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il cirotano



Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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29 maggio 2008

Paganese: Il bilancio della stagione

La stagione 2007/2008 si è rivelata molta sofferta per la Paganese che è riuscita a raggiungere la salvezza solo attraverso la lotteria dei play out. Per il raggiungimento dell'obiettivo sono stati decisivi ben due cambi di allenatore (da Cosco a Chiappini e da quest’ultimo a Miggiano). Analizziamo l'intero percorso e gli ostacoli che gli azzurrostellati hanno incontrato durante il campionato.
La Paganese è inserita nel Girone A con la Cavese e molte compagini del nord. L’allenatore prescelto per questa nuova avventura è mister Cosco. Ma la sua l’avventura non dura molto e, dopo aver ottenuto solo un punto nelle prime tre gare (Paganese – Sassuolo 1-2, Lecco – Paganese 1- 0 e Paganese – Manfredonia 1-1), l’ex allenatore dell’Isernia si dimette dall’incarico che la società gli aveva affidato. Al suo posto subentra Andrea Chiappini il quale, però, non migliora certo la situazione. Anzi nelle sue prime cinque partite subisce altrettante sconfitte (Monza, Pro Sesto, Cremonese, Padova e Foggia). La Paganese, si ritrova, dopo otto giornate, ultima in classifica con solamente un punto. Ma dopo le tenebre arriva finalmente un po’ di luce con i primi risultati che incominciano ad arrivare; gli azzurro-stellati, infatti, sfruttando anche tre gare casalinghe, riescono ad ottenere sette punti in quattro incontri (Paganese – Foligno 2-0, Novara – Paganese 1-0, Paganese – Legnano 1-0 e Paganese – Ternana 0-0) togliendosi così dalla scomoda ultima piazza in classifica.
Nelle restanti cinque giornate, che separano la chiusura del girone di andata, gli uomini di mister Chiappini riescono a racimolare altri sei punti (Venezia – Paganese 1-0, Paganese – Pro Patria 0-0, Verona – Paganese 0-0, Paganese – Cavese 1-0 e Cittadella – Paganese 3-3) chiudendo al terz'ultimo posto. Terminato il girone d’andata, gli azzurro-stellati affrontano il ritorno con la fatidica speranza di raggiungere quota 40 punti che significherebbe salvezza senza passare per la lotteria dei play out. Il giro di boa, però, non inizia certo nel migliore dei modi; la Paganese, che è ancora a secco di vittorie fuori casa, viene sconfitta a Sassuolo, riuscendo solo sette giorni dopo a rifarsi battendo nello scontro diretto il Lecco per una rete a zero. Nella giornata successiva per la squadra di Chiappini c’è la delicata trasferta di Manfredonia, anch’essa in lotta per non retrocedere. L’esito finale da ragione ai pugliesi che superano la Paganese per 1-0.
I tifosi azzurro-stellati iniziano a stufarsi del brutto gioco di mister Chiappini e chiedono ripetutamente alla società di esonerarlo. Trapani, però, gli conferma la fiducia e si riparte dalla gara interna con il Monza nella quale però non si va oltre lo 0-0. Dopo questo pareggio gli azzurro-stellati sono proiettati con la testa a Sesto San Giovanni per affrontare la Pro Sesto che occupa in classifica la sest’ultima posizione che significherebbe salvezza senza play out ma, complice una pessima prestazione, la Paganese viene sconfitta con un secco 3-0. Dopo quest’ennesima sconfitta esterna, la posizione di Chiappini si complica sempre di più e la sua permanenza sulla panchina azzurro-stellata è appesa ad un filo. Bisogna, però, pensare alla gara interna contro la Cremonese di Mondonico, prima in classifica. La società, intanto, abbassa i prezzi dei tagliandi d'ingresso per far ritornare il proprio pubblico che quest’anno, eccezion fatta con la Cavese, è venuto a mancare. La Paganese disputa una gara perfetta, ma il punteggio finale è soltanto di uno a uno con il pareggio dei grigio-rossi arrivato solo nel finale.
Nelle seguenti due gare, per la Paganese arrivano altre sconfitte pesanti contro Padova e Foggia e dopo la sconfitta con i rossoneri Chiappini è esonerato. La società, per le restanti nove giornate, decide di affidare la squadra a Roberto Miggiano ex conoscenza del Lecce. Il suo esordio è a Foligno e Miggiano riesce subito a centrare un buon pareggio. Dopo questo pareggio esterno però arrivano risultati non soddisfacenti come il pari interno con il Novara (1-1) e la doppia sconfitta esterna con Legnano (5-0) e Ternana (2-1). La Paganese è ultima in classifica quando mancano solo cinque giornate al termine della stagione; gli uomini di mister Miggiano dovranno cercare di ottenere più punti possibili per acquisire l'accesso ai play out. Si parte dalla gara in casa contro il Venezia che si conclude con un confortante 3-1 a favore degli azzurro-stellati. Dopo la gara con i lagunari la Paganese affronta prima in trasferta il Pro Patria, poi al "Torre" l’attesissimo Verona impegnato anch’esso a non retrocedere. Gli uomini di Miggiano, però, riescono ad ottenere solo due punti e a questo punto per evitare la retrocessione diretta saranno fondamentali le gare contro Cavese e Cittadella. Grazie ad un ottimo lavoro svolto in settimana, gli azzurro-stellati riescono a tornare vincitori a casa nel derby con gli aquilotti aggiudicandosi tre punti d’oro che in futuro risulteranno decisivi. Nell'ultima giornata gli azzurro-stellati affrontano il Cittadella in una gara ricchissima di emozioni. La prima frazione di gioco si conclude col risultato di 0-0 con la Paganese che virtualmente è in C2. Nel secondo tempo gli undici di mister Miggiano riescono a vincere per 2-1 e di conseguenza affrontare il Lecco negli spareggi play out. La gara di andata si svolge a Lecco con la Paganese sconfitta per 1-0 grazie ad una contestatissima rete arrivata nei minuti finali del match. Il ritorno vede trionfare la Paganese per 2-0 nell'"inferno" del "Torre" e finalmente si può festeggiare una salvezza davvero strappata coi capelli.
Ora la palla passa alla società per programmare un campionato che tutti auspicano sia più tranquillo di questo appena terminato.
Alessandro Mancuso

