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Verdetti 2010-2011
Retrocesse dalla serie B
Frosinone Portogruaro
Triestina Piacenza
Promosse dalla 2a Div
Tritium Carpi
Latina FeralpiSalò
Carrarese Trapani
Retrocesse in 2a Div
Paganese Cavese
Monza Sudtirol
Ternana Cosenza
Promosse in serie B
Gubbio Nocerina
H.Verona Juve Stabia


Supercoppa 2010-2011
22 - 26 maggio
Gubbio Nocerina 1 - 1
Nocerina Gubbio 0 - 1
Vincente: Nocerina


Play Off Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Verona Sorrento 2 - 0
Salernitana Alessandria 1 - 1
Girone "B"
Juve Stabia Benevento 1 - 0
Taranto A. Roma 0 - 1
5 giugno 2011
Girone "A"
Sorrento Verona 1 - 1
Alessandria Salernitana 1 - 3
Girone "B"
Benevento Juve Stabia 1 - 1
A. Roma Taranto 2 - 3
Finali Play Off 2011
Andata 12 giugno
Verona Salernitana 2 - 0
Juve Stabia A. Roma 0 - 0
Ritorno 19 giugno
Salernitana Verona 1 - 0
A. Roma Juve Stabia 0 - 2


Play Out Lega Pro
29 maggio 2011
Girone "A"
Sudtirol Ravenna 1 - 0
Monza Pergocrema 1 - 0
Girone "B"
Viareggio Cosenza 3 - 1
Foligno Ternana 1 - 0
5 giugno 2011
Girone "A"
Ravenna Sudtirol 2 - 1
Pergocrema Monza 1 - 0
Girone "B"
Cosenza Viareggio 0 - 1
Ternana Foligno 1 - 1


Lega Pro 1a Div - Girone A
10a giornata - 25 ott 09
Alessandria Viareggio 0 - 0
Como Arezzo 0 - 0
Classifica - 10a giornata
 1  Novara 24   
 2  Cremonese 22

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26 febbraio 2009

Il Presidente Cestaro: lettera aperta ai tifosi padovani - padovacalcio.it

Agli amici tifosi, in questi giorni ho riflettuto sulla situazione venutasi a creare nel rapporto tra il Calcio Padova, i tifosi e i mass media, dopo la decisione di rimettere l’allenatore ...continua a leggere >>

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27 gennaio 2009

Calciomercato, Perugia: fiducia a Sarri, ultimatum alla squadra, Cesena, Regini ceduto alla Sampdoria, Benevento, colpo Falanga, Sorrento, Simonelli: "Nuovi acquisti? No, grazie", Padova, Cestaro: "Tre nomi per l'attacco"

TMW A CALDO - Padova, Cestaro: "Tre nomi per l'attacco" ...continua a leggere >>

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31 maggio 2008

Cavese: Cambia la facciata del Simonetta Lamberti

Cambia la facciata del Simonetta Lamberti

di Fabio Apicella

Stamane, alle ore 12, sono state scoperte i due pannelli in onore di Simonetta Lamberti dinanzi allo stadio. All'incontro hanno partecipato numerose autorità cittadine tra cui il primo cittadino Gravagnuolo, Monsignor Soricelli ed il delegato allo sport Pasquale Scarlino. Presente anche il giudice Lamberti con la moglie. A realizzare la stele commemorativa sono stati gli artisti calabresi Antonello ed Ermonde Leone. Dopo aver "liberato" le opere il sindaco ha dato l'opportunità di poter ammirare gli ultimi lavori effettuati all'interno dello stadio stimabili in una bella rinfrescata alla tribuna.....

P.S. permettetemi un appunto, essendo l'opere fatta di ceramica mi sono chiesto: ma tra tante industrie e botteghe artigiane di ceramica che pullulano nel nostro territorio c'era realmente il bisogno di richiederle fuori regione. Ovviamente non offendendo i due artisti autori di un opera molto bella che sicuramente verrà apprezzatta da tutta la città.

Di seguito le foto dell'opera.

P1060257.JPG

 

 

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Il calciomercato aquilotto

 

di Fabio Apicella

 

