimana presenteremo al sindaco di Lucca una relazione alla quale sto lavorando, nella peggiore delle ipotesi ad inizio settimana prossima. In essa ci saranno naturalmente i nomi degli imprenditori interessati a rilevare la Lucchese, ma soprattutto indicazioni sulla loro solidità la storia e i progetti sportivi. A quel punto di attendiamo un segnale da parte del sindaco. Vogliamo andare per gradi".

Ha parlato di solidità, cosa può dire in merito agli imprenditori coinvolti?
"Posso solo confermare che sono imprenditori noti a livello nazionale di più non posso dirle. Anche perchè per una elementare questione di correttezza il primo a sapere chi sono e cosa fanno sarà il sindaco di Lucca".

Da lui cosa vi attendete?
"L'indicazione se ci possono essere i margini per portare avanti la trattativa. Se così fosse, il sindaco immagino dovrebbe assumere un ruolo di garante tra le parti".

E' possibile sapere se questi imprenditori hanno già avuto a che fare con il mondo del calcio?
"Alcuni sì, anche tuttora. Altri fanno parte di quel gruppo che a suo tempo tentò di rilevare l'Imperia calcio senza successo (si tratterà degli imprenditori bresciani Claudio Ghironi e Domenico Gallina? ndr). Ma ad essi si sono aggiunti nuovi nomi, anche perchè la Lucchese richiede ben altri investimenti. La cordata che a dicembre tentò di rilevare il Verona? No, lo escludo, nessuno di loro è coinvolto in questo tentativo. Posso solo aggiungere che è un progetto serio".

Avete avuto contatti anche con l'attuale proprietà della Lucchese?
"No, per il momento ci siamo rivolti soltanto al sindaco. A quanto ci risulta è sul suo tavolo il problema inerente la squadra cittadina. E' ovvio che i contatti con la Lucchese sarebbero il passo immediatamente successivo".

Dunque niente contatti, ma almeno vi siete fatti un'idea della situazione societaria?
"Abbiamo dei dati generici. Se dovessimo dare retta alle voci che corrono non se ne dovrebbe fare di nulla. Ma abbiamo il massimo rispetto per questa proprietà ed è ovvio che nel caso ci fossero i margini, sarà dall'incontro tra i professionisti delle due parti che si potrà analizzare nel dettaglio la situazione economico-patrimoniale della Lucchese. Non ci dimentichiamo, comunque, che è l'attuale proprietà che deve manifestare la volontà ad essere disponibile a una trattativa".

Che cosa  spingerebbe a far scendere in campo questo gruppo di imprenditori?
"Evidentemente vanno tenuti presenti i due piani, quello sportivo e quello d'impresa. Se sotto questi punti di vista gli interessi saranno coincidenti, ritengo che ci siano concreti margini che la trattativa vada avanti".

Fabrizio Vincenti
http://gazzettalucchese.it/news_view.php?idart=2235

Zamperlini: "La cordata? Esiste ed è lombardo-veneta. Ma prima di ogni cosa è da verificare se l'attuale presidente vuol cedere la società"

28/05/2008 10:46

Lamberto Zamperlini (nella foto) è l'intermediario che avrebbe individuato una serie di gruppi imprenditoriali dall'area lombardo-veneta disponibili a rilevare la Lucchese. Di questa cordata, negli ultimi giorni, si è fatto un gran parlare. Zamperlini, i cui ultimi tentativi di mediazione non sono andati un gran che bene a onor del vero - mancata acquisizione del Verona nell'inverno scorso e in precedenza dell'Imperia - , non si nasconde: "Sì, è vero c'è un gruppo di amici interessato a rilevare la Lucchese, ma prima di tutto credo che si debba verificare la reale volontà dell'attuale proprietario di cedere la società. Se non si parte da lì è tutto inutile".

Avete già avuto contatti con la società rossonera o solo con l'amministrazione comunale?
"Guardi, a questa domanda non posso risponderle. L'argomento viene trattato direttamente dall'avvocato Caravano di Viareggio ed è a lui che dovete rivolgervi. Non mi pare corretto scavalcare il lavoro di nessuno".

Ci può dire però qualcosa in più circa la cordata? O si tratta di un imprenditore singolo?
"Sono un gruppo di imprese, segnatamente tre, che lavorano nel campo edile e in quello delle pulizie. Più avanti, verso settembre, è possibile l'inserimento di un altro gruppo industriale, ma non mi faccia aggiungere altro. Le posso solo dire che una impresa è milanese, una bresciana e una veneta".

Nelle intenzioni di questi gruppi impreditoriali c'è la volontà di acquisire integralmente la Lucchese? Ed eventualmente facendo carico della situazione debitoria o ipotizzando un acquisto, diciamo, sul pulito?
"Direi di sì, come pure di inserire nella società uomini di totale fiducia nostra in tutti i posti chiave. Mi sembra scontato. Quanto alla seconda domanda è davvero prematuro dirlo. Prima di tutto ci sarebbe da vedere la reale situazione societaria, a partire dalla esposizione debitoria. Su questo, comunque, ha mandato l'avvocato Caravano e a lui dovete chiedere".

Ma quale sarebbe il motivo dell'interesse per la Lucchese di questo gruppo di imprenditori?
"Nei prossimi mesi riteniamo sia possibile effettuare alcune operazioni economiche in questa città ed ovvio che la squadra di calcio sarebbe un biglietto da visita importante".

Si parla di un possibile sponsor del settore dolciario.
"E' vero, sarebbe un'altra azienda amica di respiro nazionale, sempre di queste zone, che potrebbe essere aggregata a questo progetto".

State contattando anche altre società o in questo momento c'è solo la Lucchese per il vostro progetto?
"Solo la Lucchese. Per i motivi che le ho appena detto".

Da un punto di vista sportivo un gruppo del genere cosa si potrebbe prefiggere?
"Migliorare la situazione attuale, mi pare ovvio. Promesse è inutile farle: se le cose prendessero una certa piega ci sarebbe solo da lavorare. E parecchio. Certo, la bellezza di Lucca e la tradizione della Lucchese meriterebbero qualcosa in più della attuale serie".

Fabrizio Vincenti
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permalink | inviato da ipse dixit il 28/5/2008 alle 17:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


28 maggio 2008

Arezzo, Mancini: "Spero di chiudere col nuovo tecnico domani"

28.05.2008 17.01 di Paolo Bardelli  
Il presidente dell'Arezzo Piero Mancini vuole stringere i tempi per la nomina del tecnico che siederà sulla panchina amaranto nella prossima stagione. In un'intervista rilasciata ad ArezzoTV, il patron aretino ha fornito alcune indiscrezioni riguardo al nuovo allenatore: "Spero di chiudere la trattativa con il nuovo allenatore entro domani. E' un tecnico che quest'anno ha lavorato nel girone B della C1, occupando a lungo la parte alta della classifica. Gioca col 4-4-2, ci sa fare con i giovani, propone un calcio divertente e ha ottenuto buoni risultati anche nelle stagioni precedenti". Mancini gigioneggia, dice e non dice, ma rivela che "la squadra di questo allenatore è arrivata agli spareggi". La lista dei cinque papabili per la panchina dell'Arezzo é composta da Braglia, Cari, Galderisi, Monaco e Papagni.


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