http://www.paganese.it/public/news.htm

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29 maggio 2008

Il Punto sul Perugia: Cuccureddu sbaglia tutto e i grifoni sono fuori!

Umbri eliminati dai playoff.

Ancona, capolinea! Il Perugia deve scendere dal pullman promozione! Ebbene sì, è successo  l’impensabile, con il Perugia, sceso al “Del Conero” forte del 3-1 dell’andata, rimontato e battuto incredibilmente 2-0 da un Ancona volenteroso ma non certo trascendentale.

”… Domenica si va al “Del Conero” e ci sarà sicuramente da soffrire ma se gli uomini di Cuccureddu ripeteranno la prestazione di domenica scorsa, senza chiudersi a difesa del buon vantaggio di un gol e mezzo, siamo sicuri che a sfidare Taranto o Crotone in finale sarà proprio questo pazzo Perugia”. Avevamo chiuso così il nostro pezzo della settimana scorsa, consci della forza di questo Perugia ma allo stesso modo consapevoli del sorpassato credo trapattoniano del suo allenatore che ad Ancona, purtroppo, ha ancora una volta applicato, diventando il principale artefice della disfatta perugina. Una squadra quella biancorossa, timorosa e sempre sulla difensiva, giustamente punita dopo un quarto d’ora dal gol di Mastronunzio, bravo ad approfittare, come all’andata, della solita indecisione difensiva dell’incertissimo De Martis, pupillo dell’allenatore.

E allora via, tutti dietro a difendere l’1-0 senza che il tecnico adottasse le giuste contromisure per limitare un Piccoli devastante in mezzo alle linee dopo l’uscita di Catinali, espulso dal campo insieme al dorico Anaclerio. La difesa resisteva, comunque, fino al quarto d’ora della ripresa  allorquando Cuccureddu iniziava la serie di cambi assurdi, togliendo nel giro di dieci minuti dal campo prima Mazzeo, fino ad allora evanescente ma capace in ogni momento, con la sua estrosità, della giocata vincente, e poi Anaclerio, fino a quel momento il migliore in campo del Perugia, facendo ulteriormente indietreggiare il baricentro di una squadra privata di un attaccante e di un centrocampista offensivo e diventata zeppa di difensori e centrocampisti. Con oltre metà secondo tempo da giocare il tecnico era poi costretto alla terza sostituzione per l’infortunio di Quadri e inspiegabilmente invece di mandare in campo una punta, Califano o Sy, schierava un altro terzino.

“E se l’Ancona segna il secondo gol - ci siamo domandati tutti in tribuna stampa - come possiamo sperare di segnare con il solo Ercolano abbandonato a se stesso?” E puntuale è arrivato il raddoppio anconetano su un’altra incertezza difensiva che condannava il Perugia. La squadra aveva comunque una reazione d’orgoglio negli ultimi dieci minuti complice l’espulsione del marchigiano Fialdini. Con tanto cuore ma senza attaccanti di supporto ad Ercolano i grifoni creavano tre, palle gol, due sventate dal portiere Guarna e una, la più clamorosa al 95°, alzata ignobilmente alle stelle da De Martis ad un metro dalla linea bianca. Finiva lì il campionato del Perugia che, grazie all’atteggiamento catenacciaro e ai cambi scellerati del suo tecnico butta una finale già saldamente in mano ai grifoni a dieci dal termine della partita d’andata quando anche allora, sul 3-0, il sig. Cuccureddu tolse dal campo Anaclerio e l’infortunato Mazzeo senza sostituirli con attaccanti, finendo per subire quella  rete che riportò alla luce le speranze sepolte del moribondo Ancona.

Adesso all’orizzonte potrebbe profilarsi addirittura una vendita della società da parte della famiglia Silvestrini mentre è sicuramente finita ad Ancona l’avventura perugina del presuntuoso tecnico di Alghero che dopo aver colpevolmente disertato la sala stampa del “Conero”, invece di venire a spiegare le sue scelte e riconoscere le sue tante colpe, il giorno dopo ha pensato bene di attaccare in tv i giornalisti perugini.