Scelto l'allenatore ora bisognerà allestire la compagine che disputerà il prossimo campionato. Il D.S. Dionisio sembra avere le idee chiare su quelli che saranno i movimenti di mercato per rinforzare e, di conseguenza, sfoltire l'attuale rosa. La prima questione da affrontare è quella riguardante il portiere. Al momento sono poche le possibilità di rivedere il cavese Criscuolo come portiere titolare per la prossima stagione. La società è alla ricerca di un portiere più giovane e che dia ampie garanzie sotto il profilo atletico. Ovviamente tutto può essere messo in VENEZIA-CAVESE CRISCUOLO.JPGdiscussione se il buon Vincenzo accetti di rigiocarsi il posto con l'eventuale nuovo arrivo. In difesa sembrano certe le riconferme di Nocerino, Cipriani, Farina, Geraldi, Cipriani e Pierotti. A loro si andrà ad aggiungere il ritorno del giovane Andreozzi, reduce da due buone stagioni disputate con l'Aversa Normanna. Dopo le buone prestazioni nel campionato appena concluso è da ritenersi difensore anche Frezza. Andrà via Panarelli, in scadenza di contratto, dopo una stagione abbastanza travagliata.  A centrocampo Dionisio è alla ricerca di un regista di categoria che sappia dettare i tempi ed a cui verranno affiancati Alfano, Favasuli e Scartozzi. Promosso in prima squadra il promettente Siano. In bilico la posizione di Vincenzo Riccio, legato da un altro anno di contratto. Sicuro partente Catalano. Lascerà Cava anche Pietro De Giorgo destinato a giocare in serie B. Le destinazioni più probabili sembrano essere Ascoli, Bari e Salerno. In attacco sicuri di una riconferma Tarantino ed Aquino. Per Sorrentino si dovrà aspettare un pò di tempo per capire le strategie di mercato del Perugia anche se il calciatore hamartina-cavese 013.jpg un ingaggio abbastanza elevato e per rimanere dovrà, inevitabilmente, essere disposto ad un piccolo sacrificio economico decurtandosi una parte dell'attuale stipendio. Incassati gli acquisti dell'esterno Bernardo e della scommessa Mallardo, il reparto offensivo verrà rinforzato con l'ingaggio di una punta centrale già bloccata dalla società ma di cui non si conosce ancora il nome. Andrà via l'albanese Shiba, probabilmente in C2, che ha bisogno di fare esperienza. Per quanto riguarda Giampaolo, anch'egli con il contratto in scadenza nel 2009, si valuterà in comune accordo con mister Camplone e con il calciatore stesso per capire se il talentuoso attaccante ha ancora voglia di mettersi in discussione.

 

Vincenzo Cestaro torna alla Cavese

                             

di Vincenzo Paliotto

 

 La Cavese nell’ambito del progetto del rinnovo dello staff tecnico da mettere a disposizione del nuovo allenatore Andrea Camplone si affida nuovamente nel ruolo di preparatore atletico a Vincenzo Cestaro, già in forza alla squadra metelliana per ben tre stagioni dal 2004 al 2007. Al 38enne preparatore atletico di origini napoletane la società metelliana ha proposto un contratto biennale. Reduce dall’esperienza non proprio fortunata in quel di Foggia, in cui era stato accompagnato anche dal preparatore dei portieri Cotugno, Cestaro ha accettato con entusiasmo il suo ritorno alla Cavese, convinto da una società che ha apprezzato l’ottimo lavoro svolto in passato. Oltretutto lavorerà al fianco di Camplone adotta il modulo del 4-3-3, che lo stesso Cestaro conosce in maniera approfondita.

 Cestaro in pratica ha speso fino ad ora la sua carriera alla corte di mister Salvatore Campilongo, che lo aveva scoperto e lanciato nella stagione del 2003/2004 in Serie D con l’Ariano Irpino di Ottavio Cutillo. Quindi, il suo approdo a Cava de’ Tirreni, dove in tre anni Cestaro e Campilongo hanno raggiunto per due volte i play-off, nel 2007 in Serie C1, e quindi brindato ad una promozione dalla Serie C2 nel 2006. Il preparatore atletico era già stato scelto prima che fosse individuato il nuovo allenatore della squadra. Cestaro, infatti, conosce bene l’ambiente di Cava de’ Tirreni e soprattutto avrà il vantaggio di aver lavorato già con molti degli atleti che avrà alle sue dipendenze come Alfano, Farina, Cipriani, Nocerino, Tarantino e quel Peppe Aquino, che già sogna di riportarlo ai suoi abituali livelli. Oltretutto il tecnico di origini napoletane è stato tra i maggiori artefici dell’esplosione di Sergio Ercolano, pescato nel Sapri ed adesso trascinatore del Perugia.

 Cestaro sarà accompagnato nella sua nuova avventura con la Cavese anche dal prof. La Marca, che si preoccuperà di rimettere in sesto ed allenare i calciatori infortunati. Un ritorno quello di Cestaro sicuramente gradito dalla città e dalla tifoseria.

Andrea Camplone è il nuovo allenatore della Cavese

di Vincenzo Paliotto

 Andrea Camplone proviene da un ambiente calcistico affascinante, prestigioso e romantico come fu il Pescara di Giovanni Galeone, che approdò in Serie A tra lo stupore generale, rivelando anche un calcio bello e scintillante. Pescarese doc, classe 1966, Camplone è del quartiere di Borgomarino, zona della città rinomata soprattutto per la dedizione dei loro abitanti alla pesca. Ed il mister abruzzese ha proprio due fratelli pescatori, mentre lui si è dedicato a quel calcio, che ne ha fatto un professionista serio ed apprezzato. Un carattere forte e deciso, per uno che ha perso prematuramente la figura paterna quando aveva appena dieci anni.