Danilo Tedeschini 
http://www.goal.com/it/Articolo.aspx?ContenutoId=715313

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29 maggio 2008

Mondonico: «Cittadella favorito»

Il tecnico cremonese convinto: «Evitiamo di farli manovrare, sennò ci fanno neri»

di Stefano Tubaldo



CITTADELLA - Nessuna sorpresa fin qui. Pur con qualche fatica di troppo accusata nelle gare di qualificazione, non era molto difficile ad inizio play off stabilire i nomi delle finaliste per la promozione in serie B. A contendersi l’agognato salto di categoria saranno infatti le due squadre che, oltre al Sassuolo già promosso, hanno tirato a lungo le fila nel girone A di C1.
Il doppio confronto tra Cittadella e Cremonese (primo atto in scena domenica al “Tombolato”, ritorno l’8 giugno allo “Zini”) sarà per i granatieri la migliore occasione per prendersi la rivincita sulla scorsa stagione, quando uno scialbo 0-0 nella città del torrone li escluse dai play off. A differenza dell’11 giugno 2000, storica data della promozione in B raggiunta contro il Brescello (1-1 dopo 120’, allora in gara unica al Bentegodi di Verona), il pareggio favorirebbe la truppa grigiorossa, in quanto migliore classificata (seconda, Citta terzo). L’obbligo, quindi, sarà soltanto vincere.
Dalla sponda lombarda, forse per tattica, vanno con i piedi di piombo. Il tecnico cremonese Emiliano Mondonico (nella foto) non ha cambiato idea: i veri favoriti sono i granata. «Resto convinto siano più forti - spiega l'ex allenatore e di Atalanta e Fiorentina -. Ce la giocheremo contro chi ci ha sempre messi in difficoltà. Lasciar manovrare il Cittadella è un grande errore: lo abbiamo capito noi in campionato (0-0 a Cremona, 3-1 sotto le mura, ndr) e anche il Foligno. Cercheremo di provarci regalando nulla, per non dover poi mangiarci le mani».
Essere in finale secondo Mondonico è già un risultato da incorniciare (12 mesi fa, sotto la guida di Roselli, i grigiorossi si salvarono dai play out all’ultima giornata). «Vista la nostra partenza è una gioia lottare per la promozione - conclude -. La concorrenza era molto forte, soprattutto da Padova. Forse mai come quest’anno la finale rispecchia l’andamento del campionato. Sarà senz’altro uno splendido confronto».
E al Tombolato tutto fila liscio: dopo la gita sul Grappa, ieri mattina la squadra si è ritrovata al completo. Sempre da ieri sono inoltre aperte le prevendite per il match di domenica, nella sede di via Dante : 9,30-13 e 15-19. (ass)
http://www.leggo.it/sfoglia.php?data=20080529&pag=12&citta=PADOVA&sez=SPORT&ediz=PADOVA

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29 maggio 2008

Cremonese: La rassegna stampa del 29 maggio

La rassegna stampa del 29 maggio

 

La Cremonese raccontata dai quotidiani locali

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29 maggio 2008

Si scrive B, si legge Bomber

 di Il Corriere dello Sport (29-5-2008) 
di Michele Pennetti
TARANTO - Un centro di gravità permanente che ri­corda un antico guerriero rossoblù, Christian Riganò, e che dal momento del suo ar­rivo - ultimo giorno del mer­cato di gennaio - ha trasfor­mato il Taranto in una gioio­sa macchina da guerra. L'im­patto di Gianvito Plasmati sulla stagione rossoblù è sta­to determinante. Alla squa­dra di Cari, bella ma spesso improduttiva nel girone d'an­data, brillante nella costru­zione e però avara nella finalizzazione, mancava un cen­travanti con le sue caratteri­stiche: una pertica di roccia, un radar in grado di cattura­re ogni pallone aereo, una sponda abile a dialogare con i compagni ed a favorire i lo­ro inserimenti per la battuta a rete (emblematico il lavoro compiuto domenica scorsa, contro il Crotone, prima del 2-0 realizzato da Cutolo).
SETTE RETI - Con Plasmati in campo, è come se il Taran­to avesse cambiato faccia: da effimero è diventato concre­to, da stitico si è tramutato in altamente incisivo fino a guadagnarsi di forza la fina­le play off con l'Ancona. Il bomber materano, la cui comproprietà del cartellino è stata rilevata dal Foggia (l'altra metà è in possesso del Catania), ha firmato sette gol in quindici partite (semifina­li play off incluse) ma soprat­tutto, anche nelle domeniche nelle quali non è parso ispi­rato, ha fornito un contribu­to fondamentale nello svilup­po della manovra offensiva. « L'allenatore mi chiede di fa­re un certo tipo di gioco - suo­le ripetere Plasmati - che pe­raltro si addice alle mie pe­culiarità. E' bello avere sin­tonia con i colleghi di repar­to e non solo. Questo gruppo ha dimostrato di avere le carte in regola per tagliare il traguardo della serie B ».
IL PRECEDENTE - Ad Ancona il suo nome fa rima con spau­racchio. Nel match conclusi­vo della stagione regolare, allo stadio Del Conero, il fromboliere si procurò il ri­gore dell'1-1 e segnò, con un destro sontuoso, la rete del momentaneo vantaggio joni­co. Domenica prossima, in­vece, a causa dell'assenza di Cutolo, il suo peso e la sua presenza là davanti, nel cuo­re della retroguardia mar­chigiana, risulteranno anco­ra più importanti. Cari è in­deciso se mettergli alle spal­le due soli trequartisti, ri­spolverando dal baule l'albe­ro di Natale (4-3-2-1), oppure riproporre il modulo con le tre mezze punte a ridosso del corazziere lucano.
Il test in famiglia di oggi pomeriggio svelerà molto. Dopo, Plasmati e il resto del Taranto si trasferiranno in ritiro a Castellaneta Marina.