 Calcisticamente è cresciuto nel Pescara e nel 1986/87 ha vinto, con alla guida appunto Galeone, il campionato cadetto approdando in massima divisione con molto clamore. Infatti, quel Pescara si iscrisse in extremis al campionato e con una squadra quasi tutta fatta in casa approdò nel campionato più bello del mondo. Con gli abruzzesi ottenne la permanenza in Serie A, quasi con gli stessi effettivi, rinforzandosi però con gente come il brasiliano Leo Junior e lo slavo Blaz Sliskovic, maestro nei calci di punizione. Tra A e B ha indossato per 188 volte la maglia del Pescara con un gol all’attivo, prima di passare al Perugia, all’Ancona ed al Gubbio, spendendo un’ottima carriera. Il suo nome passò alla leggenda del calcio pescarese come il GattaBeniniCamplone, i primi tre giocatori della mitica squadra di Galeone.

 Ha iniziato ad allenare abbastanza giovane all’età di 36 anni nella stagione del 2002/2003, sedendosi sulla panchina del Penne, piccola squadra ma con molta tradizione della provincia pescarese. Il Penne disputava il campionato di Eccellenza Abruzzese. Con la formazione biancorossa Camplone rimane per ben quattro stagioni, ottenendo nel 2004/2005 la promozione in Serie D. Quindi, nello stesso campionato di Serie D ottenne un quinto posto, portando la squadra alla disputa dei play-off. Un risultato decisamente clamoroso ed importante. Tra l’altro nelle file della propria squadra si mette in luce l’argentino Correa, che lo seguirà al Lanciano, prima di spiccare il volo per la Serie A. Camplone adotta il modulo del 4-3-3, molto equilibrato e poco sbilanciato, e si rivela allenatore dalla personalità forte. Infatti, nell’estate del 2006, mentre pensa di continuare la propria carriera in D con la Cagliese o al massimo in C2 con la Pro Vasto, lo chiama  addirittura in C1 il Lanciano, che ha rivoluzionato la propria politica societaria. Infatti, i frentani si affidano ad una squadra giovane e su cui scommettere e scelgono come guida tecnica proprio quella di Camplone. Non a caso il Lanciano figura come la rivelazione del girone b della C1. Anche se a gennaio del 2007 viene esonerato per divergenze con la società, che nel mercato di riparazione cede i migliori, tra cui Correa e Colussi, senza rimpiazzarli. Arriva in panchina Andrea Chiappini, che però deve lasciare nuovamente il posto a Camplone, che guida la squadra rossonera alla salvezza meritata. L’exploit di Lanciano lo fa diventare un nome importante per la serie C ed infatti arriva la chiamata più attesa da parte del Pescara. Il sogno di Camplone è proprio quello di allenare il club biancazzurro, che però è in un momento di crisi senza società e senza squadra. L’avventura dell’allenatore pescarese dura pochissimo, in quanto in riva all’Adriatico non ci sono i presupposti per allenare. Per non rimanere a spasso accetta coraggiosamente la panchina del Martina nello stesso girone. Tuttavia, anche i martinesi vivono una situazione societaria precaria e Camplone conclude anzitempo il proprio mandato, lasciando il posto a Florimbi.

 Quindi, dopo una trattativa lunga ma non estenuante, Camplone approda con entusiasmo e buoni propositi sulla panchina della Cavese, firmando un contratto annuale. L’allenatore pescarese sostiene fermamente il progetto di Dionisio e della società e si sente molto stimolato dall’avventura con i metelliani. Il suo vice sarà Dario Rossi, che chiusa la carriera agonistica si mette a disposizione della società con grande professionalità. Con Camplone ed il suo 4-3-3 la Cavese inizia un’altra entusiasmante avventura.

 

vincenzopaliotto@cavese.it

http://www.cavese.it/principale.htm

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25 gennaio 2008

Padova, Cestaro polemico con la stampa

Padova, Cestaro polemico con la stampa


Il presidente Cestaro, in rotta con la stampa locale, lascia la guida del Padova. Lo staff tecnico e la prima squadra si schierano al suo fianco e annunciano il silenzio stampa. Anche i tifosi sono dalla sua parte.

Il presidente Cestaro ce l'ha con la stampa di padova

Con una lettera aperta indirizzata ai tifosi, che compare sul sito ufficiale www.padovacalcio.it, il presidente del club biancoscudato Marcello Cestaro apre un’aspra polemica con la stampa locale e la ritiene di fatto responsabile del suo annunciato abbandono.

 

Cestaro scrive infatti che “domenica dopo che, prima società italiana di C1, abbiamo introdotto la stretta di mano prima e dopo la partita, modestissimo segnale per svelenire questo esasperato mondo del pallone” ha dovuto constatare che “tutte le nostre buone intenzioni sono state offuscate dall’episodio che la stampa ha riportato i questi giorni, dal mio punto di vista in maniera faziosa e, mi sia consentito, corporativista”.

 

Il prersidente rincara la dose affermando che “al termine di questi cinque campionati sono giunto alla convinzione che il mio errore, in mezzo a tanti altri che ho sicuramente commesso in questi anni, sia anche stato quello di non aver tenuto a debita distanza i giornalisti, così come fanno abitualmente i colleghi di altre Società”.

 

L’attacco, molto circostanziato, diventa frontale nel passo cruciale in cui si afferma che “il mio no alla C1 o alla B, lasciando il Padova in altre mani, è motivato dal fatto che non posso vivere con un giornalismo così orientato e schierato”.

 

E, nel caso sussistesse ancora qualche dubbio, conclude la sua lettera ribadendo “ed allora, cari tifosi, me ne vado e, a scanso di equivoci, non vado via per colpa dei politici, dei tifosi, dei giocatori o dei miei collaboratori, ma per colpa di alcuni giornalisti”.

 

Non c’è che dire, più chiaro di così si muore. E i giornalisti di Padova come l’hanno presa? Al momento non risultano prese di posizione ufficiali, di cui daremo conto non appena ne avremo notizia.

 

Intanto lo staff tecnico e la prima squadra del Padova si schierano a fianco del loro presidente e annunciano, sempre attraverso il sito ufficiale, il silenzio stampa. Il fronte anti-giornalisti, dunque, si allarga.

 

I tifosi, infine, manifestano la loro solidarietà in forma concreta. Lo si apprende dallo stesso sito ufficiale del club patavino che informa come, nella giornata di ieri, “all’apertura della sede dell’Unicomm a Dueville è stato ritrovato appeso un ampio striscione che recitava: Cestaro Padova ti ama, non ci lasciare”.

 

Serena Caluri - www.calciopress.net

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24 gennaio 2008

Lettera aperta del presidente Marcello Cestaro ai tifosi del Calcio Padova

Lettera aperta del presidente Marcello Cestaro ai tifosi del Calcio Padova

Cari tifosi biancoscudati, in questi ultimi due giorni molte cose sono state scritte sul Calcio Padova e sul mio conto e per rispetto a voi e a questa Società mi urge fare chiarezza su alcuni aspetti della polemica innescata.
Domenica dopo che, prima società italiana di C1, abbiamo introdotto la stretta di mano prima e dopo la partita, modestissimo segnale per svelenire questo esasperato mondo del pallone, tutte le nostre buone intenzioni sono state offuscate dall’episodio che la stampa ha riportato i questi giorni. Dal mio punto di vista in maniera faziosa e, mi sia consentito, corporativista. Io sono sempre stato disponibile, nel dopo partita, come è giusto che sia in sala stampa con televisioni e giornali. Terminata la partita, al di là del risultato, dopo aver fatto i complimenti alla squadra per la prestazione, nonostante il risultato non fosse quello sperato, ho avuto il piacere di dialogare in amicizia con il presidente del Cittadella Angelo Gabrielli, persona squisita che stimo da tempo. Iniziata la conversazione, di lì a pochi istanti si è aggiunto il vicesindaco Sinigaglia. Bene, nel mentre succedeva tutto ciò, venivo invitato da un giornalista di una televisione locale a fare un’intervista. La prima volta ho risposto “aspetti un attimo, sto parlando con il signor Gabrielli”, alla terza maleducata intrusione sono sbottato, certamente usando toni sopra le righe. Un giornalista (perché lui soltanto?) si è intromesso alle spalle, ergendosi a difesa dell’intera categoria, senza tener conto che stavo parlando con l’ospite, adducendo il fatto che lui era lì per lavorare. E tutti gli altri, compresi noi, cosa facevano lì in sala stampa? Se io sono sbottato è certo dovuto al fatto che in questi casi un po’ di buona educazione nei riguardi di tutti i presenti, credo non stoni.
Basta leggere alcuni quotidiani di oggi per capire come tutto sia rappresentato con un solo motivo, mettere in cattiva luce il sottoscritto, e questo poco importa, ma soprattutto il Calcio Padova e tutti quelli che ci lavorano, ci dedicano la propria passione, l’impegno e la professionalità. Siamo consapevoli che il Padova è “un bene pubblico”, abbiamo la fortuna di avere l’attenzione di molti e quindi dobbiamo accettare le critiche di molti. Sono arrivato a Padova cinque anni fa da neofita del calcio, pian piano mi sono appassionato e emozionato per questa maglia, per questa squadra, per questa città, profondendo energie fisiche umane ed economiche, ma al termine di questi cinque campionati sono giunto alla convinzione che il mio errore, in mezzo a tanti altri che ho sicuramente commesso in questi anni, sia anche stato quello di non aver tenuto a debita distanza i giornalisti, così come fanno abitualmente i colleghi di altre Società.
Il mio no alla C1 o alla B, lasciando il Padova in altre mani, è motivato dal fatto che non posso vivere con un giornalismo così orientato e schierato. Ad avvalorare le mie tesi potrei citare i quotidiani di piazze come Vicenza o Verona dove le cose vanno diversamente. Il Vicenza, come è noto, è penultimo in classifica in B, il Verona ultimo in C1, e da sportivo mi dispiace per entrambe, ma là i giornali e i giornalisti sono un grande sostegno alla squadra e alla tifoseria, nonostante i giusti distinguo e le critiche oggettive. A Padova invece si è sempre pervicacemente “contro”. Ed allora, cari tifosi, me ne vado e, a scanso di equivoci, non vado via per colpa dei politici, dei tifosi, dei giocatori o dei miei collaboratori, ma per colpa di alcuni giornalisti.
E comunque, sempre, Forza Padova!
Marcello Cestaro
http://www.padovacalcio.it/ultime_news.php?id=1783