di Massimo Boccucci
ANCONA - Lo chiamano ' vipera', rende l'idea. Al Perugia ha lasciato veleno quanto basta, con un gol al 'Curi' e un altro al 'Del Co­nero', arrivando a quota 17 reti senza la benchè mini­ma voglia di fermarsi. Sasà Mastronunzio proverà a la­sciare l'impronta del morso anche contro il Taranto. « Non faccio promesse, spe­ro di poter dare ancora una mano. Allo 'Iacovone', pe­rò, non dovremo ripetere gli errori commessi a Peru­gia nella partita di andata quando siamo entrati in campo troppo remissivi » , ha ammonito il centravan­ti martedì sera dagli studi di “E'Tv” prima di entrare in silenzio stampa con tut­ta la squadra.
La doppia finale corre lungo la lunga vigilia, pre­gustando la resa dei conti. « Sono in finale - ha spiega­to Mastronunzio - le due squadre che hanno merita­to di più, noi per l'anda­mento di tutta la stagione ed il Taranto per quanto ha fatto dopo un avvio stenta­to. Sarà una bella partita » .
I MERITI - L'Ancona pare avere due volti, e comun­que l'ultimo viene ricorda­to volentieri. « Abbiamo fat­to una bella impresa - ag­giunge Mastronunzio - con pieno merito perchè ci ab­biamo creduto. E' stato de­terminante segnare dopo un quarto d'ora: se non ci fossimo riusciti nel primo tempo, la rimonta sarebbe stata complicata » .
FIBRILLAZIONI SOCIETARIE ­Non c'è pace in società. La squadra tenta la scalata al­la B, mentre i dirigenti sur­riscaldano il clima. Ugo Colombo ha fatto sapere di aver ceduto gratuitamente le proprie quote alla 'Terzo Tempo Srl', che detiene l'80% delle azioni. I soci mi­lanesi si sono incontrati in vista dell'assemblea di do­mani. C'è curiosità, non tanto sulle procedure della ricapitalizzazione quanto per il confronto tra il presidente Sergio Schiavoni ed Enrico Petocchi amministratore delegato di 'Terzo Tempo', che sono ai ferri corti ormai da parecchio. Petocchi, presente domenica scorsa al ' Del Conero', ha auspicato più attenzioni verso la squadra che verso le vicende societarie, ma il silenzio stampa in vigore da ieri provoca l'effetto contrario. Petocchi si è sof­fermato sulla proposta del­la Fondazione, giudicando­la come una soluzione inte­ressante nel ritenere che in futuro la società dovrà strutturarsi con un proget­to maggiormente legato al tessuto locale. m.b./infopress
http://www.tarantosupporters.com/homepage.htm

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29 maggio 2008

Taranto - Ancona: «Una finale aperta ma l’Ancona è favorita»