STRISCIONE DI SOLIDARIETA’ A CESTARO ALL’UNICOMM DI DUEVILLE

Il Calcio Padova informa che questa mattina, all’apertura della sede dell’Unicomm a Dueville è stato ritrovato appeso un ampio striscione che recitava: “CESTARO PADOVA TI AMA, NON CI LASCIARE”. Lo striscione è stato visto dai molti dipendenti del “quartier generale” dell’Unicomm e lo stesso Presidente Cestaro è stato informato della sua presenza.
http://www.padovacalcio.it/ultime_news.php?id=1784


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24 gennaio 2008

Padova: Chi sono i colpevoli?

Silenzio stampa PDF Stampa E-mail
mercoledì 23 gennaio 2008
ImageUn tifoso chiede a Giovanni un parere sulla decisione della Società di adottare il silenzio stampa a tempo indeterminato dopo le dichiarazioni del Presidente Cestaro di martedì.


22 gennaio 2008
Da: Massimo

Caro Giovanni,
la società ha annunciato il silenzio stampa! Non ricordo da quanto tempo una simile misura venisse presa qui a Padova. Cosa ne pensi? Comunque permettimi di farti i miei più grandi complimenti e di dirti che la tua voce manca moltissimo.

Massimo


    Caro Massimo, il comunicato col quale la società annuncia l'«interruzione di ogni rapporto con la stampa a tempo indeterminato» è un pezzo di straordinaria comicità. Io pensavo che la vena di ridicolo involontario si fosse fermata all'incredibile dicotomia delle dichiarazioni di Cestaro, apparse martedì su alcuni quotidiani locali (laddove su Leggo il Presidente annunciava di rilanciare la sua attività con entusiasmo, mentre su Il Gazzettino dichiarava l'esatto opposto preconizzando addirittura un prossimo addio), invece si è arrivati a toccare vette di spirito inaudite. Si decide il silenzio stampa adducendo come motivazione l'uso di «toni eccessivi e fuori luogo» nei confronti del Cavaliere Cestaro; il che non è male, considerato che solo domenica scorsa lo stesso Presidente ha aggredito un collega in sala stampa. Il fatto è che - al di là dell'episodio specifico - questa società riesce ogni volta di più a mostrarsi inadeguata: e non solo dal punto di vista di risultati sportivi, che sono sotto gli occhi di tutti (tra l’altro: sarà interessante capire adesso quale effetto potrà avere sui calciatori l’aria di smobilitazione paventata da Cestaro), ma anche in quello dei rapporti con i mezzi di comunicazione. Io questo l'ho sostenuto da tempi non sospetti, e ho pagato la critica a caro prezzo; ma - come ha scritto il presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto - «il Calcio Padova evidentemente gradirebbe che i giornalisti si dedicassero unicamente a tessere le lodi della società, relegandoli al ruolo di ospiti sgraditi quando osano criticarla; ma l'informazione è un diritto costituzionalmente garantito e nessuno può arrogarsi la decisione di scegliersi i giornalisti graditi». A questo punto l'unica possibilità di non farsi travolgere dallo spirito di "autodistruzione" (come ha scritto benissimo Marco Lorenzi) è quella che Rossi e Meluso sappiano prendere in mano il gruppo di calciatori, lo isolino da tutto, e, anche con la forza della rabbia e della sfida che in questo momento li permea, riescano a ritrovare la fiducia in sé stessi e puntare agli obiettivi fissati ad inizio stagione (che sono ancora a portata di mano). D'altronde manca ancora moltissimo e Padova non può più aspettare.  GV

Giovanni Viafora - giovanni.viafora@biancoscudati.net


Ritratto di Marcello Cestaro PDF Stampa E-mail
giovedì 24 gennaio 2008
ImageRiportiamo l'articolo apparso oggi su "Il Corriere del Veneto", nel quale viene ritratto in primo piano il Presidente del Padova, Marcello Cestaro.