di MICHELE NATALINI

ANCONA Una doppia finale playoff equilibrata, incerta e neppure troppo bella. L’Ancona partirà sì leggermente favorita, ma il Taranto avrà la possibilità di sfruttare il “fattore Jacovone”, ovvero la spinta, notevole, del pubblico rossoblu. Questo, in sintesi, il pensiero dei quattro allenatori del girone B di serie C1 ai quali abbiamo chiesto di provare a immaginare l’ultimo atto della stagione. Appassionante, ma di difficile lettura.
Partiamo da Antonello Cuccureddu che con il suo Perugia è reduce dalla sfortunata semifinale proprio contro la squadra dorica. L’esordio del tecnico degli umbri è all’insegna della sportività: «Ancona e Taranto sono due ottime squadre che hanno meritato di arrivare in finale dice Credo comunque che assisteremo a due gare poco spettacolari: la posta in palio è troppo alta. Partono alla pari, anche se la prima partita sarà fondamentale. Il mio Perugia aveva vinto e anche bene, è vero, poi però un po’ per demerito, un po’ perché ci è mancato un pizzico di fortuna, l’Ancona è riuscita a ribaltare il risultato. Come si battono i marchigiani? conclude Cuccureddu Prestando grande attenzione in tutti i reparti e tenendo a freno Mastronunzio. Il Taranto dovrà osare di più. Conteranno molto la testa e la capacità di sopportare il caldo».
Costretto a fare da spettatore alla finale playoff pure Paolo Indiani, uscito di scena con il suo Crotone al cospetto del Taranto. «La squadra ionica è molto forte in attacco, ma l’Ancona dalla sua ha il vantaggio del secondo posto, peraltro subito messo a frutto contro il Perugia. Per cui assegnerei il 51% di possibilità di promozione agli uomini di Monaco e il 49% alla formazione di Cari. Come vedo le due finali? Se l’Ancona lascerà giocare il Taranto saranno dolori: i rossoblu sono molto abili in fase di possesso palla. L’assenza di Cutolo (squalificato, ndr) rappresenta un bel vantaggio per i marchigiani: l’attaccante rossoblu è fondamentale per il gioco di Cari, soprattutto allo stadio Jacovone».
Maurizio Costantini, reduce dalla salvezza dopo i playout alla guida della Juve Stabia, vede «un Taranto più fantasioso, dotato di uomini di classe e imprevedibili, mentre i dorici sono più quadrati e concreti, sono più squadra. Alla fine, come spesso capita in partite come questa – conclude Costantini – la differenza la faranno gli episodi e le giocate dei singoli. Se questa è la finale più giusta? Forse avrebbe meritato qualcosa in più il Crotone».
Corrado Benedetti, anche lui appena conclusi gli spareggi salvezza con la Pistoiese, sintetizza: «Vedo leggermente favorita l’Ancona, che ha concluso il campionato al secondo posto. Ma i biancorossi dovranno stare molto attenti domenica prossima, cercando di limitare i danni in uno stadio difficile come lo “Jacovone”. Peccato anche a Monaco manchi Anaclerio, l’ho avuto con me a Pisa (stagione 2002-03, ndr) e so quanto avrebbe potuto dare in un simile contesto».
ANCONA Squadra e allenatore: tutti in silenzio. E in ritiro. In casa Ancona si è già entrati in pieno clima partita in vista della prima finale promozione di domenica a Taranto. La società biancorossa da ieri - probabilmente sarà così per l’intero svolgimento dei playoff - ha “ordinato” allo staff tecnico di cucirsi le bocche allo scopo di fargli trovare la migliore concentrazione in previsione dei 180 minuti più importanti della stagione. Mister Monaco e i giocatori dorici parleranno solo dopo la partita. Stamattina intanto l’Ancona -compresi gli indisponibili Fialdini e Anaclerio, squalificati- si muoverà alla volta del ritiro di Fasano, dove i biancorossi alloggeranno nei prossimi giorni.
RITIRO A FASANO. Stefano Fanucci ha smaltito la febbre e ieri ha potuto svolgere per intero l’allenamento pomeridiano che l’Ancona ha effettuato sul prato dello stadio Del Conero. Tutti presenti agli ordini di mister Monaco, ad eccezione degli infortunati Baldanzeddu (pubalgia) e Anderson (lo svedese si sta sottoponendo alla fase riabilitativa dopo l’operazione del mese scorso ai legamenti del ginocchio sinistro). Non c’era nemmeno l’attaccante De Sousa, al lavoro in palestra. Oggi e domani pomeriggio allenamento pomeridiano nel ritiro di Fasano. Sabato mattina la tradizionale seduta di rifinitura.
DI STEFANO IN PANCA. Domenica allo “Jacovone”, potrebbe toccare al “secondo” Massimo Di Stefano sedersi in panchina accanto a mister Monaco. L’allenatore dorico infatti nello stadio pugliese, per la prima finale playoff contro il Taranto, non potrà essere affiancato come di consueto dal preparatore dei portieri Gilberto Vallesi, il quale è stato squalificato per un turno dal giudice sportivo.
M. Nat.
di FERDINANDO VICINI

ANCONA Slitta alla prossima settimana il viaggio ad Ancona di Renzo Magnani che questa mattina alle 9,30 avrebbe dovuto incontrare il sindaco Fabio Sturani per illustrargli e discutere il progetto relativo alla Fondazione che il manager milanese sta cercando di promuovere per acquisire il controllo dell'Ancona Calcio.
Il rinvio è stato motivato da un importante appuntamento che Magnani stesso ha avuto ieri a Milano. Un incontro con i responsabili di una grande azienda multinazionale che opera nel settore farmaceutico, interessata ad entrare nella Fondazione "Progetto Soccer".
Questa mattina Magnani sarà a Roma dove proseguirà i contatti con i vertici di questa azienda per definire l'ipotesi di adesione della stessa al suo progetto. Quindi la missione anconetana è solo rimandata a breve. Magnani ha già in agenda ad Ancona, oltre all'incontro con Sturani, anche due altri appuntamenti con Giampaoli Giampoli e Valeriano Balloni. Quest'ultimo è candidato ad assumere la presidenza della Fondazione, ma anche Giampaoli potrebbe rivestire un ruolo significativo nell'ambito del progetto.
Ieri Magnani ha avuto nuovi contatti anche con la Terzo Tempo, che ha già manifestato l'intenzione di appoggiare la Fondazione e di entrarne attivamente a far parte. Ancora da definire invece il nuovo possibile coinvolgimento del Centro Sportivo Italiano, al momento ancora in fase di attesa. Intanto domani è in programma l’attesa assemblea dei soci che dovrà procedere alla ricapitalizzazione della società già deliberata dal Consiglio d’amministrazione. Sarà un interessante faccia a faccia tra Enrico Petocchi e Sergio Schiavoni.
http://www.anconacalcio.it/stagione/rassegna.asp