PADOVA – Arrivò alla fine del 2002 pieno di entusiasmo e, per sua stessa ammissione, “capendo ben poco di pallone”. Attese qualche mese, poi lentamente si tuffò in un mondo in cui, se non sai nuotare, prima o dopo anneghi. E l'impressione è che, a distanza di cinque anni e spiccioli da quello sbarco su Padova, Marcello Cestaro sia rimasto vittima delle sue stesse contraddizioni. Una persona buona, generosa e disponibile, ma incapace di circondarsi di collaboratori che lo sapessero guidare e aiutare ad orientarsi. E che magari lo avessero aiutato ad evitare che il presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto Gianluca Amadori scrivesse in una nota che “evidentemente il Calcio Padova gradirebbe che i giornalisti si dedicassero unicamente a tessere le lodi della società, relegandoli al ruolo di ospiti sgraditi quando osano criticarla. Ma l’informazione è un diritto costituzionalmente garantito e nessuno può arrogarsi la decisione di sciegliersi i giornalisti graditi”. Nel suo comunicato diffuso ieri sul far della sera, quel riferimento alla stampa veronese e vicentina, dove “giornali e i giornalisti sono un grande sostegno alla squadra e alla tifoseria, nonostante i giusti distinguo e le critiche oggettive” fa onestamente sorridere. Non ci sarebbe bisogno di ricordare in questa sede che Pastorello non poteva neppure uscire di casa nell'ultima parte della sua esperienza in Riva all'Adige, incalzato da tv, radio e giornali a dir poco ostili. O che in passato Vicenza è stata più volte teatro di aspri scontri dialettici fra giornalisti e società. Basterebbe ad esempio tenere ben a mente che, nonostante un “Pavia macellai” urlato ai quattro venti dal megafono dello stadio Euganeo durante una partita casalinga, i tanti allenatori (Glerean, Ulivieri, Pellegrino) assunti e poi cambiati, gli errori gestionali da principiante (regola numero uno in un club calcistico: prima il direttore sportivo, poi l'allenatore, ci siamo arrivati soltanto quest'anno...) una comunicazione a dir poco caotica con gli organi di informazione, l'eccessiva mordidezza con i giocatori che in campo in molte occasioni sono sembrate le pallide controfigure di se stessi, i giornalisti padovani gli hanno perdonato sempre praticamente tutto. Perché Cestaro secondo molti è e resta l'unica speranza in un mondo imprenditoriale padovano eternamente sordo al richiamo della gloriosa squadra che fu di Nereo Rocco. Alla fine, però, Cestaro è rimasto vittima di se stesso. Con quella brutta sceneggiata in sala – stampa dopo Padova – Cittadella ha visto ritorcersi contro tutto. Se scrivi bene ti invito a cena, se scrivi male ti lascio a casa. Amici e nemici, dunque. Eppure alla fine tutto finiva per ricomporsi, perché l'obiettivo è sempre stato quello di centrare la promozione in serie B. Fino a quando Marcello da Schio ha detto basta. Spiegando che la colpa del suo addio a giugno “ era dei giornalisti”. Anzi, “ di alcuni giornalisti”. Quelli sgraditi.

Dimitri Canello - Il Corriere del Veneto



Il saluto di un non corporativista PDF Stampa E-mail
giovedì 24 gennaio 2008
ImageIl nostro collaboratore Luigi Mancino annuncia il suo distacco dal sito tornando sulla polemica innescata dalla lettera aperta di Marcello Cestaro.



Mi trovo a dover scrivere del mio “commiato” proprio in piena bufera. E’ inevitabile quindi un accenno a ciò che è successo in questi giorni, culminato poi con la lettera aperta che Marcello Cestaro ha inviato a tutti i tifosi tramite il sito ufficiale della società.
Che dire, pur non essendo un giornalista (scrivo solo per hobby e i miei articoli sono frutto di passione e diletto) mi sono sentito particolarmente contrariato a leggere le parole dell’imprenditore vicentino: penso sia ingiusto dover addossare la colpa solo ed esclusivamente ad una categoria che, non lo metto dubbio, avrà commesso i suoi errori (forse non sempre in buonafede) ma che, allo stato attuale, non può essere il capro espiatorio di un fallimento durato cinque anni.
Ritengo quindi che si debba essere onesti, con sé stessi e con i veri tifosi, coloro i quali non vanno dietro alle chiacchiere da bar ma che allo stesso tempo non credono alle “favolette” che qualcuno nelle ultime ore ci ha propinato. Se in cinque anni si investono tanti milioni di euro per il bene del Padova ma si finisce sempre per essere gli “zimbelli della serie C” probabilmente c’è qualcosa che non va! Qualcosa che però non può essere addebitato solo ed esclusivamente ai giornalisti (e lo capirebbero anche i bambini…) ma che forse va a toccare talmente tante sfaccettature che anche l’Hercule Poirot di turno farebbe fatica a capire.
I successi, così come i fallimenti, vanno condivisi, si vince e si perde tutti insieme. Nel caso del Padova quindi, l’insuccesso della gestione Cestaro è da imputare a tutti, indistintamente: collaboratori, politica  e imprenditoria locale (troppo facile menzionare la questione Euganeo?), tifosi e, appunto giornalisti. Il paragone con Vicenza e Verona, oltretutto, regge poco: berici e scaligeri, nonostante una stampa “accondiscendente” stanno inanellando stagioni pessime, non tanto migliori di quelle vissute nella Padova dei giornalisti “corporativisti”.

Chiusa questa corposa parentesi, ringrazio di cuore Marco Lorenzi che più di un anno fa, a “scatola chiusa”, mi concesse la fiducia di poter intraprendere una piccola grande avventura chiamata biancoscudati.net. Probabilmente curerò ancora qualche rubrica settimanale ma con il passare dei mesi sarò sempre meno presente. A causa di impegni professionali, infatti, mi troverò costretto a dover ridurre sensibilmente il mio apporto alle vicende del sito che, comunque, seguirò sempre con tanto affetto e interesse. Mi auguro che il mio graduale disimpegno riesca ad essere compensato dall’arrivo di nuovi e appassionati collaboratori che, ne sono certo, aiuteranno biancoscudati.net a crescere ulteriormente. Un sentito “grazie” va anche ad Antonio Ammazzagatti e Francesco Chiarenza, persone che pur lavorando “dietro le quinte” hanno il grande merito di aver reso (e rendere) fruibile a tanti tifosi ed addetti ai lavori quella che per diverse settimane era stata solo un’idea abbozzata su carta…

 

Luigi Mancino - luigi.mancino@biancoscudati.net



Chi sono i colpevoli? PDF Stampa E-mail
giovedì 24 gennaio 2008
ImageMarcello Cestaro ha rivolto ai tifosi una lettera nella quale prova a spiegare le motivazioni che lo hanno indotto a prendere decisioni drastiche in merito al futuro della sua Società. Il suo imminente abbandono della sede di Viale Rocco è da imputare non a politici, istituzioni o tifosi, ma ai... giornalisti.


La tempesta sarà anche cessata, ma i danni che l'autentica grandinata che ha colpito l'ambiente biancoscudato tra domenica e martedì appaiono ingenti. Lo ha sottolineato il Presidente del Padova, Marcello Cestaro, in una lettera aperta ai tifosi, nella quale il Cavaliere originario della provincia vicentina non solo ha ribadito a chiare lettere la volontà di lasciare la città del Santo al termine della stagione, ma anche indicato la causa scatenante di tale improvvisa decisione.
"A Padova invece si è sempre pervicacemente “contro”. - scrive Cestaro nelle battute finali della sua disquisizione - Ed allora, cari tifosi, me ne vado e, a scanso di equivoci, non vado via per colpa dei politici, dei tifosi, dei giocatori o dei miei collaboratori, ma per colpa di alcuni giornalisti."

Stupore e tanti interrogativi.
Non ci siamo, non ci siamo proprio. Chi si attendeva una lucida disamina delle cause che hanno portato il Presidente ad esplodere il proprio malcontento dopo la gara contro il Cittadella, sarà rimasto evidentemente deluso, perchè nelle righe scritte dal numero uno della S.p.a. biancoscudata emerge soltanto un senso di delusione che con una velleitaria arrampicata sugli specchi viene nascosta da motivazioni puerili che mai, lo ammettiamo, avremmo pensato potessero essere davvero adottate per fare da paravento ad una decisione così importante.
Una cosa è certa, oggi. Il momento di estrema difficoltà nel quale versa il Calcio Padova, situazione che annualmente (da almeno cinque stagioni) si ripropone all'ombra del Santo, non può essere imputato ad un cattivo comportamento della categoria "giornalisti". Non può e non deve essere questa la motivazione, perchè pretestuosa, puerile e, aggiungiamo, un tantino fuori luogo.
Le dichiarazioni apparse nella homepage del sito ufficiale della società ci sembrano piuttosto condite con una buona dose di quel che si dice "cercare un alibi", magari per un momento di sconforto e per la vera volontà di lasciare la barca biancoscudata, ma con ben altre motivazioni lasciate dietro le quinte.

Soci.
Quanto a coloro che ruotano attorno all'organigramma dirigenziale ed al consiglio di amministrazione, rimaniamo basiti, nel constatare una volta in più l'assenteismo che li ha sempre contraddistinti, fin dal loro arrivo in casa biancoscudata. Un paio di dichiarazioni, che sembrano uscire da un manuale per imparare a costruire luoghi comuni.
Quote societarie risibili, impegni presi a parole e dimostrazioni di affetto in grande stile: poi? Il nulla. Vedremo, quando davvero giungerà il momento, per il Presidente, di fare le valigie, se al buon allenamento con la retorica farà seguito un impegno concreto oppure se abbandoneranno anch'essi la nave perchè il tempo delle parole è finito per sempre.