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29 maggio 2008

Arezzo: Per la panchina c'è anche Galderisi

Scritto da: Andrea Avato, giovedì 29 maggio 2008
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Giuseppe Galderisi, 45 anni
C'è anche Giuseppe Galderisi in corsa per la panchina dell'Arezzo. L'allenatore del Foggia faceva parte della lista dei cinque papabili consegnata da Mancini al popolo tifoso a mezzo stampa, ma era passato in seconda fila dopo l'annuncio del presidente che il nuovo allenatore sarebbe stato uno che quest'anno si era ben disimpegnato nel girone B della C1. E Galderisi, invece, ha fatto bene sì, ma nel girone A. Un sondaggio con Nanu c'è stato e il 45enne ex centravanti di Juve, Milan e Verona non ha scartato l'ipotesi Arezzo, anzi. E' vero che su di lui ha messo gli occhi il Rimini, a caccia dell'erede di Acori, ma la trattativa ultimamente pare essersi arenata e a Galderisi non dispiacerebbe per niente ricominciare dal ritiro estivo con un club ambizioso come quello amaranto, dove le aspettative sono alte e gli stipendi sicuri. Dovrà liberarsi dal Foggia, questo sì. Quando arrivò per sostituire Campilongo, Galderisi chiese un contratto biennale ma la società fu irremovibile e lo fece firmare fino al 30 giugno. La bella rimonta con cui i pugliesi hanno conquistato i play-off, poi persi con la Cremonese, ha fruttato al tecnico le simpatie del pubblico, che ne invoca da tempo la conferma. Galderisi però ha più di un dubbio, legato ai molti calciatori che stanno per svincolarsi, alla probabile rivoluzione nell'organico e al fatto che il Foggia non ha strutture adeguate al blasone della piazza, tanto che la prima squadra è costretta quotidianamente a girovagare per la provincia per trovare campi d'allenamento decenti. Domani, comunque, Galderisi si incontrerà col presidente Capobianco e il diggì Francavilla, i quali proveranno a convincerlo a restare. Ma sarà dura. Le piste calde dell'Arezzo, oltre a questa, sono altre due e conducono a Marco Cari e Francesco Monaco, finalisti play-off con Taranto e Ancona. Ieri Mancini ha detto che per qualche giorno non verrà ufficializzato niente e il motivo è chiaro: con due partite pesanti da giocare, né Cari né Monaco possono consentirsi il lusso di far uscire notizie riguardanti il loro futuro personale. Ciò che si sa già è che, a prescindere da chi avrà la meglio, nessuno dei due resterà dov'è adesso. Nel frattempo, a Lucca, Piero Braglia è in procinto di incontrarsi col presidente Hadj. Si arriverà alla separazione, stracciando il contratto dell'allenatore fino al 2009. Mancini, però, la pista Braglia sembra averla abbandonata. Idem dicasi per Gustinetti, che invece piacerebbe a Fioretti. Nonostante l'esonero e la disponibilità del Gus a trattare, a oggi non c'è stato ancora alcun contatto. Segno che Mancini sta pensando a qualcun altro.
http://www.amarantomagazine.it/arezzocalcio/index.php?option=com_content&task=view&id=909&Itemid=0

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29 maggio 2008

Arezzo: Piange il telefono - Mancini, Mourinho, Cari e...

Scritto da: Cavallinomatto, giovedì 29 maggio 2008
Visto: 160 volte.

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le telefonate del presidente
Un gne se sta più dietro, il cellulare del Pres bolle come na pentola de pomodori. Ecco un estratto dei tabulati telefonici.

Amalaaaa, pazza Inter amalaaaa!