Chi sono i colpevoli? La bomba scoppiata martedì lasciava presagire considerazioni ben precise da parte del Presidente Cestaro. In tutta franchezza, l'affermazione del Cavaliere "Un giorno dirò tutto, farò i nomi, per il momento mi fermo qui" ci ha fatto cadere un mattone piuttosto pesante tra capo e collo. I nomi di chi? Ed in relazione a che cosa, soprattutto? Lo ripetiamo a gran voce, chiedendo una risposta sincera, come abbiamo sempre creduto essere l'animo della persona di Marcello Cestaro, che giunga immediatamente a chiarire un dubbio pesante ed in grado di gettare ombre di non poco conto su una categoria, quella dei giornalisti, che nella lettera aperta di ieri è stata (indegnamente, permettetecelo) attaccata nella sua generalità.

Marco Lorenzi - marco.lorenzi@biancoscudati.net



http://www.biancoscudati.net/index.php


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24 gennaio 2008

Padova, Cestaro se ne va in polemica con i giornalisti

Padova, Cestaro se ne va in polemica con i giornalisti
Pubblichiamo la lettera aperta che l'ormai ex presidente biancoscudato ha rivolto ai tifosi. Cestaro spiega ai sostenitori del Padova il perchè del suo addio: "Non posso vivere con un giornalismo così orientato e schierato"
23.01.2008 21.10 di Alessio Calfapietra Contatta Alessio Calfapietra    articolo letto 808 volte
Fonte: http://www.padovacalcio.it/
Cari tifosi biancoscudati, in questi ultimi due giorni molte cose sono state scritte sul Calcio Padova e sul mio conto e per rispetto a voi e a questa Società mi urge fare chiarezza su alcuni aspetti della polemica innescata.
Domenica dopo che, prima società italiana di C1, abbiamo introdotto la stretta di mano prima e dopo la partita, modestissimo segnale per svelenire questo esasperato mondo del pallone, tutte le nostre buone intenzioni sono state offuscate dall’episodio che la stampa ha riportato i questi giorni. Dal mio punto di vista in maniera faziosa e, mi sia consentito, corporativista. Io sono sempre stato disponibile, nel dopo partita, come è giusto che sia in sala stampa con televisioni e giornali. Terminata la partita, al di là del risultato, dopo aver fatto i complimenti alla squadra per la prestazione, nonostante il risultato non fosse quello sperato, ho avuto il piacere di dialogare in amicizia con il presidente del Cittadella Angelo Gabrielli, persona squisita che stimo da tempo. Iniziata la conversazione, di lì a pochi istanti si è aggiunto il vicesindaco Sinigaglia. Bene, nel mentre succedeva tutto ciò, venivo invitato da un giornalista di una televisione locale a fare un’intervi sta. La prima volta ho risposto “aspetti un attimo, sto parlando con il signor Gabrielli”, alla terza maleducata intrusione sono sbottato, certamente usando toni sopra le righe. Un giornalista (perché lui soltanto?) si è intromesso alle spalle, ergendosi a difesa dell’intera categoria, senza tener conto che stavo parlando con l’ospite, adducendo il fatto che lui era lì per lavorare. E tutti gli altri, compresi noi, cosa facevano lì in sala stampa? Se io sono sbottato è certo dovuto al fatto che in questi casi un po’ di buona educazione nei riguardi di tutti i presenti, credo non stoni.
Basta leggere alcuni quotidiani di oggi per capire come tutto sia rappresentato con un solo motivo, mettere in cattiva luce il sottoscritto, e questo poco importa, ma soprattutto il Calcio Padova e tutti quelli che ci lavorano, ci dedicano la propria passione, l’impegno e la professionalità. Siamo consapevoli che il Padova è “un bene pubblico”, abbiamo la fortuna di avere l’attenzione di molti e quindi dobbiamo accettare le critiche di molti. Sono arrivato a Padova cinque anni fa da neofita del calcio, pian piano mi sono appassionato e emozionato per questa maglia, per questa squadra, per questa città, profondendo energie fisiche umane ed economiche, ma al termine di questi cinque campionati sono giunto alla convinzione che il mio errore, in mezzo a tanti altri che ho sicuramente commesso in questi anni, sia anche stato quello di non aver tenuto a debita distanza i giornalisti, così come fanno abitualmente i colleghi di altre Società.
Il mio no alla C1 o alla B, lasciando il Padova in altre mani, è motivato dal fatto che non posso vivere con un giornalismo così orientato e schierato. Ad avvalorare le mie tesi potrei citare i quotidiani di piazze come Vicenza o Verona dove le cose vanno diversamente. Il Vicenza, come è noto, è penultimo in classifica in B, il Verona ultimo in C1, e da sportivo mi dispiace per entrambe, ma là i giornali e i giornalisti sono un grande sostegno alla squadra e alla tifoseria, nonostante i giusti distinguo e le critiche oggettive. A Padova invece si è sempre pervicacemente “contro”. Ed allora, cari tifosi, me ne vado e, a scanso di equivoci, non vado via per colpa dei politici, dei tifosi, dei giocatori o dei miei collaboratori, ma per colpa di alcuni giornalisti.
E comunque, sempre, Forza Padova!
Marcello Cestaro
http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=90185

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