MANCINI - Cazzo, sta suoneria un me garba. L’ho scaricata pere sbaglio, cliccando sul banner del sito del Magazzino Amaranto, nel mentre che leggevo l’articolo de quel’Avato li, che scriveva che compro l’Inter. Un c’ho capito gnente, ma me sa che quello è nerazzurro. Ora sento el mì Nanni se c’ha qualcosa de meglio, che so, l’inno de la Romania che così faccio un figurone quando c’ho l’appuntamenti de lavoro… ogiù, rispondiamo. Chi sarà ora?... pronto? Con chi parlo?
STANKOVIC - Ciao Mancio, finalmente! Ho cambiato il telefono e avevo perso il numero. Fortuna me l’ha ridato Nando Orsi.
M - Ma chi è lei?
S - Sono Dejan.
M - De già che?
S - Dejan Stankovic
M - Sé degià stanco de mattinata? E’ ch’è fatto iersera?
S - No, sono Dejan… sono a Milano.
M - Ah Vittorio, sei de già a Milano? Sto arrivando, so a Parma.
S - Sì, lo so che la vittoria è arrivata a Parma, infatti ti volevo dire che…
M - Come fai a sapere che ero a Parma? O che c’hai il Cipresse?
S - Cos’è il Cipresse, Mancio?
M - El navigatore saltellitario
S - Ah, il Gps! Ti sento strano Mancio stamani. Ti brucia sta storia del presidente che ti ha mandato via?
M - E’ da ora che dico che volevo andare via, ma nessuno me prende in parola.
S - Come no? Dopo la gara di coppa lo dicesti a tutti in conferenza stampa che a fine stagione saresti andato via.
M - Dopo la gara de Coppa? Ah, te dici co la Sansovino? Si , è vero, ma come fanno a arcordasse de gnicosa?
S - Beh, nel calcio la memoria in effetti è corta, non basta vincere, poi i presidenti coglioni mandano via gli allenatori vincenti.
M - Oh piano co’ le parole. Se ti riferisci al Gus e a Somma…
S – Sì, la somma del discorso è che i presidenti sono ricchi e scemi!
M - Me vù fare incazzare te! Parliamo di Cari che è meglio…
S - No, intendevo che adesso che arriva quel portoghese li, sarà un bel casino. Se pensi che meglio di lui ha fatto Grant.
M - Cari Grant? Ma che sei al cinema? Era il mi attore preferito. Quando c’ho l’appuntamenti de lavoro, metto sempre el dvd de “operazione sottoveste”.
S - Senti, ho dato il tuo numero al nuovo mister, ti vorrebbe salutare. Spero non ti spiaccia.
M - Il nuovo mister? Me stupisci sempre te, hai sempre qualcosa in serbo.
S - A proposito di Serbia, ora devo andare Mancio. C’ho l’aereo per Belgrado. Ci sentiamo e, mi raccomando, non prendertela.
M - Ie, se me la danno, la prendo eccome!!

Click

Amalaaaa, pazza Inter amalaaa…

MANCINI - Aaaah, sta soneria del cavolo, ora lo metto silenzioso, apparte che c’ho anche la vibrazione attiva, m’è servita iersera in quelappuntamento de lavoro… pronto ma chi è?
MOURINHO - Mancio? I’m Josè, the special one. Vorrei dirti due parole semplici, coincise, categoriche. Non prendertela se te ne sei andato, io sono Dio.
MA - Anche io so io, ma te chi saresti? Ah, ho capito, sei el procuratore de Rivas.
MO - Tyson Rivas, ok, ma meglio Ricardo Carvaglio, Drogba.
MA - Anche qua c’è un caldo c’arbaglio, ma unn’è mica tanto bella drogasse. Poi se fa la fine d’Amerini.
MO - Yes, a casa i damerini, infatti sei andato a casa, Mancio. Ora c’è lo Special One.
MA - O digni che piova! Ma chi saresti che unn’ho capito?
MO - Josè, Josè Mourinho.
MA - Ah ho capito, el muratore, quelo de l’impresa che costruisce ale Carbonaie. Faccia na cosa, telefoni alla Emmebieffe e chieda del giometra. Gni do el numero, segni. 0575-300..

Click

MANCINI - O che fa m’atacca? Ma chi se crede d’essere questo, Dio? Ora gni cavo l’appalto. A proposito d’appalti, bisogna che me ricordi de comprare i fiori, che stasera c’ho una cenetta de lavoro de quelle giuste. Oh mio, c’avevo da fare quela telefonata de ieri… aspetta, dunque…335…….Pronto? M’ha dato il su numero Fioretti, lei è il candidato per la panchina dell’Arezzo, ma non me ricordo come se chiama.
CARI - Sono Cari.
M - Volevo spendere meno, me scusi…

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MANCINI - Che stress, tutti l’anni sempre peggio! Ora archiamo Vittorio ! 329….. pronto Vittorio, so sempre io.
FIORETTI - Come sempre.
M - Sì, un fare el coglione, ce siamo sentiti prima, un t’arcordi de gnente. Che numero m’avi dato? Un va mica bene quello lì, costa troppo, ce vorrebbe uno adatto a me, dal “profilo basso”.
F - Ce sarebbe Galderisi.
M - Galderisi? Che tipo è?
F - Nanu…
M - Ah ok, basta la parola, affare fatto! Chiamelo e digni che venga giù a firmare e se ricordi che la squadra un se smantella, la zoccola dura se tiene.
F - La zoccola?
M - Scusa, è che so sempre al telefono, tutti l’appuntamenti de lavoro che c’ho d’arcordamme… senti e per Ranocchia ?
F - Stasera so a cena con Corvino.
M - Col vino? Tanto sé poco briaco! Bevi poco che pu ho sentito dire che ce caveno i punti e dopo tocca arfare el ricorso al Tarre!
F - Senti Piero, sicuro Galderisi? Ci sarebbe uno ad Ancona che calza a pennello, come il vestito nuovo che ho comprato ieri sera.
M - O Vittorio, arcordete ‘na cosa. L’abito non fa il Monaco. E vedi de fare qualcosa de bono, vendeme Petro Lopezze che me dissero che veniva dala cantera del Real Madrid… infatti, è fermo come un canterano! Alò, te lascio che c’ho da chiamare el Perugia, Erculone m’ha fatto proprio ‘ncazzare. Aspetteme che arivo, se va a mangiare insieme. A proposito, c’è anche a Milano el localino bono?

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29 maggio 2008

Allegri sulla panchina del Cagliari

Massimiliano Allegri, che alla guida del Sassuolo ha conquistato la promozione in serie B dopo aver vinto il campionato di serie C1 (girone A), è il nuovo tecnico del Cagliari.
Allegri nuovo tecnico del Cagliari

Si apprende dall’Ansa che Massimiliano Allegri è il nuovo allenatore del Cagliari. Prende il posto di Davide Ballardini. Lo ha ufficialmente annunciato la società rossoblù. L'accordo, spiega la società in una nota, è valido sino al 30 giugno 2009.

 

"Sono strafelice e ringrazio il Sassuolo che mi ha portato a vincere un campionato di Serie C1, e il Cagliari che mi dà la possibilità dopo cinque anni di carriera, di cimentarmi con la serie A". Queste le prime parole da nuovo allenatore del Cagliari di Allegri, che torna in rossoblu dopo tredici anni, visto che aveva militato nel club sardo per tre stagioni da calciatore, dal '94 al '97.

 

Massimiliano Allegri, che sulla panchina del Sassuolo ha conquistato la promozione in serie B dopo aver vinto il campionato di serie C1 (girone A). "E' un'eventualità alla quale sino ad un anno fa non pensavo minimamente", spiega Allegri, precisando poi che "non c'è nessun problema contrattuale: tra Cagliari e Sassuolo esistono ottimi rapporti. Dalla C1 alla A è un bel salto.Conosco l'ambiente, posso mettere a disposizione il mio impegno e la volontà di dare il massimo per il Cagliari".

 

Allegri arriva dopo Ballardini, che aveva saputo conquistare i tifosi ottenendo una salvezza insperata. "Per me è un vantaggio - assicura il neotecnico al sito del club -. Parto dal lavoro eccezionale che un allenatore ha saputo fare in sei mesi. Ho per le mani un gruppo preparato che ha voglia di lavorare. Se sono pronto per la serie A? Ho avuto la fortuna di stare tre mesi a Udine con Galeone, un po' di esperienza in tanti anni di carriera credo di averla maturata. Certo, come primo responsabile sarà tutto diverso, ma non ho paura. Non bisogna mai avere paura".

 

Redazioneweb - www.calciopress.net
http://www.calciopress.net/news/125/ARTICLE/4795/2008-05-29.html

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29 maggio 2008

Coppa Italia Tim, torna la C

La Coppa Italia cambia look. Ammesse 78 squadre. Oltre le 42 di serie A e serie B, anche la serie C con 27 partecipanti (18 di C1 e 9 di C2). Per la prima volta entra nel lotto il torneo Interregionale con 9 club.
Coppa Italia Tim, cambia tutto

Un torneo opaco e poco seguito. Alla resa dei conti, una manifestazione di spessore solo per la squadra che se la aggiudica e una mezza rogna per tutte le altre. Una competizione  con poco appeal, anche per via di una formula noiosa e assai poco stimolante.

 

Stiamo parlando della Coppa Italia, naturalmente, un torneo che ha sempre avuto poco fascino. Ma, a cominciare dalla prossima edizione, le cose cambiano davvero. Qualcuno ha parlato di Coppa Italia in salsa francese, per una qualche similitudine con la manifestazione d’oltralpe.

La Coppa Italia torna ad essere di tutti. Dalla A alla D. La Lega ha infatti deciso, era ora, di rivoluzionarne il format. La manifestazione avrà inizio il 9 agosto e si concluderà il 13 maggio 2009. La finale sarà disputata a Roma. La gara di Supercoppa si giocherà il 24 agosto, probabilmente negli Stati Uniti (al Giants Stadium di New York).

 

Vi prenderanno parte, in totale, 78 squadre. Oltre alle 20 di serie A e alle 22 di serie B, da segnalare il ritorno della serie C con 27 squadre ammesse (18 di C1 e 9 di C2). Per la prima volta entra a far parte del lotto delle contendenti anche il campionato Interregionale, con 9 club.

 

Le 12 di A che non disputano le coppe europee entreranno a partire dal terzo turno (a fine agosto), mentre le grandi saranno di scena dagli ottavi. Si giocherà sempre in casa di chi è nuovo entrato, per il resto si procederà al sorteggio del campo.

Sono state stabilite più date per alcune fasi del torneo, in modo da concordarle con le tv. Si tratterà di partite secche, con esclusione delle semifinali. Chi vince va avanti. La finale sarà di nuovo unica e sarà giocata il 13 maggio a Roma, come già detto, alla presenza del Capo dello Stato.

 

La grande novità è rappresentata, dunque, dal ritorno delle squadre di serie C1, serie C2 e serie D. E’ stato così ricomposto lo strappo della scorsa stagione. Il presidente della Lega, Antonio Matarrese, ha reso noto di aver già comunicato la nuova formula ai presidenti della Figc (Abete), della Lega di C (Macalli) e della Lega dilettanti (Tavecchio).  


Serena Caluri - www.calciopress.net

http://www.calciopress.net/news/125/ARTICLE/4794/2008-05-29.html

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